Omo X: lo scooter elettrico a guida autonoma



Omo X è l’ultima frontiera degli scooter elettrici. Guida autonoma, design modulare e sistemi di sicurezza da auto premium. Se l’è inventato una startup cinese ed è pronto a conquistare il mercato asiatico dal 2026. Una nuova sfida per il futuro della mobilità urbana?

La sua presentazione ufficiale in quel di Giacarta (Indonesia) è stata un one-man-show. Nel vero senso del termine. Omo X è arrivato sul palco da solo, in modalità di guida completamente autonoma. Nessun pilota, nessun telecomando visibile, solo uno scooter con una mente propria che si svela al mondo.

E’ successo davvero e, da quello che si legge in giro, i creatori di questo ambizioso scooter elettrico fanno sul serio. O almeno ci provano.

Un “robot” su due ruote

Omo X è stato forgiato dalla startup cinese Omoway, un team di esperti dirigenti ed ingegneri provenienti dal mondo auto (Xpeng), che ha volutamente scelto di produrre uno scooter con la mentalità dell’industria automobilistica e hi-tech. Il risultato è abbastanza stupefacente.

Il tratto distintivo di Omo X è il suo “cervello” pensante, sviluppato attorno ad un’architettura chiamata Halo Pilot che permette allo scooter di avere capacità uniche per un due ruote. L’elenco dei dispositivi è lungo. Ha il cruise control adattivo, parcheggia e va in retromarcia in maniera autonoma, può essere “richiamato” tramite telefono in remoto, può anche auto-bilanciarsi a basse velocità.

A queste funzionalità aggiunge una suite completa di funzioni di sicurezza integrate, tipiche da auto premium, come l’avviso di collisione, l’assistenza alla frenata di emergenza o il monitoraggio degli angoli ciechi. Il tutto grazie ad un sistema di telecamere anteriori e posteriori. Omo X può persino comunicare con altri mezzi tramite la tecnologia V2V, ovvero da veicolo a veicolo.

Omo X, uno e trino

Come se non bastasse il “carico” tecnologico, i cinesi hanno pensato ad Omo X come ad un maestro del travestimento. Il suo design è infatti modulare, cioè può essere configurato per adattarsi a diversi stili di guida o esigenze.

Di fatto il telaio modificabile può offrire tre scooter diversi in uno. Una prima struttura da scooter “classico” per la guida agevole in città, una seconda più sportiva, a cavalcioni in stile moto, e un’ultima configurazione touring, con tanto di borse laterali e bauletto per trasformarsi in moto da distanze più lunghe.

Si parte dall’Indonesia. Prezzo super?

Puntando quindi su tecnologie, personalizzazione e versatilità, Omo X si appresta dal 2026 ad invadere il mercato del Sud-Est asiatico, dove gli scooter sono i protagonisti assoluti degli spostamenti quotidiani. Poi si vedrà. La produzione sarà in Indonesia, con piena manifattura locale. Una location non casuale, visto lo sviluppo del settore a quelle latitudini.

All’appello mancherebbero in realtà le specifiche prestazionali di base – potenza, batterie, autonomia ecc.. – ma per un oggetto del genere al momento possono anche passare in secondo piano. Anche sul prezzo non c’è nulla di ufficiale, ma si parla di una cifra finale intorno ai 3.500 euro, decisamente competitiva per uno mezzo così avanzato.

Senza dubbio Omo X è una scommessa. E anche molto ambiziosa. Un progetto che con le giuste spalle coperte, come pare sia, potrebbe però rivelarsi qualcosa di sorprendentemente concreto. Vedremo.

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Visualizza commenti (1)
  1. Io non ho capito se questi (come altri) ci sono o ci fanno. La guida autonoma su uno scooter? Ma invece di queste ca**ate perché non disegnano scooter, fattibili, vendibili, belli, e magari più grandi di un 50ino? Così giusto per non fallire! Poi, una volta affermatosi sul mercato magari possono anche lanciarsi in qualche “esperimento ” come questo…..

  2. Bene, qui invece gli scooter elettrici non li compra nessuno, sono mosche bianche. Eppure in Italia ci sono moltissime zone dove per buona parte dell’anno potrebbero essere sostituiti dell’auto, snellendo il traffico, abbattendo inquinamento, rumore e problema di parcheggi. Perché se ne vedono in giro pochi? Secondo me due motivi: prezzo ancora alto e i concessionari che non vogliono venderli. Escludendo le grandi città come Roma o Milano nel resto d’Italia è un’impresa riuscire a comprarne uno e ad avere assistenza, quelli a benzina li vende e li ripara chiunque

  3. Alessandro D.

    Cambiategli il nome, o in Europa l’ OMO(s)X ha un destino segnato.
    Segnato male direi. 😛

    p.s.
    Qualsiasi motociclo a guida autonoma, allora tantovale che abbia 3 ruote come l’MP3.
    Perchè nessuno ci pensa che l’MP3 elettrico sarebbe “la morte sua”?
    Che tanto già pesa 3 quintali anche quello a benzina?

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