I nuovi brevetti Yamaha mostrano un modello inedito, lontano dai precedenti progetti: un motore centrale con trasmissione a cinghia, batterie rimovibili e una ciclistica completamente diversa.
Yamaha non ha ancora annunciato nulla, ma i brevetti che stanno circolando già raccontano tanto. Nei giorni scorsi sono emersi alcuni disegni depositati in Giappone che mostrano uno scooter elettrico completamente nuovo e, soprattutto, molto diverso dai modelli già conosciuti del costruttore giapponese (leggi la nostra prova del NEO’s). Non si tratta di un semplice studio di stile: il veicolo appare praticamente definitivo, tanto da far pensare che il debutto possa non essere lontano. Il progetto emerso dai brevetti, sembra appartenere a una nuova generazione di veicoli, piuttosto distante dall’E01.

La prima differenza riguarda l’architettura meccanica. Mentre gran parte degli scooter elettrici utilizza un motore integrato nel forcellone o direttamente nel mozzo della ruota posteriore, Yamaha ha scelto una soluzione più vicina a quella motociclistica. Nei disegni si vede chiaramente un motore collocato al centro del telaio, che trasmette il moto alla ruota attraverso una cinghia dentata. Una scelta che consente di ridurre le masse non sospese, migliorare il comportamento dinamico e semplificare gli interventi di manutenzione rispetto a un motore nel mozzo.
Interessante anche la disposizione delle batterie. Dai brevetti si nota che sono collocate sotto la sella e, con ogni probabilità, saranno removibili, seguendo la filosofia già adottata sul piccolo Yamaha NEO’s. Questa configurazione ha influenzato anche il progetto della ciclistica: gli ammortizzatori posteriori sono infatti posizionati più avanti rispetto a quanto avviene normalmente sugli scooter, in modo da lasciare spazio al vano destinato ai moduli batteria.

Design definitivo?
Anche il design lascia intendere che il progetto sia ormai maturo. Il frontale presenta una firma luminosa composta da cinque elementi LED, mentre il posteriore adotta un gruppo ottico dal disegno molto più elaborato rispetto agli attuali scooter Yamaha. Sul manubrio compare un piccolo display TFT e l’assenza del tradizionale blocchetto della chiave lascia intuire l’adozione di un sistema keyless. Nei retroscudo sono inoltre visibili diversi vani portaoggetti.
Mancano i numeri
Naturalmente i brevetti non raccontano tutto. Al momento non esistono informazioni ufficiali su potenza del motore, capacità delle batterie, autonomia o tempi di ricarica. Non è nemmeno noto il nome definitivo del modello né quando potrebbe arrivare sul mercato.
Quello che emerge con chiarezza, però, è la volontà di Yamaha di continuare a investire nella mobilità elettrica. Dopo il NEO’s e il progetto sperimentale E01, questo scooter sembra rappresentare un passo ulteriore, con un’impostazione tecnica più sofisticata e soluzioni sviluppate specificamente per un veicolo a batteria.


