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Nuovo piano della ricarica approvato in Germania

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Nuovo piano della ricarica approvato in Germania: il governo ha dato il via al secondo pacchetto di provvedimenti per avere un network capillare e digitale.

nuovo piano della ricarica
Le immagini sono tratte dal sito del Bundesministerium für Digitales und Verkehr.

Nuovo piano della ricarica: priorità a come individuare i siti adatti

Easy charging. That is our mission“, ovvero “Ricarica facile. Questa la nostra missione“. È la frase che accompagna accompagna la pubblicazione del piano, firmato dal ministro per il digitale e i trasporti, Volker Wissing. 40 pagine con la “tabella di marcia per garantire che la Germania disponga di un’infrastruttura di ricarica a livello nazionale, basata sui bisogni e di facile utilizzo“. Fondamentale per un Paese che vanta già sulle strade un milione di auto elettriche (ne sono sono state immatricolate 470.592 nel solo 2022). Non più una nicchia, dunque, ma una grande realtà. Il piano si preoccupa anzitutto di come individuare le aree adatte alla ricarica, nella sezione intitolata:  “Pianificazione: individuare la domanda e aiutare nella ricerca dei siti adatti“. Con sezioni in cui si illustrano finanziamenti, implementazione e rendicontazione dei progetti.

nuovo piano della ricaricaObblighi per le aziende e misure per le installazioni nelle grandi città

Ovviamente una parte importante è dedicata alla ricarica negli edifici privati e nelle aziende. Queste ultime devono, ad esempio, garantire che entro la fine del 2025 un quarto di tutti i parcheggi dei dipendenti sia dotato di ricarica. Mentre per le colonnine pubbliche l’approccio è di incentivare la competizione tra privati, lasciando ai gestori di determinare dove installare. Senza le misure per incentivare il posizionamento nelle aree più svantaggiate come fatto in altri Paesi, Italia compresa. Ci si concentra piuttosto sulle grandi città, in particolare sui quartieri più densamente popolati. Nel piano si legge che “sulla base della domanda, il Ministero esaminerà entro il primo trimestre 2023 le opzioni di tariffazione per gli utenti senza il proprio parcheggio. Riservandosi di sostenere anche finanziariamente nuove installazione per questi ultimi.

nuovo piano della ricaricaNuovo piano della ricarica: focus anche sui mezzi pesanti e sul V2G

Anche i costruttori e i distributori di carburanti saranno chiamati a fare la loro parte. Per questi ultimi è previsto che entro il 2026 almeno il 75% della rete disponga di caricatori da almeno 150 kW. Quanto ai mezzi pesanti, il piano contiene 10 misure legate in gran parte alla trasparenza delle informazioni per mappare la domanda e i requisiti di rete. Oltre a misure concrete per l’approvvigionamento dell’energia. “Stiamo gareggiando per una rete di ricarica rapida per camion elettrici lungo i principali assi di trasporto. Dando così il via libera al trasporto merci elettrico in Germania e nella UE“. Quanto al V2G, ovvero i mezzi elettrici che fungono anche da accumulatori in grado di restituire energia alla rete, il Ministero vuole esaminare lo stato dell’arte. Per capire se “sono necessarie nuove regole per lo stoccaggio mobile nel quadro legale. In modo che possano essere inserite nel quadro normativo per le flessibilità di rete e di servizio del mercato”.

  • Auto elettriche per tutti: dove ricaricheremo? Guarda il video

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16 COMMENTI

  1. è sempre interessante leggere che nessuno obbliga all’elettrico.. 🤣

    entro 2 anni tutte le aziende dovranno avere un quarto degli stalli elettrificato: chi paga?

    questi dipendenti pagheranno la corrente o sarà ogiugno?
    se sarà quest’ultima, ci sarà un corrispettivo per gli ice?

    aziende che non hanno dipendenti bev?
    predisponiamo e lasciamo marcire l’impianto inutilizzato?

    • Uhm… Ho trovato al link indicato nell’articolo un PDF con il piano.

      Per quanto riguarda il “25%”: Io ho trovato solo indicazioni per “infrastruttura di ricarica per i parcheggi delle autorita’ pubbliche”. In pratica, i parcheggi degli enti pubblici federali (Punto 32 del documento).

      Se ce ne sono altri mi sono sfuggiti.

      Ma se sono solo gli enti pubblici, e’ un bel segnale, ma non e’ particolarmente eclatante.

      Per quanto riguarda gli “ICE”: perche’ dovrebbe esserci un corrispettivo, dal momento che il “masterplan” e’ per la transizione all’elettrico?

      • io guardo quanto scritto nell’articolo, che parla di “obbligo alle aziende”..

        ice: semplice, se l’azienda X da corrente gratis ad alcuni, da dipendente della stessa mi aspetto un adeguamento (buoni, supplemento in busta ecc.) pari ai bevvisti. vengo e svolgo il mio lavoro come gli altri e non vedo perché alcuni dovrebbero avere delle agevolazioni in più..
        “masterplan”: sono stato assunto per lavorare, non per transizionare.

        • Sull’articolo, sono perplesso,e vorrei chiarimenti anch’io.

          Per l’altro punto: lei puo’ desiderare quello che preferisce, ma se lo scopo e’ la decarbonizzazione, dare un contributo in elettricita’ ha senso, dare un obolo per i carburanti (come fanno qui da noi con il “welfare aziendale”) no.

          Lei e’ libero di usare il mezzo che preferisce, e lo stato (o l’azienda) puo’ elargire i benefit che preferisce.

          • e io da dipendente se lavorare o meno..

            proviamo così: siete in una azienda di 10 persone, e lei e altri 2 svolgete le stesse mansioni con la stessa produttività. solo che agli altri 2 vengono dati benefit e a lei no: mi dica la sua reazione da dipendente a questa disparità di trattamento..
            di questo sto parlando.

          • @ernesto visto che stiamo nidificando troppo.

            Capisco che le possa dar fastidio, ma se l’azienda da lo stesso benefit a lei e ai suoi colleghi (la disponibilita’ di caricare gratuitamente o a pagamento) lei non ha di che lamentarsi. Sta a lei decidere se sfruttare il benefit o no. Ci sono tante convenzioni aziendali o benefit che non sfrutto o non posso sfruttare, ma non me ne lamento…

    • Le aziende non saranno obbligate, lo faranno se gli converrà. Già oggi in Italia l’azienda dove lavoro io (società Italiana proprietà di un gruppo Francese) nel suo garage ha fatto installare (nel 2019) due prese industriali per la ricarica dei veicoli elettrici. Gratis. Nessuno dei dipendenti aveva auto elettriche o PHEV, nessuno gliele aveva chieste. Oggi siamo diversi a usarle. E l’azienda senza che nessuno gliele chiedesse sta pensando, dovendo rifare la cabina elettrica, di installare almeno 10 colonnine vere e proprie. Perché? Incentivi pubblici zero. Per responsabilità sociale d’impresa? per green washing? Per incoraggiare i dipendenti? Chissene del perché. Gli conviene e va a vantaggio di tutti. Punto. Queste cose se sono buone avranno futuro se.no, no. Io spero che ne abbiano.

    • Guarda che le aziende hanno già incentivi per le colonnine oltre a molti altri, il problema è la mentalità dei titolari, io lavoro in un azienda che è da anni che punta al green, impianto fotovoltaico, ora colonnine, tracciabilità degli scarichi di produzione con riciclo, meno immondizia, e suddivisa , certificati bianchi, perché chi acquista vuole sapere come e quanto inquina l’azienda, basta solo un po’ di volontà per proiettare un azienda nel futuro green, o fregarsene e fare il massimo degli utili e poi quando sarà chiudere.

  2. La Germania arriva adesso perché il numero di elettriche vendute è importante, l’Italia farà lo stesso col medesimo ritardo, la politica ha notoriamente scarsa lungimiranza.

    Noto alcuni aspetti:
    * Si conferma l’idea mia e del governo italiano di puntare forte ai distributori esistenti, chiedendo di aggiungere colonnine (in Germania si va ben oltre obbligando il 75% a farlo)
    * Sì conferma l’idea mia dell’incubo grandi città dove non tutti hanno un garage e la notte faticano già a trovare parcheggio (ieri ero a Mergellina ad ammirare il paesaggio e la capacità dei napoletani di parcheggiare in modo fantasioso)
    * Sì smentisce la mia idea di ricariche hpc da 500 kW e oltre che sembrano riservate solo ai mezzi pesanti, limitandosi a ben misere ricariche da 150 kW i privati. Ovviamente ritengo la scelta molto miope, visto che ci sono già in commercio auto che ricaricano a 500 kW e ovviamente presto ne arriveranno tante altre (qualcuno ha detto StoreDot?)

    • – “Non tutti non hanno un Garage….”
      Non è rappresentativo del tappezzamento notturno di termiche per strada.
      Sarebbe bello poter postare o meglio allegare file jpeg qui così da inquadrare e fotografare la realtà attuale del parco auto per strada di notte ed avere un parametro di quante colonnine occorrerebbero per soddisfare le necessità quotidiane di Kw per utente..
      Diversamente prepariamoci a processioni di auto incolonnate in attesa di caricare.
      I Punti Covid insegnano…

      • #Non tutti hanno un garage# vero ma è stata una loro scelta, perché, molto semplice i garage costano i parcheggi in strada sono costati alla collettività, ma vivo in condominio non ho fotovoltaico, vero anche qui è stata una scelta, perché in quel momento faceva comodo così, io ho scelto di andare a vivere in un paesino faccio 70km al giorno per andare a lavorare è stata una mia scelta, ora come allora la trovo comoda giardino , garage , non ho ancora il fotovoltaico ( non è casa mia, ma ci stiamo attrezzando), ma carico dalla rete , io sono il folle che trent’anni fa a deciso di stare alla larga dalle città 🤷 non avendo neanche i servizi basilari, e con 700 abitanti non si poteva pretendere altro.

    • /// per le colonnine pubbliche l’approccio è di incentivare la competizione tra privati, lasciando ai gestori di determinare dove installare. Senza le misure per incentivare il posizionamento nelle aree più svantaggiate come fatto in altri Paesi, Italia compresa. Ci si concentra piuttosto sulle grandi città, in particolare sui quartieri più densamente popolati \\\ Almeno in questo l’Italia sembra avere agito un pó meglio..

      • Non so se ha agito meglio…

        Voglio dire, il privato ha convenienza ad installare le colonnine dove pensa di fatturare.

        *Nel lungo periodo*, dovermo avere le colonnine ovunque, ma pagare per far mettere colonnine che resteranno inutilizzate, non mi pare una grande strategia.

        • /// pagare per far mettere colonnine che resteranno inutilizzate, non mi pare una grande strategia \\\ Neanche a me, infatti non volevo dire di far mettere lo stesso numero di colonnine anche nelle zone meno abitate, solo di garantire un minimo di copertura dappertutto. Tenendo conto di situazioni particolari come le localitá di vacanza che si trovano in zone normalmente poco abitate ma con un “pienone” di turisti per 2/3 mesi all’anno.

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