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Nuovo blitz di Greenpeace contro VW: “Non è green”

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Un'attivista mostra le chiavi di centinaia di auto sottratte dal deposito VW nel porto di Emden.

Nuovo blitz di Greenpeace contro Volkswagen: sottratte le chiavi di centinaia di auto, portate simbolicamente su un ghiacciaio in via di scioglimento.

nuovo blitz di Greenpeace
Il report in cui Greenpeace accusava la VW di bluffare sul numero di auto elettriche vendute.

Nuovo blitz di Greenpeace: sottratte le chiavi di centinaia di auto e portate su un ghiacciaio

Evidentemente la conversione all’elettrico voluta dal presidente Herbert Diess non convince ancora gli attivisti di Greenpeace. Questo è il motivo per cui mercoledì scorso hanno rubato le chiavi di da centinaia di veicoli VW parcheggiati nel porto di transito di Emden. E le hanno portate sul ghiacciaio Schneeerner, sullo Zugspitze, dove due giorni dopo la Polizia ha provveduto a recuperarle. È l’ennesimo attacco dell’associazione ambientalista contro il colosso tedesco. L’ultimo in ordine di tempo a febbraio: un report della ONG aveva accusato la VW di vendite fittizie di auto elettrificate, per evitare le multe UE. Ora Greenpeace ha scelto come teatro del suo blitz il ghiacciaio Schneeerner perché particolarmente colpito dai cambiamenti climatici. E il porto di Emden perché da lì la Volkswagen spedisce le sue auto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e si tratta quasi solo di veicoli a benzina o gasolio. Dei 9 milioni di auto vendute da Volkswagen in tutto il mondo nel 2020, solo 231 mila (il 2,5 %) erano completamente elettriche.

La Volkswagen non ha sporto denuncia

Gli attivisti sanno di andare incontro a sanzioni anche gravi con gesti come questo. La Polizia di Leer, nella Bassa Sassonia, sta indagando per violazione di domicilio e furto aggravato. Le testimonianze raccolte riferiscono  che un gruppo di una quarantina di persone non autorizzate era entrato nel parcheggio recintato della Volkswagen utilizzando scale. Gli agenti hanno già identificato 14 degli attivisti, che hanno riferito di avere raggiunto Emden chi in bicicletta, chi in gommone e chi in auto.
Un altro blitz di Greenpeace
Un altro blitz di Greenpeace, questa volta a Roma nel settembre scorso, per convertire temporaneamente parte di una trafficata strada della periferia nord-est della capitale in una pista ciclabile, con tanto di spray .

Greenpeace sostiene di non avere rubato nulla, ma solo “preso in prestito” le chiavi. Volkswagen non è entrata nei dettagli della vicenda, limitandosi a dire di essere “aperta a un dialogo critico“. Secondo una portavoce, il gruppo comunque non ha sporto denuncia. L’azione sullo Zugspitze è stata classificata dalla Polizia di Garmisch-Partenkirchen come “raduno non autorizzato“. Le chiavi sono state tutte recuperate: secondo gli attivisti erano circa 1.500, la Polizia aveva inizialmente stimato un numero tra 300 e 400.

 

 

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3 COMMENTI

  1. La gente deve capire una cosa che non è ovvia per tutti, ci sono persone sulla terra che odiano le auto, odiano ciò che rappresentano, ideologicamente.

    L’auto elettrica è per essi una sconfitta, la consacrazione definitiva della mobilità personale, l’auto elettrica non emette gas di scarico e non emette inquinamento acustico.

    Con l’auto elettrica gli odiato delle auto non avranno più appigli per giustificare politiche contro le auto.

    Premesso che da automobilista sfegatato (e fanatico dell’elettrico) sono per avere più aree pedonali nelle città e più parcheggi interrati barra nascosti. Distese di auto parcheggiate non sono oggettivamente belle da vedere nelle aree più pregiate architettonicamente delle città.

    Ma sono assolutamente contro i pazzi debosciati che ogni volta che si deve fare una strada propongono di andare tutti in bicicletta come soluzione al traffico, o straparlano di mezzi pubblici in comuni con densità abitativa da fame.

    Mi fermo qui perché poi divento imbruttito con gli epiteti.

    • Ci vanno eccome: mai visti gli assalti in gommone alle piattaforme petrolifere? Da questo punto di vista sono coerenti almeno.
      Inoltre con quel gesto non ce l’avevano con le auto elettriche, ma con la tecnica di immatricolare auto elettriche per non pagare le multe UE, per poi continuare a vendere auto termiche… o, perlomeno, a torto o a ragione, questo è ciò che sostengono.

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