Nuovi incentivi auto, Cina controcorrente: penalizza le piccole e-car

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Cambiano le regole per gli incentivi auto in Cina. Dal 2026 il programma di sostituzione dei veicoli abbandona i contributi fissi e introduce un sistema basato su percentuali del prezzo di acquisto. Una scelta che riduce il vantaggio per le auto più economiche – comprese molte elettriche compatte – e mantiene invece intatti i benefici per i modelli di fascia più alta, con effetti potenzialmente rilevanti anche per il mercato europeo.

L’annuncio arriva dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (NDRC) e dal Ministero delle Finanze cinesi e si inserisce nel più ampio piano di rinnovo dei beni di consumo, che comprende anche elettrodomestici e prodotti digitali.

Cina: ecco i nuovi incentivi auto

Il nuovo schema prevede che il contributo sia calcolato in percentuale al costo del veicolo nuovo, entro un limite massimo.

Per chi rottama un’auto vecchia e ne acquista una nuova, le regole sono le seguenti:

  • 12% del prezzo, fino a 20.000 yuan (circa 2.400 euro), per l’acquisto di un veicolo elettrico o ibrido plug-in
  • 10% del prezzo, fino a 15.000 yuan (circa 1.800 euro), per auto a benzina con motore fino a 2.0 litri

Per chi non rottama ma permuta un veicolo usato, le percentuali scendono ulteriormente:

  • 8% del prezzo, fino a 15.000 yuan, per i veicoli a nuova energia
  • 6% del prezzo, fino a 13.000 yuan, per le auto a benzina fino a 2.0 litri

In questo caso, il contributo diventa più selettivo e meno generoso rispetto al sistema precedente, soprattutto per i modelli entry-level.

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Uno schema riepilogativo degli incentivi 2026 in Cina (fonte: CarNewsChina.com)

Più controlli e meno flessibilità

Il Ministero del Commercio ha chiarito criteri piuttosto rigidi. Per la rottamazione, possono accedere agli incentivi:

  • auto a benzina immatricolate prima del 30 giugno 2013
  • diesel e altri carburanti prima del 30 giugno 2015
  • veicoli elettrici immatricolati prima del 31 dicembre 2019

In tutti i casi, il veicolo deve essere intestato al richiedente prima dell’8 gennaio 2025. Per la permuta, vecchia e nuova auto devono essere intestate alla stessa persona e acquistate nella stessa provincia.

Penalizzate le elettriche più economiche

L’effetto più evidente del nuovo sistema riguarda le auto a basso prezzo. Un esempio citato dagli analisti è la Geely Xingyuan, uno dei modelli più venduti nel 2025, con un prezzo intorno ai 70.000 yuan (circa 8.500 euro). Con il vecchio sistema avrebbe potuto beneficiare quasi interamente del sussidio massimo (20.000 yuan), ma con il nuovo schema, l’incentivo si riduce drasticamente perché legato alla percentuale sul prezzo.

Va da sè che, al contrario, i modelli più costosi continueranno a raggiungere il tetto massimo previsto.

Il messaggio implicito è chiaro: meno sussidi per l’auto elettrica “minima”, più sostegno a veicoli di fascia superiore.

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Il modello più venduto di Geely in Cina, la Xingyuan, sarà interessata dalla nuova politica di sussidi

Un segnale da leggere anche in Europa

Per l’industria europea, la mossa cinese è interessante. Da un lato ridimensiona il vantaggio competitivo delle elettriche ultra-economiche, che finora hanno beneficiato di incentivi molto generosi sul mercato interno. Dall’altro suggerisce un cambio di strategia: non più spingere i volumi a ogni costo, ma orientare la domanda verso modelli più redditizi e tecnologicamente avanzati.

Un approccio che potrebbe trovare eco anche nell’Unione Europea, dove il dibattito sugli incentivi all’auto elettrica è sempre più legato a criteri di valore industriale, filiera e sostenibilità economica.

  • LEGGI ancheAuto elettriche cinesi: la grande “purga” è iniziata (ma per noi cambia poco)” e guarda il VIDEO

 

 

Visualizza commenti (4)
  1. comunque , scherzi a parte, l’ADAC ha stilato la statistica sulla qualità dei veicoli elettrici e non e globalmente per rapporto qualità/prezzo/tecnologia le city car elettriche in commercio hanno mediamente preso voti bassi o insufficiènti…..

  2. Alessandro D.

    -Una scelta che riduce il vantaggio per le auto più economiche-

    Anche in Cina stanno diventando Radical Chic. Non ci son più i cari vecchi comunisti “alla Peppone” di una volta.

    1. ma il comunismo alla Peppone in cina io forse non l’ho proprio visto, ci andai per la prima volta nel 2007 e in quegli anni era la fiera di Porsche , BMW, Audi di categoria alta, uscendo spesso a cena con vari proprietari di aziende locali (non gestite da europei) ho sempre visto gente che oltre alle carte di credito tenevano tranquillamente in casch decine di gliaia di Yuan . Non do comunque torto alla strategia degli incentivi che stanno adottanto, più vai su di classe sulle vetture, più tasse in generale il governo guadagna , sulle vetture di gamma medio alta le tasse versate superano ben più di quelle che sono versate per le key car e spingi i costruttori a ingegnerizzare e produrre vetture molto tecnologiche portando all’obsolescenza tutto il mondo della bassa tecnologia. Oramai la Cina non punta più ad invaderci con il prodotto di bassa gamma ma con quello di alta gamma ed alta tecnologia, meno pezzi ma di valore..
      è brutto da dire ma il fatturato non lo fai accontentando la massa a basso reddito.

      1. Alessandro D.

        Va che era per ridere, e comunque Peppone a Xi Jimping gli detta la linea politica a scapellotti.
        Che lui era “già comunista quando voi eravate ancora fra i balilla”. 🙂

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