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Nuove batterie Toyota: 500 km con 10 min. di ricarica

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Akio Toyoda, president del gruppo Toyota.

Nuove batterie Toyota allo stato solido: autonomia di 500 km con una sola carica super-veloce, appena 10 minuti. Il primo prototipo sarà svelato nel 2021.

Nuove batterie Toyota allo stato solido: ci siamo

Alla ricerca del tempo perduto, dopo essersi concentrata a lungo solo sull’ibrido, la Toyota cala l’asso nelle batterie di nuova generazione. E fa sapere che sarà il primo costruttore al mondo a lanciare modelli con le batterie allo stato solido, che assicurano più autonomia, ricariche più veloci e un minor costo. Tutto senza particolari problemi di sicurezza. L’annuncio è riportato con grande enfasi sui media giapponesi. Qualche giorno fa era stata la volta di un’azienda californiana, Quantum Scape, ad annunciare anch’essa di avere messo a punto la batteria alla stato solido (qui l’articolo). Secondo Nikkei Asia, le batterie della Toyota garantiranno “un’autonomia più che doppia rispetto a quella di un veicolo con batteria agli ioni di litio… Il tutto senza sacrificare lo spazio interno anche nel veicolo più compatto”. Non solo: l’innovazione “ridurrà il rischio di incendi e moltiplicherà la densità di energia a parità di peso, riducendo i tempi di ricarica di due terzi“. Già nei prossimi mesi la Toyota presenterà un prototipo, la produzione in serie seguirà con tempi ancora da definirsi.

Il made in Japan per il contro-sorpasso sulla Cina

Sempre secondo Nikkei Asia, questa nuova generazione di batterie consentirà all’industria giapponese di recuperare il ritardo accumulato nei confronti dei produttori cinesi. Con Sony e Panasonic, il made in Japan era stato all’avanguardia nella prima fase dell’elettrificazione, quella coincisa con l’ibrido Toyota. Ma l’avvento delle elettriche pure, con gli accumulatori agli ioni di litio, ha visto il sorpasso da parte del made in China, con CATL in testa. Ora un po’ tutti i maggiori produttori giapponesi si stanno attrezzando per il contro-sorpasso, con nuovi impianti in grado di produrre le componenti dell’elettrolita solido. Uno sforzo sostenuto dal fondo per la decarbonizzazione lanciato dal governo di Tokio, con una dotazione di 2 trilioni di yen (circa 16 miliardi di euro). Naturalmente la concorrenza non starà a guardare: Volkswagen, che è il principale azionista di Quantum Scape, prevede di produrre auto con batterie allo stato solido dal 2025.

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2 COMMENTI

  1. Ma è un falso problema, perché in realtà già le attuali stazioni superfast possono caricare a 300 kw ed oltre. Attualmente il collo di bottiglia é nelle auto. Le attuali migliori potenze già sono compatibili con batterie con prestazioni doppie. 300 kw per un’ora equivalgono ad immettere 100 kwh in 20 minuti, diciamo 80 kw in 15 minuti. Con 80 kw ci fai almeno 400 km. E fare 800 km in un giorno (parti col pieno ovviamente) con una sola sosta di 15 minuti (sfido io a non doversi fermare anche piu a lungo per mangiare o andare al bagno e comunque prendersi una pausa di almeno mezz’ora) é pienamente soddisfacente anche per chi deve andare lontano ed ha abbastanza fretta

  2. Come qualcuno però ha già fatto notare prima di me, vale il collo di bottiglia più stretto e in questo caso sono le colonnine. Forse dovremmo smettere di installare quelle attuali e lavorare già per quelle del futuro per sfruttare queste superbatterie che saranno realtà nei prossimi 5 / 10 su molti modelli. Inoltre sarà interessante capire il costo: perché se si paga la “velocità” di ricarica (perché questa serve ad ammortizzare i maggiori investimenti che una colonnina fast richiede) l’auto elettrica potrebbe sorpassare l’auto endotermica come costi di gestione. Queste batterie allo stato solido di Toyota non solo consentono queste velocità di ricarica ma dovrebbero essere garantite anche per 400000 km. Con queste caratteristiche è facile immaginare l’utente medio che pensa di usarle come un’auto normale, ricaricando di volta in volta sempre in modalità veloce, incurante di fargli fare ricariche lente grazie alla garanzia di durata (se anche ricaricando sempre in modo fast dovessero durare il 20% in meno – la butto lì – chi se ne frega a questo punto). Quindi dovremmo iniziare a costruire oggi un’infrastruttura di rete adeguata, per evitare di fare il lavoro 2 volte.

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