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Nuova società FCA-Engie EPS per ricarica facile e a canone fisso

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Carlalberto Guglielminotti, ad di ENGIE Eps, ex Electro Power Systems, società nata da uno spin-off dei Politecnici di Milano e Torino: il know how è tutto italiano . (Foto: ENGIE Eps)

Nuova società FCA-Engie EPS “per creare un’azienda leader in Europa nella e-Mobility. Con soluzioni pensate per consentire a tutti di accedere alla mobilità elettrica in modo semplice e conveniente”.

Nuova società per offrire soluzioni a tutto il mercato

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Mike Manley, numero uno del Gruppo FCA.

Non più solo auto, dunque, FCA si butta nel mondo dei servizi per la mobilità elettrica alleandosi con il grande gruppo francese dell’energia. C’è un precedente recente nel mondo dell’auto ed è Elli, la società creata dal Gruppo Volkswagen per offrire soluzioni di ricarica. Con una cosa in comune che balza subito all’occhio: entrambe le iniziative non sono destinati solo ai clienti che acquistano le auto elettriche (o ibride plug-in) di questi due grandi produttori. Vogliono pescare sull’intero mercato, usando l’esperienza accumulata “in casa” per proporre nuove soluzioni a tutti. Una nota ufficiale spiega infatti che la nuova società “offrirà ai clienti europei di veicoli elettrici una gamma completa di prodotti e soluzioni. Come infrastrutture di ricarica residenziali, commerciali e pubbliche e pacchetti di energia verde. Che consentiranno di ricaricare il veicolo a casa, o in qualsiasi punto di ricarica pubblico di tutta Europa, con un semplice abbonamento a canone mensile fisso“.

“Sarà un player tecnologico italiano”

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La easy Wallbox per la ricarica a casa, primo frutto dell’alleanza FCA-Engie.

Il comunicato enfatizza il fatto che l’accordo “darà vita a un nuovo player tecnologico italiano dell’e-Mobility, Con accesso a un portafoglio di centinaia di brevetti e segreti industriali, un solido team di progettisti elettrici…e una consolidata esperienza industriale automobilistica. La joint venture beneficerà infatti del contributo di entrambe le parti in termini di proprietà intellettuale, di risorse umane e finanziarie. E si concentrerà su soluzioni rivoluzionarie per il mercato europeo dell’e- Mobility”. Mike Manley, numero uno di FCA, ha ricordato che i due gruppi collaborano già da tre anni. Realizzando assieme un primo prodotto come la easyWallbox, destinata per ora ai soli clienti Fiat e Jeep,un’unità di ricarica plug-and-play estremamente intuitiva“. I due partner collaborano inoltre al progetto V2G, la ricarica bidirezionale grazie alla quale la batteria dell’auto può a sua volta cedere l’energia accumulata.

SECONDO NOI. I servizi digitali, prima ancora che le auto, sono la parte più promettente della mobilità elettrica. Logico che ci investano tutti i costruttori, smarcandosi dalla logica delle forniture legate solo a chi compra la macchina.nuova società Ne vedremo delle belle: in futuro potremo vedere proprietari di Volkswagen che a casa ricaricano con wall-box fornite da FCA e viceversa. Ma è solo un piccolo esampio, perché poi le grandi utilities come l’Enel potrebbero iniziare a vendere auto fabbricate chissà dove…

 

 

8 COMMENTI

  1. Scusate ma mi sfugge una cosa.
    Perchè player italiano quando la proprietà è evidentemente francese da FCA a Engie?

    • Non è colpa della redazione ma di FCA.

      Fiat di italiano non ha più nulla da anni, ma se non fanno propaganda pseudo patriottica come convincono l’operaio o il pensionato a comprare la Panda? Acquirenti ancora convinti di favorire l’Italia comprando Fiat.

      Questa non vuole essere una critica al comprare auto straniere, lungi da me fare tale retorica nazional-automobilistica. Ho avuto Fiat, Ford e Nissan. Per dire.

      • Beh, il gruppo ha ancora 60 mila dipendenti italiani diretti, e alcune centinaia di migliaia come indotto.

  2. Come per la nuova 500 elettrica, anche per questo accordo FCA ha molto enfatizzato il concetto di italianità. La verità è che il capitalismo non ha più (da tempo) bandiere, anche se in questo caso è un fatto che la 500 l’hanno progettata e la fanno a Mirafiori. E che questo accordo unisce FCA a un’azienda (ENGIE Eps) nata e tuttora attiva in Italia, sia pur con il 50% in mano ai francesi di Engie. Per me le uniche cose che contano sono i posti di lavoro. Se questo joint venture ne creerà di nuovi, verosimilmente a Torino, è la benvenuta. Anche se trovo un po’ stucchevole insistere sull’italianità in comunicazione.

    • Concordo in parte. Secondo questo criterio molte aziende italiane sono albanesi perché hanno i call center lì e producono forza lavoro lì. Oppure le aziende tedesche sono italiane perché l’indotto dell’auto tedesca in Italia è pazzesco. In realtà dove un’azienda paga le tasse è importante e dobbiamo imparare a premiare quelle aziende che, pur avendo la possibilità di stabilire la sede fiscale all’estero e nei paradisi fiscali, sono rimaste in Italia. Per fortuna ce ne sono ancora che caparbiamente, per un sentimento di attaccamento a questo paese, preferiscono pagare le (alte) tasse italiane piuttosto che scappare via …

  3. Bello però francamente a colpi di brevetti e segreti industriali… Non so, io notoriamente “non capisco una banana” ma non sarebbe meglio iniziare a parlare di standard aperti? Un orchestratore di ricariche lo può forse gestire una marca specifica? Sia pure una collaborazione? Eddai!

  4. C’è un aspetto che non mi piace di questa offerta ed è il canone fisso mensile. Ormai tutti i punti di ricarica vanno avanti con questa storia del canone, ma non ci si può abbonare a tutti e se si sceglie un fornitore non è detto che copra allo stesso modo tutte le città in cui viaggerò. Il roaming non so se risolverà il problema perché presumibilmente avrà un costo.

    Inoltre, come fatto per la fibra, diventa necessario un intervento statale per coprire le aree meno popolate dove non c’è convenienza di mercato.

    L’offerta migliore dovrebbe essere quella del pagamento a kw, indifferentemente dal fornitore. Il governo, inoltre, aveva previsto che il prezzo alla colonnina non dovrebbe essere superiore alla tariffa domestica: che fine ha fatto questa legge?

    • Diciamo che il top sarebbe una “e-charge card” compatibile con TUTTI i gestori di colonnine che fosse ricaricabile o legata al conto corrente dell’utilizzatore. Così basta ricaricarla o avere soldi sul conto per poter usufruire della ricarica ovunque in Italia o Europa su qualsiasi colonnina di qualsiasi operatore….pagando di volta in volta la tariffa al kw della colonnina che si sta utilizzando. Questa sarebbe la soluzione più comoda….e mi stupisco che nessuno ancora ci abbia pensato a fare una e-charge card universale valida per TUTTI. 😉

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