Il sogno del nucleare “piccolo e poco costoso” mostra le prime crepe. Negli Stati Uniti, dove la tecnologia degli Small modular reactor è più avanti, le società del settore hanno subito pesanti perdite a Wall Street. Gli investitori hanno più di un dubbio. I conti non tornano, dai costi (superiori agli impianti tradizionali) alla gestione delle scorie.
A mettere in evidenza la perdita di fiducia dei mercati finanziari sul nuovo nucleare è stato – tra gli altri – il Financial Times. Il che significa che si tratta ben di più di qualche report negativo da parte di analisti finanziari. Il quotidiano economico britannico ha ripercorso la possibile parabola discendente dei reattori nucleari modulari di piccola taglia (SMR).
Nucleare, costi degli Smr più alti dei reattori tradizionali
Negli ultimi anni, sono stati rilanciati come tecnologia chiave per la decarbonizzazione, grazie alla promessa di costi di costruzione più bassi, tempi più rapidi e maggiore flessibilità rispetto alle centrali nucleari tradizionali. Tuttavia, nonostante l’interesse politico e mediatico, la realtà mostra una strada più complessa verso un ruolo significativo degli SMR nel mix energetico globale e, in particolare, europeo.
Gli SMR sono progettati per generare centinaia di megawatt di elettricità, non migliaia come i grandi impianti convenzionali. Pur essendo modulabili e teoricamente adatti alla produzione in serie, le aziende che li sviluppano stanno vedendo cali di fiducia degli investitori, riflesso delle difficoltà a dimostrare vantaggi economici chiari rispetto alle alternative.
Ma quali sono i dubbi principali legati agli Smr? I costi per megawatt installato degli SMR risultano spesso superiori a quelli dei reattori tradizionali. Nonché di molte tecnologie rinnovabili mature, come solare ed eolico. Inoltre, abbiamo una proliferazione di tecnologie differenti. Secondo l’Agenzia per l’energia nucleare, ne esistono oltre 130 nel mondo in fase sperimentale o in via di avviamento. In pratica, manca uno standard unico, necessaria per produrre economie di scala, elemento cruciale per abbattere i costi.
Nucleare, all’Europa costerà 241 miliardi: buona parte pagati dai cittadini
Dal punto di vista dei materiali e delle catene di approvvigionamento, molte fasi della filiera nucleare – dall’estrazione dell’uranio all’arricchimento – sono concentrate in pochi paesi. Con implicazioni geopolitiche e di sicurezza che pesano sulle strategie energetiche di lungo periodo. Come ha segnalato anche in un recente report il Consiglio dell’unione europea.
Un’altra questione centrale riguarda la gestione delle scorie nucleari: alcuni progetti di SMR potrebbero produrre quantità di rifiuti comparabili o addirittura maggiori per unità di energia rispetto ai reattori esistenti, mettendo in discussione la narrativa secondo cui siano intrinsecamente più sostenibili.
L’Europa al bivio, tra rinnovabili e nucleare
Nel contesto europeo, il panorama dell’elettricità sta cambiando rapidamente. Secondo dati Eurostat, le fonti rinnovabili hanno raggiunto quasi il 47% della produzione netta di elettricità nell’Unione Europea nel 2024, con aumenti ulteriori nei primi mesi del 2025 e punte in cui si è superato il 49% in alcuni trimestri.
Nel secondo trimestre del 2025, le rinnovabili hanno rappresentato oltre 54% della produzione elettrica netta nell’UE, con il solare che per la prima volta ha superato il nucleare come singola fonte di elettricità, generando circa 22% della produzione totale contro il 21,6% del nucleare.
La quota in Europa del nucleare, dal 30 al 22% in 20 anni
Questi numeri riflettono una trasformazione significativa del mix energetico europeo: mentre le rinnovabili crescono rapidamente, la quota della generazione nucleare si è ridotta negli ultimi due decenni, passando da oltre il 30% agli inizi degli anni Duemila a circa il 22-23% nel 2023.
Nonostante questa diminuzione percentuale, il nucleare rimane una componente stabile e importante in paesi come Francia, Belgio, Slovacchia, Bulgaria e Ungheria, dove rappresenta una parte significativa dell’elettricità prodotta.
Confronto con le rinnovabili
Il rapido progresso delle fonti rinnovabili in Europa, in particolare solare ed eolico, è sostenuto da costi di produzione dell’elettricità in continua discesa e tempi di realizzazione molto più brevi rispetto agli impianti nucleari: un grande parco solare può essere costruito in circa un anno, contro i sette-dieci necessari per una nuova centrale nucleare.
Dal punto di vista dell’energia non fossile complessiva, combinando rinnovabili e nucleare, l’UE genera oltre il 70% della sua elettricità da fonti a basse emissioni, evidenziando quanto la transizione verso un sistema energetico pulito sia già avanzata. Reddit
Questa evoluzione mette in luce una dinamica chiave: le rinnovabili scalano più velocemente, con costi decrescenti e maggiore flessibilità, mentre il nucleare – e a maggior ragione gli SMR – affrontano barriere più rilevanti di natura economica, regolatoria e di catena di approvvigionamento. In conclusione: è vero che l’Unione europea in tutti i suoi documenti considera valida l’opzione nucleare nel suo mix energicamente per la transizione. Ma per il Sme la sfida è sui costi e sugli standard che la rendano una tecnologia industrialmente sostenibile.


Ripropongo quanto già reso noto dal ministero e aggiornato con l’ultimo comunicato
Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
– Comunicato Stampa –
Roma, 30 – XII – 2025 (CIV E.F.)
S.E. il Ministro Gilberto Pichetto Fratin è lieto di annunciare al pubblico – per immediata diffusione sul mercato – il nuovo giocattolo educativo “Costruisci il tuo SMR”, il primo kit ludico‑didattico che consente ai bambini di avvicinarsi in modo semplice, moderno e assolutamente sicuro* al meraviglioso mondo della fissione nucleare.
Frutto della collaborazione con la Clementoni, azienda I‑TA‑LIA‑NA!!! dalla pluridecennale esperienza nel settore educativo, “Costruisci il tuo SMR” permette a grandi e piccini di assemblare con le proprie mani un autentico Small Modular Reactor in miniatura, perfettamente funzionante e pronto a illuminare – di un radiuoso colore azzurro – il futuro energetico della famiglia e della Patria.
Il kit è stato progettato per risultare intuitivo e immediato: istruzioni chiare, componenti colorati, con istruzioni agevoli e in grado (come da tradizione) di fornire risposte semplici a domande complicate.
Totalmente privo di rischi*, “Costruisci il tuo SMR” può essere utilizzato con soddisfazione da adulti e ragazzi**, trasformando il salotto di casa in un piccolo laboratorio nucleare domestico. Un modo nuovo, moderno e patriottico di condividere un bel giuoco e la giouia di apprendere insieme i fondamenti della fisica atomica.
Benché il prezzo di lancio possa apparire impegnativo (solo 9.999 euro), il prodotto può rappresentare una fonte di reddito familiare, grazie alla possibilità di allacciarsi alla rete elettrica e rivendere l’energia prodotta***. Un investimento educativo che si ripaga da sé, contribuendo al contempo all’indipendenza energetica del Paese.
Con questo innovativo strumento, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Governo tutto confermano il proprio impegno nel divertire educando le nuove generazioni, accompagnandole verso un avvenire sereno, prospero e – perché no – leggermente ionizzato.
Note legali
* Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Governo tutto e la Clementoni S.p.A. non si assumono alcuna responsabilità in merito a eventuali ipotetiche dannosità del prodotto, qualunque esse siano. L’acquisto costituisce piena accettazione da parte del genitore/tutore legale e totale esonero di responsabilità.
Non si risponde inoltre di eventuali disastri ambientali, formazione di buchi neri o eventi luttuosi, di qualunque entità, derivanti da un uso non conforme.
** Pur non essendo esplicitamente sconsigliato, “Costruisci il tuo SMR” non è adatto a bambini di età inferiore ai 12 anni, salvo presenza di un genitore/tutore legale che si assuma ogni responsabilità.
*** Tempi, modalità, trattamenti economici e decreti attuativi sono in via di definizione. Nel frattempo, onde evitare spiacevoli incidenti da sovraccarico, la cessione di energia alla rete è obbligatoria e a titolo gratuito.
in America decenni fa lo fecero davvero 🙂
diffondere giochi “scientifici” per bambini, set di esperimenti scientifici con materiali radioattivi, per familiarizzare la popolazione a non avere (la giusta) paura delle radiazioni e della filiera atomica
https://it.wikipedia.org/wiki/Gilbert_U-238_Atomic_Energy_Laboratory
https://prints.sciencesource.com/featured/1-porter-chemcraft-chemistry-lab-1950s-science-source.html
https://digital.sciencehistory.org/works/7h149p87g
dietro a queste pensate c’era la stessa famosa agenzia di comunicazione che seguiva la filiera nucleare e anche le industrie del petrolio e del tabacco, e che tuttora si da fare anche in Italia, muovendosi tra canali socials e lobbismo politico
Ma basta con sto nucleare, abbiamo la tecnologia per usare le rinnovabili, che i soldi li investano per sviluppare nuovi sistemi di accumulo e magari la smettano con questa idiozia della AI che sta fagocitando quantità di energia e risorse enormi per cose delle quali la maggior parte si potrebbe fare a meno
a me viene in mente la famosa serie fantascientifica (?) “Spazio 1999” in cui avevan trasformato basi lunari in depositi di scorie radioattive che non potevano esser stoccate sulla Terra…. chi ha visto la serie (almeno le prime puntate) sa com’è andata a finire..
A parte che sarebbe ancor più assurdo spostar le scorie “nello spazio” con tutti i rischi legati ad esplosioni dei vettori di lancio (in questi giorni ne ho letti diversi di lanci finiti col botto…) anche ad utilizzare superfici desertiche per insabbiar residui nucleari comporterebbe comunque costi improponibili, assolutamente non competitivi con le già efficienti, semplici e convenienti F.E.R.
Son perfettamente allineato anche al commento di @Ilario…
Seconda notizia in pochi giorni che evidenzia il costoso antieconomico nucleare. Fortunatamente il nostro governo l’ aveva promesso con accise pensioni aumenti blocchi navali e altro, quindi sonni tranquilli.
E c’è da dire inoltre che il prezzo dell’Uranio è almeno da due anni sopra i 60 dollari per libbra, arrivando pure a 100 dollari per libbra, attualmente vicino a 80 dollari, questi sono prezzi che riducono la convenienza dell’uranio, visto gli enormi costi poi da ammortizzare.
Se non c’è il nucleare però bisogna prevedere altre fonti di energia permanenti, sempre attive, cosidette programmabili, perchè l’idroelettrico, insieme al geotermico non bastano per garantire continuità e stabilità alla rete elettrica, compensando l’intermittenza di solare ed eolico e coprendo picchi di domanda.
Per questo si ricorre al gas e gnl, che sono attualmente indispensabili perchè ricopre dal 30 al 40% il fabbisogno di energia elettrica.
Gli accumulatori sono una bella risorsa, ma non consentirebbero di sostituire l’importazione del gas/gnl, perchè difficilmente potrebbero sostituire in tutto per tutto. Immaginiamoci d’inverno per esempio quando i fotovoltaici producono minor energia e difficilmente c’è un surplus per caricare gli accumulatori, al Nord Italia certamente no. Consentono certamente di ridurre l’importazione del gas/gnl, ma appunto non di sostituirlo. E comunque gli accumulatori costano ancora troppo, per ammortizzare il loro costo servirebbero diversi anni, sperando sempre poi non guastino.
Conclusione, sicuramente e inevitabilmente per diversi anni si dovrà far sempre ricorso alle importazioni di gas/gnl, sperando sempre non ci siano altre guerre che coinvolgano Stati esportatori di gas/gnl.
Buongiorno Lucio,
si oggi non possiamo già avere 100% rinnovabili, ma perché non abbiamo ancora abbastanza installazioni di rinnovabiil e accumuli
le installazioni senza incentivi e in grandi quantità sono iniziate da poco, da quando i prezzi sono diventati vantaggiosi, all’incirca nel 2019 per le rinnovabili e dal 2024 per gli accumuli; idealmente si spera di completarle nei prossimi 20 anni.. Germania e Spagna forse anche prima; mentre noi Italia siamo un po’ più indietro, qui ottenere le autorizzazioni per le installazioni risulta lento e difficile, specie per i recenti decreti sabotanti
ma tecnicamente credo saremmo già pronti, ci sono tanti begli studi recenti (2023-2025) di mix 100% rinnovabili che spiegano come funzionano, con simulazione dettagliata e stima costi, anche per l’Italia
certo se i mix 100% rinnovabili e accumuli fossero realizzati oggi il vantaggio economico rispetto al costo del kwh da centrali a metano sarebbe dubbio: oggi gli accumuli giornalieri e soprattutto stagionali ancora costicchiano; allora sempre ipotizzando ad oggi, l’opzione più conveniente sarebbe 80-95% rinnovabili e 20%-5% metano
se invece ragioniamo al 2035 e al 2050, con fotovoltaico, eolico, accumuli a batteria, accumuli chimici, elettrolizzatori, che sono previsti scendere ancora parecchio di costo, anche un mix completamente 100% rinnovabili e accumuli porta, oltre alla indipendenza energetica e alla decarbonizzazione, anche un buon risparmio rispetto a ora, di solito vedo stimato un costo medio per l’elettricità all’ingrosso sceso a 4-7 censt al Kwh a seconda del paese europeo considerato
il nucleare di nuova costruzione invece non risulta conviente nel mix in nessuna percentuale e in nessuna data, cioè ne oggi, ne ancora meno nel 2050
c’è una finestra di costo per usare ancora 10-15 anni giusto le centrali nucleari già costruite.. apparentemente in europa hanno un costo di solo mantenimento (cioè senza contare gli ingenti costi di costruzione, di smantellamento futuro, e di gestione scorie) di circa 45-65 €/MWh tra costo variabili e costi fissi, se consideriamo solo i costi di gestione
circa 10 €/Mwh leggo essere un costo variabile dovuto al consumo di uranio, costo raddoppiato negli ultimi anni, e altri 5 €/Mwh sarebbero altri costi di tipo variabile, mentre gli altri 30-50 €/MWh sarebbero costi fissi di gestione spalmati sui kwh annui prodotti
invece per un impianto nucleare di nuova costruzione, in cui si conteggiano tutti i costi, e non solo quelli di mantenimento/gestione, ipotizzando un uso quasi continuativo ad alta potenza (base-load) cioè un fattore di utilizzo annuo del 70-75%, saremmo sopra i 180 €/MWh, cioè più caro delle centrali a metano
ancora peggio ipotizzando una integrazione con un mix a predominanza di rinnovabi, cioè se il reattore fosse usato più come back-up, con un basso fattore di utilizzo annuo, si supererebbero i 500 €/MWh
qualsiasi rinnovabile stoccabile anche non economica (biometano. idrogeno, etc) costa meno da usare come integrazione flessibile neol mix
come in tanti altri articoli e commenti qui su Vaielettrico si può notare ancora una volta che non ci sono realistiche (per costi e/o fattibilità tecnica) alternative alle F.E.R. già note (eolico, solare, idro & termo elettrico) che sono semplici da dispiegare (se non “sabotate” con leggine e decreti ) oltreché con migliori dispiegabilità in quasi tutti i territori senza creare particolari rischi o inquinamento e dalla veloce ed economica ripristinabilità dei territori in caso di cambio destinazione d’uso.
anche in USA se ne stan pesantemente rendendo conto e tutta la “corsa” trumpiana a gas & petrolio rischia di creare un vortice in cui rischiano di sprofondare loro e tutti gli stati (come l’Italia) che puntano ancora sugli idrocarburi.
https://www.reuters.com/commentary/breakingviews/renewables-turn-lng-glut-into-sinkhole-2025-12-26/
Oltretutto in Italia (ma per quanto ne so pure negli infinitamente più estesi USA) non abbiamo neppure risolto il problema dei depositi scorie definitivi.
Aspettiamo intanto le elezioni di mid-term USA per vedere quanto son gradite agli statunitensi certe politiche economiche ed industriali (da sempre il vero punto di svolta nei supporti ai contendenti ) e poi speriamo che anche in Italia dopo un pieno mandato qualcuno cominci a render conto degli errori sin qui commessi.
in Usa
avevano iniziato un progetto di deposito geologico profondo ma è stato abbandonato a metà.. se ho capito, ai costi ingenti del deposito e dubbi sulla durabilità a lungo termine, si aggiungevano altri costi ingenti per la logistica, cioè trasportare in sicurezza le scorie dalle varie centrali al deposito, e per il loro trattamento
la “non” soluzione allora è che le centrali americane usano le loro piscine di raffreddamento come discarica a tempo indefinito delle barre di combustibile esausto; lì le centrali prendono sussidi statali per rimanere in funzione anche quando non più competitive, oppure per rimanere spente ma senza venir smantellate, per fare da deposito scorie.. e risparmiano anche rimandando i costi di smantellamento della centrale
posso dire un bello schema Ponzi ?
Inghilterra
ha un problema simile, costi di smantellamentio delle centrali, creazione di nuovi depositi, e costi di bonifica del sito che attualmente fa da trattamento e parcheggio scorie (in parte sito fatiscente):
https://www.vaielettrico.it/nucleare-costi-dismissione-sellafield/
Francia
pure si legge avrà un problema economico nazionale con i costi dello smantellamento delle centrali; pare che almeno vorrà affrontare un po’ più seriamente dell’ Inghilterra il problema scorie, almeno “vetrificandole” dopo aver estratto le parti di valore, e prima di stoccarle nei depositi di superficie o di altro tipo
però al solito se vuoi fare queste cose “meglio” che in passato (meglio, non dico “bene”, perchè per me è tecnicamente impossibile gestire a lungo termine queste scorie), dove ci sono di mezzo materiali ad alta radioattività se vuoi fare “meglio” i costi si impennano, e paga lo Stato
in Francia Inghilterra comunque possono catalogare le spese come in parte necessarie alla loro filiera e politica militare, armamenti e sommergibili, che tra l’altro la Francia vende ad altri paesi
Svizzera e Germania,
mi pare sono le uniche hanno inziato a fare veri smantellamenti delle centrali, fatti a modo, riportando i siti ad uno stato usabile, e senza rimandare all’infinito; grazie a loro si trovano alcuni dati per provare a stimare più seriamente i costi di smantellamento e gestione scorie
invece secondo me EDF Francia
propone quasi solo stime teoriche future e visibilmente risibili; la peggio propaganda è quando eseguono una “attualizzazione” finanziaria ad oggi delle spese future
a parte che attualizzare le spese di smantellamento e scorie future non lo trovo corretto, perché sono spese che sono aumentate nel tempo e credo aumenteranno ancora, intendo più dell’inflazione; ogni decennio che passa tendiamo a voler gestire meglio(=aumento dei costi) i rifiuti rispetto al passato; per dire, sino agli anni ’90 era legale buttare in mare le scorie, tante grazie che scostava poco “gestirle”; e poi bisogna vedere che valori usi nei parametri del conto di attualizzazione
cioè dicono: dai proventi della centrale il gestore accantona oggi 1 euro;
con questo euro fa investimenti finanziari fortunati che superino nettamente l’inflazione per i prossimi 50-80 anni; inoltre, ammettiamo che abbia la fortuna con gli investimenti di battere l’inflazione, si ipotizza che tra 50-80 anni lui o i suoi nipoti abili imprenditori decideranno non di scappare con i soldi chiudendo la baracca, ma andranno diligentemente a presentarti di lorò volontà per pagare le spese future di smantellamento centrali e gestione scorie
in questo modo con 1 euro di oggi pagherebbero 100 euro di spese future, 100 euro in valore nominale futuro, oppure 20 euro in valore in euro di oggi, cioè al netto dell’inflazione; questo miracolo finanziario grazie agli investimenti fortunati, con 1 riusciresti a pagare spese per 20
è il modo per me truffaldino con cui EDF sostiene che le spese future sono “piccole” e “già incluse” nei costi e non verrano scaricate allo Stato,
si e io sono il campione mondiale dei 100 metri e il re dei creduloni
c’è di buono che con la penuria di fondi disponibili… è difficile pensare che ancora ci siano Stati o imprese (partecipate o private) che pensino realmente di rischiare enormi capitali con questi improbabili progetti, soprattutto quando in Cina stan spingendo al massimo per essere autonomi con F.E.R. e riescono pure ad elaborare clamorosi ed avanzati progetti di accumulo e stabilizzazione reti elettriche (es. Changzhou Xidian Transformer)..
Se continuiamo così noi occidentali ci confronteremo tra le ns locomotive “a carbone” e le loro a lievitazione magnetica da 700kmh… sai che ridere…
Invece lo stato italiano ci sta andando incontro a tutta velocità, per evitare rogne ormai i dirigenti pubblici non sono neanche più sanzionabili economicamente per danno erariale….
Quindi in sostanza puoi spendere i soldi male senza nessuna conseguenza.