Nucleare sì nucleare no? La versione di Prandi

Nucleare sì nucleare no? Vaielettrico ha assunto una posizione di netta contrarietà. Richiamandosi alle motivazioni di studiosi eminenti come il Nobel Giorgio Parisi o Nicola Armaroli (video a fine articolo) . Ma anche al nostro interno ci sono punti di vista diversi, come spiega in questo intervento Andrea Prandi, uno dei co-fondatori.

Nucleare sì nucleare no? “Ero contrario, poi…”

Non pensavo che mi sarei mai pentito di aver votato, per ben due volte, contro il nucleare. E invece è successo. Più che pentito, mezzo pentito. Ne parlo a voi così magari mi pento di essermi pentito. E’ che il pianeta soffre e gli uomini sembrano poco disposti a qualche sacrificio. Nemmeno 12 anni da dirigente della comunicazione del gruppo EDF erano riusciti a convertirmi. Anzi. Conoscendo da vicino i conti del colosso francese dell’energia, mi ero convinto ancora di più che il nucleare fosse una scelta difficile da sostenere sul piano economico. Una centrale richiede investimenti enormi, tempi lunghi e una capacità finanziaria alla portata di pochi operatori. Anche mantenere in esercizio un grande parco nucleare costa molto. La stessa International Energy Agency indica capitale, complessità tecnica, ritardi e sovraccosti tra i principali ostacoli allo sviluppo di nuovi reattori nelle economie avanzate.

La complessità (e i costi) dell’esperienza francese

nucleare s’ nucleare no?
Dal sito del gruppo EDF, i cardini del progetto francese “Le Grand Carenage 2014-2025“.
La Francia ne è un buon esempio. Nel 2023 lo Stato è tornato a detenere il 100% di EDF, ritirando il gruppo dalla Borsa, mentre il parco esistente continua a richiedere investimenti molto consistenti. La seconda fase del programma “Grand Carénage”, dedicato al rinnovo degli impianti e al prolungamento della vita operativa, vale oltre 36 miliardi di euro tra il 2022 e il 2028. Insomma, i cittadini francesi hanno pagato meno l’energia, ma poi si sono dovuti ricomprare Edf che da sola non stava in piedi. Poi c’è Flamanville. Quasi vent’anni fa, quando lavoravo in EDF, accompagnammo insieme a Enel un gruppo di giornalisti nel nord della Francia. Il nuovo reattore EPR di Flamanville veniva allora presentato come il futuro del nucleare europeo. Il cantiere partì nel 2007 e l’entrata in funzione era prevista nel 2012. Il primo collegamento alla rete è arrivato il 21 dicembre 2024, mentre la piena potenza è stata raggiunta nel dicembre 2025. La Corte dei conti francese ha stimato il costo complessivo del progetto, compresi gli oneri finanziari, in 23,7 miliardi di euro del 2023. Tempi e costi che raccontano bene, da soli, la complessità del nuovo nucleare.

“Dobbiamo elettrificare la nostra quotidianità”

nucleare sì nucleare no?
Un’immagine del disastro di Fukushima, in Giappone (2011).
Nel mezzo è arrivata Fukushima. Dopo l’incidente del 2011, la Francia ha introdotto ulteriori prescrizioni di sicurezza. Ma i problemi di Flamanville vengono da più lontano: errori progettuali, difficoltà industriali, difetti di fabbricazione, organizzazione del cantiere e perdita di competenze nella filiera. Diciamo che la mia esperienza con il nucleare mi ha dato parecchie ragioni per essere prudente. E allora perché ho cambiato idea? Non certo per la promessa di pagare meno l’elettricità. Il nucleare non risolverà il problema della bolletta italiana e, su quel fronte, bisogna fare altro. Bisogna accelerare le reti, sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili, aumentare gli accumuli ed elettrificare i consumi. La Commissione europea individua nella dipendenza italiana dal gas una delle ragioni strutturali degli elevati prezzi dell’elettricità. Mentre Terna prevede oltre 23 miliardi di euro di investimenti nella rete entro il 2034. E anche noi dobbiamo fare la nostra parte, producendo più energia possibile dove la consumiamo ed elettrificando la nostra quotidianità, dai trasporti alle abitazioni.

Nucleare sì nucleare no: “Abbiamo fretta di tagliare le emissioni e…”

Il motivo per cui ho cambiato idea è un altro. Abbiamo fretta. Dobbiamo tagliare le emissioni molto più rapidamente. Le rinnovabili devono crescere insieme alle reti e agli accumuli, ma in un sistema che deve liberarsi dalle fonti fossili anche il nucleare può avere un ruolo. È una fonte programmabile e a basse emissioni, capace di affiancare una produzione rinnovabile destinata a diventare dominante. Anche la International Energy Agency la considera una delle tecnologie utili alla costruzione di sistemi elettrici a basse emissioni. Per anni ho guardato soprattutto ai costi, ai tempi e alle difficoltà industriali del nucleare. Continuano a preoccuparmi, ma oggi pesa di più un’altra cosa: il tempo che abbiamo a disposizione per uscire dai combustibili fossili. Per questo penso che il nucleare debba tornare nella discussione sul futuro energetico italiano. E per questo, sì, mi sono pentito di quei due no. Andrea Prandi
– DIVERSO PARERE / Le ragioni del NO del prof. Nicola Armaroli

Visualizza commenti (62)
  1. ma della cupra born che ha preso fuoco mentre procedeva in galleria in francia (3 morti) niente?
    eh è la lobby del petrolio che nasconde le notizie..

      1. quindi, a differenza che con una termica in cui prende fuoco il motore), non hanno avuto il tempo di uscire dall’auto (in movimento) a causa dell’improvviso e rapidissimo sviluppo delle fiamme. non coinvolta in incidente, ora le cause dovranno essere chiarite.
        ma era destinato al moderatore (che della maggiore sicurezza delle elettriche ha fatto un mantra), il quale ha pensato bene di pubblicare questo ma cestinare molto altro..
        perché nessuna notizia su quel fronte al posto di articoli su governo e bollo auto? penso che se si arriverà a una conclusione del tipo “è partito dalla batteria” possa interessare chi le chiappe ce le mette quotidianamente, o no?

        articoli su questa o quella che hanno preso fuoco subito difese con “Eh, ma le termiche?” presente pure nel tuo commento, dove si è consumata una tragedia, 0 righe.

        1. Io mi sento molto più sicuro a stare seduto su 50kwh di batterie che su 50 litri di benzina. E le statistiche mi danno ragione, poi uno può credere a quel che vuole anche a Babbo Natale o da ignorante (colui che ignora) speculare su un caso singolo.

  2. Continuo a non capire come il nucleare possa essere considerato complementare alle rinnovabili.
    In un futuro sempre più ricco di rinnovabili serve qualcosa da poter “accendere” solo quando serve e il nucleare non lo è.
    Se poi guardiamo alla riduzione dei costi energetici è ormai ovvio che non bisogna guardare al nucleare. Se po vogliamo indipendenza e sicurezza energetica behh… abbiamo l’uranio? E la tecnologia per costruire le centrali.
    Se poi guardiamo alla fretta, i piccoli reattori non ci sono ancora, la fusione nemmeno e tra 15 20 anni quando sarà pronta la prima centrale chissà che altre tecnologie ci saranno ..
    Detto questo… perché ancora si parla di nucleare???

    1. l’unica “fusione” che sta arrivando troppo velocemente è quella dei ghiacci (dei poli o sulle catene montuose di tutto il pianeta)… e poi andremo arrosto.

    2. Si dice in giro insistentemente che molti non siano capaci di fare 1+1, o che, essendone intellettivamente capaci, siano plagiati da un sistema culturale inquinato da santoni, influencer, venditori di padelle e altri politici, che impedisce alle loro menti di riconoscere in “2” il risultato di quella operazione.

      Queste lacune strutturali, o portate da attori malefici esterni, in campo aritmetico, sono sufficienti a spiegare perché una disuguaglianza molto nota

      8000 > 1

      tra l’energia che il reattore a fusione al centro del nostro sistema planetario ci manda gratis 24h/24 e la quantità di energia che l’intera umanità consuma, sono, da sole, sufficienti a spiegare perché nelle persone non si accenda la domanda fantozziana “Ma allora Giorgia, Matteo, Antonio, Maurizio, Gilberto, Donald, Vladimir mi stanno fregando!?”.

  3. Innanzitutto grazie per i preziosi contributi di tutti. Naturalmente io resto un fermo sostenitore delle rinnovabili, che devono accelerare il più possibile. Sul nucleare i dubbi restano. E’ una fonte costosa, l’ho scritto, pericolosa, certo ma i cambiamenti climatici impongono di considerare senza pregiudizi tutte le opzioni possibili. Anche quella nucleare. Detto questo come Vaielettrico cercheremo di spingere il più possibile, coi nostri mezzi, per accelerare su rinnovabili, batterie e reti. Effettivamente il rischio in iItalia di distrarre gli investimenti per le grandi opere c’è. Rimango mezzo pentito, ma mai pentito di aver fatto tutto il possibile nella mia carriera per promuovere tutte le soluzioni più green.

    1. gentile Andrea, mi permetta che non si può tacciare i contrari sempre di pregiudizi, qui si tratta di razionali che pure lei ha elencato nella sua disamina:
      – tempi lunghi (abbiamo fretta l’ha scritto lei e lo condivido in pieno)
      – investimenti elevati
      a questo aggiungiamo:
      – non possediamo uranio (indipendenza energetica)
      – non sappiamo ancora oggi dove mettere le scorie delle centrali che abbiamo chiuso 40 anni fa
      poi, se mi da argomentazioni che smontano i punti qui sopra sono più che favorevole a riconsiderare la mia posizione, altrimenti rimango sulla contrarietà

    2. Dottor Prandi, le consiglio di pentirsi di essersi pentito…ha dimenticato un particolare che molti nemmeno prendono in considerazione: produrre 100kw di elettricità con il nucleare, il termico od anche il solare a concentrazione (strano vero?) necessita di almeno 130kw di energia di raffreddamento che dobbiamo trovare nei fiumi, nei laghi o nei mari ma che finiscono comunque in ambiente aumentando l’effetto serra. Contrariamente il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico ed ogni forma di recupero di energia altrimenti dispersa generano pochissimo calore e questa é la strada, non ve ne sono altre.
      Le dirò di più: piuttosto mi tengo le centrali a gas, le faccio andare con il biogas o biocarburanti (che possiamo produrre noi) e le attrezzo per il teleriscaldamento recuperando l’effetto esotermico durante la stagione fredda perché é soprattutto in quel momento che serve integrare la rete, d’estate dominano le rinnovabili e soprattuto il fv.

  4. — ultime aste FER in Italia:
    56 €/MWh x fotovoltaico
    70 €/MWh x eolico
    nb: prezzi compresi sovratassa del sabotaggio governo meloni

    — Germania (link messi qui sotto):
    48 €/MWh x FTV e con meno sole di Italia
    53 €/MWh x FTV + BESS cioè incluso stoccaggio a batterie
    50 €/MWh eolico su terra

    — Spagna
    25-40 €/MWh x fotovoltaico e eolico
    prezzi con politiche favorevoli e autorizzazioni rapide

    — ultimo reattore costruito in Europa (Inghilterra):
    160 €/KWh quota caricata in bolletta + un altra quota in sovvenzioni pubbliche… è letteralmente 3-4 volte più costoso delle rinnovabili

    ====================================
    ==== ultime aste pubbliche Germania ===

    – – tariffa fotovoltaico a terra
    https://www.pv-magazine.it/2026/08/19/germany-allocates-2-1-gw-in-latest-ground-mounted-pv-tender-lowest-bid-comes-in-at-e0-043-kwh/

    – – tariffa fotovoltaico + batterie ( ” Innovation tender ” )
    https://www.ess-news.com/2026/06/26/germany-wraps-up-solar-plus-storage-tender-with-average-price-of-e0-0534-kwh/

    – – tariffa eolico a terra
    https://www.windtech-international.com/industry-news/germany-awards-2-5-gw-of-onshore-wind-capacity-in-oversubscribed-may-auction

  5. Sono figlio della generazione chernobyl e non mi pentirò mai di aver votato contro il nucleare. ma vado oltre la questione sicurezza…la metto sul pratico. guardo una centrale nucleare e mi scoppia la testa a vederne la complessità. se poi ci sommo i rischi e i tempi la mia posizione resta quella. Se guardo un impianto fotovoltaico vedo una cosa estremamente semplice, duratura e praticamente priva di manutenzione (che seppur minima c’è). non richiede sorveglianza umana e probabilmente destinata a sopravvivere al proprietario dell’impianto (30 anni in massima efficienza per poi conoscere un lento degrado). Da ieri sera tramite presa diretta, ho scoperto che anche l’energia eolica si è migliorata nel tempo e senza occupare ulteriori spazi ha incrementato la sua efficienza. perchè complicarsi la vita? da ultimo aggiungo che non ritengo improbabile un conflitto in europa…avere una centrale nucleare come bersaglio è diverso dal rischiare che un drone tiri giù una pala eolica…o no? l’effetto è lo stesso…ma l’eventuale bombardamento di una centrale nucleare non esaurisce i suoi effetti con l’interruzione dell’energia elettrica…

  6. Prima che in Italia possa entrare in funzione una nuova centrale atomica ci vorranno come minimo 25-30 anni e sinceramente non so nemmeno se camperò così tanto!
    I problemi del fabbisogno di energia e del cambiamento climatico sono attuali e cogenti, non si può aspettare o rimandare ancora.

  7. Chi ben comincia è a metà dell’opera… infatti basta vedere dove sono stoccate le scorie e in che stato. Mi risulta che a periodi di siccità estrema si alternano alluvioni….che ci sia qualche rischio x la pianura padana??…

    1. La pianura padana è già considerata “persa”.

      Come i territori ad est del Piave, durante gli anni della guerra fredda.

      Nessuno si accollerà l’onere di bonificarla.

      Come la Zona dei fratelli Strugatsky.

  8. segnalo “Presa Diretta” di ieri 2026-09-13,
    recuperabile sul sito “Rayplay PresaDiretta”

    ha fatto approfondimento sui temi energetici, edi vari servizi hanno rimarcato quanto male ci stiamo facendo in Italia con le scelte governative sbagliate, e all’opposto su quanto sono vantaggiose le alternative (rinnovabili) dove già applicate

  9. mario milanesio

    @pinco pallino
    non è questione di aver capito tutto o aver capito niente.
    è questione che l’esperienza
    nel metodo scientifico come nella saggezza popolare
    ha un sua importanza.

    e chi ti sta rispondendo ha esperienza
    che sia io, Damiano o altri.
    purtroppo in questi anni
    il sapere esperito sembra non avere più alcun valore, e chiunque si sente libero di dire la sua con la presunzione di giustizia anche se è una emerita ma soprattutto dimostrabile boiata.

  10. Ivano Skoda Octavia Combi iV Plug-in Hybrid

    Anche a me pare strano l’accostamento tra “fretta” e “nucleare”.

    Comunque, ci sono altre cose che non capisco sulla realizzazione di centrali nucleari.

    La prima è che dobbiamo liberarci dai fossili per costi, inquinamento e dipendenza da altri stati perché noi in “casa” non ne abbiamo abbastanza. Succubi di tutte le instabilità mondiali.
    Ma dove sono qui in Italia le miniere di uranio, torio ed i posti per produrre plutonio? Siamo indipendenti col nucleare o dobbiamo sempre dipendere da paesi terzi? Ai costi che impongono altri? E sempre succubi delle follie sovraniste con tutte le instabilità che producono? Sole, vento e mare mi pare che siano disponibili anche se scoppia la terza guerra mondiale. ‘O paese do sole, ‘o paese do mare…

    Scorie: come è già stato ricordato, non siamo ancora stati capaci di trovare il cosiddetto “Deposito nazionale” per “far fuori” il materiale radioattivo delle centrali costruite decenni fa (quando potevano avere un senso) e praticamente mai utilizzate. Se entrano in funzione nuove centrali, per di più distribuite in tutto il territorio, dove le mettiamo le nuove e più abbondanti scorie?

    Centrali distribuite sul territorio: alzi la mano chi le vuole dietro casa! Iniziamo una felice stagione di NIMBY in protesta?

    Sempre sulla fretta: una centrale nucleare non è una caldaia a gas, è un pelino più complessa e rischiosa, richiede enti di controllo e professionalità. Li abbiamo già o vanno creati/formati?

    Mah!?

  11. Caro Andrea, credo che la risposta ai tuoi dubbi e la conferma che il nucleare sia una scelta illogica per chi, come l’Italia, abbia scelto già quarant’anni fa di abbandonare il nucleare sta in queste tue stesse parole e nella contraddizione intrinseca che contengono:
    “Il motivo per cui ho cambiato idea è un altro. Abbiamo fretta. Dobbiamo tagliare le emissioni molto più rapidamente.”
    Tu stesso riconosci che, sulla base di quanto successo a Flamanvile (e lo stesso è accaduto a Olkiluoto), i tempi per costruzione e messa in rete di un singolo nuovo reattore nucleare può richiedere anche due decenni. E questo in centrali già esistenti e in paesi, permettimi, più bravi dell’Italia nel gestire i lavori pubblici — per lavoro ho fatto avanti e indietro fra Italia e Svezia per trent’anni, e ho visto costruire in soli cinque anni il collegamento auto-ferroviario fra Danimarca e Svezia composto da un tunnel iniziale che dalla Danimarca sbuca in un’isoletta artificiale costruita in mezzo allo stretto da cui parte il celebre ponte di Øresund/Öresund che arriva in Svezia).
    La soluzione che il mondo ha chiarissimamente adottato negli ultimi anni per sciogliere la contraddizione fra la fretta con cui dobbiamo giustissimamente decarbonizzare la produzione di energia elettrica e la intrinseca lentezza del complesso lavoro per costruire un reattore nucleare (o, peggio ancora, un’intera centrale da zero) è evidente scorrendo i rapporti annuali della IEA sulle potenze installate (non ho i link sottomano, ma sono certo che tu sappia dove cercare): e quei rapporti dicono che, negli ultimi anni, le uniche fonti energia cresciute nel mondo con aumenti del 50% e più anno su anno sono le rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Se ben ricordo, nel 2025, a fronte di nuova potenza da nucleare per 7 GW (con una previsione di alcune decine di ulteriori GW nei prossimi anni), il solo fotovoltaico nel solo 2025 ha visto installare oltre 650 GW di nuova potenza, con previsioni di superare 1 TW di nuova potenza già nel 2026.
    È quindi evidente che nel mondo la “fretta di decarbonizzare” si incarna nelle rinnovabili, non nel nucleare.
    Rimetti quindi ordine nei tuoi pensieri e con fiducia torna ad associare “fretta di decarbonizzare” con “fonti rinnovabili”.
    Cordialità!

  12. Apprendo, con rammarico, che il lavaggio dei cervelli perpetrato costantemente per rilanciare il nucleare sta dando i suoi frutti.
    Il dubbio è lecito e decontestualizzandolo sarebbe anche corretto, ma i problemi restano e non sono piccoli: investimenti enormi, problemi tecnici, problemi economici, rischi ambientali (sì, restano i rischi ambientali in caso di incidente e in base alla severità, i danni sarebbero incalcolabili per una nazione come la nostra che ha un debito pubblico monster), nel nostro caso marginalità dei vantaggi (pochi reattori non consentono economie di scala sufficienti affinché i costi siano quelli sperati).
    Sarebbe singolare, insomma, se il paese del sole andasse ad atomi anziché a fotoni.
    Infine, i due incidenti più gravi, Chernobyl e Fukushima sono avvenuti a distanza di 25 anni, con cadenza abbastanza in linea con le statistiche teoriche calcolate. Significa che il prossimo avverrà intorno al 2035. Vedremo dove e con quali conseguenze.

    Vengo invece ai due punti secondo me deboli, elencati nell’articolo:
    1) “Abbiamo fretta”
    Se abbiamo fretta, probabilmente il nucleare non è la soluzione migliore: le energie rinnovabili e le batterie possono essere messe in servizio prima e in modo continuo. Il nucleare servirebbe soltanto a bloccare enormi quantità di denaro che inizieranno a dare i loro frutti soltanto tra un decina d’anni se fila tutto liscio.
    2) “Il nucleare non risolverà il problema della bolletta italiana”
    Prima si ammette che la soluzione per il prezzo alto dell’energia elettrica non lo si potrà risolvere con il nucleare e poco dopo si dice che il problema dei costi alti del gas, ovvero il pensiero sembra tornare a credere che il nucleare potrebbe aiutare a ridurlo, pur sostenendo il contrario. Qui vedo veramente una contraddizione tra la posizione finale e quanto invece risulta dallo scritto.

    Infine, e questo non attiene allo scritto, trovo assolutamente preoccupante che molti giovani sostengano di essere a favore del nucleare pur non sapendone nulla quando vengono interrogati. Le campagne mediatiche stanno dando i loro frutti e il danno sarà immenso, ovvero come mi piace dire con una battuta: un bel giorno avremo finalmente i nostri impianti nucleari sul ponte sullo stretto.

  13. Le scorie ad alta attività, come il combustibile esaurito, restano pericolose per 100-200 MILA anni. Quindi bisogna trovare una collocazione che resti protetta e sicura per un tempo pari a 20/40 volte l’età della grande piramide di Cheope. Nessuno, fino ad ora c’è riuscito. Detto questo, anche i costi enormi diventano un dettaglio.

    1. Giusto nazioni con enormi estensioni desertiche (come USA o Cina) possono pensare di seppellirci le scorie e fregarsene…
      In Italia poi stiamo ancora cercando dove fare lo stoccaggio del decommissioning (smontaggio e messa in sicurezza) dei 4 barattoli radioattivi ☢️⚛️☠️) costruiti 50 anni fa e Non usati .. figuriamoci se le utilizzavamo…
      E continuiamo da allora a pagare le enormi spese di questi lavori (e della custodia temporanea delle scorie all’ estero!)

  14. Spingere sul nucleare vuol dire portare via risorse a fotovoltaico e altre rinnovabili, allungando i tempi per poter risparmiare e inquinare meno. Il nucleare non deve essere un taboo, ma non può diventare la soluzione silo perché controllabile centralmente e utile a chi vuole vendere energia.

  15. @pinco pallino

    Ti dò un consiglio non richiesto…
    Comincia a risparmiare quanto più possibile, limita al massimo l’ uso della/e vetture ICE che hai e tieni da parte i soldi risparmiati sul carburante adesso.. perché ti serviranno tra qualche mese per fare i prossimi spostamenti indispensabili…. Io ci sono già passato nel 1973/74 in un periodo così….che però aveva “vie d’uscita” molto più facili e veloci rispetto alla situazione attuale (è lunga la spiegazione sulle motivazioni).

    Se puoi…ti consiglio di cercare adesso una vettura elettrica usata conforme ai tuoi usi quotidiani (non al viaggio saltuario di mille-mila.km per ferie o zie morenti lontanissime ) e magari provarla e…acquistarla .. così magari ti renderai conto che se non sono usabili per tutti e ovunque (in una nazione ove la corrente è presente ovunque…in città come in montagna…ed ove non arriva il cavo e-Distribuzione si può produrre in loco “ad isola “) è solo per precise scelte di forti lobby e politici sovvenzionati….
    Chi già ha la BEV lo sa perfettamente…. la usa da anni… sa quanto risparmia… cosa serve per usarla comodamente…
    Basterebbe delle semplici prese AC nei lampioni dei quartieri dormitorio…nei parcheggi di fabbriche ed uffici….dei centri commerciali….e le HPC nei distributori delle direttrici di traffico…
    Di energia elettrica in Italia abbiamo potenziale da esportare .. se si vuole sfruttare sole vento idroelettrico e geotermia….

    1. Certo che sei proprio disfattista Damiano; io gli anni70 li ricordo molto positivamente l’azienda di famiglia andava a 1000 con appalti statali a iosa, si usciva tutti i wk da Venezia si andava ad Asiago o a Cortina o a Belluno; avevamo già due auto la moto e la vespa ; tutti gridavano al lupo ma alla fine le guerre in giro creano business ed economica. Io sono convinto che quanto accade oggi porterà ulteriormente a nuove economie a nuovi sbocchi lavorativi a stipendio e competenze che cresceranno e sicuramente anche con benzina e gasolio a 3 € andrai in giro a fare ferie lo stesso, prenderai l’aereo comunque sia per lavoro che per svago

        1. quanta ispirazione dai film di Sordi !!

          andrebbe ritrasmesso in prima serata (anche su un canale secondario… tanto chi lo può comprendere ed apprezzare sa trovare sul tecomando oltre il tasto 9 )

      1. Che belle le guerre, business per pochi e morte per altri e bei tempi quelli con le guerre… speriamo durino ancora …

        1. Può piacere oppure no ma i viaggi in jet esistono perché la Germania a suo tempo ha sperimentato i primi caccia a reazione, sulla luna l:uomo haesso piede sfruttando lae conoscenze sperimentate e testate che i V1 e V2; molti medicinali sono stati creati e sperimentati proprio durante i conflitti della 1 e 2 guerra, tutti usano normalmente il cioanoacrilato (loctite) ma pochi magari sanno che era una formula inizialmente scartata ma poi applicata in aeronautica militare per sigillare i vetri e in Vietnam come elemento di sutura delle ferite, l’uso del nucleare prima è stato pensato come elemento bellico poi ha visto applicazioni industriali e mediche; le comuni barrette energetiche presenti in qualsiasi supermercato sono stati i primi componenti di quella definita come razione K, l’orologio da polso elemento fondamentale per gli aviatori che ovviamente no potevano portare l’orologio da taschino, una infinita di capi di abbigliamento di uso comune, l’hummer H1 ( mia sorella ne possiede uno) ,la jeep, la Land rover, il classe G vetture che le trovi praticamente in tutto il mondo e su tutte le città ( aggiungiamo anche i pick up Toyota che sul cassone possono montare da mitragliatrice e lancia razzia questo è più il caso di un veicolo civile prestato ai militari o giù di lì) . i primi droni? Piccioni con fotocamera , internet? ARPANET 1969 rete per strada missione dati tra basi militari, l’elicottero la vera evoluzione si ebbe nel campo militare ad opera di Sirkosky e Kamov in URSS .

      2. Eraldo… ad esser cinici… c’è sempre da guadagnare per pochi anche nelle tragedie di tanti… (ed ora il coinvolgimento è planetario).

        Io dormo più sereno se so di aver aiutato qualcuno .. piuttosto che lucrato sulle sciagure di tizi sconosciuti…

    2. ehm no..pardon ma non mi compro certo DUE auo elettriche..me ne comprerò sicuramente una quando ne esisteranno di economiche e con decente autnomia,io concordo col tizio di altro articolo che diceva che per vendere una elettrica l’autonomia minma deve essere di 450km… io al momento ho una Fiat Qubo a metano e per l’utilizzo urbano un pieno da 280 km nel migliore dei casi è un’autonomia scarsa e mi salvo solo perchè nelle emergenze uso il serbatoio della benzina. eliminerei subto nelle auto Adas, schermoni, IA, moda dei cerchi enormi che tolgono spazio interno , vorrei utilitarie e non ” enormi citycar” e eliminerei quanta più elettronica possibile e discorsi ingannevoli del marketing sintetizzabili in “è il cliente che lo chiede” 😀 – al momento per avere autonomia decente serve spendere tra i 30 e 40mila euro per un’alettrica, e infatti le vendite sono e saranno scarsissime a sti prezzi quindi per me o si semplifica tutto o il green deal sarà rimandato varie volte, finchè si arriverà alla sostenibilità economica. situazione ancora più grave per le abitazioni – uso l’auto proprio poco,lavoro sotto casa, giro in bici. lei preferirebbe essere dipendente dall’energia accumulata dalle famose miniere di Litio italiane? 😀 io punto alla concreezza,e mi comprerò una elettrica solo quando ne esisteranno di sostenibil ( e senza sostenibilità economica non lo sono)

      1. Il paragone col metano non sta in piedi. Se si percorrono 100 km al giorno 280 km di autonomia a metano non bastano per tre giorni. Con un’auto elettrica con 200 km di autonomia caricata ogni notte si possono tranquillamente percorrere 100 km al giorno e senza perdere un minuto per fare rifornimento. I 450 km di autonomia auspicati possono servire a chi percorre diverse centinaia di km ogni giorno, ma certamente sono inutili per la grande maggioranza delle persone.

        1. Se la macchina elettrica avesse le spese di gestione (manutenzione ordinaria etc) di una vettura a metano avrei avuto molto meno interesse a comprarla (avendo lavorato io per 18 anni in officina ufficiale…con tanti casi seguiti personalmente).

          Se poi ci si volesse spostare per oltre 280km.al giorno a metano .. riuscire a rifornire il gas diventerebbe “mission impossibile! ” perché il nostro Tom Cruise non troverebbe distributori ovunque (al massimo è fattibile col GPL) e quindi costretto a viaggiare continuamente col serbatoio di benzina…aumentando i costi annui…

          Una presa elettrica la si trova quasi ovunque…e col carichino a 2.3kW volendo si rifornisce a sufficienza ogni notte mentre si dorme…ed io con 2kWx8ore (16kWh) ci posso fare o 100km in autostrada o anche il doppio in extraurbano…
          Ma di che parliamo !?
          I motori a gas stanno scendendo ben sotto la quota vendita di NEV …

          1. beati voi che avete capito tutto e magari è per queste ragioni che le auto elettriche vendono enormemente 😀 dai scusate il sarcasmo, ma io non credo agli estremismi, ne dei “no watt” e neanche dei “solo watt” e li considero molto simili come indole, scusatemi ancora ma…

        2. Se percorri diverse centinaia di km al giorno 450 km sono pochi come autonomia teorica. Chi macina km usa auto che con un piano ne garantisce almeno 700-800 perché 1 ti fermi il minimo indispensabile oltre alla fase lavorativa, 2 cerchi di non fare carburante in autostrada parti con il pieno da casa e poi rifai il piano quasi a casa. Una EV con autonomia teorica 200 250km non va bene per chi corre avanti ed indietro tutto il giorno , va bene per il pensionato che gira attorno a casa……per me è 👎

        3. ma no..ricorda e ripetitelo “ogni caso è diverso e non ha senso fare medie generaliste” io per esempio uso veramente poco l’auto..un 7-8mila km all’anno, lavoro sotto casa, giro spesso in bici. auto usata per fare la spesa di cose pesanti a 2 km, MA la uso per gitarelle domenicali, di max dai 200 km A/R (quindi indispensabile avere in elettrico almeno 450 km di autonomia, ma e poi mai soli 250) e mai mi metterei a dover programmare dove e quando ricaricare.

          1. mario milanesio

            @pinco pallino
            “….di max dai 200 km A/R (quindi indispensabile avere in elettrico almeno 450 km di autonomia, ma e poi mai soli 250)….”

            e chettenefai di 450km
            se ne fai 200 max?

            e poi: dove vai l’elettricità non è ancora arrivata?
            io oggi pomeriggio ho trovato colonnine a 1800m in Alta Valle Maira nel cuneese,
            diciamo non proprio Torino centro….

      2. E per la totale insostenibilità di continuare ad estrarre petrolio e gas (per altro disperso in enormi quantità a fare 80volte l’ effetto “cappotto” della CO² ! ) cosa proponi?

        Qui si spendono già molti più miliardi (euro o dollari è uguale) per mettere “cerotti” sui danni prodotti dal cambiamento climatico…
        Niente può rimpiazzare i morti (2 nella mia regione solo pochi giorni fa) o ripagare sofferenze terribili per danni alla salute…o alla disperata necessità di abbandonare la propria terra natia per migrare altrove (causa siccità o inondazioni…o guerre per il controllo del petrolio)… e poi ci si lamenta se milioni di persone son costrette a spostarsi (e te le trovi “a casa” “tua” ). Però intanto grazie agli investimenti su gas e petrolio si sta vivendo una nuova crisi globale…con perdita di lavoro (e casa… istruzione..salute… futuro) anche e soprattutto a ” casa nostra” perché siamo fortemente in ritardo rispetto ad altre nazioni a proteggere redditi da lavoro (e servizi pagati con le tasse) proprio perché dipendenti, pardon!. SCHIAVI di idrocarburi controllati da altri soggetti inaffidabili.
        Augurissimi per il presente e ancora di più per il futuro..

  16. Fa benissimo il dr. Andrea Prandi a riaprire ancora il dibattito con un punto di vista da insider

    Comprendo le motivazioni…ed ovviamente condivido i suoi dubbi: nonostante tutto lo storico impegno della Francia nel settore nucleare ( ad uso civile e militare) non sono riusciti nelle ultime realizzazioni non solo a rispettare tempi e costi (che in un’ ottica futura sarebbero pure accettabili) ma neppure restare dentro accettabili parametri di sicurezza , presentando ancora criticità per errori progettuali e realizzativi.
    AMR ed SMR son lontanissimi da standard progettuali e di sicurezza da essere realizzati “industrialmente” e quindi a costi pre-determinati e configurabili in un sistema industriale che regge Senza finanziamenti statali con le tasse di tutti i cittadini (che pagano le tasse).

    Il “pentimento” di A. Prandi (e di tanti altri che sento/leggo) lo avrei trovato accettabile Se 40 anni fa, contemporaneamente al continuare allo sviluppo del nucleare civile avessimo costantemente e proporzionalmente ridotto i consumi di gas e petrolio…. Non saremmo probabilmente arrivati al disastro climatico attuale, visto che abbiamo superato recentemente la soglia di sicurezza di 1,5 gradi medi da non valicare per evitare l’ escalation delle temperature mondiali e le conseguenti devastazioni di territori da alluvioni, frane, inabissamento costiere ed isole, siccità estreme con abbandoni dei territori abitanti da milioni di persone…

    Ora siamo come in un film catastrofico americano…ma Senza i popcorn 🍿 in mano … Senza poter uscire dalla sala proiezione… perché è il pianeta dove abitiamo… E che sta cambiando in un modo e ad una velocità che conporomette non solo il nostro benessere ma le possibilità stesse di vita.

    Studiamo bene il nucleare… cerchiamo di unire gli sforzi tra nazioni “amiche” (??) per realizzarlo in forme efficicientii e sicurissime nei tempi più brevi possibili…. Ma realizziamo Adesso e con grande efficacia la transizione energetica con F.E.R. + accumuli (tutti i tipi possibili) nei tempi più celeri perché altrimenti non riusciremo a vedere le centrali nucleari di prossima generazione.

    1. Per correttezza, è da segnalare che la soglia di +1.5°C sulla temperatura media preindustriale non è già stata superata.

      Le stime più recenti danno lo scavallamento permanente per il 2029.

      Da tenere a mente che, quando fu firmato l’accordo di Parigi, nel 2015, le stime davano tale superamento nel 2045, lasciandoci ben 30 anni per agire. Adesso pare ce ne restino solo due.

      Fronte:

      https://climate.copernicus.eu/rapid-approach-15degc-global-warming-threshold-paris-agreement

      https://apps.climate.copernicus.eu/global-temperature-trend-monitor/

  17. Gianni Moreschi

    La Cina era famosa per le nebbie grigie di Pechino e delle altre grandi città. In un decennio ha costruito 104 impianti nucleari ed ora anche i cinesi possono vedere il sole. Certo occorre vedere cosa succederà nel medio termine, dove metteranno le scorie e quanto costa una centrale nel medio periodo. Una situazione contraria a quella italiana, dove il nucleare non è mai entrato concretamente in funzione e per pulire le centrali di Trino e le altre abbiamo speso circa 1,5 miliardi di Euro inutilmente perchè ancora non abbiamo risolto. Invece di perdere tempo in inutili conversazione avremmo potuto realizzare reti e relative batterie/accumoli per immagazzinare l’energia rinnovabile prodotta. Dalla Puglia, terra di eolico, facciamo fatica a far partire un filo che porti l’energia dove c’è più bisogno.. Solo investendo di più su reti, accumuli e distribuzione potremmo poi affrontare il dibattito sul nucleare con più serenità. Magari constatare che invece di 5 centrali nucleari, ne avremmo bisogno di poche e di nuova generazione: magari quelle di dimensioni mini che funzionano con le scorie, che sono in ideazione proprio da una società guidata da un italiano (sì perchè anche la tecnologia nucleare sta facendo passi da gigante), Ora, invece, come solito costume italiano, siamo costretti a rivedere le nostre idee sul nucleare, ma come sempre lo facciamo in emergenza. Se fossimo stati più previdenti, anche il nucleare sarebbe un problema normale, ora c’è chi vuole far pensare che sia l’unica soluzione. ed in emergenza non si sceglie mai saggiamente.

    1. non spariamole ancora più grosse.. in Cina attivano un paio di reattori nuculari all’anno

      cioè quasi niente, perchè nello stesso tempo installano 450 GW di nuove rinnovabili aggiuntive, e aggiornano 30-50 GW di centrali a carbone

    2. Per altro al giorno d’oggi non ha senso produrre energia se non si riesce ad accumulare.

      Data l’ impossibilità di produrre esattamente il consumo istantaneo.. qualunque sia il metodo di produzione di energia andrà per forza accumulata … proprio per rispondere ad eventuali sbilanciamenti che altrimenti mandano in crash le reti (bloccando le centrali produzione ad effetto domino).

      Oramai siamo all’ urgenza di disporre accumuli (di qualsiasi tipo) sia a livello di centrale e rete distribuzione ma.anche a livello aziendale (BESS o altro) fino agli accumuli domestici (per ridurre i picchi di richiesta..ed eventualmente contribuire a caricare gli eventuali esuberi di rete).

  18. Daniele Sacilotto

    Da ignorante in materia capisco il ragionamento ma mi chiedo: il nucleare in Italia oggi può rispondere al tema principale ovvero la fretta? Considerando le ingenti risorse che catalizzerebbe è la via più rapida all’abbattimento delle emissioni?

  19. La verità sul nucleare sta ; a chi serve veramente riempire di piccole centrali? A chi vede affari d’ oro- Ci sono stati in Europa che toglieranno queste centrali e noi già liberi ci imbroglieremo. Sembrano al governo dei non vedenti, ma il problema è che ci vedono benissimo ma solo in una direzione che è quella del loro interesse

    1. Invece di nucleare si predisponga un piano per incrementare le batterie di accumulo (durante il giorno stiamo giù producendo energie alternative che non vengono sfruttate e quindi gettate al macero).

  20. Nessuno parla del calore sprigionato dal nucleare come dalla combustione fossile. Le sole fonti sostenibili da questo punto di vista sono il solare e l’eolico.

    1. Condivido ;
      Siamo ancora alla caldaia a vapore che muove una turbina..
      Usando combustibile fissile
      Invece che quello fossile
      Almeno il vapore delle centrali a combustibili fossili potrebbe essere usato per il teleriscaldamento
      Con quello fissile direi che è piú complesso e pericoloso
      Queste centrali imho hanno un futuro solo col biogas
      Creato dall’ agricoltura
      Dai rifiuti urbani e dell’ industria alimentare
      E dalla depurazione delle acque fognarie
      Una sorta di accumulo per i 3 mesi invernali dove il fotovoltaico produce meno

      1. -Queste centrali imho hanno un futuro solo col biogas
        Creato dall’ agricoltura
        Dai rifiuti urbani e dell’ industria alimentare
        E dalla depurazione delle acque fognarie-

        Dimenticate Matrix, la pillola rossa e quella blu: la vera transizione geopolitica del futuro si gioca in farmacia. Avete mai pensato alle potenzialità energetiche del nostro “sforzo collettivo”? Solo a Milano, i depuratori convertono ogni giorno i reflui fognari in milioni di metri cubi di biogas. Se allarghiamo lo sguardo a tutta la Pianura Padana, tra scarti zootecnici e reflui urbani, il potenziale “lavorato bene” tocca l’incredibile cifra di 4,5 miliardi di metri cubi di biogas all’anno. Una miniera d’oro verde che ci rende una specie di Arabia Saudita dell’energia pulita e circolare, dimostrando che questo è finalmente un bel lavoro fatto col culo! Ogni cittadino diventa così un produttore strategico per il Paese. Per alimentare il business del secolo resta solo da risolvere un dilemma: per massimizzare la produzione preferite la tradizione delle Fave di Fuca, l’azione del mitico Confetto Falqui o il tocco dell’Epilax? Scegliete la pillola giusta e liberate l’energia!

        🙂

        1. ..premesso che Biogas è la miscela di fermentazione ancora grezza, un mix di Metano e Co2; può essere bruciata tal quale per fare elettricità e calore, oppure separare la frazione di Biometano per immetterlo e stoccarlo nella rete nazionale del metano

          i piani nazionali, includendo non solo i rifiuti organici ma anche quelli vegetali, sono di arrivare a 5,7 miliardi m2 annui biometano (circa 8 miliardi m2 in biogas grezzo); gli studi calcolano un potenziale sino a 11 miliardi di m2

          5,7 miliardi m2 Bio-metano, con potere calorifico 10,6 KWh a m2, come energia sono 60 Tera-Watt-h (termici) annui; se poi trasformati in elettricità, forniscono circa 35 TWh

          sono più di quanto servirà come integrazione a un mix 100% rinnovabili, cioè di bio-metano ne avanzerà anche per per l’industria; come ricordavi, anche grazie agli “sforzi” di abitanti, bovini e suini padani, storici elettori leghisti 🙂

          1. -anche grazie agli “sforzi” di abitanti, bovini e suini padani, storici elettori leghisti –

            E la Meloni ha già detto che per chi non collabora ci sarà (poco) manganello e (tanto) olio di ricino.

  21. in Italia installiamo quasi 7 GW nuove rinnovabili e 7 GWh nuovi accumuli all’anno; sarebbe possibile e utile fare il triplo, 20 GW + 25 GWh, per avere ritmi analoghi ai migliori in Europa

    ma già questi 7 GW “nominali” all’anno concessi a fatica in autorizzazioni dal governo attuale, insufficenti a contrastare i rincari di prezzo della quota di fossili nel mix, generano una “potenza media effettiva” aggiunta all’anno di circa 1,5 GW

    per ottenerla con una centrale nuculare, dovremmo installare 2 GW “nominali” all’anno, cioè 2 reattori da 1 GW all’anno.. però i ritmi europei per installare 2 reattori gemelli in suo stesso sito, dove li installano prima uno e poi il successivo, non sono 1 anno, sono letteralmente 35 anni, e nei decenni recenti nessuna nazione europea aveva pià di 1 singolo cantiere aperto alla volta

    allora se parliamo di velocità (e ci dimentichiamo degli altri problemi di questa tecnologia del secolo scorso, costo, scorie, siti, problemi raffreddamento, bersagli per sabotaggi e attentati, dipendenza da estero ), con le rinnovabili in italia stiamo installando l’equivalente di 2 reattori all’anno, e con un governo meno ostile potrebbero essere persino l’equivalente di 6 reattori aggiunti ogni 12 mesi, però non vanno a fissione nucelare, ma già a fusione nucelare, quella che avviene nel nucleo del Sole, il modo per noi più pulito ed economico

    anzi, prospettare una fiaba del nuculate veloce e/o economico, non solo non aumenta la velocità di decarbonizzazione (la realizzazione delle centrali sarebbe lenta e in quantità simboliche rispetto alla quantità enorme di energia generata invece dalle nuove rinnovabili aggiunte), ma di fatto la rallenta, vediamop ogni giorno che diventa una scusa per rallentare le rinnovabili

    per non parlare poi dei fondi pubblici che verrebbero impegnati, perché le centrali senza ampie sovvenzioni non stanno in piedi, soldi che sarebbero spesi meglio invece nel potenziare la rete elettrica, o come suggeriva Parisi, nel finanziare il miglioramento termico degli edifici (isolamento termico e pompe di calore), questo secondo i suoi calcoli porta a un vantaggio/velocità migliore come riduzione delle emissioni annue di Co2

  22. parere di un elettore della Meloni: voglio il nucleare? bohh..dipende dai costi..per ora si è tra gli unici a non averlo, ma l’importante è pensare ai costi, no per nulla a preconcetti.. è la sintesi di “neutralità tecnologica” ..e ben vengano fotovoltaici ed eolico o petrolio..unico requisito il costo totale, e no a mode del momento .perchè il green deal è un bel costo da pagare, quindi importante tenersi pronti anche per il nucleare con leggi pronte, poi se non conviene amen ma serve essere pronti anche quello o al carbone, l’energia è indispensabile. all’elelettrico è chiaro che ci si arriverà ma solo quando i costi lo permetteranno..al momento non esistono proprio auto economiche elettriche con prestazioni equivalenti a rottami a petrolio e auto termiche attuali e costose se ne vendono poche..a sti prezzi termiche ed elettriche sono insostenibili, uguale per case “green” troppo costose per dare un senso alla parole “sostenibili” e quindi c’è da tenersi pronti a qualsiasi fonte di energia

    1. salve, è il contrario, il nuculare non è così’ diffuso, questè è una bufala che spargono i pubblicitari del consorzio;

      al contraio, sono relativamente poche le nazioni ad averlo, centrali costruite decenni fa e con grande impegno di risporse pubbliche, quando ancora non c’erano tecnologie migliori (le rinnovabili e gli accumuli di energia), e sono ancora le nazioni che oggi intendono rinnovarlo quando le attuali centrali andranno in dismissione

      il gruppo di questi pochi ha una forte correlazione staitistica con il gruppo di chi ha anche la filiera delle armi atomiche, oppure di chi vorrebbe avere in futuro gli armamenti atomici (es. le nazioni in medio oriente in lotta tra loro e con le altre potenze mondiali)

      storicamente avere la filiera civile era necessario per poter sviluppare la filiera militare, nel secolo scorso c’era stata la corsa alle armi atomiche e all’accumulo di scorte di plutonio, ad esclusione della Cina che era rimasta indietro, ma lo sta facendo adesso, mentre sino a pochi anni fa prima il plutonio lo doveva comprare dai russi

      la filiera militare e quella civile condividono accesso alla tecnologia, ai tecnici, ai materiali, ai fornitori, e una parte dei costi.. quasi il 30% dei costi è condiviso, se ricordo uno studio nel caso dell’Inghilterra.. se fai/vendi anche bombe e sottomarini atomici, diciamo hai un motivo per sobbarcarti le ingenti spese e problemi (e rifiuti problematici) di questa filiera, è il caso della Francia, che si svena letteramente tra il costo delle armi e delle centrali civili, ma l’almeno ha una “motivazione”.. non è invece il caso dell’Italia: oltre ad essere già in brache di tela, per cui non vedo perché chiedere di usare roba cosi costosa, non abbiamo neppure gli armamenti atomici

    2. no non siamo gli unici a non averlo
      molti paesi europei tra cui Grecia e Portogallo alla nostra latitudine
      la Spagna , come la Germania ha deciso di dismetterlo
      in Francia , il nucleare spesso è in crisi per la siccità
      ad agosto è stata costretta a chiudere 8 reattori su 57 e a ridurne la potenza
      altri son stati costretti a ridurre drasticamente la potenza
      la Francia investe in rinnovabili , più di quello che si pensi , anni fa hanno fatto una “leggina” che obbliga di coprire almeno il 50% dei parcheggi sopra i 1000 mq con fotovoltaico scadenze 2026 e 2028 con multe per chi non adempie
      comunque , il Portogallo ,senza nuculare produce più auto dell’Italia
      (la cosiddetta industria pesante) con un sesto della popolazione
      il costo dell’energia elettrica in Portogallo è tra le più basse d’Europa
      La Cina ha superato il picco del petrolio
      da più di un trimestre il consumo di petrolio è in calo , mentre si inaugurano fabbriche anche di batterie a consumi ZERO grazie alle rinnovabili
      mentre il nuculare sta diventando marginale
      anche perché in questi giorni CATL sta cominciando a consegnare Batterie agli ioni di SODIO a una compagnia elettrica Cinese
      iin USA gli stati repubblicani, nonostante le direttive trump,sono quelli che investono di più in rinnovabili,il nuculare non è pervenuto

      IL MIO PENSIERO
      copiare quello che ha fatto il Portogallo ,
      ho assistito a una tavola rotonda per periti industriali pochi giorni fa a Roma , sembra che la copertura fotovoltaica delle scuole sia partita
      a parte le supercazzole idrogenate di politici o affini per buttare soldi pubblici …
      è già una buona cosa
      la penisola ha sempre più bisogno di desalinizzatori , di questi si possono recuperare gli scarto per produrre batterie agli ioni di sodio , che su scala industriale si stima costerano dal 30 al 70 percento in meno di quelle al litio ferro fosfato ..
      l’italia ha poche risorse e molti debiti , dobbiamo puntare su tecnologie a basso costo e fare sistema con i nostri vicini
      sarebbe plausibile allearci con ,Francia ,Spagna e Grecia per lo sviluppo comune di rinnovabili e accessori adatti al Mediterraneo
      Le Batterie gli ioni di sodio sono lachiave del futuro prossimo

    3. @pinco pallino
      Inviterei a discriminare fra prezzo e costo.
      Di certo i prezzi sono troppo elevati, sui costi probabilmente se ne potrebbe parlare.
      Io penso che salvo i beni di lusso, nessun altro prodotto o servizio non sta in piedi se non lo vendi… un’auto o una casa per la gente comune non può avere prezzi da livelli nettamente superiori, altrimenti il tuo costo non lo recupererai mai.
      Classico esempio il prezzo dell’energia alle colonnine.

  23. Uno studio del Politecnico di Milano e del LEAP dice che, entro il 2050, l’Italia potrebbe produrre tutta la sua elettricità solo con energie rinnovabili, senza usare il nucleare.
    Secondo le analisi, questa soluzione sarebbe possibile e anche più economica rispetto ad altre.

    Nei prossimi anni useremo molta più elettricità: per muoverci, per scaldare le case, per far funzionare le industrie e per produrre idrogeno. La domanda potrebbe più che raddoppiare. Per coprirla servirebbero molti nuovi impianti: tantissimo fotovoltaico, molta eolica e tante batterie per immagazzinare l’energia.

    Con questo sistema il consumo di gas scenderebbe di circa il 90%. Servirebbe solo una piccola quantità di energia programmabile, prodotta con biometano e metano sintetico, per coprire i momenti più difficili. L’energia rinnovabile “in più” sarebbe poca e la rete resterebbe stabile.

    Per arrivare a questo risultato bisogna però accelerare le installazioni, potenziare le reti e diffondere gli accumuli. Nonostante lo sforzo, i costi totali sarebbero più bassi: le rinnovabili costano sempre meno, dipenderemmo molto meno dal gas e l’energia in eccesso potrebbe essere trasformata in idrogeno invece di essere sprecata.

    In breve: uno scenario 100% rinnovabile è fattibile, conveniente e non richiede il nucleare. Ma servono politiche chiare, autorizzazioni rapide e investimenti mirati.

    1. sottoscrivo,
      e da appassionato di simulazioni dei mix energetici, aggiungo che nel caso dell’Italia la quota di gas residua per fare da integrazione (accumulo di energia stagionale) al mix di rinnovabili e accumuli giornalieri, sarebbe non il 10% del totale, ma circa il 3%, che poi anzi aggiungendo meccanismi di flessibilità nei consumi scenderebbe a circa 1%

      3% del totale, tradotto in numero assoluti sarebbero 20-25 TWh annui di elettricità da avere di scorta disponibile su richiesta

      considerando che le centrali turbubogas che già abbiamo, convertono il gas in elettricità con efficienza tra 43% (a ciclo semplice) e 61% (a ciclo combinato), una scorta annuale di 40-45 TWh termici di gas sarebbe sufficiente per avere al bisogno i complessivi 25 TWh di elettricità annui

      sono quantità relativamente piccole, si coprono già con solo una quota della produzione futura “autarchica e rinnovabile” di bio-metano (derivato da fermentazione di scarti vetetali e oragnico), anche senza ricorrere ad elettro-metano di sintesi (derivato da idrogeno verde da elettrolisi).. anche se gli elettrolizzatori probababilmente serviranno comunque per produrre gli elettro-carburanti per nave e aerei

      NB: quel 3% finale ad integrzione del mix, energia resa completamente stoccabile e programmabile, è la parte con costo unitario più alta del mix, infatti il biometano è più costoso di fotovoltaico ed eolico (e ancora di più l’idrogeno verde)

      però se quell’integrazione volessimo coprirla invece con il nuculare, ci costerebbe 10 volte di più rispetto al biometano, tanto da influenzare il costo medio dell’intero mix energia, il costo medio annuale energia complessivo aumenterebbe circa +30%

      la spiegazione dei conti è un po’ pedante, ma a richiesta si può affrontare, in sintesi il nuculare ha altissimo costi fissi e altissimi costi per unità di potenza, è proprio l’opzione economicamente peggiore per fare da “integrazione” a fonti intermittenti,

      e senza contare che in italia questa integrazione dovrebbe avere una potenza di picco di almeno 30 GW, altrimenti rischieremmo i black-out;

      30 GW di picco, dispponibili a comando, sono facili da avere con le centrali tubogas alimentate bio-metano, oggi ne abbiamo più di 40 GW disponibili;

      mentre a 30 GW non ci arrivi con il piano Fratin, 300 miliardi di spesa anticipata per avere poi tra 40 anni copletati circa 11 GW potenza nominali, 8 GW effettivi disponibili, che al mix energia gli farebbero il solletico, andrebbero lo stesso mantenute le centrali tubogas come back-up e integrazione per le rinnovabili

      1. fare paragoni generalisti con altri stati è ben una cosa approssimativa però porto mio esempio nella costa atlantica francese lo scorso inverno: ho visitato varie case, non ho visto nè pompe di calore elettriche e neppure caldaie a gas.. in tutte le case ho visto stufe elettriche a resistenza elettiche e alla mia domanda “ma comè? in italia neanche le vendono stufonii elettrici così! che scaldano molto sì, ma consumano tantissimo” la risposta: ” qui c’è il nucleare e l’elettricità costa poco” – differenza sostanziale è anche che lì TUTTE le case hanno impianti elettrici “quasi industriali” adatti a carichi elettrici pesanti. una transizione energetica deve partire da lì..ma provate solo a vedere quanti pochi sono gli impianti elettrici a norma in italia…veramente pochi – per i calcoli economici su come produrre elettricità, che sono molto complessi, aspettiamo calcoli ben dettagliati del programma dell’opposizione..sperando che non siano “ho una Tesla e viaggio gratis!! ah già sì, ma è perchè sono già ricco, ho villetta indipendente con fotovoltaico e ricarico gratis in azienda e pure al Lidl”

        1. è inutile la lotta ai mulini a vento..
          qui con wiki sono tutti professori di economia, energia, chimica.. ma nella vita vera fanno i programmatori, i pensionati, i venditori..

          quando andrà su la elly (🤣) darà a tutti il proprio pannello solare, la pompa di calore, la piastra a induzione, la casa coibentata col garage dove mettere la bev di stato, i monopattini o e-bike, 11 kw monofase come in inghilterra, l’orto agrivoltaico.. e nessuno pagherà niente: tutto col risparmio degli italiani.

        2. Salve, i pavimenti elettrici riscaldanti sono un retaggio dei decenni passati, e numeri alla mano oramai le bollette francesi sono non così tanto più basse di quelle italiane (v. dati Eurostat anno 2025)

          ma soprattutto, le centrali nuculari sono per loro stessa natura “sovvenzionate”, significa che almeno metà del costo dell’energia e filiera nuculare viene pagato dallo Stato, e solo la quota rimanente la paga con la bolletta

          allora (scusi il maiuscolo, ma qui sta un punto importante) la BOLLETTA diventa un ACCONTO, mentre il SALDO lo ha con un aumento delle TASSE e del DEBITO PUBBLICO

          …se vuole paragonare i costi delle fonti energetiche, il metodo più affidabile è cercare i calcoli del costo di produzione energia totale (cioè escludendo le sovvenzioni), ed esite una procedura di calcolo standard in gergo chiamata LCOE

          per l’Europa abbiamo questo grafico 2024 del Fraunhofer Institute (la nota rete di politecnici tedeschi, sono un misto di università/ricerca e applicazione industriale applicata):

          https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity/jcr:content/contentPar/sectioncomponent/sectionParsys/imagerow/imageComponent1/image.img.4col.large.png/1728050961342/Levelized-Cost-of-electricity-2024.png

          grafico preso dal loro studio che aggiornano ogni 3 anni:
          https://www.ise.fraunhofer.de/en/publications/studies/cost-of-electricity.html

          vede che il nuculare oggi (non 35 anni fa cone per l ecentrali europee antiche) per impianti di nuova costruzione è la fonte energetica più cara in assoluto, è più cara anche del metano

          PS-1 .. se non si fida di questa fonte, ci sono una ventina di fonti autorevoli diverse che forniscono stime analoghe sui costi energia a quelle del Fraunhofer Institute, che a richiesta posso suggerire

          PS-2 .. una obiezione è il costo di produzione LCOE del nuculare (circa 16-26 cents al kwh per i grandi impianti, o 20-40 censt per ipotetici impianti di piccola taglia) è paragonabile direttamente a quello delle centrali a metano (circa 10-18 censt kwh) e ad altre fonti non intermittenti

          mentre non è direttamente paragonabile con il fotovoltaico o eolico (circa 4-6 censt kwh) in quanto intermittenti; però diventano paragobabili se si considera di aggiungere anche i costi degli accumuli, a batteria e di altro tipo;

          allora per le rinnovabili, si considera un costo medio complessivo di un “sistema” stabilizzato (in inglese, ” firm “), a volte questo calcolo del costo lo chiamano System-LCOE, include anche i costi degli accumuli di energia necessari per stabilizzare la fornitura di elettricità, e ancora meglio se si considera un mix di più rinnovabili (usate insieme hanno un effetto sinergia positivo, perché eolico e solare tendono a funzionare in momenti complementari, sommandoli già servono meno accumuli)

          il System-LCOE di un sistema 100% rinnovabili oggi sarebbe circa 6-10 censt al kwh, e in breve con gli accumuli che scendono ancora di costo, prima che venga realizzata anche una sola nuove centrale nuculare, secondo gli studi pubblicati il costo di un mix 100% rinnovabili e accumuli in europa scenderà a 4-7 cents al kwh, a seconda della nazione considerata; qui trova uno studio del 2026, è in inglese, ma ci sono dei grafici sui costi abbastanza esplicativi:

          https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0196890425009239

          vede che 100% rinnovabili oggi costa 1/2 o 1/3 del nuculare, e a breve costerà 1/4 del nuculare.. lei comprebbe qualcosa che costa 3-4 volte più di un prodotto analogo, e in aggiunta produce una serie di problemi aggiuntivi? non credo

          1. continui con la tendenza a “volermi persuadere che è tutto gratis” anche verso la fine per esempio con frasi tipo “vede che 100% rinnovabili oggi costa 1/2 o 1/3 del nuculare, e a breve costerà 1/4 del nuculare” ..ho allegia a queste cose, usate dalla sinistra di Conte per vincere illudendo ….e probabilmente sarà la strategia dei Verdi e del PD per provarciil prossimo anno – io credo fermamente che la Meloni, come del resto ogni capofamiglia, per far du lavori edilizi in casa abbia chiesto du preventivi 😀 ” tutto elettrico o nucleare con calma?” e abbia deciso ” sicuramente è meglio agire con calma, il nucleare chissà, ma teniamoci pronti, l’elettrico lo perseguiam per bene ora, ma senza ansia affrettata o scelte inconsulte, ma stiamo già facendo gran progressi sulle rinnovabili”. io non mi fido di chi dice “è tuto gratis” come anche per la singola colonnina di ricarica… che la stiamo ben pagando tramite prestito PNRR e sorrido solo quando qualcuno dice “è gratis finanziata dal PNRR o è costruita e fianziata da buon operatore anche se non ci guadagna al momento..” 🙂 – sono così anche io ora: comprerò una auto elettrica solo quando ne esisteranno di economiche e con autonomia decente. invece lodo “il riccone” che può permettersi auto di lusso tipo Tesla o equivalenti-costose ma con buone autonomie per la loro scelta di passare alla mobilità elettrica

          2. Pinco pallino
            non mi interessa convincere te, ma dare elementi utili ad altri che leggessero

            “tuttto gratis” è una sciocchezzuola che hai scritto tu, non io, e secondo me Conte, Meloni, Lega sono populisti simili

            — 50 miliardi superbonus sono pratiche presentate sino a fine 2022

            — 150 miliardi superbonus sono pratiche presentate da inizio 2023, governo Meloni che ogni 6 mesi prorogava i termini di consegna ammessi per attivare i superbonus, mentre a chiacchere si lamentava, alle spalle li finanziava

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 

Articolo Precedente

Specifiche del Tesla Semi, in arrivo in Europa

Articolo Successivo

Assistenza Leapmotor: “Ecco com’è finito il mio caso"

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!

Iscriviti alla nostra Newsletter

Abbonati alla nostra newsletter e resta aggiornato.
Seleziona i tuoi interessi:
No spam e zero emissioni garantiti!