Nucleare in Italia? A2A non ci crede e lo dice per bocca del suo amministratore delegato Renato Mazzoncini, appena confermato.
Nucleare in Italia? Le perplessità dell’ad Mazzonicini
“La mia posizione sul nucleare è che non ho una contrarierà dal punto di vista tecnologico, né preoccupazione in termini di sicurezza. Il tema è che non riesco a immaginare il nucleare nel mix energetico per una questione di tipologia di funzionamento degli impianti. A differenza degli impianti termoelettrici che, invece, sono molto più veloci”.
Mazzoncini lo ha detto rispondendo ad una domanda nell’assemblea degli azionisti. “Ad oggi considero molto difficile il nucleare sia in A2A che in generale. Perché richiede molti capex che dovrebbero essere ripagati se gli impianti funzionassero per oltre 8mila ore l’anno. Non c’è spazio di mercato per farlo, neanche con i data center”, ha aggiunto. Al n.1 di A2A è stato chiesto anche se ha in vista altre acquisizioni: “Vedo piu’ facilmente una crescita organica”, ha risposto. “Nel 2025 abbiamo acquisito 600mila nuovi clienti. La macchina commerciale è in grado di lavorare su centinaia di migliaia di clienti all’anno“.
Nell’idroelettrico la sorpresa (positiva) della Calabria
Mazzonicini ha parlato anche della produzione da rinnovabili. Per quanto riguarda l’idroelettrico, in particolare, “il 2026 di A2A sta viaggiando sugli stessi livelli dello scorso anno”, quando era stato pari a 4 Terawattora. Questo “nonostante ci sia in media poca neve. Ci aspettiamo un anno in linea con quello precedente’.
Il top manager l’ha detto nel corso della conferenza stampa al termine dell’assemblea dei soci. “Il 2026 sta andando in modo anomalo“, soprattutto per quanto riguarda la Calabria. “Negli ultimi tre anni abbiamo registrato seri problemi di siccita. A marzo sui monti della Sila abbiamo avuto neve e freddo. E a oggi la produzione di idroelettrico della Calabria è pari a quella di tutto l’anno scorso. La Calabria si è ripresa“.
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