Home Tecnologia & Industria Notizia del mese / L’Eni s’è desta e scopre l’elettrico

Notizia del mese / L’Eni s’è desta e scopre l’elettrico

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Claudio Descalzi, numero uno dell'Eni dal 9 maggio 2014

L’Eni s’è desta. Con Ionity ha siglato un accordo-quadro per installare colonnine di ricarica superveloci nelle sue stazioni di servizio. È la notizia del mese.

Ricariche superveloci Ionity in 30 distributori

Sì, la compagnia di Stato era rimasta l’unica tra i big del petrolio a guardare con distacco, se non con ostilità, all’affermarsi dell’elettrico. Shell, Total, BP e compagnia bella si sono buttate dal tempo nel nuovo business. Chi comprando reti di colonnine, chi acquisendo  start-up che hanno sviluppato tecnologie intelligenti per la ricarica. L’Eni sembrava guardare solo al petrolio e al gas naturale, due business nei quali peraltro se la cava piuttosto bene. Ma qualche giorno fa, a sorpresa e un po’ in sordina, è arrivata la notizia che con Ionity installerà colonnine superfast (si ricarica fino a 350 kW)  in 30 stazioni stazioni di servizio. Quelle che un tempo si chiamavano Agip. Ionity (guarda) ha le spalle larghe, essendo una joint-venture tra i grandi costruttori tedeschi. Ovvero Bmw, Mercedes, Ford e il Gruppo Volkswagen (con Porsche e Audi). Intende sviluppare in Europa entro il 2020 una rete di circa 400 stazioni per ricaricare le auto elettriche più potenti, installando fino a 2.400 colonnine (sei per ogni stazione). Clienti danarosi, portati a spendere facilmente in ristorazione e altro mentre aspettano che l’auto  sia carica.

L’esclusiva per le stazioni di servizio

Dicevamo che la notizia ha colto un po’ di sorpresa. L’Eni sembrava, con FCA-Fiat e Autostrade per l’Italia, sembrava un caposaldo della resistenza all’affermarsi dell’elettrico. Ora non è più così. Anche perché nel frattempo pure Fiat ha cambiato strada con il piano annunciato a giugno. E presto lo farà probabilmente anche Autostrade, che in questo momento, purtroppo, è in tutt’altre faccende affaccendato. C’è poi un altro particolare da non trascurare. Ovvero: Ionity ha scelto Eni “come partner strategico ed esclusivo in Italia per il canale delle stazioni di servizio stradali“.

I punti ricarica IONITY: oggi la è tariffa fissa di 8 euro

L’intesa con Enel X

Finora era parso che il riferimento fosse piuttosto Enel X, che peraltro appartiene alla stessa mamma di Eni, ovvero lo Stato. Tanto che Francesco Venturini, numero uno di Enel X, ha già annunciato che entro l’anno verrà inaugurata la prima Ionity in Italia, in Toscana, grazie proprio a un accordo tra i tedeschi e la sua azienda. Così, a occhio, sembra una bella gara in famiglia: L’Eni dice che entro il 2020 installerà 30 Ionity,  Enel X altre 20. In tutto fanno 50, un bel numero in un mercato in cui l’elettrico muove i primi passi.

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