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Non sparate sulle plug-in, con la mia vado in elettrico

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Non sparate sulle plug-in. È il messaggio di Diego che, esperienza personale, dice che non è vero che le ibride ricaricabili non usino l’elettrico. Contestando quindi i ripetuti affondi di Transport&Environment contro queste auto.

                            di Diego Canestrelli

non sparateA marzo 2019 ho deciso che non volevo più inquinare spostandomi con l’auto.
La soluzione più logica ovviamente sarebbe stata un’auto full-electric, ma a patto poi di programmare e accettare le soste per la ricarica nei tragitti medio-lunghi. Che, a tutti gli effetti sono un vincolo alla libertà di movimento“.

Non sparate sulle plug-in, non c’è ansia da ricarica

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In realtà i miei tragitti medio-lunghi non sono poi molti nel corso dell’anno, però, in quei casi, non avrei voluto diventare vittima dell’ansia e delle attese da ricarica.
Considerando che la mia percorrenza quotidiana raramente supera i 50/60 Km al giorno, mi sono informato sulla tecnologia “ibrida plug-in”, che peraltro già conoscevo. approfondendo per bene caratteristiche e modalità d’impiego. Fra i pochi modelli che a inizio dell’anno scorso erano disponibili con questa tecnologia, la più indicata mi è apparsa la Hyundai Ioniq plug-in. Sia per percorrenza in elettrico, sia come rapporto prezzo/qualità, sia perché la trovo anche bella …. Dotata di un motore elettrico da 44 Cv e una batteria al Litio da 8.8 kWh, consente un’autonomia di 63 Km (verificati, naturalmente col piede leggero) in elettrico puro. Inoltre dispone di un motore benzina 1600 cc 105 Cv, con serbatoio tale da consentire un’autonomia “classica” di 900Km.

— Clicca qui per consultare lo studio di Transport&Environment

Non sparate… Su 22 mila km ne ha fatti 14/15 mila in elettrico

non sparateDevo dire che la scelta si è rivelata per me molto azzeccata: praticamente viaggio in elettrico puro tutta la settimana. E anche il weekend, se le percorrenze non superano i 120 Km (con una ricarica all’ora di pranzo posso infatti raddoppiare l’autonomia).  Altrimenti, esaurita la carica, entra automaticamente in funzione il motore a benzina in modalità ibrida, che io considero come “motore di scorta“…. Quindi ansia da ricarica e tempi di sosta: zero. L’auto è piuttosto silenziosa anche viaggiando a benzina, ma il piacere del silenzio assoluto quando si viaggia in elettrico è impagabile. Così come il piacere di non emettere gas di scarico. Ad oggi ho percorso circa 22.000 Km, dei quali circa 14/15.000 in elettrico puro e 7/8000 in ibrido/benzina. Consumo medio totale (calcolato dal computer di bordo) di 2.2 litri x 100 Km. La Hyundai dichiara tra i dati tecnici addirittura un consumo di 1,1 litri x 100Km, ma non so con quale ciclo. Certo, basterebbe andare sempre in elettrico, e il consumo sarebbe di 0 litri...”.

Ho risparmiato 1.500 euro di benzina e l’energia…”

non sparateFacciamo anche due conti economici: se ipotizziamo un consumo di 15 Km/litro andando solo a benzina, in 22000 Km avrei consumato 1467 litri. Mentre in realtà il computer di bordo mi dice che ne ho consumati 484. Ho risparmiato circa 1000 litri (=circa 1500 €)Ovviamente i km in elettrico non sono proprio gratis, ma considerate che effettuo la maggior parte delle ricariche in garage, con energia gratuita prodotta da  fotovoltaico. in seconda istanza cerco di utilizzare ove possibile le ricariche gratuite offerte da molti centri commerciali durante la spesa o altre forme di gratuità. Quello che rimane è il costo delle ricariche alle colonnine EnelX di 0.39 centesimi/kWh (per la cronaca con 1 kWh l’auto percorre quasi 10 Km). Per cui non so dire esattamente quanto siano costati in totale i Km in elettrico, ma mediamente molto poco“.

In conclusione: non sparate sulle ibride plug-in, è un bel viaggiare a costi contenuti

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L’unico neo è il costo della vettura. Certo, avendo due motori con tutti gli annessi e connessi per far convivere le due tecnologie elettrica e termica, l’auto non può essere economica. Ma devo dire che è un bel viaggiare, e questo in qualche modo “ripaga” chi non cerca unicamente il rientro economico. Fortunatamente ci sono anche incentivi, non molto alti ma meglio che niente. Spero che rimangano, con santa pace dei detrattori (solo per disinformazione, credo e spero) di questa tecnologia“.

DIVERSO PARERE / Paolo Mariano: L’auto ibrida plug-in? Un pericoloso fraintendimento.

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44 COMMENTI

  1. L’ibrido è semplicemente poco lungimirante e poco divertente. In modalità elettrica non ha prestazioni valide… ha sempre bisogno del motore termico.
    Inoltre tra qualche anno, con un po’ di degrado della batteria (che viene sfruttata molto e quindi è destinata a durare poco), quell’autonomia in elettrico sarà ridotta e non basterà più (da sola) per l’uso quotidiano.
    Mi spiace, ma l’ibrido è una trovata di marketing dei produttori ed una discreta fregatura per gli utenti.

    • Dipende dall’uso che si fa dell’auto.
      Io ho una ibrida plugin acquistata usata con pochi km. Ora ha 120000 km il degrado della batteria non sono riuscito a percepirlo. Nelle zone urbane vado solo in elettrico. 40km sono più che sifficienti e con una ricarica rapida raddoppiano.
      Su strada e se viaggi hai una macchina tradizionale. Il top per chi fa un uso eterogeneo della vettura.
      Come si suol dire…a ognuno la sua

    • non ha prestazioni valide ?
      ha prestazioni validissime , la mia ha 68 cv di motore elettrico che è in grado di portarla a 120km/h in ev con una coppia da fare invidia a un diesel

      le plug-in sono due macchine in una
      hanno solo un difetto , per lo meno la mia , i tempi di ricarica
      servono almeno 2,5 ore per ricaricarle a 3,3 kwh , il caricatore interno non concede di più
      quindi caricarla fuori casa non conviene

      e se dovevete caricarla più volte al giorno , forse avete sbagliato macchina

    • D’accordo sulla limitata utilità dell’ibrido classico, ma l’ibrido plug-in è un’altra cosa: vuol dire avere un’auto elettrica per le brevi percorrenze. Neanche poi così brevi, visto che parliamo di 63 Km con una ricarica, e 126 se ricarichiamo ad esempio all’ora di pranzo.
      E vuol dire non avere ansia nelle lunghe percorrenze (anche se ahimé, viaggiando con la “vecchia” benzina). In questo caso purtroppo si inquina, ma generalmente chi sceglie consapevolmente una plug-in non ha lunghe percorrenze frequenti, per cui il danno ambientale è limitato.

      • Purtroppo il marketing dei produttori e dei venditori di PHEV hanno come target principale proprio chi ha bisogno di lunghe percorrenze in modo frequente.

      • Sono d’accordo su tutto, Diego… è una questione di scelta di compromessi.

        Io ho preferito qualche attesa in caso di viaggi molto lunghi (tre o quattro volte l’anno) e godermi l’elettrico 100% tutti i restanti giorni 😀
        E visto che in ogni famiglia c’è più di un’auto, se proprio avessi esigenze ricorrenti e particolari di lunghe tratte senza colonnine, avrei preferito differenziare le due auto e tenerne una benzina/diesel per quella tratta e l’altra elettrica.
        Strano che in 120.000 km non ci sia degrado di batteria… è una questione fisica/chimica… comunque beato te.
        Personalmente sono abbastanza contrario alle plug-in. Tra qualche anno avremo un’invasione di auto ibride in città con il motore acceso e le colonnine da 22 kW “intasate” da plug-in che caricano a 3 kW.

        E comunque, Nello, 68cv … siamo seri. Non ditemi che sono divertenti… spostano l’auto, ok, ma la guida dinamica e divertente è un’altra cosa 😉

        • 68 cv in città sono più che sufficienti
          la media a Roma è 35Km/h
          non conta lo 0-100 ma lo 0-50 km/h in città
          ti posso garantire che alle partenze semaforo semaforo, non è una tesla ma le termiche ,oramai quasi tutte start-stop , se le beve

          col termico acceso fa meno di 10 secondi di tutto rispetto per una berlinona lunga 4,85 m

          • il paragone fallo con una 100% elettrica, anche no Tesla. Una Corsa-e ne ha il doppio di cavalli “elettrici”… se vuoi “divertirti” devi accendere il termico 😉

          • Carlo a parte che io guido da 30 anni
            e gli ultimi 20 rispettando il codice senza incidenti (sgrat)
            di cui gli ultimi 10 di Toyota ibride l’ultimo di phev kia.
            mettiamola così , in EV in città la phev non fa rimpiangere la modalità ibrida toyota me neanche quella kia
            è questitione di curve coppia potenza , in città a Roma
            dove tra accelerazione e frenata passano meno di 10 secondi
            mi sa che manco riesco a scaricare a terra 50 cv altro che 68cv
            non stiamo parlando di drag race in pista o sulle consolari
            stiamo parlando del traffico Romano, dove guidare da idiota è molto pericoloso

            p.s.
            negli anni 90 quando il codice e il traffico lo permettevano superavo i 200 Km/h con una R19 16V sul GRA di Roma per arrivare presto in ufficio
            non sono più tempi , la città , il traffico le persone sono troppo diversi

  2. Penso che con un’elettrica pura su 22000km ne avrebbe fatti 22000 in elettrico. Al di là dell’ovvietà mi sembra più ansiogena una batteria da 8Kwh che devo continuare a caricare che una più grande che permette ricariche meno frequenti, in special modo se una persona si impegna a marciare in elettrico. E se devo andare lontano, ogni tanto, mi fermo a caricare una ventina di minuti. Ma è solo il mio parere, massima libertà di acquisto e gestione

    • Sì, avrei risparmiato altri 600 € e non inquinato, ma dovendo o comprare un’elettrica con almeno 450 KM di autonomia, pur non sempre sufficienti (con relativa differenza di peso e di costo molto superiore ai 600 € risparmiabili ogni anno e mezzo) o comunque (acquistando un’auto con minor autonomia) fermarmi per le ricariche che poi non sempre si possono fare in 20 minuti, a meno di pianificare i propri itinerari a seconda di dove sono le colonnine fast charge.
      Comunque d’accordo, va tutto bene a seconda delle proprie esigenze, con soluzioni che inevitabilmente a volte sono dei compromessi, ma l’importante è attuare scelte che vadano incontro ad un miglioramento delle emissioni

    • Beh no. Se si scarica la batteria dell’ibrida semplicemente vai a benzina. Non esiste l’ansia 😀

  3. Anche se non faccio molti viaggi lunghi “non volevo avere l’ansia da ricarica” bè questa è la dimostrazione che la sua opinione è poco utile se non peggio e che si compra qualcosa che non serve alle proprie esigenze ma lo si fa solo per quelle pochissime volte all’anno. Bè siamo apposto viva l’elettrico puro e speriamo che finisca quanto prima l’ibrido in tutte le sue svariate forme!

    • Esatto.
      L’ansia da ricarica ce la inducono i venditori… soprattutto di quei marchi che non hanno ancora auto elettriche valide e competitive nelle prestazioni e nei prezzi.
      Chi ha un’auto elettrica 100% nella maggioranza dei casi non sa più cosa sia l’ansia da ricarica! 😀

    • Credo che il confronto di opinioni sia utile. Io ho solo raccontato la mia esperienza, estremamente positiva per me, ed ho cercato di evidenziare l’utilità di un veicolo plug-in in questo periodo di transizione, quando utilizzato in modo appropriato.
      Detto questo è evidente che l’auto elettrica sia una soluzione valida, ma non ancora per tutti

      • Certo il confronto è giusto ed risulta fondamentale per avere il miglior risultato. Detto questo non contesto il fatto della comodità o che si trova bene ma a questo punto anche io potrei comprare una jeep che costa 50k euro per andare sulla neve qualche volta all’anno e per il resto fare tragitti cittadini casomai in un paese vicino il mare non credo sia molto logico come ragionamento (poi ognuno è libero di fare quel che vuole). Inoltre due motori (lo ripeto sempre) per coloro che vogliono vederla solo dalla loro parte corrisponde a manutenzione non per l’infinità di componenti dei motori termici ma anche quella del motore elettrico e batterie quindi un aggravio di rischio di rotture dei vari componenti (più ce ne sono e più è alto il rischio). Infine ad oggi ormai abbiamo auto in tutti i segmenti citycar (e-up twingo) utilitarie (zoe corsae 208e) suv (e-niro kona) con autonomie da circa 200 a 400 (kona oltre 400), e per lunghe percorrenze hai la tesla che si costa molto ma chi fa molti km ammortizza i costi molto di più e si ha la garanzia dei supercharger. Ad oggi non vedo dove ci siano problemi e con il 2021 ci sarà un rafforzamento generale per migliorare ancor di più quindi mi permetta di dire che qualche anno fa (forse) avevano qualche sense anche se io sono contrario per quanto scritto sopra ma ad oggi le ibride in tutte le varie sue declinazioni non hanno più senso perchè si è avuto un cambio di passo impressionante. Per chiudere la scelta è personale quindi ognuno fa quel che crede e spende i soldi come meglio crede.

  4. Diciamo che un’auto ibrida ottimale sarebbe quella in cui la componentistica della propulsione elettrica fosse predominante rispetto a quella termica in termini di pesi/ingombri/costi.
    Mi spiego: assumendo che per il 90% dei giorni mi sono sufficenti I 60Km di automonia elettrica, per indirizzare il restante 10% non vi è motivo di integrare nell’auto un voluminoso motore 1.6cc con tanto di cambio, trasmissione etc etc. la soluzione secondo me è quella di integrare un piccolo range extender che servo solo a caricare la batteria: non sarà il Massimo dell’efficenza ma può andar bene per colmare il 10% delle volte in cui la batteria sarà scarica e sono in zone dove non ci sono colonnine elettriche. Sono molto curioso di vedere i datii della Mazda elettrica con il Wenkel usato come range extender!

  5. Concordo in pieno con quanto scritto da Diego ed in particolare: “l’importante è attuare scelte che vadano incontro ad un miglioramento delle emissioni”.

    In famiglia avevamo due auto a benzina da sostituire (eta` e chilometraggio), di cui una equipaggiata con il gancio di traino.

    Due anni fa, abbiamo sostituito la prima auto con un’ibrida ricaricabile (KIA Niro), non per l’ansia da ricarica, ma per poter effettuare lunghi viaggi (lungo itinerari non serviti dalla rete Ionity), ed avere una delle due auto equipaggiata con il gancio di traino (nel 2018 non c’erano molte auto elettriche equipaggiabili con il gancio di traino). Abbiamo scelto la KIA Niro perché mi permettava di fare il tragitto casa-lavoro-casa in modo elettrico con una riserva del 20%, che spero coprirà il degrado della batteria durante i prossimo anni. Durante il primo anno, considerando anche 3 viaggi abbastanza lunghi (1500-3500 km/viaggio) abbiamo percorso circa 13000 km in modo elettrico e 11000 km in modo termico.

    Quest’anno abbiamo cambiato al seconda auto con un’elettrica pura (Hyndai Kona). Le due auto sono condivise tra tre persone e le gestiamo in modo da minimizzare i percorsi in modo termico, che probabilmente saranno inferiori a 3500-4000 km/anno.

    Se tornassi indietro (2018), e considerando la situazione di allora, rifarei la stessa scelta.

  6. Le auto elettriche non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia sul fronte del cambiamento climatico. Finalmente queste affermazioni cominciano ad uscire non dalla mia tastiera ma da quella di uno più importante (e affidabile) di me. Chi? Beh, è il fondatore di un’azienda che è stata acquisita dalla Porsche. Non è abbastanza qualificato. Allora diciamo che la sua azienda si occupa di auto elettriche. Pensate sia l’ultimo arrivato? No, è tra i primi, è Mate Rimac, il signor Rimac, il fondatore della Rimac. Ecco cosa dice a Quattroruote: “Se si vuole fare qualcosa di veloce, quasi immediato, per l’ambiente, bisogna smettere di mangiare carne. Le auto elettriche, e lo dice uno che le produce, non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia”. Nemmeno di un millimetro. WOW. Uno ONESTO che dice le cose come stanno perché uno che vende auto elettriche certo non ha nulla da guadagnarci da affermazioni come queste. E’ solo l’ultimo di una serie di imprenditori che un po’ alla volta stanno dicendo, chi a denti stretti e chi a bocca aperta, la pura verità. L’altro (che perlava a denti stretti) è Thomas Ingenlath che afferma “le case automobilistiche in passato non sono state chiare con i consumatori circa l’impatto ambientale dei loro prodotti”. Volete una ventata di realtà sull’argomento? Buona lettura: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/25/auto-elettriche-lammissione-dei-costruttori-non-hanno-impatto-zero-sullambiente/6016231/

    • Cosa mangi questa sera, Enzo? E domani, e dopodomani? Pane e cipolle? Non credo, anche se te lo dice un grande guru come Mate Rimac.

      • Mangio tantissime proteine animali, sempre, sia a pranzo che a cena. Inquino per colpa della mia alimentazione. Ma non vado in giro ad affermare il contrario. Guido un’auto, inquino. Il giorno in cui dovessi fare un po’ di corsa all’aria aperta, dirò che inquinerò. Se inquino ho il coraggio di ammetterlo, non faccio green washing dei miei comportamenti. Per questo la mia prossima auto spero sarà una Tesla Cybertruck (versione intermedia): so che inquina più di una ibrida e per questo non andrò in giro a dire il contrario, anzi, se qualcuno mi dirà “bravo, l’hai presa elettrica, grazie a te mio figlio avrà un futuro” gli risponderò “l’ho presa perché è figa, ma la mia auto elettrica inquina più della tua a benzina”. Sono uno che se ne frega? Il contrario. Non mi perdo in queste quisquiglie. Non cambio alimentazione (le proteine animali sono il macronutriente più importante, sono le proteine “nobili”, non posso sostituirle con quelle vegetali e qui dentro probabilmente di alimentazione ne so più di tanti di voi messi insieme), non rinuncio ad una corsetta all’aria aperta e non compro una macchina di cartone solo per risparmiare lo 0,02% di CO2. I grandi cambiamenti su questo fronte li puoi ottenere o illudendoti che tutti i cittadini da domani, con immenso sacrificio, stravolgano le loro abitudini (mai successo e mai accadrà) o come governo intervenendo su scelte impattanti forti in grado di offrire un reale contributo. Alcuni esempi?
        – noi abbiamo governanti che danno soldi per rottamare auto Euro 5 – quindi nuove – per acquistare auto Euro 6: se solo penso alla CO2 sprecata per costruire l’auto Euro 5 che, nuova!!!, finirà tritata da qualche parte … pura follia!
        – una serie politica per rinnovare il parco auto veramente vetusto e inquinante (fino ad Euro 3), perché se chi guida una 500 d’epoca deve inquinare come 100 auto Euro 6 io certo non sto a spaccarmi la testa su quale auto nuova acquistare …
        – bene la riqualificazione energetica, ma via ai 1000 paletti messi. Conosco tante abitazioni che ridurrebbero di due terzi la bolletta energetica potendo ristrutturare infissi e caldaia ma non lo fanno perché sono in affitto e senza soldi e garanzie e i proprietari non hanno interesse a ristrutturare (tanto la bolletta la paga l’affittuario)
        – il mio comune ha ancora tutti i lampioni con lampade a incandescenza …
        – una legge che preveda che le nuove case producano, in modo sostenibile, più energia di quanta ne consumino …
        – più smart working per tutti, non solo nella PA ma anche nel privato (che senso ha spostarci se poi dobbiamo lavorare ad un computer quando a casa ho la fibra e con una VPN sono più operativo? Vogliamo pensare a degli incentivi per cambiare la testa degli imprenditori e dirottarli verso lo smart working?)

        Devo continuare o ti basta così?

        • Guarda, bastava la prima riga: abbiamo già capito come la pensi. Anzi l’abbiamo capito fin dal primo giorno: resti sempre il vecchio, caro Vaidiesel. Goditi Mate Rimac (ma solo quando ti fa comodo)

          • io mi firmavo VaiDiesel in santa pace, poi vi siete sentiti offesi e mi avete chiesto di cambiare nick, ora mi dite di ritornare a firmarmi vaiDiesel. Fate pace con voi stessi …

            E per l’ennesima volta. Mi piacciono le auto elettriche. Prox auto: forse sarà elettrica. L’unica cosa che contesto è la storiella della co2 perché per me la differenza (vantaggio) è talmente minima che sarebbe meglio tacere su quest’argomento (e se lo cominciano a dire anche gli stessi produttori di auto elettriche forse non è proprio un abbaglio). Ricito : “per l’ambiente le auto elettriche non spostano nemmeno di un millimetro l’ago della bilancia”. Aspettiamo il prossimo produttore che ripeterà questa affermazione …

        • In un’intervista che ho visto di Mate Rimac lui parla soprattutto delle SUE auto che avendo numeri molto ridotti non sono pensate per risolvere i problemi del pianeta.

          Accenna anche al fatto che ci sono altre cause di produzione di inquinamento e CO2 come ad esempio l’allevamento di animali e di cereali per allevamento… siamo d’accordissimo.

          Però … da questo a dire che un’auto a batteria, magari caricata con energie rinnovabili e le cui batterie tra 10-15 anni potranno avere una seconda vita come accumulo statico, è uguale a un’auto diesel … ci vuoi di essere davvero un po’ ottusi.
          Perdonami l’inelegante auto-promozione, ma ti lascio un mio recentissimo video sull’argomento, senza intasare queste pagine di commenti ridondanti https://youtu.be/1IKtpOGzR0g
          Sono solo riflessioni di buon senso che (credo) tu non possa attaccare a testa bassa senza ragionare un po’.

          In ogni caso, complimenti per il Cybertruck… un po’ grande per me, ma sicuramente un mezzo rivoluzionario… e certamente più pulito di un F-150 diesel! 😛

        • Gentile Enzo, io sono vegana per motivi vari: ho la sclerosi multipla e diversi luminari mi hanno detto quello che non si dice, cioè che l’unico mezzo per contrastarla è l’abbassamento dell’infiammazione. La mia infiammazione è scesa a zero. E non ha mai più avuto sintomi. Ma non ce l’avrei fatta a provarci, se non avessi avuto profonde motivazioni etiche (finché non avremo empatia per i più fragili, i senza voce, sfruttati e torturati da sempre, non avremo empatia per i nostri simili), ambientali (non devo spiegarlo a lei, mi sembra, per fortuna), umaniste (abbatteremmo i costi sanitari, e con i prodotti della terra che coltiviamo per darli da mangiare ad animali che non dovrebbero mangiarli, si ammalano, sono pieni di medicinali, ci ammalano, sfameremmo chi ancora muore di fame). Vengo al punto. Stavo orientandomi verso un’ibrida, perché cerco in ogni gesto di essere coerente (senza fanatismo, che odio, ma allo sforzo di coerenza credo molto). Ciò che ha scritto mi spingerà ad approfondire il suo punto di vista, ben documentato e argomentato, nei limiti di questo spazio. Apprezzo chi mangia carne ma è consapevole di come stanno le cose, e non nega l’evidenza. Penso sia un passo importante verso quello che chiamo “sforzo di coerenza”. Così come apprezzo ancor più chi riesce a diminuire la carne, o a eliminarla, senza diventare vegano e magari neanche vegetariano, perché mangia pesce. Insomma, a piccoli passi si va avanti. Meglio che stare fermi.

  7. L’ibrido deve evolversi.

    Oggi viene associato ai soliti motori endotermici a manovelle e pistoni.

    Niente di più sbagliato.

    Niente di più inefficiente di un ibrido endotermico a pistoni e manovelle in quanto i più efficienti motori Diesel e a benzina a ciclo Atkinson e Miller che teoricamente in camera di scoppio arriverebbero al 37% di rendimento, non superano il 17 e il 15%.

    Poi c’è il tema costi-complessità-manutenzioni.

    Gli ultimi sviluppi sull’endotermico a ciclo Otto, Atkinson e Miller prevedono sistemi per il trattamento dei gas di scarico che ridurranno le emissioni di particolati nei motori a benzina fino a un livello del 70% inferiore rispetto allo standard Euro 6d in condizioni di guida reali.

    Questi sistemi aggiungono complicazione a motori a combustione già complessi, sono costosi, abbisognano di manutenzione, ingombrano, pesano e riducono la già scarsa efficienza dei motori a combustione.

    I Diesel per essere meno impattanti dovrebbero impiegare solo i biocarburanti vegetali. L’utilizzo del gasolio obbliga ad introdurre tecnologie complesse e costose soprattutto nella manutenzione in quanto il sistema SCR di post-trattamento dei gas di scarico con urea AdBlue, i due catalizzatori SCR1 e 2. e la valvola EGR raccolgono sostanze tossiche e incrostazioni che vengono solo parzialmente eliminate nel ciclo.

    Allora cosa fare?

    Quale alternativa all’elettrico e alle fuellcell ad idrogeno?

    Quali saranno gli ibridi del futuro?

    A prescindere da ciò che imprescindibile, ovvero dal rapporto di convenienza economica nell’acquisto e nei costi relativi ai consumi energetici, gli ibridi evoluti avranno una prevalenza elettrica e saranno dotati di microturbine ad elevata efficienza ben più efficienti dell’endotermico a pistoni ciclo Otto, Miller ed Atkinson. Microturbine leggere ed efficienti come generatori (indipendenti dal moto del veicolo) di energia elettrica per la ricarica delle batterie solo quando serve, con la vettura in movimento o parcheggiata in sosta.

    Questo perché nel bilancio generale, sistemico, è più efficiente bruciare gas metano o kerosene con una turbina che ha un rendimento energetico reale pari al 63%, così come già avviene producendo energia elettrica nelle centrali termoelettriche grazie alle turbine Ansaldo come la Monte Bianco.

    Un ibrido costituito da un generatore a tubina ad elevata efficienza riduce, rispetto al motore endotermico a manovelle e pistoni, le emissioni di ossidi di azoto e di anidride carbonica oltre ad assicurare un elevato rendimento, leggerezza, compattezza e minori manutenzioni.

    Un ibrido con sistema Turbine-Recharging Electric Vehicle (TREV).

    https://techrules-news.com/
    http://www.techrules.cn/
    https://lmdigianetti.it/gianetti/press/press26.pdf

  8. Beh, ragazzi, certamente chi si compra una Plug In (eccomi) è uno che per una serie di motivi non ha potuto/voluto comprarsi una BEV. Ma se uno come me vuole:

    – sostituire la prima auto di famiglia
    – frequentare la famiglia in posti al sud senza colonnine
    – avere altri 3 patentati in famiglia che non vogliono trasformare ogni viaggio in un esame di ricerca operativa e programmazione

    e vuole comunque abbassare la sua quota di combustibili fossili, o va a vivere da solo, o si prende la plug in. La quale è un passaggio verso l’elettrico che ha anche la sua utilità “formativa”, consente di prendere confidenza con la guida elettrica e prepararsi al salto finale. In alternativa avrei dovuto prendere una ibrida e sarei sui 5lt/100 km di consumo. Ora sono a 3lt/100 km. Su 100mila km saranno comunque 2000 litri risparmiati (spero anche di più). Meglio che niente, no?

    • Se vai spesso al sud, senza possibilità di caricare la notte è in una zona prova di colonnine fai parte di quella piccolissima percentuale per cui una plug-in può avete senso come auto di passaggio.
      Però la mia critica è soprattutto verso i produttori. Una soluzione di ibrido con range-extender avrebbe molto più senso! Tipo BMW i3 o Chevrolet Volt.., l’auto rimane sempre a trazione elettrica.
      Però non sarebbero più giustificabili i tagliandi costosi…

      • La soluzione con range extender non è piaciuta agli utenti, a mio avviso perché resta un sistema limitato (il motore e il generatore sono di potenza inferiore al motore elettrico che muove l’auto) ed equivale ad avere a bordo un caricabatterie inquinante. Alla fine troppi compromessi.

        • A pensare male potrei far notare che un tagliando BMW costa mediamente sui 400 euro… un tagliando alla i3 REX solo 80.
          Io sono per il BEV, ma se proprio uno deve generare energia sporadicamente con il petrolio trovo il range extender la soluzione più smart.
          Mazda ci sta riprovando… con il wankle, motore interessante che però richiede più manutenzione di uno tradizionale. Sarà un caso?

          • Temo di essermi spiegato male, non è un problema di costi. Se hai un rex e esaurisci la batteria l’auto ha prestazioni inferiori, perché il Rex ha potenza limitata. Questa cosa non è piaciuta agli automobilisti perché hai un’auto con range limitato e prestazioni limitate, meglio per dire una tutto elettrica manche posso caricare in modo veloce.

        • Ti eri spiegato benissimo… ed è sempre una questione di scelta di compromesso.
          Senza voler giudicare niente e nessuno (ognuno ha le proprie esigenze e possibilità di ricarica ed il territorio, lo sappiamo, non è omogeneo in quanto a colonnine pubbliche) però la mia classifica è:
          1) BEV con batteria capiente … con il compromesso di qualche sosta nei viaggi molto lunghi… oltre i 4-500 km giornalieri
          2) BEV con Range-Extender … con il compromesso di prestazioni CONTINUE un po’ inferiori (per lo spunto rimane sempre un po’ di batteria a disposizione… non si notano differenze di guida)
          3) Plug-in … con il compromesso di rinunciare alle agevolazioni EV (ZTL, parcheggi, pedaggi) ed avere costi e tagliandi identici a quelli di un’auto tradizionale
          4) tutto il resto…

          • No, mi sono proprio spiegato male.
            Le Rex funzionano con un piccolo generatore che carica la batteria, il problema non è allo spunto ma durante i lunghi viaggi in autostrada dove la “mancanza” di potenza è un problema peggiore del doversi fermare a caricare. In pratica le Rex finiscono, nella maggioranza dei casi, per scontentare proprio per il motivo per cui si suppone vadano scelte.

        • Ripeto: ti eri spiegato benissimo e conosco bene il funzionamento del REX. A questo punto penso di essere io a spiegarmi molto male.

          Il problema che dici tu lo ha SOLO la i3 che io sappia perché ha un motore piccolissimo da scooter.
          Non lo hanno, ad esempio, la Opel Ampera o la Chevrolet VOLT che garantiscono alte velocità di crociera anche in lunghissime percorrenze.

          La i3 accende il REX quando la batteria ha ancora un po’ di energia e di conseguenza in una guida “normale” con accelerazioni e decelerazioni non c’è differenza rispetto a quando il motore a combustione è spento. Con la radio accesa dall’interno non ci si accorge neanche se è in funzione o meno.

          In caso di LUNGHE tratte ad alta velocità (ad esempio in autostrada a 140 fissi) effettivamente il REX non riesce a fornire abbastanza energia e quindi calano le prestazioni, ma è proprio quello che ho scritto poco sopra.
          Il compromesso delle auto con REX è quello di avere prestazioni CONTINUE inferiori. La velocità di crociera in autostrada, se si fanno lunghe percorrenze senza traffico, senza rallentamenti, senza svincoli, non potrà essere quella massima per centinaia di km ininterrottamente.
          Ma in tutti gli altri casi la ritengo la scelta plug-in più intelligente. Anche se continuo a preferire elettriche al 100%, of course 😉

  9. Plug-in = ansia da combustibile, se vi fate una domanda semplice è la unica risposta considerando che non ci sono grandi vantaggi sui costi di acquisto e risparmio visto che i consumi elettrici di una plug-in a regimi di una auto normale sono il doppio rispetto a una elettrica pura, la risposta é solo una se provi una elettrica seria capisci che una plug-in non serve a nulla, anzi ti complica la vita, tagliandi normali, è una lumaca, se la usi come una auto convenzionale si scarica in 30/40 chilometri, lasciando perdere inquinamento di un motore termico che non gira mai a regime corretto di giri e temperature, una elettrica la ricarichi a casa ogni sera e fai molti più chilometri che con un plug-in… questo il mio parere che uso solo auto elettriche da 2 anni e la plug-in in particolare la mia esperienza la Ioniq tenuta 6 mesi.

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