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Non solo non lascio, raddoppio con l’elettrico

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Guido guida una Kona 64 kWh: l'autonomia omologata Wltp è di 484 km.
Charxcontrol

Non solo non lascio, raddoppio con l’elettrico. Eugenio replica al video con cui un altro lettore ha raccontato di voler tornare all’ibrido, per problemi di autonomia e ricarica. Ricordiamo che i vostri messaggi vanno inviati a info@vaielettrico.it

non solo non lascio
Il Citroen Berlingo electric ha un’autonomia dichiarata fino a 280 km.

Non solo non lascio, dopo la Kona anche un Citroen Berlingo

“Quando mi sono iscritto al vostro canale partecipavo di tanto in tanto a discussioni. Ora sono stufo, perché le persone sono dure di capoccia o scettiche e ignoranti. Vi invito a essere più severi contro chi non vuole l’auto elettrica e ci giudica male perché molti di noi si trovano bene. Io più di tutti: ho una Kona 64 kWh da 4 anni e un Berlingo elettrico di quest’anno, che ha la metà dell’autonomia della Kona, ma trovo comunque un’auto perfetta. Ho imparato a domare l’ansia da autonomia e ricarica e vorrei  trovarmi a un raduno a raccontarmi, perché sono elettrico convinto. Quelli che tornano indietro al termico hanno problemi non indifferenti. Sono d’accordo che l’elettrico non è per tutti e noi non dobbiamo convincere nessuno. Io con la Kona vado ovunque, sono appena stato a Roma e abito vicino Schio, nord di Vicenza. Il Trentino è ottimo per quantità di colonnine e ci vado spesso. Dovete dire che se ci fossero più elettriche ci sarebbero meno morti sulle strade, con la guida rilassata e la vita prende una piega più appagante. Io col termico facevo i 200, ora faccio i 110 e sono molto più tranquillo. Eugenio Cigna

La maggioranza silenziosa di chi dall’elettrico non torna

Il video sul nostro canale YouTube in cui Roberto racconta invece di volere tornare indietro dall’elettrico.

Risposta. È curioso che due lettori con esperienze diametralmente opposte, Eugenio e Roberto, guidino la stessa auto, una Hyundai Kona Electric. Probabile che il secondo abbia scelto la versione con batteria da 39 kWh e un’autonomia decisamente più limitata. Comunque sia: noi vogliamo dare spazio a tutti con pari dignità, contenti e scontenti dell’elettrico. Con due convinzioni ormai consolidate. La prima è che i “pentiti”, decisi a tornare a un’auto termica come racconta Roberto nel video qui sopra, sono statisticamente una piccola eccezione e non la regola. Non solo non lascio…La seconda è che la stragrande maggioranza di chi trona indietro aveva affrontato l’acquisto di una EV senza essere stato bene informato sulle caratteristiche di queste auto. Il che non vuol dire che non ci siano cose da migliorare, a partire dal prezzo delle macchine, dall’autonomia e dalla reale disponibilità di colonnine. Non è che i punti di ricarica manchino, è che spesso sono occupati da abusivi o fuori servizio.

– Quelli che tornano indietro: guarda il video di Paolo Mariano

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65 COMMENTI

  1. Possiedo anch’io una Kona da 64kWh da due anni. Unica auto di famiglia, percorro 14mila km/anno, essenzialmente in citta’ e per vacanze e tempo libero. Confermo che la guida elettrica induce ad un andatura piu’ rilassata, meno stancante, e all’aumento delle distanza di sicurezza, e quindi ad una guida piu’ sicura. Ben piu’ di quanto accadeva quando guidavo una normale termica (sebbene comunque non sia mai stato un pilota agguerrito). Circa i consumi di qs modello, pur confermando l’ampia forbice tra migliore e peggiore autonomia registrata, smentisco i dati citati dal buon Enzo nei commenti al video del tupo che vorrebbe tornare indietro al termico: la mia vettura percorre da un minimo di 400km in pieno inverno se facesse tutta autostrada, a financo 620 in uso esclusivamente urbano o suburbano in periodi in cui il climatizzatore non occorre.

    • Più che smentire, mi pare che confermi. Io avevo scritto: “Con la Kona da 64 kWh, in estate, l’autonomia in autostrada a 130 km/h è tra i 300 e i 400km. Sì che ci sono siti che hanno scritto che si sforano i 400 km in autostrada ma ci sono anche proprietari che hanno dichiarato che a 130 i consumi arrivano a 20 kWh/100km (e quindi autonomia di 300 km)”. Tu parli di 400 km quindi sei al limite della forbice (addirittura minimo 400 km in inverno …), ma probabilmente dipende dalla velocità. Altrimenti riviste specializzate che parlano di un consumo di poco superiore a 20 kWh/100 km beccherebbero una denuncia. A titolo di cronaca la Kona con batteria da 39.2 kWh (e quindi più leggera) secondo greenncap (per quello che vale, eh) farebbe 27.2 kWh/100 in autostrada in estate [ https://www.greenncap.com/wp-content/uploads/datasheets/2020/GreenNCAP_Hyundai-KONA-2020-0057_Datasheet.pdf ].
      Visto che la tua auto ha una batteria da 64 kWh, per fare minimo 400 km in autostrada d’inverno a 130 km/h significa che la tua auto in quelle condizioni deve fare 400/64 = 6.25 km con un kWh ovvero consumare 16 kWh/100 km. Pensa che la Megane E-Tech 60 consuma il doppio a parità di condizioni, 30 kWh/100 km, come puoi leggere qui [ https://www.vaielettrico.it/pagelle-green-tesla-batte-di-poco-megane-e/ ]. In inverno, a 130 km/h, in autostrada, col climatizzatore acceso, credimi yoshke, non ti conviene vendere un’auto che ti consuma appena 16 kWh/100 km, neanche se ti offrono 200000 euro, tienitela stretta. E’ l’auto dei record, il resto dell’umanità potrà comprarla forse nel 2030 un’auto così …

      • Mi chiedo cosa tu voglia dimostrare. Io ho solo esposto la mia esperienza (molto positiva) con la mia vettura, che guido da 2 anni e per un kilometraggio che trovo oramai sufficiente per tirare qualche somma, che dove e’ possibile giudo a velocita’ di codice, ne di meno ne di piu’. Poi certo ripeto, non sono un rallysta (per natura, e non solo perche’ in genere ho appresso la famiglia), ma insomma non guido certo come un novantenne. Inoltre non vivo per testare la macchina, non e’ il mio mestiere ne rientra nei miei interessi, ho solo detto quanto ho visto nei consumi medi della mia vettura, su viaggi chilometricamente rilevanti (e di viaggetti ne abbiamo fatti parecchi), nelle condizioni piu’ sfavorevoli ed in quelle piu’ favorevoli. La tua vettura ad es non registra forse consumi differenti a seconda della stagione e delle strade prevalentemente percorse (autostrada o ciclo urbano ad es)? E aggiungo, io se vado in montagna e poi rientro a casa registro un consumo molto simile a quello che avrei registrato se avessi fatto lo stesso percorso in pianura. La tua vettura idem?
        Sono intervenuto non solo per confermare anch’io le prestazioni soddisfacenti del modello che possiedo, ma per confermare anche l’impressione che anche nel mio caso la vettura elettrica induca anche involontariamente ad una giuda meno stressante e stancante. Con grande guadagno per tutti, per me che guido, per i passeggeri, per l’intorno.
        Infine confermo che anche nel mio caso l’RCA e’ meno pesante di prima, a parita’ di CU, dove peraltro prima avevo una vettura piu’ piccola ed assai meno performante.

        • yoshke io cito la Kona 64 sempre tra le vetture più efficienti, addirittura in un recente commento ad un utente che non aveva citato Hyundai tra i brand in grado di costruire le elettriche più efficienti sono intervenuto per segnalargli anche Hyundai. Perché, senza ironie, anche 300 km di autonomia in autostrada oggi sono un miraggio per molte vetture, parlo seriamente. Io ho risposto al tuo commento non perché voglia dimostrare qualcosa ma perché tu mi hai invitato a parlare. Hai scritto, ti cito “smentisco i dati citati dal buon Enzo”.

          E io accolgo la smentita. Faccio 2 calcoli elementari e ricavo che d’inverno a 130 km/h la tua Kona percorre minimo 400 km senza ricaricare, ovvero registra un consumo di 16 kWh/100 km. E’ un valore incredibile, probabilmente è l’unica Kona 64 ad ottenere un consumo di questo genere a quelle condizioni, nessuna rivista ma neanche il sito della Hyundai cita valori così buoni. Perché tu fai 400 km d’inverno con la Kona con un’unica ricarica, solo Totti fa meglio di te perché va a dire in tv che lui con le Volkswagen elettriche fa 500 km in autostrada con un’unica ricarica.

          Capisci che poi la gente ci legge e dice “ah Yoshke fa 400 km in autostrada d’inverno con l’aria condizionata accesa, è esattamente quello che serve a me, ora vado e me la compro”.

          Io non voglio dimostrare nulla, io voglio dati esatti.

          P.s: la mia ICE d’inverno consuma come d’estate perché il calore lo ricava gratis dalla combustione e non montando gomme termiche i consumi restano invariati, anzi, la mia consuma di più quando fa caldissimo (a ferragosto) perché con l’aria troppo calda la combustione è sub ottimale. Pensa che ci sono auto sportive che consumano energia per raffreddare l’aria prima di immetterla nel motore (mi pare lo faccia la Dodge Demon). Poi io sono in attesa che la Dodge venda la Charger EV qui in Italia, ma questa è un’altra storia …

      • Ancora con l’esempio dell’autostrada e soprattutto a 130 km/h, avete rotto gli zebbetei, dove sta scritto che per uscire di casa si debba necessariamente fare uso dell’autostrada..
        Non vuoi lasciare l’auto termica? Chissenefrega! Non venire a farci la predica! Proprio oggi leggevo sul giornale di Vicenza che sono aumentati i disturbi da asma causa smog e polveri sottili, per forza, se molti la pensano come te…
        Ho fatto un viaggio fino a Roma con la kona 64kw da nord di Vicenza, ho caricato una volta sola e ho speso 15 euro, ci ho messo mezz’ora in più circa e mi sono sentito più appagato che con la precedente auto a benzina, non ti sta bene? Ciccia! A me sta bene così!

        • Bravo Eugenio, anch’io son sceso a Rm, facendolo anche un po piu’ lungo forse il viaggio, dal trevigiano. Anch’io con una sola sosta e senza pero’ averci messo di piu’, dato che la sosta per “ricaricarmi” io l’avrei comunque fatta, anche con un’auto a pistoni. Fossi un agente di commercio, costretto per lavoro a macinare migliaia di km al mese il mio veicolo nn sarebbe adatto, ma non lo sono, per le esigenze mie e della mia famiglia e l’ideale va piu’ che bene! Anche per i saltuari viaggi lunghi, e con tanta autostrada.
          Inoltre integro Eugenio sulla questione smog: abbiamo avuto un ottobre caldissimo, dove accendere i riscaldamenti non serviva, ebbene in molti centri della pianura padana si son comunque superati i limiti di inquinamento, a volte ripetutamente. Vogliamo ancora sostenere che il traffico veicolare non incide in modo rilevante sull’inquinamento? Che e’ solo colpa dei termosifoni e delle fabbriche?

  2. Ma fai davvero? Chi torna indietro ha problemi? Quali? Adesso vai a 110 tranquillo e prima a 200? Non potevi limitarti anche prima?

    • Ma soprattutto non poteva acquistare una lancia ypsilon gpl? Vanno pianissimissimo, 69 cv aspirato vecchia concezione, fai prima se scendi e vai a piedi, probabilmente neanche ci arriva a 110 … Con quella non c’è neanche il rischio di cadere in tentazione, vai piano anche quando non vuoi, quando passi davanti ad un autovelox automaticamente i punti sulla patente aumentano anziché diminuire …

      • -i punti sulla patente aumentano anziché diminuire …-

        Vai così piano, ma così piano che il comune al posto di farti una multa ti fa un piccolo bonifico sul conto. 😉

    • Chi torna indietro dopo aver speso tanto, sicuramente non si è informato a dovere prima dell’acquisto, magari è il classico sborone pieno di soldi che compra perché l’ha vista in TV, io come dice Paolo Mariano, mi sono adeguatamente informato prima, ho visto video, test su strada, fu il video di Luigi Melita e poi successivamente di Andra Galeazzi a convincermi all’acquisto, il venditore non sapeva più di tanto, ne sapevo più io…
      Ho conosciuto uno che ha comprato una 500 elettrica e l’ha data dentro perché non riusciva a fare lunghi viaggi… Ma porca miseria possibile sia difficile intuire che una 500 elettrica è stata progettata per l’uso urbano!? Io neanche con una 500 a benzina farei lunghi viaggi! Per questo non reputo intelligente tornare indietro al termico, i soldi non cascano mica dal pero, bisogna ponderare attentamente quando si compra un’auto!

  3. Se per lei va bene le attuali autonomie, servizi sul territorio e prezzi d’acquisto dellelettrico, perché mai darle contro? Al contrario mi piacerebbe sapere come il raddoppio dei mezzi in casa ha avuto conseguenze sulla ricarica casalinga, una presa dividendo i tempi, più prese dividendo potenza disponibile etc il problema oggi non è ricaricare una (al massimo lo è non dimenticarsi mai mai di attaccare la spina tornato a casa) ma vedendo un futuro di sole bev in casa la cosa mi fa pensare a una futura organizzazione in casa

    Mi permetto però di dissentire sugli incidenti, nulla le vietava di andare a 130 anziché a 200, avere autonomia da vendere nel serbatoio di sicuro non autorizza nessuno a superare il limite e andare nel perseguibile, al contrario le elettriche al momento han una maggiore incidenza nei piccoli incidenti, quelli da partenza da fermo per capirci, molti non son in grado di gestire la coppia da subito e toccano dentro il muretto facendo manovra o quello davanti partendo a un semaforo etc, cose piccole ovviamente ma un quella casistica ci rientrano anche i pedoni sui marciapiedi o strisce hehe non morirebbero ma insomma uno specchietto che ti piglia dentro a 30 allora da cmq molto male

    • Mi intrometto per dare una risposta alla gestione familiare delle bev.
      Dipende ovviamente dalle situazioni (garage/cortile privato, potenza impegnata, fotovoltaico, km annuali, etc..) ma con 6kW di potenza impegnata e stimo 10 ore a notte per ricaricare, io potrei ricaricare a casa fino a 7 auto da 50 kWh che percorrono 250 km alla settimana ciascuna.
      Ed ho approssimato con un buon margine per dire che se ci si attrezza bene, due bev si possono gestire benissimo. Poi, come sempre, il discorso non vale per tutti

      • Penso anche io che avendo la ricarica domestica 2 bev sono gestibili, sicuramente se entrambe si spostano con un po’ di margine residuo. Non bisogna solo pensare all’alternanza 1:1 per la ricarica (io carico nei giorni pari e tu in quelli dispari) ma anche in combinazioni 2:1 o 3:1 (siccome tu fai meno km rispetto a me, ti lascio la colonnina solo un giorno ogni 2 o 3).

      • Beh si, io mi metto nella condizione futura avendo però una casa full elettrica, quindi fornelli riscaldamento e raffrescamento tutto con pompa di calore, la pdc quando parte cmq assorbe abbastanza, magari poi va per poco tempo ma il picco è alto, come è alto il consumo di picco delle tapparelle elettriche (circa 0,3kw cadauna, se esco e le chiudo tutte arrivo a un picco di 2.5).in pratica quello che dovrebbe essere il target di abitazione da qui in avanti. Quindi tutti questi mini picchi potrebbero crearmi problemi in carica di due auto, soprattutto se decidessi di non spendere una fortuna per 2 wall smart capaci di gestire in autonomia il tutto (che poi, una riesce a gestire ma due resta cmq il dubbio riescano a essere efficaci l’una con l’altra senza che la prima che parte a caricare castri la seconda etc soprattutto ce incognita di che auto avrò e che opzioni di ricarica smart offriranno, mi pare di capire che oggi moltissime non ti permettono di limitare via sw la potenza di ricarica, e soprattutto mi par di capire che quelle che non lo fanno son proprio le più “economiche” che andrei a guardare (per me è follia spendere 30k per qualunque auto, anche fosse una Ferrari per me nessuna auto vale quei soldi per le mie necessità). Fotovoltaico ne ho ma essendo un appartamento è di dimensioni molto molto modeste, se non ricordo male 2.8kwp,non lo considererei neanche per una carica auto, la casa è cmq abitata tutto il giorno e verrà usato lì quando si degneranno di collegarmi ovviamente hehe anche pensare ad accumuli, date le dimensioni pensavo una volta visto in estate come si comporta, di metterlo ma funzionale alla casa di 2/4kwh giusto per usarla in modo più utile con i picchi di cui sopra per un auto sarebbe assolutamente inutile e di più non avrebbe cmq senso

    • Lei è un altro che non sa leggere “tra le righe” non andavo a 200, si fa per dire, andavo veloce, sempre di corsa e sbagliavo perché era una vita più stressante e ansiosa, adesso vado più teanquillo, prendo molto di rado l’autostrada anche perché i Benetton mi stanno sui coglioni e a loro della sicurezza degli altri non frega nulla, quando vado a Bolzano, Merano, Trento faccio la strada normale che spesso è una super strada, risparmio soldi, mi guardo il paesaggio e soprattutto se mi capita di fermarmi a dissetarmi non sono costretto a spendere 3 euro per una lattina come avviene in Autogrill, è vero anche che il difetto dell’auto elettrica è la velocità ma è un compromesso che si può accettare, viaggio più sicuro io stiamo bene tutti, guarda quel figlio di una buona donna che ha investito Miriam su una statale a 130 km orari, probabilmente la società non gli ha insegnato nulla e il figlio di buona donna del giudice lo ha lasciato a piede libero…
      Se non cambia la mentalità in questo paese, andrà sempre peggio..

      • A questo punto non son piu’ cosi’ convinto che sia l’auto elettrica ad indurre in genere ad una guida meno ansiogena, o specificatamente la Kona ad avere questo effetto … magari chesso’ un gas che si sprigiona dalle batterie durante la marcia, il campo magnetico … 🙂 🙂 🙂

  4. Ammetto che per il ponte dei Santi abbiamo utilizzato la diesel 7 posti, ma eravamo 5 famiglie con bambini e abbiamo superato i 1000 km di viaggio in auto (e forse 100 a piedi 😂) e, onestamente, non avrei avuto il tempo di gestire le ricariche nella bellissima Umbria.
    Ma nei prossimi anni spero anch’io di fare il raddoppio di bev in famiglia e nel frattempo chissà se qualche amico si convertirà all’elettrico, così da “allineare” le esigenze e l’approccio al viaggio elettrico. Altrimenti ci ritroveremo a destinazione…
    Piccolo aneddoto al momento del rifornimento: si è bloccata la pistola del signore che stava facendo rifornimento con relativo allagamento di gasolio, quindi attesa dei gestori che hanno dato una ripulita e, una volta arrivato il mio turno mi sporco le mani di gasolio dopo mesi che attacco la spina in garage. Su quattro auto della carovana, due hanno rinunciato per impazienza.
    Insomma, ogni strada ha i suoi ostacoli

  5. Dovete istituire un Ministero della Verità e rieducare tutti quelli non allineati. A questo qui gli facciamo leggere 1984?

    “Dovete dire che se ci fossero più elettriche ci sarebbero meno morti sulle strade, con la guida rilassata e la vita prende una piega più appagante. Io col termico facevo i 200, ora faccio i 110 e sono molto più tranquillo”.

    Questa chicca, poi. Intanto le statistiche dicono il contrario, le elettriche provocano mediamente più incidenti e mediamente con più danni e a dirlo sono i principali gruppi assicurativi di quei paesi dove l’elettrico è più diffuso, Norvegia e Svizzera in primis. E questo perché avendo mediamente più coppia e potente e finendo nelle mani di chi non sa gestirla questo succede ma anche perché chi ha i tempi stretti prima non è che poi succede come ad Eugenio che all’improvviso si trova il doppio del tempo per fare le sue trasferte. Poi come spottone per l’elettrico non lo so, non mi sembra superefficace, proviamo: “Vai a 200 all’ora? Non preoccuparti, ti tranquillizziamo noi. Passa all’elettrico, farai i 110 e sarai molto più tranquillo, molto più rilassato e la vita prenderà una piega più tranquilla e vostra moglie imparerà anche a fare la pasta al forno come vostra madre”.

    • Confermo che con l’auto elettrica sei portato ad andare più piano, più rilassato ed in pace con il mondo (e con le Model 3 ed Y ancora di più).

      E mi permetto di aggiungere (con rispetto parlando) vedi tutte gli automobilisti in termico come dei cavernicoli alla Flistones….li a sferragliare, inquinare, agitarsi ecc.

    • Diciamo pure le cose come stanno, le macchine elettriche che fanno 200km/h sono pochissime la stragrande maggioranza pur avendo potenze importanti, arrivano sui 150-160km/h quindi dire che non vado più a 200 è più dovuto ad un impedimento tecnico piuttosto che un discorso di volontà… non ci prendiamo in giro..

      • Cadete tutti nello stesso errore. Il numero maggiori di incidenti e morti si hanno in città dove l’elettrica ha ripresa e accelerazioni brucianti. Ma non è colpa vostra: i media mainstream vi convincono che gli incidenti hanno come prima causa la velocità che invece è solo il terzo fattore (molto indietro rispetto agli altri) e che, se si escludono gli incidenti in cui la velocità è solo un aggravante e non la causa principale, probabilmente sparirebbe dalle classifiche. A titolo di esempio: un incidente frontale con un sorpasso fatto ad elevata velocità viene registrato come causa la velocità e invece è il sorpasso che evidentemente non dovevi neanche cominciare venendo un veicolo in direzione contraria (infatti stranamente i sorpassi non compaiono mai tra le cause degli incidenti perché vengono scaricati spesso e impropriamente sull’eccesso di velocità – strano non se la prendano anche con i decibel della marmitta -).

        Tornando in focus, gli incidenti avvengono in città e qui i maggiori morti perché ci sono più soggetti fragili: pedoni (in strada o sul marciapiede), biciclette, utenti che, complice la bassa velocità e il traffico, si muovono in modo distratto. A Denver qualche giorno fa, complice la prima nevicata, c’è stata un incidente su una strada a 6 corsie, la 6th avenue, che ha coinvolto 100 auto [ https://twitter.com/DenverPolice/status/1588531276755050496?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1588531276755050496%7Ctwgr%5Edd6bddd6f3315e2da7bffb4d146d9180d8e2ba62%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fjalopnik.com%2Fembed%2Finset%2Fiframe%3Fid%3Dtwitter-1588531276755050496autosize%3D1 ] ma nessuno si è fatto male. Adesso prova a immaginare se fosse successo su una strada con a fianco un marciapiede o frequentato da biciclette.

      • Massimino non rimescolare le carte. AXA non ha certo smentito i numeri che ha fornito (diversamente ci sarebbe da rifargli fare la primina), si è scusata solo di uno specifico aspetto del report. Non usare l’errata corrige di una parte della relazione (che è composta da decine di pagine) per cestinarla tutta perché non ti piace (e tra l’altro è in linea con quella norvegese, come già sai). Cito: “Purtroppo ci siamo resi conto dopo il fatto che il test e le relative misure di comunicazione potevano essere fuorvianti. In particolare per coloro che non erano presenti ai crash test e non erano quindi in grado di collocarli nel giusto contesto…Il crash test con un veicolo Tesla non ha causato il tipo di danno al telaio che potrebbe innescare l’incendio della batteria, come sembrerebbero suggerire le immagini. Il test effettuato non ha quindi confermato l’ipotesi di tale scenario incidentale. Avremmo dovuto menzionare esplicitamente questo fatto nelle nostre misure di comunicazione dopo il test. In particolare nel nostro comunicato stampa e nelle relative immagini che sono state messe a disposizione…Siamo molto dispiaciuti per la confusione causata e desideriamo esprimere le nostre sincere scuse”.

        Questo è l’unico aspetto che hanno corretto mentre i numeri restano numeri e non sono “interpretabili”.

        • Aggiungo, se volete farvi una risata: https://www.google.com/search?q=percentuale+incidenti+auto+elettriche

          Toh, sfoglio sfoglio sfoglio sono tutti dello stesso tenore e ce ne sono di studi fatti in pratica ogni anno. C’è anche questa considerazione, molto interessante, sull’overtapping: https://www.linkedin.com/posts/lorenzo-sepede_le-elettriche-fanno-pi%C3%B9-incidenti-tutta-activity-6972445031081086976-b3Hb/?originalSubdomain=it

          La maggiore sinistrosità è confermata da Voogd & Voogd (società olandese), dall’italiana UnipolSai, dalla svizzera AXA, dalla norvegese Gjensidige mentre nessuna società, anche tra quelle che praticano comunque sconti alle elettriche (come AXA), offre dati di senso contrario.

          Uno di noi ha pestato un merdone, ma le mie suole sono pulite …

          • Dovresti solo vergognarti: stai linkando articoli sullo stesso fanta report di AXA Svizzera.

          • Massimo non è vero, non fanno riferimento tutti allo stesso articolo. Nel link di linkedin si parla di Voogd & Voogd [
            https://www.auto55.be/nieuws/32900-elektrische-autos-40-vaker-betrokken-bij-ongelukken-dan-gewone-auto ], ecco il testo tradotto con Google Translate:

            \\\Il doppio delle probabilità di essere coinvolto in un incidente con un’auto elettrica

            I nostri vicini settentrionali hanno un problema di traffico medio una volta ogni otto anni. Ma chi guida un’auto elettrica ha un sinistro in media ogni quattro anni. Ma i conducenti di auto elettriche più piccole hanno una probabilità leggermente inferiore di subire danni. Hanno un punteggio fino al 10 percento migliore della media. Una possibile spiegazione è la differenza nel profilo di utilizzo. Dopotutto, le grandi auto elettriche come Tesla o Audi e-Tron sono vendute principalmente a utenti business che percorrono molte miglia. I piccoli veicoli elettrici, come la Renault Zoe , si adattano molto spesso al profilo esattamente opposto: l’utente occasionale che guida poco.

            I premi assicurativi risparmiano per i veicoli elettrici

            Secondo Pricewise e l’agenzia di ricerca indipendente Panel Inzicht, è logico che i premi per un’auto elettrica siano (saranno) superiori a quelli per un’auto convenzionale. “Sono più costosi da acquistare e le parti costano di più”. Ciò è stato confermato anche da ricerche precedenti, che hanno concluso che i veicoli elettrici sono più economici da mantenere, ma costano di più da riparare (vedi di più qui) .

            Secondo i media olandesi, la differenza nella storia dei danni è così evidente che alcuni assicuratori preferiscono addirittura non assicurare più le auto elettriche.///

            Questa è una notizia, perdonami, non mi sto inventando nulla e se vuoi te ne trovo a iosa di casi simili. Tutti gli studi sono concordi, tutti i dati convergono, cambiano solo le percentuali. Quando neghi questi dati mi ricordi quelli che vogliono per forza sostenere che le elettriche inquinano sempre di più delle auto a benzina. Non c’è un solo studio che si oppone a questi numeri, una sola assicurazione che affermi il contrario.

          • Capisci la differenza fra costo del sinistro e frequenza del sinistro? E, scusa, una statistica seria si fa con decine di migliaia di dati sulla sinistrosità per km percorso.

          • La sinistrosità si misura come tasso di incidenti ogni X chilometri.
            E’ la ragione per cui gli aerei hanno il tasso di incidenti più basso di tutti.
            Dovrebbe essere chiaro.
            E continui a confondere la sinistrosità con l’entità dei danni.
            Il primo è il rischio di sinistro, il secondo il costo del sinistro.
            Se fai il 30% di incidenti in meno ma ogni incidente costa il 50% in più in riparazione, il risultato è che per l’assicurazione è più costoso: questo non rende le elettriche più sinistrose, le rende solo più costose in caso di incidente, quindi l’RCA sarà più bassa perchè fai meno incidenti con colpa (e non più alta come sostieni tu) e la full kasko più alta (perchè la macchina è più costosa da riparare)
            Lo scrivo a beneficio di chiunque voglia leggere le parole e cercare di capirle.
            Resta il fatto che io pago 161€ di RCA con 20 milioni assicurati e che la full kasko con franchigia da 500€ mi costa l’1,5% del valore assicurato, mentre l’incendio costa 7,62€ per 50.000€ assicurati. Allianz.

          • Grazie Guido, ha parfettamente e pazientemente spiegato quello che avevo tentato anch’io di mettere nella testa di Enzo, senza successo.

          • Lo farò leggere a mia madre, insegnante d’italiano, così mi darà 2 ripetizioni:

            “Il doppio delle probabilità di essere coinvolto in un incidente con un’auto elettrica

            I nostri vicini settentrionali hanno un problema di traffico medio una volta ogni otto anni. Ma chi guida un’auto elettrica ha un sinistro in media ogni quattro anni. ”

            Non capisco cosa non è chiaro. Chi guida una termica fa un incidente una volta ogni 8 anni, chi guida un’elettrica una volta ogni 4. Poi capisco che la traduzione di Google fa pena, però il senso a me sembra quello. Però evidentemente non capisco io e deve avere a che fare col costo dei sinistri, mia madre mi conosce bene e riuscirà a trovare le parole per farmelo capire.

          • “Dopotutto, le grandi auto elettriche come Tesla o Audi e-Tron sono vendute principalmente a utenti business che percorrono molte miglia.”
            SINISTROSITA’ PER CHILOMETRO: mai notato che le assicurazioni ti chiedono quanti chilometri fai in un anno?

            Altrimenti dammi una spiegazione logicamente soddisfacente per cui, pur sapendo che le elettriche hanno il doppio di probabilità di commettere incidenti, hanno un premio inferiore alle altre, dato che le assicurazioni vivono solo ed esclusivamente di statistica e Tesla è l’auto elettrica in singolo modello più venduta del mondo (per cui la statistica sicuramente non manca) e NHTSA dice che il tasso di sinistrosità negli USA (dove Tesla è l’auto elettrica più venduta in assoluto) è di UN TERZO della media americana.
            https://www.tesla.com/VehicleSafetyReport

        • Pensa un po’ che affidabilità Axa Svizzera… Il resto del report dice che le auto elettriche, a causa del peso, provocano danni mediamente più gravi alle controparti. Fatto sta che le compagnie assicurative, notoriamente società benefiche, praticano tariffe più basse alle auto elettriche. Ma tu non lo sai perchè non ne hai mai avuta una.

          • Visto che me lo chiedi ti rispondo (ma dovresti avere gli strumenti per farlo da solo), poi se la risposta sarà pubblicata chi lo sa. Chiamasi, Massimo, greenwashing. Axa passa per ambientalista scaricando i maggiori costi che sostiene a causa delle elettriche sugli altri automobilisti ma così si conquista il cuore e il portafogli di tutti gli ambientalisti. Di recente la stessa Axa è stata accusata per un’altra iniziativa di greenwashing, ovvero l’azzeramento delle emissioni prodotte dalle auto a combustione che lei assicura. Per queste, infatti, Axa ha dichiarato che pianterà 600,000 alberi su 200 ettari al costo di 2 milioni di euro, senza indicare che tipo di alberi pianterà, l’età e senza indicare come sia possibile lanciare questa iniziativa dopo che dal 2021 la UE ha vietato questo genere di calcoli fantasiosi.

            Però, alla fine, il marketing fa presa …

          • Confermi che AXa non è il massimo della serietà. Allora di cosa continui a cianciare?

          • Massimo i dati non si possono falsificare, commetteresti un reato, mentre le politiche di marketing e il pricing sono stabiliti in autonomia (nel rispetto delle leggi).

            Io ho scritto: “Intanto le statistiche dicono il contrario, le elettriche provocano mediamente più incidenti e mediamente con più danni e a dirlo sono i principali gruppi assicurativi di quei paesi dove l’elettrico è più diffuso, Norvegia e Svizzera in primis”. Da lì fuoco di fila, tutti a negare questo dato. Posso portarti molte ricerche diverse di diversi istituti ed enti che confermano questi dati mentre non ce n’è neanche una in tutto il mondo di senso contrario (se non una indiretta: siccome il prezzo è più basso, sicuramente devono fare meno incidenti).

            Arrendetevi e lasciate in pace gli specchi.

          • Te lo dico pari pari. Scrivi delle boiate. E insisti pure. Se di statistica non capisci un tubo, statti zitto una buona volta

          • Rispondo un po’ a tutti per far chiarezza sulle assicurazioni che mancano tasselli importanti, primo tra tutti la necessità delle compagnie maggiori di crearsi una fetta di market share da subito nelle elettriche cosa che gli assicurerà negli anni a venire un ruolo di riferimento per molti neofiti del elettrico soprattutto tra quelli che tendono a informarsi da soli leggendo esperienze altrui esattamente come noi. Le assicurazioni, soprattutto nella Rc, hanno da decenni un funzionamento strano, soprattutto fino a qualche anno fa quando non esistevano carrozzerie convenzionate e affini, molto molto spesso il ramo Rc era in perdita e compensato dal resto della produzione sopratutto ramo vita ma anche danni, infatti si cercava sempre di abbinare una infortuni conducente da pochi euro, una convenzione con polozzetta Basic casa etc, cosa che negli ultimi anni si è un po trasformato proponendo coperture aggiuntive diverse e più legate alla polizza come assistenze plus tutela legale bonus protetto etc…
            Se le auto mediamente costano di più per essere riparate, quel maggior costo sarà spalmato su tutte le polizze auto di qualunque mezzo termico elettrico o a pedali che sia, natanti e motorini compresi. Quindi una maggiore diffusione delle elettriche porterà a tutti un aumento delle Rc in modo proporzionale ai coefficienti già applicati, per cui non vedremo mai un aumento o delle Rc termiche o elettriche separato a favore di uno o l’altro. Avendo preso la decisione di avere costi per bev più bassi finché sarà sostenibile per il marketing continuerà a costare meno.

            Le elettriche costano di più da riparare, comprare etc etc, la conseguenza di questo la vediamo nelle garanzie accessorie, furto incendio atti vandalici, casco, mini casco, cristalli e affini, in primo luogo perché basati sul valore dell’auto e quindi di conseguenza maggiori, ma anche è soprattutto nelle franchigie, mentre per una termica basic puoi avere anche solo 200€ o 1% di scoperto (ovviamente il più alto dei due) in una elettrica anche basic ti puoi trovare franchigie da 4/500€ col 3 o 5% di scoperto, anche a parità di valore dell’auto. Per cui una casco o mini casco di una Twingo elettrica ti può costare quanto quella di una Passat termica e con franchigie e scoperti simili, cosa che non avviene tra una Twingo termica qualsiasi e una Passat qualsiasi, son distanti anni luce per i coefficienti assicurativi

          • Errata corrige, ho detto una cazzata, non vengono spalmati anche su natanti e motorini, son bilanci diversi dalle auto in quanto polizze strutturalmente diverse.

            Aggiungo una considerazione sul discorso sei incentivato ad andare più rilassato… Ma scusate.. È un problema vostro se da soli non siete in grado di controllarvi alla guida, nonostante abbia avuto mezzi da 130/150cv non mi è mai passato per l’anticamera del cervello di passare i limiti autostradali, si ok magari arrivare a 140/145 per un sorpasso di un mezzo fastidioso o lento per tornare a 120/130 subito dopo, ma mai è poi mai mi son sognato di andare a 180 o 200 allora, è da fuori di testa, scusate se vi giudico ma state ammettendo una tranquillità disarmante nel compiere un reato potenzialmente omicida.. Io guido da anni rilassato (quanto di paghi 200km al giorno di benzina ai consumi ci inizi a guardare) non ho bisogno di un auto che me lo imponga, al contrario aborro l’idea di un auto che quella volta che potrei aver necessità di farlo per togliermi da un impiccio rapidamente, mi penalizza in modo immane autonomia tanto da richiedermi una sosta per caricare aggiuntiva

          • “Posso portarti molte ricerche diverse di diversi istituti ed enti che confermano questi dati mentre non ce n’è neanche una in tutto il mondo di senso contrario (se non una indiretta: siccome il prezzo è più basso, sicuramente devono fare meno incidenti).”
            https://www.tesla.com/VehicleSafetyReport
            Q4/2021 (dati NHTSA), ma guardati pure tutti i quarter precedenti.
            “For drivers who were not using Autopilot technology (no Autosteer and active safety features), we recorded one crash for every 1.59 million miles driven. By comparison, NHTSA’s most recent data shows that in the United States there is an automobile crash every 484,000 miles.” E’ una statistica su 283 milioni di veicoli e Tesla è l’auto elettrica più venduta negli USA.
            Tesla è estremamente potente (che sarebbe una delle cause di maggiori incidenti), nonchè estremamente veloce, tutti elementi NEGATIVI. Eppure il tasso di sinistrosità per chilometro è un quarto della media delle altre auto. UN QUARTO, non il 5% in meno o il doppio, è il 75% IN MENO.
            Il dato è con automatismi OFF (guida manuale), perchè diversamente con autopilot inserito il dato vale “one crash for every 4.31 million miles driven”, cioè UN NONO, l’89% in meno, ma non è di questo che stiamo parlando.

          • Di nuovo grazie Guido. Fuor di polemica, comunque, dobbiamo dire che i dati sono insufficienti per stilare statistiche affidabili e precise. Faccio alcuni esempi dei fattori distorsivi: Tesla è un costruttore molto particolare con auto sofisticate e di fascia alta; le auto elettriche hanno un’anzianità media che è circa la matà delle termiche circolanti; appartengono solitamente a ben circoscritte categorie di automobilisti (early adopters, ceto medio alto, seconde auto); circolano prevalentemente in città dove la sinistrosità media è molto più alta. Ognuno di questi fattori destabilizza la statistica in un senso o nell’altro. Un dato attendibile potremo averlo probabilmente fra 6-7 anni quando le elettriche copriranno più del 10% del circolante.

          • Massimo
            Sì, certo, ne sono assolutamente consapevole. Tesla è una macchina particolare ma è proprio la marca che viene citata da Enzo che cita Voogd & Voogd e che guarda caso abbraccia esattamente i fattori, sempre secondo loro, caratterizzanti l’aumento di pericolosità, primo tra tutti la potenza a disposizione di chiunque e la velocità massima che raggiungono.
            Abbiamo più volte detto a Enzo che la statistica è una brutta bestia e occorre sapere leggere i dati, la lettura del singolo numero non circostanziato è inutile: per questo insieme ai numeri viene sempre fornito il report dettagliato con i criteri.
            Qui si citano allegramente statistiche che nemmeno esplicitano se si parla di tassi assoluti, relativi, chilometrici, ponderati… il nulla.
            Piccolo aneddoto statistico: negli anni 70 negli USA si rilevò che il tasso di carcinomi uterini era particolarmente alto nelle donne manager che occupavano posizioni di comando. I giornalisti si scatenarono: lo stress fa venire il cancro. Spiegazione reale: solo le donne di una certa fascia si sottoponevano al pap test (per motivi culturali e di assicurazione privata), per cui veniva diagnosticato il cancro in fase precoce; le altre donne di fasce della popolazione povera o non altrettanto istruita non si sottoponevano al test e veniva scoperto quando era tardi, con metastasi e diffuso agli organi limitrofi, per cui non sempre attribuito correttamente, falsando le statistiche.
            Per questo mi accanisco: perchè si prende per vero qualcosa di nebuloso quando le uniche evidenze (Tesla) urlano il contrario, anche se dovuto a vari fatturi distorsivi, che comunque in questo momento ci sono e valgono: sarebbe come fare un distinguo tra chi ha ADAS e chi non li ha, tutte le macchine recenti li anno, non puoi prescinderne. I veri dati li avremo tra anni, quando in realtà non avrà più molta importanza.

          • Beh, Guido, che dirti, a te che guardi i costi (io no perché, come spiegato da Xardus e come già ipotizzato da me, sono decisi dal marketing) posso dirti che la Tesla Model S è l’auto con il costo dell’assicurazione più caro in assoluto negli USA. Inoltre non è sufficiente dire che le Tesla fanno un terzo di incidenti rispetto alla media perché probabilmente, se le confrontassi con le Rolls Royce, fanno molti più incidenti. Ovvero la media comprende anche la vecchia Fiat Seicento.

          • Basta così Enzo. Io e Guido abbiamo provato in tutti i modi a spiegarti cos’è una statistica attendibile. Ma tu non ci arrivi (e ben lo dimostri in queste poche righe) per cui ti invito a smettere di propinarci balle.

          • @enzo però non puoi guardare le assicurazioni con i costi americani e le nostre, in generale noi abbiamo obbligo assicurativo e loro credo di no o almeno magari non in tutti gli stati, questo già altera completamente i prezzi (in teoria al ribasso ma gli usa han meccanismi assicurativi estremamente particolari basti pensare alla sanitaria) in più tesla negli USA può attivare la “guida autonoma” praticamente ovunque gli aggrada, da noi non è ancora legalmente utilizzabile in modo completo e questo incide parecchio sui costi al rialzo dato che devono prevedere anche danni causati dalla guida autonoma essendo il guidatore totalmente responsabile.

            Al contrario per massimo, le statistiche ci sono e sono anche tanti 7 anni, soprattutto gli ultimi 4 dove le bev son esplose han portato tanti tanti dati, in generale è estremamente raro che una qualsiasi assicurazione sbagli con scarti importanti i calcoli, perché al contrario di noi tutti non si fanno influenzare da gusti desideri e inclinazioni personali, a loro interessa solo la realtà delle cose, realtà che si modifica ogni trimestre (per i coefficienti di calcolo) e in casi particolari anche più spesso, al massimo si può dire che le statistiche fino a un paio di anni fa erano tutte su mezzi ancora più “prototipo” e meno sicuri in dotazioni e adas rispetto a quelle che escono oggi, ma le caratteristiche che portano a quei coefficienti vengono anch’essi esasperati, più potenza più coppia meno secondi da 0/100, troppi comandi touch che distraggono alla guida, eventuale stile di guida da arrogante con macchina costosa (cosa comune a qualsiasi alimentazione, ma con le elettriche è più facile trovare chi ha speso 30/40k piuttosto che 10/15k) che incide su casco Rc atti vandalici etc etc, tendenza alla furberia dello stato in cui si assicura, km medi percorsi per tipo di mezzo (reali e di tutti non quelli di quattro sconquassati come noi dove magari 2 su 4 con una model y la usano in città per 8k km annui ricordo che se si dichiara un numero di km annui non conforme al reale possono pagarvi meno in caso di danni a voi e far problemi con le Rc alzando scoperti)

    • Anche io mi ritrovo ad avere un’andatura più tranquilla e rilassata con l’auto elettrica.
      Il casino è quando uso i veicoli a benzina con cambio manuale e almeno 150cv/L: si spenge l’interruttore e sale l’adrenalina 😂 (non dovrei dirlo ma sono sincero e politicamente scorretto)

      • Fares secondo me se quando “spingi” presti attenzione e ti imponi di non prendere rischi (sorpassi a ridosso di punti ciechi, sorpassi “radenti” in spazi angusti, strade troppo bagnate, cambi di corsia in extremis, etc. etc.), insomma se sei concentrato, il rischio di incidente c’è (!!!innegabile!!!) ma è “contenuto”. Se invece guidi nel traffico in città, sei distratto, sei a fare una telefonata in vivavoce, stai litigando con tua moglie che vuole acquistare la cucina nuova, stai giocando col touch screen dell’auto, guidi ma pensi a tutt’altro, finisce che il pedone che sta attraversando non lo vedi o che addirittura non vedi un semaforo o la freccia del veicolo davanti che sta cambiando corsia.

        • “Se invece guidi nel traffico in città, sei distratto”, ecc.
          Questo mi capitava anche prima, quando andavo a diesel… 😉
          Seriamente, adesso che ho l’elettrica confermo anch’io la tendenza ad andare ancora con più calma e più rilassato… anche perché ho acquistato una Zoe, mica un Cruise Tesla-aria.
          Già con il diesel avevo la mania di cercare di consumare il meno possibile, ma il riscontro lo avevo solo quando andavo a fare il pieno e calcolavo i km percorsi con i litri ricaricati.
          Adesso avere sempre davanti agli occhi quel valore di kW/100 km mi spinge a cercare di tenerlo basso e, se possibile, abbassarlo ulteriormente: e dato che il consumo si alza sia andando forte (che però non è il mio caso, per mia natura e perché faccio solo tragitti urbani ed extraurbani, con appena 200 km di autostrada in 5 mesi di utilizzo) che accelerando forte, cosa in cui le elettriche ti solleticano. Per cui, se dovessi mai imbatterti in uno con una Zoe che accelera pigiando pian pianino il pedale per stare sotto gli 11-12 kW… salutami perché sono proprio io! 👋👋👋

          • Se mai un giorno dovessi fare l’assicuratore, giuro che la polizza rca te la faccio gratis.

        • Caro Enzo, la pensavo come te anni fa ma è una percezione globale errata perchè, se è vero che la concentrazione ti fa commettere meno errori, è vero anche che con l’aumentare della velocità i tempi di reazione si riducono e di fatto si moltiplicano le situazioni di pericolo e stress per chi ha questo atteggiamento e per gli altri utenti della strada pubblica.
          Per me la discriminante è stata diventare papà perchè ti assicuro che quando ho i bimbi a bordo riesco ad essere concentrato pur andando piano. Anzi, vengo a volte stressato da chi tallona e spinge come se volesse uccidermi e mi chiedo se a questi soggetti passi mai per la testa che ci possano essere dei bimbi a bordo. Quasi quasi rimetto l’adesivo sul lunotto…

          • In alternativa all’adesivo suggerisco le soluzioni che che abitualmente adotto:
            – in generale viaggiare indossando un vistoso cappello
            – per i soggetti piu’ insistenti andare di abbondanti ed ev ripetute spruzzate del lavavetri. Ma in genere dopo a prima ripristinano la corretta distanza di sicurezza…

      • Quelle rare volte che guido un’auto del genere devo stare massimo in terza perché mi sembra di essere piantato….

          • Temo che il concetto di potenza specifica (e le sue implicazioi) non sia qualcosa molto conosciuto e/o apprezzato tra i nostri amici. 😉

          • Hai ragione Alessandro, ormai è motorismo storico.
            Stiamo passando dalla potenza specifica alla densità energetica

    • Tu Enzoo se non sbatti la testa al muro non sei contento eh!?
      Se nei paesi nordici gli incidenti sono causati da auto elettriche è perché in quei paesi circolano molte auto elettriche, se le persone non sanno domare la Potenza dell’auto, è colpa loro e non dell’auto, non diamo colpa alle macchine, sono le persone che sbagliano, sempre..
      Ricordate gli autobus che prendevano fuoco a Roma!? Erano elettrici? ..no, erano a gasolio, poi l’eccezione ci sarà sempre, io mi sento piu tranquillo con la kona, tu non sai quanto è comodo ricaricare a casa, io ho tutto elettrico, anche il tagliaerba che uso anche nelle ore proibite perché è silenzioso e non disturba..

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