Non è un Paese per l’elettrico l’Italia…/ La versione di Fusilli

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Non è un Paese per auto elettriche l’Italia…Dall’intervista a Raffaele Fusilli (foto sopra) pubblicata sul nostro YouTube, Antonio si è fatto questa idea. È proprio così? Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Non è un Paese…/ Gli incentivi sono una lotteria e l’energia è cara

“Ho trovato interessante la vostra video-intervista su YouTube all’ex manager Renault, Fusilli. Come qualcuno ha fatto notare nei commenti, finalmente qualcuno che parla con cognizione di causa, e non il solito influencer superficiale. Mi sembra però che l’intervistato abbia chiarito una volta per tutte che il nostro non è un Paese per auto elettriche, per 4 motivi che provo a riassumere: 1) Gli incentivi vanno e vengono, sono una lotteria in cui pochi riescono a vincere. Chi resta fuori non compra, aspettando i prossimi bonus. 2) Nel resto d’Europa le elettriche si vendono per il 65% alle flotte aziendali, che da noi non sono così significative. 3) siamo un Paese di condomini, non di villette, e in condominio è difficile ricaricare. 4) il costo dell’energia è tra i più alti d’Europa. C’è qualcosa che ve fa sperare che la situazione cambi?”. Antonio Basile  

Due fattori che possono smuovere le vendite

Non è un Paese
La Smart #2, una delle piccole elettriche più attese (in vendita da fine anno).

Risposta. L’Italia è un Paese in cui si vendono soprattutto citycar, o utilitarie che dir si voglia. E nel decennio che ci lasciamo alle spalle l’offerta di auto elettriche era concentrata su veicoli medio-grandi, molto costosi. Ora finalmente arrivano le piccole, con prezzi decisamente più accessibili. E questo può dare una spinta alle vendite, anche se non certo ai livelli di Paesi come Francia, Germania e Regno Unito, che ormai sono al 30% di quota. Altra spinta può arrivare dal prezzo di benzina e gasolio, che sta tornando su livelli preoccupanti, mentre la ricarica ha costi stabili (al momento). Ma per ora nessuno prevede che la quota di mercato nel breve possa andare oltre il 10% registrato il mese scorso.

– Atlante alle flotte: diamo una strategia alla vostra ricarica / VIDEO

Visualizza commenti (2)
  1. Ivone, Francia

    Ho vissuto per un anno in Inghilterra, e per molti anni in Italia, Germania e Francia.
    Sinceramente non condivido il punto 3. Per i paesi dove ho vissuto, mi sembra che la distruzione della tipologia di abitazioni sia simile. Ovvero condomini nei centri abitati e abitazioni individuali o bifamiliari quando si esce dalla zona urbana. Case a schiera nella zona di transizione tra centro urbano e campagna.

    1. Francamente a me sembra che gli “impedimenti” siano quasi tutti frutto di scelte decise a tavolino e radicate nella popolazione tramite apposite campagne mediatiche.

      Rispetto a Francia, Inghilterra, Germania e tutti gli altri paesi nordici abbiamo una maggiore esposizione al sole per numero di giorni ed intensità quindi anche piccole superfici FV producono bene…Basterebbe aumentare il numero di tetti fotovoltaici per avere l’ energia necessaria ad alimentare le auto elettriche..ma soprattutto gli -ora- indispensabili climatizzatori PdC che altrimenti mandano in crash le reti elettriche in molte città .
      Come scrivi tu @Ivone sono solo le parti centrali delle città ad essere composte da condomini (che comunque in alcuni casi sarebbero abbastanza facili da “attrezzare” Se si volesse… e comunque andrebbero rese funzionali ed attraenti le C.E.R. per chi non ha possibilità di F.E.R. proprie.
      La diffusione su tutto il territorio nazionale di centri urbani medio piccoli, con struttura medioevale rende le piccole BEV ed i quadricicli elettrici più una Soluzione che un problema, viste le carenze di ampie vie, la maggior concentrazione di inquinanti in tortuose vie strette tra edifici alti..e pure la maggior parcheggiabilità delle auto piccole dovrebbe fare capire che l’ Italia non è un paese per SUV e mega SUV come imposto dal marketing (e come ampiamente contestato su alcuni lungimiranti articoli sulla stampa dell’ epoca, specializzata e non in automotive).
      A maggior ragione in un paese con minime dotazioni di idrocarburi sfruttabili economicamente (e Senza distruggere l’ambiente vivibile) dovremmo puntare sull’auto sufficienza per non dover importare troppa energia (visto che poi c’è la fanno pagare Tutta al costo dell’ ultima, costosissima, acquistata! )…e togliendo dal bilancio tutte le imprese, enti e privati che possono o potrebbero dotarsi di un po’ di FV ed accumulo sicuramente l’ import sarebbe fortemente ridotto…e, se mi baso sui veloci tempi di rientro degli investimenti che ho fatto a casa mia, rendersi anche un po’ più “benestanti” non solo per i notevoli risparmi successivi ma anche per il molto maggior comfort in casa -con PdC accese tutto il giorno alimentate dal sole- che negli spostamenti brevi o lunghi con BEV decisamente più comode e piacevoli…e soprattutto che non scaldano ulteriormente l’ ambiente attorno e ..che si possono tenere fresche nelle soste Senza rischio di pesanti sanzioni – art 157 c.7bis : da 223 a 444€ 😂 .

      È solo una questione di interessi politici e finanziari e di vecchi radicati modi di pensare che impediscono agli italiani di evolvere come negli altri paesi attorno a noi.

      Quanto a Fusilli e tutti gli altri dirigenti automotive … sono pagati lautamente dai proprietari per fare ciò che Loro gli chiedono… e dicono ciò che possono dire…

      La grandezza dell’ Italia post 1945 è stata creata dai tanti piccoli e grandi imprenditori visionari che si sono ingegnati per creare nuovi prodotti o nuovi metodi per fare… Sono questi i soggetti cui dare spazio e credito. …e sta ad ognuno di noi darsi da fare per creare le condizioni migliori per progredire…invece che star sempre a lamentarsi di ciò che manca o “gli altri” devono fare…

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