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Non è la Fiat, è proprio l’Italia che manca

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La Nuova Fiat 500 elettrica: le consegne inizieranno a novembre.

Non è la Fiat, è l’Italia che manca.  E il prestito della Banca Europea per gli Investimenti (Bei) al Gruppo FCA riapre un dibattito con un equivoco di fondo.

Non è la Fiat e lo scandalo non è il prestito BEI

L’accordo riguarda una nuova linea di credito da 485 milioni di euro per sostenere investimenti nella fabbrica di Pomigliano e attività di ricerca a Torino. In particolare per la  realizzazione di una linea per produrre auto ibride plug-in nello stabilimento napoletano. E per finanziare attività di sviluppo e innovazione per elettrificazione, connettività e guida autonoma, svolte prevalentemente a Mirafiori. Apriti cielo: sui social subito è partito l’attacco alla Fiat, accusata di arrivare buona ultima sull’elettrico e di farlo, come sempre, attingendo a fondi pubblici. Oggi europei, ieri nazionali.

non è la Fiat
Il finanziamento a FCA rientra nel programma “EU Climate Bank” della Banca Europa degli Investimenti,

Beh, noi non siamo d’accordo. Intanto perché questi 485 milioni non sono a fondo perduto, sono un prestito che FCA-Fiat dovrà restituire in 5 anni. Certo, il tasso è agevolato, ma tutte le aziende cercano di finanziarsi alle condizioni migliori. E la Bei lo fa con tutte le grandi aziende europee che propongono investimenti di questo tipo. Lo ha fatto recentemente con Terna, per citare un’azienda italiana E poi: perché criticare Torino proprio adesso che finalmente ha deciso di buttarsi dall’elettrico?

Ovunque spuntano fabbriche di batterie, da noi…

Non siamo sospettabili di simpatie particolari con il Lingotto. Siamo stati tra i pochissimi a criticare duramente il lungo ostracismo all’elettrico che la Fiat ostentò ai tempi di Sergio Marchionne. Allora tutta la stampa italiana osannava le parole sprezzanti del manager italo-americano, che cambiò poi idea. Ma ora? Guardiamoci intorno. Il problema non è la Fiat, o meglio, non è solo la Fiat. Torino è in ritardo, certo, ma intorno c’è un deserto assoluto, mentre Paesi come Francia e Germania corrono come treni nell’attirare e finanziare enormi investimenti.

non è la FiatNon solo nella costruzione di auto, bus e altro, ma anche e soprattutto nelle fabbriche di batterie. I due governi hanno lavorato insieme, hanno costituito consorzi per farsi finanziare dall’Europa. E le industrie locali hanno fatto la loro parte, mettendo sul piatto miliardi di euro. L’ultimo esempio viene dalla francese Verkor, azienda creata da Schneider Electric. L’idea è di produrre batterie destinate alle fabbriche di auto francesi, spagnole e, guarda un po’, italiane, con 2 mila occupati.

Il futuro bussa alla porta, l’Italia non apre

E in Italia? In Italia si stanno tutti voltando dall’altra parte, sperando che l’elettrico sia solo una moda passeggera. C’è un’unica eccezione, un investimento FAAM a Teverola , nel casertano. I tavoli che si aprono al Ministero dell’Industria sono tutti dedicati a salvare l’esistente. Attività meritoria, ma largamente sufficiente se, oltre a tutelare i posti di lavoro che si perdono, non ci si preoccupa di crearne di nuovi. Il mondo cambia, anche se questo nel nostro Paese non piace. Nessuno prova ad intercettare i grandi investimenti che stanno piovendo su tutta l’Europa, anche dalla Cina. E la Scandinavia, un tempo fuori dai giochi, fa la sua bella parte.

In questo quadro ha senso crocifiggere la Fiat proprio nel momento in cui, finalmente, ha deciso di investire massicciamente sull’auto elettrica e connessa? Forse sarebbe il caso invece di capire meglio che cosa farà mamma Fiat con questi soldi. Se si possono creare sinergie con altre aziende. E che cosa toccherà alle fabbriche italiane delle nuove produzioni, quando il matrimonio con PSA Peugeot-Citroen diventerà operativo. Ah, no, dimenticavo: ci appassiona di più l’ennesima legge elettorale…Non è la Fiat, è proprio l’Italia che manca.

 

58 COMMENTI

  1. Propongo di inviare questo articolo in forma di lettera aperta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    • Concordo in pieno. Sia ai ministeri che a confindustria. Di questo passo fra 10 anni l’Italia sarà un mercato per marchi stranieri e basta. L’occupazione da noi sarà un miraggio se non prendiamo questo treno

      • Purtroppo già è così da circa 20 anni a questa parte, e l’acquisizione da parte di PSA è il colpo di grazia… I marchi italiani ahimè sono finiti..anche se spero di sbagliare

    • Cosa c’entra la Presidenza del Consiglio? Ma dalle.universita’ italiane non escono forse geni che all’estero c’invidiano? Ed i grandi manager italiani, quelli della Fincantieri o di Leonardo, hanno forse bisogno dei suggerimenti del Presidente del Consiglio, nel definire programmi di sviluppo futuri.. c’e’ sempre bisogno di Cesare o di Mussolini in Italia, di personaggi carismatici che si prendono la responsabilita’ di osare percorsi strategici nuovi. Ma il “capo” della Confindustria che fa’, oltre a lamentare ripetutamenre carenze di infrastrutture, carenze di aiuti economici., ecc.

      • Leggi per definire le strategie di sviluppo sostenibili, favorire ed accellerare i programmi di sviluppo strategici.

  2. Beh.. Basta vedere i commenti dei vari troll (o semplici contrari) che bazzicano in questo e altri siti, impegnati a farci capire che l’elettrico non ha futuro… E che è meglio comprare una viper per andare a prendere il pane o portare i figli a scuola.

    Comunque… Non tutti osannavano Marchionne, specie per aver voluto affossare il marchio Lancia, in favore dell’Alfa Romeo. Marchio sempre legato all’eleganza, e all’innovazione. Oggi la vedrei bene come anti Tesla, a posizionarsi in quella fascia li.
    Non contro l’alfa che dovrebbe avere un’altro target di clientela, più sportiva.

    • Per essere stato chiamato erroneamente troll pure io in qualche occasione da altri in passato per il semplice dissentire e che, tra l’altro, non rende certamente troll qualcuno visto che si è troll per ben altro, mi sento di risponderti che almeno per me il mio dissenso o il semplice essere contrario consiste nel fatto che l’elettrificazione di massa con queste tecnologie attuali per le batterie rende impraticabile questa soluzione visto che le colonnine non potranno svolgere il compito di distributore di corrente a come se fossero pompe di benzina per i più lunghi tempi di rifornimento e questo alla lunga porterà a profonde trasformazioni urbane consistente nell’adottare l’unica soluzione possibile che sarebbe quello di mettere una colonnina per posto auto lungo tutti i marciapiedi creando non solo scempi ma anche pericolosità visto quante auto saranno collegate con cavi a penzoloni.
      A trovar altre soluzioni che renderebbero le batterie ricaricabili con tempi all’incirca simili alle auto tradizioni, non ne sarei contrario.

      Ragionare a come se fossimo ad una partita di calcio è sbagliato e il confronto di idee serve anche per far capire ragioni altrui visto che considerare le conseguenze di una soluzione immatura così com’è adesso non consiste nell’essere dei conservatori tifosi della vecchia soluzione che come frutti ci ha dato anche la Viper.

      • È vero, un troll è altra cosa, e in genere non legge, non ascolta e non è possibile instaurare un discorso serio e costruttivo. E in genere non esce dallo sfotto. Ho messo le parentesi per gli altri 🙂

        Sappiamo bene che l’auto elettrica non è per tutti, perché ognuno ha le sue esigenze, e quello che va bene a me non va bene a te e viceversa, e attualmente è piena di limiti.. Per primo la capillarità della rete di ricarica, secondo L’autonomia e il costo elevato…
        Però secondo me i pregi sono maggiori dei difetti.
        Ciò che mi frena è che a prescindere dall’alimentazione, le auto odierne costano quanto una stanza del mio appartamento che ancora devo finire di pagare…

        Riguardo al calcio beh, non posso darti torto. Spero che mio figlio continui a basket proprio perché quell’ambiente lì è saturo di odio.

        Ps le viper e tante altre auto mi incantavano da bambino e da ragazzo. Sono stato assiduo tifoso di f1 e ultimamente di rally. Ho fatto anche il commissario di percorso. Tutto questo per dire: le auto mi piacciono. Solo che oggi guardo i monovolume o le wagon… Dove metterci dentro la famiglia, la bicicletta, caxxi e mazzi. Mi serve per andare da A a B. La poesia è praticamente finita.

        • Concordiamo su tante cose tipo il comportamento dei veri trolls, gli altri limiti dell’elettrico che non avevo menzionato per non dilungarmi e soprattutto in generale su i costi che, per le auto tradizionali, sono aumentati negli anni per renderle sempre più “puliti” e per non parlare poi della parte passionale del discorso anche se ancora non lo considero solo come un mezzo per andare da A a B visto che ancora prevale il poeta che è in me.
          Forse l’unica discordanza riguarda il considerare i pregi superiori ai difetti visto che io la vedo all’opposto ed è per questo che reputo la soluzione elettrica così com’è adesso una soluzione ancora immatura per prendere piede in massa.

  3. l’italia è un paese mafioso e lobbistico, e la maggioranza dei politici è amica di chi li paga meglio.

    In italia i petrolieri pagano bene attraverso le loro royalties sulla raffinazione ed i politici li agevolano anche sacrificando la vita e la salute degli italiani > vedi l’autorizzazione a bruciare petroleum coke che è un veleno ipercancerogeno dichiarato fuori legge dal ministro Ronchi qualche anno prima ma che poi grazie al governo Forza Italia, Lega e AN nel 2002-2003 fu riclassificato da veleno a combustibile per salvare dalla galera alcuni dirigenti della raffineria di GELA che lo utilizzavano fregandosene della legge e della popolazione circostante.

    E poi la fiat sono decenni che influisce sul destino dell’italia tramite i propri amici politici.

    In sintesi, l’elettrico se prenderà piede lo farà per scelta dei singoli cittadini, politici ed industriali cercheranno in tutti i modi di osteggiarlo in modo subdolo, senza esporsi.

    In questo paese di ………….. i soldi vengono prima della salute delle persone e del pianeta.

    • concordo al 100%. Salvo solo il ministro Costa: da quando c’è lui stiamo vedendo i primi (ultra ritardatari) incentivi veri per la mobilità sostenibile.

    • Al di là di considerazioni sulla politica italiana che ha i suoi problemi che sono di natura intrinseca della politica fin dai tempi dell’antica Grecia e dei Romani, l’elettrificazione può essere si favorita o sfavorita da loro ma non dipende da nessuno di loro e ne da noi in Italia.
      Trattati internazionali firmati da tutti i paesi danno l’impegno alle nazioni di abbassare i livelli di CO2, Il legislatore europeo fissa sia i limiti dell’inquinamento che nelle città si possono tollerare che i limiti che l’intera nazione deve emettere al costo di sanzioni a non rispettarle ed inoltre obbliga le case costruttrici non solo di costruire motori endotermici che rispettano una scaletta programmata dei limiti nelle emissioni (euro 4, 5, 6, ecc) ma determina anche la media di CO2 prodotta di tutti i modelli in listino di una casa produttrice ed a sforare ci sarebbero pesanti sanzioni.
      Il raggiungimento di teterminati target da parte di ognuno degli attori in causa ha fatto sì che ora c’è questa spinta verso l’elettrificazione in quanto rappresenta la via più facile ed immediata da percorrere per tutti nonostante sia, a mia avviso, non matura per essere adottata.
      Quindi per noi, alla lunga, non è una scelta, non dipende da noi o dai nostri politici ma è un obbligo imposto a tutti noi ( nostri politici compresi) da chi stà più in alto.

  4. Gentile Tedeschini, esordisce con “Non è la FIAT, è l’Italia che manca”: beh, non sono completamente d’accordo. Manca anche la FIAT. La concessione dell’imponente prestito di 6 mld ed ora questi 800 mln sono anche dovuti alla legittima aspirazione di elettrificare il belpaese e non solo aiutare FCA a conseguire i suoi obiettivi di bilancio. E mentre il nostro governo si affanna stanziando i fondi del bonus elettrificazione e gli incentivi rottamazione FCA cosa fa? Decide di massimizzare i profitti e non concede neppure i 2000€ dello sconto rottamazione a fronte dei 39.000€ della sua 500e… Glielo dico per esperienza diretta: nei concessionari di Roma l’ordine diramato direttamente da FCA è questo: niente sconto, tutto in cassa! Alla faccia dello svecchiamento del parco circolante, tanto ora, con i soldi di BEI e CDP hanno le tasche piene e possono resistere mesi… Cosa succede alla concorrenza? Beh, Wolkswagen invece non fa una piega e da loro lo sconto è pieno col risultato che la ID3 entry level costa solo 2000€ più di una 500e!

  5. Con le auto elettriche falliranno tutti , sono inaffidabili costano troppo , poca autonomia , è un pieno di energia costerà il doppio di un motore benzina o Diesel ..io una macchina elettrica non la vorrei nemmeno regalata

    • “Sono inaffidabili” proprio no: si informi, non c’è paragone con le auto a benzina o a gasolio. A favore delle elettriche, intendo.

      • Concordo con lei, non mi sembra che siano meno affidabili rispetto all’auto convenzionale poi vabhé, come per ogni cosa, non sempre ciambelle possono nascere con il buco, però questo fa parte di ogni processo produttivo e chiamasi difetto.

      • Mauro, non sprechi il suo tempo. Come ho scritto prima… Troll e dissenzienti. Da capire in che percentuale…

    • se non si attrezzando a produrle anche loro si, tutti i costruttori veicoli a combustione interna hanno i mesi contati

    • Le uniche cose inaffidabili sono le sue affermazioni… e saranno pure quelle che il tempo dimostrerà fallimentari.
      Chi pensa di essere, la Santa Inquisizione?!

  6. Vado in bicicletta, per l’auto elettrica non ho intenzione di spendere un euro. Vediamo tra 10 anni quale sarà la prossima “big thing”

  7. Ma cosa ci interessa un prestito alla Fca?? Gli italiani comprano bmw Mercedes Porsche Audi volskwagen. Dobbiamo aiutare i nostri amici tedeschi in difficoltà. Chi se ne frega delle operai italiani? Del nostro PIL?? Del disastro economico legato al covid19?? Che importa agli italiani se l alfa ha generato due grandi auto come la Giulia e la Stelvio o la maserati trofeo. E allora il prestito diamolo alla Mercedes. E finalmente chiudiamo Fca e agli operai diamo il reddito di cittadinanza

    • No solo gli Italiani in genere,ma anche il ministero degl’interni per equipaggiare
      Carabinieri e polizia con Auto e moto bmw
      Io abito a Toronto e
      in tanti anni di residenza la mia prima auto ke ho comprato nel 1973 e’stata una 128coup la seconda una strada poi 2 golf e se me le dovessero regalarle le rifuterei con tanti bloblemi ke mi hanno dato.Ultima una 500X del 2016 con motore 2500cc ke tuttora guido per le strade di Toronto, Io da Italiano ke vive all’estero Provo vergogna quando vedo la polizia Italiana in sella su moto bmw o auto
      estere postate su facebook

      • Chiamasi “bandi di concorso” se vincono le maeche straniere evidentemente fanno prezzi a bando inferiori a FCA. Fine. Nessun autolesionismo italico in questo caso.

  8. Che la Giulia sia una grande auto è una parolona ed i numeri si vedono (io l’avrei gradita forse di più con 4 fari anteriori) ma sono anni che la famiglia agnelli farebbe meglio a vendere il settore auto a qualcun altro (per il bene dell’italia, per il bene degli italiani, ma soprattutto per il bene di chi le compera).

    Nel 1958 mio padre acquistò una fiat 600, a 80.000 km andava a miscela.
    Nel 1964 acquistò una 1100D e appena dopo la scadenza della garanzia (6 mesi) dovette rifare il motore causa colata porosa che la fiat non riconobbe di sua responsabilità.
    Nel 1973 acquistò una 128 e nel 1979 a 98.000 km fu talmente marcia all’avantreno che ci si aspettava la caduta del motore………..e li comperammo una Renault 18 GTL che divenne marcia (non a livelli 128 dopo 19 anni e 264.000 km).
    Nel 1985 acquistai una Uno 55S e vai di marmitte marche dischi e pastiglie e olio motore, poco dopo i 100.000 fui costretto a deviare a terra il tubo del recupero dei vapori dell’olio (e poi scricchiolii a go go, tanto che il meccanico disse: metti su la radio).
    Nel 1990 acquistai una Delta 1.6 HF turbo i.e. (e qui non basta lo spazio per scrivere…….nel tempo ho dovuto sostituire praticamente tutto tranne la scocca, che però nel tempo si è crepata in più punti (praticamente la lamiera della panda 750S o anche peggio);
    Nel 2004 ci sono ricascato, Alfa 147 JTD 16V: quando prendeva i buchi sul lato sinistro scartava il posteriore (campanatura eccessivamente negativa), per risolvere il problema mi sono dovuto rivolgere ad un carrozziere che mi ha asolato un attacco dell’ammortizzatore – poi un bel giorno ha iniziato a far entrare vapori di gasolio nell’abitacolo ma ne la succursale fiat di milano ne la concessionaria dove l’abbiamo acquistata ha rilevato il problema (alla fine me ne sono accorto io smontando il castelletto di plastica che copre il motore, era il tubo di ritorno del gasolio fessurato che però a distanza di 8 anni dalla produzione della vettura non era più disponibile come ricambio, L’ho sistemata con tubo adattato ma invano in quanto il gasolio aveva inzuppato tutto rievaporando ogni volta che scaldava il motore.
    Nel 2010 ho aquistato una GPunto a metano che dopo 80.000 km fece (con al volante mia moglie) bip e lo sterzo diventò di colpo durissimo e siccome l’auto non aveva ancora 4 anni mi passarono il guasto al servosterzo in garanzia commerciale (pagando 190 euro di manodopera – dopo i 4 anni sarebbero stati 1000 eur) – ma io dico visto che è un problema che si verifica su molte fiat (panda, 500, ypsilon, mito ecc.) perchè lo devo pagare io? Mia moglie ha rischiato un incidente?!?!?! Poi praticamente regalata via per ripetuti e onerosi problemi al cambio
    Ed ora l’ultima nel 2019 panda a metano: portandola a casa anche lei con i buchi scartava a sinistra, e scaldandosi (sia lasciandola al sole che in assenza di sole facendo scaldare il motore) fa un odore di plastica che fa bruciare la gola. Andato in succursale a milano mi hanno detto che lo scarto era normale e che l’odore non lo sentivano – peccato che c’era l’ammortizzatore posteriore sinistro scoppiato che perdeva olio….sostituito poi da altra concessionaria, ma per l’odore nessuno sente nulla.

    Che dire: MAI PIU’ VETTURE DEL GRUPPO FIAT, neppure per regalo.

    • Io con alfa romeo 147 nessun problema al motore, 16 anni passati e 200000 km. Poca manutenzione.
      Ha visto morire la golf del collega di lavoro comprata quando la mia 147 aveva 4 anni, morta dopo 10 anni. Va tutto a fortuna, vanno viste le statistiche…

  9. Possiamo evitare di usare giornalettisticamente il nome di una città per interpellare un’impresa privata multinazionale? Grazie.
    La fiat è sempre andata al risparmio sull’innovazione, almeno negli ultimi 30 anni. Certo anche con poco ha creato soluzioni tecnologiche interessanti. Ma siamo in un’epoca di cambiamento. In questo periodo era necessario fare scelte meno conservative e prendere decisamente traiettorie differenti. La fiat non è stata in grado (o non ha voluto) e ha semplicemente continuato a rispondere in ritardo, con soluzioni interessanti che però non vengono sviluppate o mantenute aggiornate, a fronte di aziende multinazionali che aggiornano le proprie tecnologie letteralmente ogni 6 mesi. La fiat, esattamente come l’Italia, è un’azienda conservatrice, che utilizza pratiche anacronistiche. L’ultima cosa che mi aspetto da un’azienda, e un paese, che perseguono letteralmente la soglia della sufficienza è quella di creare nuove opportunità, di sviluppo o lavoro che siano. E inoltre scordatevi fabbriche di batterie in questo paese. Sarebbe economicamente e burocraticamente insostenibile per qualsivoglia azienda produttrice.

    • A margine, più che “giornalettismo”, se non sbaglio, si dovrebbe trattare di metonimìa topografica. È una delle figure retoriche di significato.

  10. E aggiungo:

    in occasione di un lutto ho avuto occasione di salire su di una Maserati Ghibli trasformata carro funebre e pure li odore di gasolio costante preoccupante calore proveniente dal tunnel centrale, e gli utilizzatori mi hanno detto: è sempre stata così.

    Sulla Stelvio tra gli addetti ai lavori (commercianti e meccanici) (qui però preciso che è un sentito dire…io non ci sono mai salito) il commento più ricorrente è: fa più chilometri in officina che in strada.

    E per chiudere quest’estate al mare nei pressi di Diano Marina (molto frequentata per comodità dai torinesi) ho conosciuto un pensionato che in fiat ci lavorava e mi disse che le lamiere sono sempre state di scarsa qualità, stoccate in in piazzale, che quando venivano utilizzate erano già ruggini, e che per camuffare un pò la cosa le sporcavano di olio prima dello stampaggio.

    Ed io tonto che con l’obiettivo di far lavorare gli italiani gli dato una barca di soldi.

  11. Questo commento mi è arrivato via mail da Paolo Alberto Guidetti: “La Fiat e l’Italia mancano sull’elettrico, come scrive lei, ma forse oggi è già tardi… La Germania , lo ha già capito , e sta facendo lobby per recuperare soldi e terreno investiti male…Quindi apparentemente spinge sull’elettrico, ma il futuro è l’idrogeno. I giapponesi da anni lo sanno e mps stanno facendo.
    Allora sarebbe meglio che l’Italia puntasse sull’idrogeno , invece dell’elettrico, visto che è già un cavallo bolso prima ancora di partire… Grazie Mille e Distinti Saluti “.
    Grazie a Lei, ma sull’idrogeno non sono d’accordo: funzionerà (forse) per i camion e altri mezzi pesanti, per le auto sarà a lungo una soluzione impraticabile. La mia convinzione è che i giapponesi abbiano preso una strada sbagliata, con la solita determinazione che a volte è vincente, altre volte (come questa) diventa solo inutile cocciutaggine. Staremo a vedere.

    • Comprando Chrysler in America, la fiat ha dovuto rinunciare per forza ad investire su innovazioni quale l’elettrico e, proprio per una mancanza di mentalità verso l’innovazione, l’Italia non ha mai agito in tempo puntando sulla ricerca e sulle infrastrutture pur sapendo cosa già fosse stato scelto per il futuro.
      La Germania si è mossa solo prima solo che vedendo quale potessero essere le prospettive per l’allora immediato visto ciò ch’erano le batterie, ha rallentato continuando a credere nella soluzione diesel proprio per l’immediato e se non fosse stato per il dieslgate, verso il diesel ci si sarebbero orientati tutti per i prossimi 20 anni.
      Montezemolo stesso in un intervista dove descrive il suo pensiero al riguardo dei problemi attuali della Ferrari…

      https://www.oasport.it/2020/09/f1-luca-cordero-di-montezemolo-sulla-ferrari-tanti-errori-gestionali-uno-dei-piu-grandi-lasciare-andar-via-james-allison-2/amp/

      …ammette i suoi di errori visto che nel 14 come adesso il motore non era all’altezza rispetto a quello Mercedes anche se per la situazione che c’era era una naturale conseguenza:
      “Abbiamo sottovalutato la complessità della nuova tipologia di motori. Qui in Italia non c’era la cultura dell’ibrido come in Germania”

    • Chi dice che il futuro è l’idrogeno o è un petroliere in cerca di nuovi gonzi a cui vendere carburante, o è un amico del petroliere di cui sopra. Ah, c’è una terza opzione : una persona che si è fatta abbindolare

    • L’idrogeno è il diversivo antieconomico, insicuro e perennemente lontano che si sono inventati in america quando uccisero la EV1. Dopo che le lobby ed i politici prezzolati l’hanno uccisa il sistema colmò la pancia del popolino dicendo che quella sarebbe stata la vera auto ecologica….che però poi in silenzio fecero cadere nel dimenticatoio.

      L’idrogeno è lo specchio per le allodole che permette ai petrolieri di tirare avanti, e basta.

      Chi promuove l’idrogeno è a libro paga dei petrolieri e cerca di spostare l’attenzione del popolino su una cosa che per realizzarla ci vorranno ancora anni cercando di togliere interesse ad una soluzione già pronta e molto valida.

      Ma io dico: che senso ha sprecare energia (ammettiamo pure elettrica pulita) per creare idrogeno che poi andrà a creare ancora energia elettrica!?!?!? abbattendo il rendimento del 75% forse (se sbaglio la percentuale qualcuno mi corregga).

      E sottolineo, in caso di incidente serio con l’idrogeno le croce rosse manco servono più….quindi la gente per paura non la compererà ed i petrolieri saranno salvi e liberi di continuare a fare soldi, produrre tumori, ed avvelenare il pianeta.

  12. Se è per dare soldi a Torino per proporci una 500 elettrica a 37000 € ma per favore questi e tanti altri ci vogliono far ingoiare queste scatole di lamiera con dentro un motore elettrico da 4 soldi e pagarle a peso d’oro non di latta.E inoltre le grandi offerte che fanno adesso per fotterti in maniera brillante ! Hanno tutti aumentato i prezzi e poi ti fanno gli sconti cioe ti fregano sulla macchina e poi coi soldi dati al 6/7 % mentre loro sono a interessi sotto zero.Svegliatevi e non andate neanche a vedere quei catorci proposti a peso d’oro !!! Meglio la scelta di occasioni con prezzi ormai all’osso.

    • Esistono 60 mila posti di lavoro, più altrettanti e forse più nell’indotto. La bandiera ci interessa fino a un certo punto, i posti di lavoro ci premono molto. Comunque nell’articolo diciamo che servono anche altri investitori, oltre a FCA-Fiat, se no…

      • Esatto, nonostante tutto in Italia ci sono ancora migliaia di lavoratori che lavorano per FCA ed è interesse nazionale che questa azienda come le altre possa continuare ad avere un futuro anche qui.
        Smettiamola di riportare chiacchiere da bar, cosa ci ha detto l’amico, lo zio, il carrozziere… cerchiamo di salvare il salvabile e coltivarlo per il bene delle generazioni future e non sempre solo gettare fango e veleno sul nostro Paese… ricordiamoci che se la barca affonda affondiamo tutti, compresi quelli che pensano di farla franca

        • Parole moralmente giuste però, nell’atto pratico, mai conosciuto nessuno che, a doversi comprare un auto e dopo aver deciso a quale segmento dovesse appartenere, poi successivamente entra direttamente in una concessionaria di un marchio italiano aventi come unici parametri di scelta l’intenzione di contribuire a salvare posti di lavoro, un azienda italiana e l’economia della nostra nazione. Credo che siano altri i parametri di scelta a prendersi un auto….

  13. C’è un bel grafico, uscito un paio di giorni fa, dove si evidenza che il Cybertruck a 3 motori sarà l’auto col miglior rapporto prezzo/km di autonomia. L’auto peggiore in quel grafico è proprio la Fiat 500. Quindi, perché dare soldi a Fiat, che si è mostrata totalmente inadeguata al mercato?

  14. Beh! La Fca non è più italiana e lo si evince dalla sede fiscale e domiciliare (Amsterdam e Londra) poi con la fusione in Psa siamo alla frutta.
    E cosa ne dite anche dell’uscita da Confindustria?

  15. Auto elettriche o ibride in genere?, personalmente opterei per motorizzazioni termiche alimentate a metano o gpl, ovviamente by/fuel, vedo bene invece l’elettrico/benzina/metano o gpl, potrebbe essere la soluzione per aspettare che l’elettrico sia perfezionato nelle carenze attuali per tempi di ricarica,autonomia e difficoltà per punti di rifornimento.
    Ma forse è una soluzione troppo ovvia

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