Non demonizzate le plug-in: l’appello dell’Anfia





Non demonizzate le plug-in: dal presidente dell’Anfia, Roberto Vavassori, arriva un appello in difesa di una motorizzazione che continua a far discutere.

Non demonizzate le plug-in: “Tentativi di screditare spesso di parte”

Non demonizzate le plug-in.
Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, Associazione filiera automobilistica.

L’Associazione della filiera automobilistica, Anfia, prende posizione a favore delle auto ibride plug-in (PHEV). Lo fa commentando i dati di vendita del primo trimestre 2026 in Europa, con le PHEV salite al 10,2% di quota di mercato, contro il 19,5% delle elettriche. “Continuiamo a sostenere con convinzione, sulla base di argomentazioni logiche e dati oggettivi, che i veicoli ibridi plug-in costituiscono un valido strumento di decarbonizzazione nella transizione energetica in atto”, ha detto Vavassori. “Tentativi, spesso di parte, di screditare questo tipo di propulsione non aiutano certamente i consumatori a discernere con obiettività. E arrecano danno all’industria europea”. La polemica è rivolta in particolare ai think-tank ambientalisti che da tempo mettono i discussione l’effettiva sostenibilità di questi modelli.

La battaglia di T&E contro le PHEV: “Le emissioni reali…”

Non demonizzate le plug-in
Un’immagine dei test che furono realizzati all’Università di Graz da T&E su tre modelli ibridi plug-in.

In particolare è stato soprattutto Transport&Environment (T&E) a mettere fortemente in dubbio la reale sostenibilità delle PHEV. Dimostrando che nell’uso reale (soprattutto quando si tratta di auto aziendali) le emissioni sono ben superiori ai valori di omologazione. Già nel 2023, per esempio, fu chiesto al Politecnico di Graz di testare tre modelli: la BMW Serie 3, la Peugeot 308 e la Renault Megane. I risultati finali parlavano di emissioni reali di CO2 nella fascia 85–114 g/km. Circa tre volte l’omologazione ufficiale nel range 27–36 g/km,artificialmente basso”. T&E ha sempre insistito sulla scarsa attendibilità dei test di omologazione, ritenuti troppo generosi nei confronti di questo tipo di vetture. I sostenitori delle PHEV, invece, sostengono che si tratti di un’ottima soluzione di passaggio. Nell’attesa che i costi delle auto elettriche scendano e che l’autonomia aumenti. Ma oggi parlare di PHEV è già troppo riduttivo: la Cina punta forte sulle EREV, i veicoli ad autonomia estesa. In cui un piccolo motore termico ricarica la batteria, quando serve. Consentendo alla trazione di essere sempre in elettrico.

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