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“Non applicabile”. Pichetto boccia lo stop alle rinnovabili in Sardegna

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Ministro ambiente
Il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.
Charxcontrol

Come già denunciato e previsto dagli ambientalisti – da Legambiente al Wwf – lo stop alle rinnovabili approvato dal consiglio regionale della Sardegna probabilmente finirà nel cestino. Il ministro all’ambiente Gilberto Pichetto Fratin è chiaro: “A una prima lettura il blocco di ciò che è stato autorizzato è incostituzionale. Quindi la norma non è applicabile“.

Pichetto
Alessandra Todde, neo presidente delle Regione Sardegna

Governo pronto a impugnare la legge sulla moratoria da 18 mesi

L’Ansa riferisce le parole del ministro e la risposta alla domanda sul possibile ricordo al Tar del Governo:  “La legge verrà esaminata dal governo e se ci sono elementi che vanno oltre i poteri della regione Sardegna, che è regione autonoma, la impugneremo alla Corte costituzionale. Ma lo valuteremo“.

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin non è un ambientalista radicale, è pur sempre il ministro che apre al nucleare seppur immaginario (leggi), ma conosce bene il pericolo di un blocco per ben 18 mesi.

Posso capire la campagna elettorale e la necessità di regolamentare una pioggia di istanze in un territorio come la Sardegna, ma un blocco del genere non è ammissibile. Dobbiamo raggiungere gli obiettivi“.

Il motivo oltre che ambientale – lo scioglimento dei ghiacciai e il surriscaldamento degli oceani tocca anche la Sardegna – è economico e legato allo sviluppo delle rinnovabili.  Insomma non si può avere la decarbonizzazione sono con i pannelli sui tetti.

L’Italia paga cara l’energia

Oggi in Italia paghiamo l’energia elettrica sui 100 euro a megawatt all’ora. Il nostro Paese non può mantenersi, come paese del G7, con un prezzo dell’energia che rimane doppio, a volte triplo, rispetto a paesi dell’Ue“.

Interpretazione ben diversa dai comitati no eolico e no fotovoltaico. Ribadiscono che le rinnovabili le paga di tasca propria il cittadino, con gli incentivi. Dimenticando i miliardi di euro di sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili, peraltro responsabili di centinaia di morti e malati per l’inquinamento atmosferico. Con lo sviluppo degli impianti rinnovabili, poi, cresce il mercato, aumenta la concorrenza e scende il prezzo.

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15 COMMENTI

  1. il sogno segreto di Pic_Frà : centrali nucleari in Sardegna al posto dell’eolico 🤣

    è l’unica regione italiana con tanta acqua di mare per il raffreddamento e territorio antisismico … magari sogna di rivestire le torri di evaporazione come grandi nuraghe..

    • solo se paga di tasca sua
      > 30.000e a kwh per il nucl con consegna chissà quando

      invece dei
      > 600e a kwh per l’agrivoltaico interfilare su pascoli

      se i soldi sono i nostri anche no, quelle centinaia di miliardi che no abbiamo ci farebbe comodo no aggiungerli al debito pubblico 🙂

      • eh … le tastiere con dizionario mi fregano spesso …

        Ovviamente il mio era un commento scherzoso…. per quel poco che c’è da ridere….

  2. La Todde con la complicità degli alleati fra cui il PD, con la richiesta di moratoria sulle rinnovabili è riuscita a fare il miracolo di fare apprezzare il peggior Ministro dell’Ambiente che in realtà è solo ministro della Sicurezza Energetica per gli interessi di ENI, ahimè!

    • Ma il ministro non ha fatto niente, ha solo detto, non è neanche sicuro che il Governo presenterà ricorso, come hanno fatto altri prima di lui.

    • mi pare che PD sia su posizioni diverse, e per certo lo sono AVS (Verdi e Sx)

      se non veniva appoggiata l’elezione della Todde (che non sta facendo bene sul tema, avendo fatto queste promesse in fase elettorale per non essere da meno degli avversari), sarebbero stati rieletti personaggi penso peggiori

      quelli (Forza Italia e compari) che per anni hanno coltivato questo clima di disinformazione sulle rinnovabili in Sardegna, usando articoli sul quotidiano regionale e comitati farlocchi, perchè puntano a fare soldi con le infrastrutture per metanizzare massiccimente l’isola, specie ora che sulle grandi opere metanifere inutili e costose, al posto delle rinnovabili, avrebbero l’appoggio dal governo centrale

      la sitiuazione sembra una startificazioen di problemi, il fermo regionale ma anche altro:

      >> forse ci sarebbe da fare più informazione sul tema ripartendo dalle basi,
      per smussare le opposizioni (vere o proteste posticce organizzate), esaminare e selezionare i progetti, aumentare le quote di azionariato locale nei progetti e oneri a favore del territorio

      >> andrebbe sbloccato l’agrivotaico tipo 2
      che è stato recentemente vietato dal governo, cioè quello economico e senza incentivi, con pannelli posti anche ad altezza bassa ed uso a pascolo degli spazi interfilari, anche come protezione alla desertificazione dei terreni per troppa evaporazione, e fonte notevole di reddito per l’azienda agricola che lo installasse o affittasse i terreni a chi lo installa e gestisce le pratiche burocratiche e tecniche

      >> idealmente andrebbero anche abbassati gli incentivi
      alle rinnovabili in cui sono previsti, negli ultimi decreti secondo me sono un po’ troppo alti, e per assurdo non è ottimale nel mercato elettrico, oltre a dare un assist ai detrattori che parlano di “speculazioni” (comunque sbagliando se le alternative energetiche sono comunque più costose anche di rinnovabili prezzate male)

      >> oltre alle impostazioni generali, ci sono clausole assurde
      nel DL agricoltura e nel dedreto aree idonee, oltre che nelle prime posizioni del piano regionale delle Todde

      che sembrano fatte apposte per scoraggiare gli investitori e dare lavoro ai tribunali TAR italiani per contestarle e ribaltarle nei tribunai, come già successo negli anni passati con altri cavilli vessatori o anti-costituzionali, ma al prezzo di enorme spreco di tempo e risorse umane ed economiche

  3. “Oggi in Italia paghiamo l’energia elettrica sui 100 euro a megawatt all’ora. Il nostro Paese non può mantenersi, come paese del G7, con un prezzo dell’energia che rimane doppio, a volte triplo, rispetto a paesi dell’Ue“.

    Stai a vedere che quelli che dicevano installiamo rinnovabili così abbiamo zero emissioni e corrente a due lire avevano ragione.

  4. Quando questi ministri dicono qualcosa che pare essere sensato forse è il momento di preoccuparsi.
    Perchè mai il ministro del nucleare e delle rinnovabili rese difficoltose o meno convenienti, dei biocarburanti ecc. ecc. va contro la decisione di una Regione politicamente “persa” al momento in linea con l’operato del governo?
    Che gioco stanno giocando?

    • Un po’ troppo macchinoso caro zi ti il suo ragionamento. Il ministro è quello del nucleare – quindi fondi, risorse, soldi alla lobby dell’atomo – ma stiamo pur sempre in Europa e bisogna rispettare gli obiettivi che sappiamo non sono il 100% rinnovabili e, anzi, vedono bene l’energia atomica. Il problema a leggere tra le righe è semmai quel valuteremo il ricorso visto che in Sardegna il centrodestra ha posizioni simili. Non tanto distanti. La preoccupazione al limite è la par condicio energetica tra destra e sinistra.

      • lo so è una battuta qualunquista ..
        destra o sinistra ,la politica è diventata l’arte del non non fare .
        o del far finta di fare ..

        Andreotti diceva
        meglio tirare a campare che tirare le quoia

        intanto c’è un piccolo problemenino climatico globale
        dont look up

    • sembra sia un impegno più di facciata, per ritardare sanzioni europe

      comunque qualche retro-retropensiero ci sarebbe:
      se i governo schifa e vieta il fotovoltaico del tipo senza incentivi, che non fa guadagnare i soliti, invece vede di buon occhio l’eolico off-shore

      non per i buoni motivi, cioè ottime prospettive di potenza installata e buona regolarità anche notturna, oltre all’indotto industriale e portuale perfetto per l’Italia), di cui non farebbero in tempo in questa legislatura a prendersi i meriti

      ma perchè in molti progetti off-shore galleggianti, oltre a investitori danesi, è subentrato come investitore anche ENI, e i primi 4 GW che saranno installati prenderenno un incentivo alto (appena fissato dal governo medesimo nel decreto Fer2 )

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