La Commissione europea ha di fatto stoppato le pressioni italiane per la sospensione del sistema ETS, il mercato delle emissioni di CO₂, considerato uno dei pilastri della politica climatica europea. Bruxelles, nell’ambito delle nuove regole sugli aiuti di Stato legati alla crisi energetica, ribadisce che gli Stati membri non possono aggirare il meccanismo. Una decisione che impatta direttamente il dibattito italiano su bollette e prezzi dell’energia, ma anche sulla traiettoria della transizione energetica.
La posizione europea emerge in modo chiaro: eventuali misure nazionali per ridurre i costi energetici devono essere temporanee, mirate e compatibili con gli obiettivi climatici. Non è quindi percorribile una sospensione strutturale dell’ETS, come ipotizzato dal governo italiano nel decreto bollette.
Il nodo ETS nel decreto bollette italiano
Al centro dello scontro c’è il meccanismo proposto dall’Italia per “neutralizzare” il costo dell’ETS, trasferendolo dai produttori ai consumatori finali. L’obiettivo dichiarato era abbassare il prezzo dell’elettricità sul mercato nazionale, in un contesto segnato dalla volatilità del gas e dalle tensioni geopolitiche.
Tuttavia, secondo diverse analisi, questa impostazione rischia di indebolire il segnale di prezzo del carbonio, cioè proprio quel meccanismo che incentiva imprese e operatori a ridurre le emissioni. L’ETS infatti si basa sul principio “chi inquina paga” ed è progettato per rendere progressivamente meno conveniente l’uso dei combustibili fossili.
Dal punto di vista italiano, resta il problema reale del caro energia. Ma secondo il think tank ECCO, il nodo principale non è l’ETS bensì la forte dipendenza dal gas, che espone il sistema elettrico nazionale alla volatilità dei prezzi internazionali.

Bruxelles difende il pilastro della transizione
La risposta europea non è solo tecnica, ma politica. L’ETS viene considerato uno strumento centrale per la sicurezza energetica e la decarbonizzazione. Senza questo sistema, secondo la Commissione, l’Europa consumerebbe molto più gas, aumentando la propria vulnerabilità energetica.
Non a caso, Bruxelles ha ribadito che le misure emergenziali devono preservare il funzionamento del mercato interno e non creare distorsioni tra Stati membri. Una linea già emersa nelle discussioni del Consiglio europeo, dove è stato escluso un congelamento del sistema ETS anche in presenza della crisi energetica.
Questo orientamento conferma una priorità strategica: mantenere un quadro regolatorio stabile per favorire gli investimenti nelle rinnovabili, considerati la vera leva per ridurre strutturalmente i prezzi dell’energia.
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Implicazioni per l’Italia e il mercato elettrico
Per l’Italia si apre ora una fase di confronto con Bruxelles. Il rischio, in assenza di modifiche, è quello di vedere alcune misure nazionali non compatibili con le regole europee sugli aiuti di Stato.

Dal punto di vista industriale ed energetico, la questione è tutt’altro che marginale. Intervenire sull’ETS significa incidere su uno dei principali driver degli investimenti in tecnologie pulite, ma anche sull’equilibrio del mercato elettrico europeo.
In prospettiva, il tema si intreccia con l’evoluzione del sistema ETS stesso, che sarà oggetto di revisione nei prossimi mesi e che si allargherà con l’ETS 2 ai settori di trasporti ed edifici.
La sfida per l’Italia resta quindi trovare strumenti efficaci per ridurre il costo dell’energia senza compromettere la traiettoria di decarbonizzazione. Un equilibrio complesso, ma inevitabile in un sistema energetico sempre più integrato a livello europeo.
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Tutto sommato dobbiamo trovare un “lato positivo” a questo periodo di crisi energetica: costringerà molti più italiani “distratti” a non accettare più passivamente politiche energetiche e industriali assurde.
Mi auguro che presto sia peggio che bestemmiare proporre di:
* puntare su gas & idrocarburi (sono da acquistare all’estero e su mercati completamente fuori dal nostro controllo);
* puntare su centrali nucleari da costruire in Italia: non ce le possiamo permettere! non abbiamo spazi sicuri e non antropizzati ove costruirle, non abbiamo ancora costruito i famigerati depositi scorie nucleari ..e siamo in ritardo di 40 anni !! e paghiamo smaltimenti all’estero di molte di quelle già prodotte (anche perché il nostro territorio è sempre più soggetto a devastazioni da alluvioni, frane, subsidenze, inondazioni costiere per incremento livelli mare etc etc). Se serve energia -nucleare o no- si compra da paesi “amici & vicini” con cui possiamo benissimo fare J.V. per costruire e gestire progetti;
*puntare sul carbone (ma stiamo scherzando ??): a parte che non ne abbiamo a sufficienza nelle nostre miniere dismesse e che solo il mantenimento in stand-by delle centrali rimaste costa oltre 78 milioni di euro all’anno…. quando lo vogliamo capire che continuiamo a subire miliardi di danni anche una o due volte l’anno in diversi territori nazionali e che siamo già andati ben oltre i limiti di sicurezza e “ritorno a valori accettabili” con le temperature medie del pianeta e in particolare di molte parti d’Italia più direttamente impattate??
Eliminare ETS è come dire “continuiamo a distruggere il pianeta” (che è l’unico posto dove possiamo abitare ! ).
Puntare sulla disperazione di tante famiglie italiane per far passare assurdi investimenti multi milionari (se non miliardari) per contentare potenti lobby e stakeholders facendo pagare il conto a tutta la popolazione è criminale…
Occorre sbloccare subito i procedimenti autorizzativi che han già soddisfatto tutte le condizioni tecniche, investire molto di più nello sviluppo della smart grid italiana e interconnesione europea con implementazione di tutti i sistemi di accumulo disponibili tecnicamente e finanziariamente, ed incentivare al massimo gli investimenti privati (e pubblici) nell’autarchia energetica (con F.E.R. & C.E.R. ) visto che è possibile abbattere gran parte dei consumi standard ed ora come ora si prospetta di dover inserire nuovi grandi investimenti energivori come data-center per servizi cloud & I.A. anche in Italia, visto che non possiamo nè dobbiamo dipendere da quelli esterni all’Europa (per motivi di sicurezza evidenti).
Nell’immediato l’unico sollievo per le famiglie in difficoltà (sempre di più in Italia a forza di politiche da oligarchi ) occorre intervenire “ad personam” fornendo rimborsi su spese documentate e tracciabili in base all’ISEE personale/familiare; anche gli sconti su accise gasolio devono essere erogati direttamente e non erga omnes visto che ci sono anche ricchissime aziende che continuano imperterrite ad usare Diesel anche quando potrebbero benissimo investire per sostituirlo con energia pulita e macchinari/veicoli elettrificati ( un esempio tedesco, giusto per non guardare solo in casa nostra: https://www.motor.es/noticias/volkswagen-coches-empresa-electricos-2026113872.html ).
* occorre investire molto rapidamente (ed in questo magari sarebbe indispensabile riuscire ad ottenere maggiori concessioni sui vincoli di spesa ! ) in bacini di contenimento ed accumulo acque (pluviali, reflue civili ed industriali etc) per avere contemporaneamente:
a) riduzione delle crisi dovute ad allagamenti
b) riduzione dei danni da periodi siccitosi
c) zone ove implementare impianti FV FLOTTANTI (cosi da utilizzare due volte gli stessi spazi e pure massimizzarne la resa vista la termoregolazione e l’incremento della riflessione sui due lati);
d) possibilità di massimizzare il micro-idroelettrico con impianti trasportabili ove possibile
Come ricorda sempre Eugenio Davolio poi concordo che è indispensabile copiare la legge francese che impone coperture FV (ed accumuli aggiungerei) su gradi superfici ad uso parcheggio (ed aggiungerei capannoni e terreni industriali già realizzati o da realizzare); le aree logistiche, industriali ed artigianali DEVONO avere impianti locali che consentano discreta autosufficienza energetica, sia per questioni economiche (diventerebbero pure più attrattive per investimenti anche esteri !) che di sicurezza anti-disconnessione (ci sono produzioni che non possono assolutamente perdere l’alimentazione durante i processi produttivi… alcuni cicli poi a volte funzionano 24/24 ! ).
Speriamo che si affaccino sulla scena politica persone più preparate a gestire gli interessi nazionali e non soltanto i propri…. 🙏🏼🙏🏼