No al nucleare anche dalla Norvegia (per ora)





No al nucleare dalla Norvegia: il Comitato di esperti nominato dal governo  ha presentato il suo verdetto dopo un anno e mezzo di lavoro. Lasciando però aperta una porta…

no al nucleare
Il ministro dell’energia norvegese Terje Aasland.

No al nucleare: “I prezzi non sono competitivi”

Il comitato era stato formato con esperti in fisica, tecnologia, economia, diritto, etica e scienze sociali . Il rapporto finale, “Energia nucleare in Norvegia? Vantaggi, svantaggi e prerequisiti,  è stato consegnato al ministro norvegese dell’energia Terje Aasland. Con due raccomandazioni principali:

  • La Norvegia non dovrebbe avviare un processo di energia nucleare su vasta scala in questo momento.
  • Ma dovrebbe costruire competenze che renderanno più facile prendere una tale decisione in futuro.

I calcoli del comitato, scrive Energy Watch, mostrano che l’energia nucleare, anche nelle ipotesi più ottimistiche, richiede prezzi dell’elettricità di almeno 1,13 NOK (0,10 EURO)/ KWh. Per coprire i costi. Ma il prezzo stimato dell’elettricità a lungo termine in Norvegia è di NOK 0,50-0,80. “Se l’energia nucleare deve essere prodotta in Norvegia, gli investitori privati devono trovare redditizio investirci. Ma in tal caso, i costi di investimento devono essere inferiori del 70-80% rispetto a quelli stimati”.

“Espandere altre fonti, come idroelettrico, eolico e solare”

Il comitato sottolinea che le conclusioni sono allineate con la situazione in Svezia e Finlandia. Dice le principali aziende energetiche, come Vattenfall e Fortum, fanno presente  che non possono costruire nuove centrali senza ampi sostegni governativi. “Il comitato non vede alcuna solida giustificazione socio-economica per sostenere l’istituzione dell’energia nucleare in Norvegia”. Che fare dunque? Non è detto che il Governo decida di rinunciare al nucleare. Ma anche in questo caso, secondo il Comitato,  la produzione non inizierà prima della metà degli anni 2040, al più presto.“Nel frattempo dobbiamo espandere altre fonti. E abbiamo alternative. Come il miglioramento delle centrali idroelettriche e l’espansione dell’energia eolica e solare”. Gran parte del dibattito norvegese si è concentrato sui piccoli reattori modulari (SMR). Il comitato è scettico anche su questi come soluzione immediata: non sono state costruite fabbriche, nessun modello è stato standardizzato. Ed è molto incerto quanto saranno convenienti gli SMR.

– Leggi anche:  no al nuclearefare chiarezza sul nucleare, uno studio da consigliare

Visualizza commenti (1)
  1. In italia stiamo installando 6 GW di rinnovabili all’anno, con le autorizzazioni ministeriali pelosamente frenatissime dal governo attuale;
    potremmo autorizzarne anche 25 GW all’anno (progetti privati, senza soldi pubblici) attingendo dai migliori tra i 300 GW di progetti di rinnovabili utility-scale in coda ( + altri 300 GW in progetti di accumuli BESS) sul portale web “Terna Econnextion”; esempio:

    20 GW — fotovoltaico utility-scale (installazione in 1 anno)
    40 GW-h — accumuli giornalieri BESS ( in 1 anno)
    2,5 GW — eolico a terra ( in 1,5 anni)
    2,5 GW — eolico in mare ( in 4 anni)
    0,3 GW — produzione media di biometano (x stoccaggio stagionale)
    …. e non guasterebbe un po’ di geotermia

    == costi — oggi 7 cents kwh – domani 5 cents kwh
    è un mix che produrrebbe energia stabilizzata h24 365gg all’anno ad un costo attuale in Italia di circa 7 cents al kwh; oppure a un costo futuro di 5 cents al kwh se togliessimo le zavorre economiche e di tempistica nelle autorizzazioni italiane, visto che gli stessi identici impianti hanno costi chiavi in mano e prezzi energia più bassi in Germania e in Spagna

    == potenza media 5 GW
    autorizzare un kit del genere ogni anno, equivarrebbe ad un ritmo di installazione in ogni singolo anno di circa 5-5,5 GW di potenza effettiva e stabilizzata;

    == confronto con nuculare
    per gli stessi 5 GW effettivi, servirebbero almeno 6,5 GW nominali di nucleare, ma questo significherebbe:
    -> 20-40 anni di attesa,
    -> costi energia circa triplicati, cioè 16-24 cents al kwh,
    -> costi investimento iniziali quasi decuplicati e in parte pubblici

    == in Inghilterra
    a seguito di una decisione del 2006, rivelatasi infelice, stanno costruendo 6,4 GW nominali di nucleare in 2 + 2 reattori gemelli (siti Hinkley point C, Sizewell C), che andranno a sostituire le loro altre centrali che chiudono;
    ma ci stanno impiegando 20 + 20 = 40 anni, e si stanno rovinando economicamente, 75 + 85 = 160 miliardi di €

    nel frattempo il settore energia è cambiato: dal 2020 le rinnovabili costano meno delle centrali a metano, e dal 2024 anche gli accumuli di energia sono scesi di costo; attualmente in Inghilterra autorizzano 10-12 GW di rinnovabili ogni anno; in Germania autorizzano ogni singolo anno 23 GW di nuove rinnovabili; in Francia stanno per autorizzare 12 GW di rinnovabili in una unica sessione d’asta; idem anche in Spagna continuano a correre

  2. Nello Roscini

    il nuculare costa:
    troppi soldi
    troppo tempo

    non capirlo è fare del male al proprio paese ,
    se pensiamo che hanno comiciato a produrre e vendere batterie agli ioni di sodio
    credo che la filiera delle batterie + fotovoltaico
    con un po di eolico,
    geotermico
    biogas dal trattamento dei rifiuti organici
    è oramai il futuro prossimo

    1. E non ci sono solo gli accumuli BESS…in Norvegia, Finlandia etc possono sicuramente fare ancora più idroelettrico (magari con FV galleggiante sopra)
      Poi ci sono possibilità di accumulo in alcune miniere in disuso, gli accumuli a CO2. .le sabbie o “mattoni” o sali fusi ..
      Le eccedenze di una nazione possono essere trasferite in altre che hanno le loro F.E.R. in calo per questioni meteo o manutenzione o sovra-consumo.

    2. e nello studio norvegese sono stati pure buoni, hanno considerato i costi teorici di installazione e quelli risultanti dell’energia dichiarati dai costruttori delle centrali, e non i costi veri a cantiere che sono mediamente il doppio

      1. … se poi si aggiungono i moltiplicatori di costo dovuti alle ultime settimane (rincari energetici, carenza di materie prime/prime-seconde, prodotti per lavorazioni che stan causando pesanti ricadute in tanti paesi fornitori) oltre ai certissimi rialzi pesanti dei tassi di interesse, visto che dovremo frenare una pesante inflazione sia di natura indotta (i petroliferi) che “core” … possiamo tranquillamente affermare che tutti quei calcoli son sballati di parecchio….

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