Dopo undici anni di perdite e oltre 12 miliardi di euro “bruciati”, il costruttore cinese di veicoli elettrici Nio registrerà il primo utile operativo trimestrale dalla sua fondazione. Un risultato simbolico e concreto allo stesso tempo, trainato soprattutto dal successo del nuovo SUV ES8.
Secondo una valutazione preliminare basata sui conti gestionali non certificati, Nio prevede per il quarto trimestre 2025 un utile operativo rettificato compreso tra 700 milioni e 1,2 miliardi di yuan (circa 85-145 milioni di euro), escludendo i costi per compensi azionari. Anche secondo i principi GAAP, il risultato resta positivo, con un utile stimato tra 200 e 700 milioni di yuan.
Tradotto: è la prima volta che l’azienda chiude un trimestre in attivo. Un traguardo a suo modo storico, che fino a poco tempo fa sembrava lontanissimo.

Da “Tesla cinese” a caso industriale complesso
Fondata nel 2014, Nio è stata a lungo raccontata come la possibile “Tesla cinese”, soprattutto dopo il lancio dell’ES8 nel 2018 e l’introduzione del battery swap, tecnologia che ha contribuito a ridefinire il panorama dell’auto elettrica in Cina. La realtà, però, è stata molto più complessa: vendite altalenanti, costi elevatissimi per la rete di sostituzione delle batterie e una strategia di forte integrazione verticale hanno portato a perdite cumulate superiori a 100 miliardi di yuan (12 miliardi di euro).
Per anni l’azienda è sopravvissuta grazie al sostegno degli investitori, rinviando continuamente l’obiettivo della redditività. Nel 2025, però, la priorità è diventata chiara: tornare in utile almeno su base trimestrale. Ed è proprio questo obiettivo che oggi Nio dichiara di aver centrato.

Il nuovo ES8, vero perno della svolta
Il vero protagonista della svolta è il nuovo ES8, arrivato sul mercato a fine settembre 2025 e capace di riscuotere un successo immediato. Nei primi tre mesi, infatti, sono state consegnate oltre 40.000 unità, un risultato che ha portato il modello in cima alle classifiche di vendita dei grandi SUV in Cina. Ma il dato più impressionante è arrivato con l’inizio del 2026, quando nel solo mese di gennaio le consegne cumulative dell’ES8 sono salite a 60.000 unità.
Considerando che le vendite totali del brand Nio a gennaio sono state 20.894 unità, è evidente come l’ES8 abbia rappresentato quasi l’intero volume del marchio in quel mese. Non solo numeri: l’ES8 è anche uno dei modelli più costosi della gamma, con una margine lordo intorno al 20%, elemento chiave per il ritorno alla redditività.
Accanto all’ES8, Nio ha beneficiato anche del contributo di altri modelli recenti. La citycar Firefly ha raggiunto 38.000 consegne in otto mesi, mentre il SUV Onvo L90 ha totalizzato 44.000 unità in sei mesi, riscattando almeno in parte il fallimento commerciale del precedente L60. Tuttavia, è chiaro che questi modelli hanno avuto un ruolo complementare, mentre il peso economico principale resta concentrato sull’ES8.
Redditività a rischio in un segmento affollato
Il ritorno in utile dopo 11 anni resta un risultato notevole e tutt’altro che scontato per Nio, soprattutto in un settore dove molte startup elettriche continuano a bruciare cassa. Ma il vero nodo ora è il futuro, in un mercato che non sembra concedere seconde possibilità.
Il segmento dei grandi SUV elettrici premium, oggi uno dei più dinamici in Cina, è infatti tra i più competitivi. Rivali come Aito M9, Zeekr 9X e il futuro Leapmotor D19 stanno già erodendo quote, mentre all’orizzonte si profilano modelli molto attesi come Xpeng GX e soprattutto Xiaomi YU9, che promette di alzare ulteriormente l’asticella.
Per Nio, mantenere la redditività significherà soprattutto difendere i margini dell’ES8 senza ricadere nella spirale di sconti e incentivi che ha già messo in difficoltà altri costruttori. L’utile trimestrale è un segnale incoraggiante, ma non equivale ancora a una salvezza strutturale.
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