Nel pieno della crescita del mercato elettrico cinese, il fondatore e CEO di Nio, William Li, chiede una svolta radicale: standardizzare batterie e semiconduttori per ridurre i costi dell’intero settore. La proposta potrebbe liberare oltre 100 miliardi di yuan (circa 12,5 miliardi di euro), affrontando uno dei principali paradossi dell’industria: la crescita dei volumi senza margini di profitto reale.
La riflessione arriva in un momento positivo per Nio, che ha quasi raddoppiato le consegne nel primo trimestre 2026, chiudendo in utile per la prima volta nella sua storia recente. Ma dietro questi numeri si nasconde una fragilità strutturale che riguarda tutto il comparto.

Il nodo-reddittività dell’industria elettrica
Wlliam Li, dal forum sull’auto elettrica di Pechino, ha sottolineato come il settore viva una fase di forte squilibrio: aumenti di produzione e fatturato non si traducono automaticamente in redditività.
La causa principale è da ricercare nell’accelerazione dei cicli di innovazione, con continui aggiornamenti su chip, batterie e software.
Questo, secondo il CEO, porta a dinamiche di mercato instabili: nuovi modelli registrano picchi di vendite molto brevi, seguiti da cali rapidi. Le catene di fornitura reagiscono ampliando la produzione, ma spesso arrivano fuori tempo massimo, generando sprechi di centinaia di milioni di yuan per singolo modello.
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Batterie e chip: oltre metà del costo di un’auto
Il cuore della proposta di Nio riguarda quindi due componenti chiave: batterie e semiconduttori, che insieme rappresentano oltre il 50% del costo totale di un veicolo elettrico.
Sul fronte batterie, la mancanza di standard condivisi impedisce una gestione flessibile della produzione. Li propone di arrivare a formati comuni – come avviene per le batterie AA o AAA – almeno per le celle più diffuse, come quelle ternarie a medio e alto contenuto di nichel.
Per quanto riguarda i chip, la complessità è enorme: un singolo modello come il SUV ES9, ad esempio, richiede oltre 1.000 codici di semiconduttori e più di 4.000 chip individuali. Nio sta lavorando per ridurre drasticamente questa varietà, ma secondo il CEO serve uno sforzo coordinato a livello di settore.

Standardizzazione contro complessità e sprechi
La proposta di Nio è chiara: creare categorie unificate di chip e batterie intercambiabili, con il supporto delle autorità. Negli intenti, questo permetterebbe di migliorare la resilienza della supply chain, ridurre i costi unitari, facilitare l’adozione di tecnologie domestiche ed evitare sprechi legati a sovrapproduzione o obsolescenza.
Secondo le stime di Nio, il potenziale risparmio supererebbe i 100 miliardi di yuan (circa 12,5 mld di euro), senza comprimere i margini lungo la filiera. Il concetto è che se l’elettrico vuole davvero diventare dominante su scala globale, la sfida non può essere solo tecnologica, ma dovrà anche essere organizzativa. E la standardizzazione potrebbe essere la chiave per rendere sostenibile la transizione.
Uno scenario che riguarda anche l’Europa
Il tema della standardizzazione non è nuovo, neppure in Europa dove però ha avuto finora un’applicazione limitata, soprattutto per via della forte competizione tra costruttori e delle differenze tecnologiche tra piattaforme.
Tuttavia, con l’aumento della pressione sui costi e la necessità di rendere l’elettrico più accessibile, il modello proposto da Nio potrebbe diventare un riferimento anche per il mercato europeo.
Resta però il nodo della governance: una standardizzazione efficace richiede coordinamento tra aziende, fornitori e istituzioni, un equilibrio non facile da raggiungere in contesti industriali più frammentati rispetto alla Cina.
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-Li propone di arrivare a formati comuni – come avviene per le batterie AA o AAA – almeno per le celle più diffuse, come quelle ternarie a medio e alto contenuto di nichel.-
Ma no, ma va, ma pensa!
Ma quanti anni è che mi sentite ripetere che di base le auto elettriche dovrebbero essere fatte come le automobiline radiocomandate, tipo le GIG Nikko con cui giocabamo da bambini? con tanto di pila estraibile?
Ma certo, adesso arriva il cinese e ha ragione lui, quando lo dicevo io eran cagate. 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂