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New York cede al coronavirus: via libera alla micro mobilità

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Dopo una battaglia infinita per tener lontani i veicoli elettrici di mobilità leggera dalla Grande Mela, New York City ha ufficialmente legalizzato l’uso di monopattini elettrici ed e-bike. Lo scorso mese era stata approvata una misura temporanea che ne autorizzava l’uso durante le limitazioni al traffico e ai mezzi pubblici legate alla pandemia da COVID-19. Ma ora il via libera è diventato permanente.

Una legge simile era quasi passata l’estate scorsa, ma il Governatore Andrew Cuomo aveva posto il veto e l’aveva bloccata. La motivazione era la mancanza di norme per la sicurezza, tipo l‘obbligo del casco. Ora questa lacuna è stata colmata (i conducenti di età inferiore ai 18 anni devono indossare un casco) e la legge è passata.

Obbligo del casco sotto i 18 anni

Prevede tra l’altro che ogni località dell’area di New York possa decidere autonomamente come regolare i veicoli. Ciò significa, per esempio,  che le società di sharing come Bird e Lime  dovranno richiedere un’autorizzazione a ciascuna municipalità.

La legge classificare i piccoli veicoli elettrici in tre categorie: la classe 1 è a pedalata assistita senza acceleratore; la classe 2 è assistita dall’acceleratore con una velocità massima di 20 miglia orarie; la classe 3 con acceleratore e una velocità massima di 25 mph. I monopattini non devono superare le 15 miglia orarie e comportano l’obbligo del casco, come pure i veicoli di classe 3.

Un’alterativa al trasporto pubblico dimezzato

Il direttore senior di Lime per le relazioni con il governo Phil Jones apprezza il nuovo atteggiamento della politica. Lo attribuisce alla necessità di consentire ai cittadini il passaggio dal trasporto pubblico alle opzioni di micro-mobilità in questa situazione di pandemia. La liberalizzazione era attesa con particolare ansia dagli addetti al delivery che ora si potranno spostare più velocemente da una parte all’altra della metropoli. Gli addetti alle consegne sono particolarmente sotto pressione in questi giorni, con i cittadini bloccati in casa che ricorrono sempre più spesso alle consegne a domicilio di generi alimentari e pasti pronti.

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