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New York a prova di black out: 160 colonnine “senza rete”

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new york colonnine

In una città congestionata e densamente edificata come New York non è facile trovare  locazioni adatte ad installare colonnine collegate alla rete elettrica; perciò New York City punta su impianti “off grid”, con fotovoltaico e accumulo indipendenti dalla rete. Ne ha già installati una novantina e ne ha ordinati altri 71 alla società Beam Global, fornitore dei sistemi di ricarica EV ARC EV.

Solo fotovoltaico per le colonnine di NY

Con i nuovi arrivi che entreranno in funzione all’inizio del 2023, New York ha già totalizzato 160 colonnine indipendenti dalla rete elettrica e alimentate da energia pulita  al 100%. L’amministrazione della Grande Mela ha già raggiunto in anticipo anche l’ambizioso obiettivo di elettrificare 4.000 veicoli della sua flotta entro il 2025. E ora deve attrezzarsi per rifornirli con una rete di colonnine resilienti, pulite e decentrate su tutta l’area metropolitana.
Nemmeno a New York  l’iter burocratico per  installare e collegare  caricabatterie fissi connessi alla rete è molto veloce, tanto che si stimano circa due anni di tempo dal progetto all’entrata in funzione. Questo spiega perchè la stessa amministrazione ha cercato una scorciatoia.

EV ARC, la soluzione di Beam Global

Pare averla trovata nell’EV ARC, che genera e immagazzina la propria energia e non richiede lavori di costruzione, autorizzazione o collegamenti elettrici.

new york colonnine

Ciascuno dei sistemi EV ARC di New York è dotato di un caricabatterie per veicoli elettrici a doppia presa. Viene implementato rapidamente, senza scavare trincee per ospitare i cavi e senza costosi aggiornamenti ai circuiti elettrici cittadini. Inoltre EV ARC è a prova di interruzioni di corrente, di black out e di altre emergenze metereologiche.

«New York City è il nostro più grande cliente municipale e continua a essere leader nell’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici sostenibile e resiliente per la sua flotta in crescita di veicoli a emissioni zero» ha affermato  Desmond Wheatley, CEO di Beam Global. «La resilienza è molto importante per New York City e la capacità del sistema EV ARC di fornire la ricarica dei veicoli elettrici durante le interruzioni della rete e l’alimentazione di emergenza quando necessario ai primi soccorritori è un altro grande vantaggio per la città e per i suoi contribuenti. Due piccioni con una fava».

New York City col turbo verso le emissioni zero

BEAM-EV ARC 2020-NYC
EV ARC™ 2020 dotato di caricabatterie ChargePoint

A settembre 2022, New York City ha sostituito circa 4.050 modelli termici con veicoli elettrici. E dispone della più grande rete di ricarica per veicoli elettrici nella costa Est degli Stati Uniti. Le emissioni di gas serra sono diminuite del 19% rispetto ai livelli del 2005 e la città ha l’aria più pulita degli ultimi 50 anni.

Grazie al  Climate Leadership and Community Protection Act (Climate Act), lo Stato di New York è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di decarbonizzare il settore della generazione elettrica entro il 2040, compreso il 70% di generazione di energia rinnovabile entro il 2030, e per raggiungere la neutralità del carbonio in tutta l’economia entro il 2050. Lo Stato rimane concentrato sulla riduzione delle emissioni di gas serra dell’85% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050.

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11 COMMENTI

  1. Scusate, ma c’è qualcosa che non quadra affatto: a occhio e croce saranno max 6 metri quadrati di superficie dei pannelli FV, esposta all’irraggiamento solare che ipotizzando, ottimisticamente parlando un 25% di resa, danno “ben” 1,5 kW!! In pieno sole e a mezzogiorno. In più le perdite per accumulo e di nuovo per conversione. Si carica un’auto ogni qualche giorno. Ma ci pigliano in giro? Queste sono le leggi di conservazione dell’energia e anche gli americani ne sono soggetti!

    • Ho pubblicato in altro commento il link con il datasheet che contiene anche le misure: 21 x 10 piedi, cioè 7 x 3 metri, cioè 21 mq.

  2. A prima vista ero entusiasta sia per l’articolo che per le stesse info di Guido nel commento precedente.
    Poi pensandoci bene mi sono venuti dei dubbi:
    1. Ok per un rabbocco, ma per una vera ricarica completa si rischia di svuotare la colonnina.
    2. Quanto “tempo sole” ci vuole per ricaricare le batterie della colonnina? E se piove? E se uno deve ricaricare appena ha finito un’altra?
    3. Probabilmente ci vuole un app che mi dica lo stato di carica della colonnina.

    Saluti

  3. Prevengo l’obiezione di qualche scettico (come me) che potrebbe pensare che la superficie FV sia troppo piccola e la batteria pure per potere alimentare una colonnina:
    https://beamforall.com/wp-content/uploads/2021/06/BEAM-EV-ARC-2020-Info-Sheet-v1.1.pdf

    Dichiarano di fornire 4,3kW (che mi sembrano ottimistici…) e il pacco batterie è da 22 – 43 kWh, parliamo ovviamente di una colonnina AC e non DC Fast ma quello che è importante è che NON necessita di alcuna infrastruttura e può essere piazzata in montagna/deserto (anzi!!) semplicemente predisponendo una piattaforma a terra per il fissaggio.

    Ben vengano soluzioni del genere.

    • Assolutamente ben vengano, anche se mi lascia enormemente perplesso l’uso intensivo in una città, sono soluzioni che vedo molto bene “fuori mano” o nelle aziende con difficoltà a gestire cablaggi enormi (centri commerciali?)
      In una città super assatanata come Newyork o come potrebbe essere Milano Roma Parigi Londra e chi più ne ha più ne metta, quanta utilità può avere?
      Mi spiego meglio, è presumibile che nel giro di pochi anni con qualche bev in più queste colonnine saranno occupate nella stragrande maggioranza della giornata, quindi erogando tutta l’elettricità generata, che sarà, tra le altre cose, piena solp nelle ore attorno al mezzogiorno per calare prima e dopo, di conseguenza non ci sarà margine per riempire la batteria, o volendo ripartire possono riservare 1kw per la ricarica e girare il resto alle auto, in una giornata di assoluto sole se va bene mettono via quanto.. 7/8 kwh?
      La sera poi quindi sono inutilizzabili, anche ipotizzando per assurdi motivi che riempie la batteria ogni giorno, 40kwh basta per un auto e basta, new York non è Europa, la notte è viva quanto il giorno, serve poter ricaricare senza andare a dormire tutta notte.
      Poi… C’è tutta la parentesi, quando nevica? (e li nevica parecchio ogni inverno), quando piove per due o tre giorni? Tutta l’infrastruttura di ricarica cittadina si blocca completamente?? I 4.3kw che dichiarano, a dicembre se va bene saranno quanto col sole di mezzogiorno.. 1.5/1.8? Una nuvola e la carica si stoppa perché non regge il minimo (con dispersioni elettriche assurdamente alte).
      Dall’altra parte però mi chiedo, è possibile che siano così idioti dal affidarsi solo a una soluzione del genere? Possibile che non si siano fatti due conti per capire se in inverno è una cosa utile o inutile? (che poi andranno anche fatturate le ricariche, se son troppo lente o assenti niente fatturato), non essendo in italia dove si fa a gara per trovare bandi inutili che moriranno nel nulla per ciucciare fondi statali, mi viene da supporre abbiano una alternativa per gestire la cosa… Anche perché essendo off grid non pesano sulla rete ma non potranno nemmeno mai sfruttare il v2g per stabilizzare una delle città più energivore del pianeta

      • Dimenticavo unaltro fatto logistico, Newyork ha palazzi altissimi praticamente ovunque, non parlo dei giga grattacieli, ma anche le normali palazzine son molto più alte che a Milano ad esempio, a meno di metterle in mezzo a central Park, quante ore di sole diretto può avere un pannello solare posto a terra bordo palazzi? Avranno (spero) essendo una città a strade parallele e perpendicolari alcune con esposizione tutto il giorno ma saranno una minoranza o un enorme vincolo di posa.

        Poi vabbè, i pannelli occupano più larghezza dello stallo per cui non possono essere affiancati, non il massimo per una gestione ad alta densità da qui a 10 anni

        • Vi prego aggiungete un tasto modifica finché non è pubblicato hehe
          Errata corrige non avevo notato che han due prese di ricarica per impianto, a sto punto però in situazioni affiancate non sarebbe più intelligente unire i pannelli sfruttando anche gli spazi vuoti? Almeno chi sta in mezzo non piglia acqua quando scende e a occhio su aumenta di un buon 20% la potenza solare

    • Infatti caro Signor Guido, ottime praticamente dappertutto escluso in città code edifici alti come già detto da altri. Cerchiamo di non copiare le scemenze altrui e utilizziamo un po’ di intelligenza per far evolvere il sistema, automobili comprese. Non sto facendo una critica direttamente a lei ma le chiedo di non sostenere queste cose

      • “può essere piazzata in montagna/deserto (anzi!!) semplicemente predisponendo una piattaforma a terra per il fissaggio.” è quello che ho scritto…
        Robertone, ha una visione di New York un po’ stereotipata, se me lo permette e non vorrei suonare offensivo. La zona coi grattacieli è esclusivamente quella compresa tra East River e New Jersey (Manhattan, in pratica), tutto il resto (parliamo del restante 80% della superficie!) è di case normalissime di pochi piani, come le nostre, con strade ampie, lontanissime dalle nostre strette e con marciapiedi ridicoli.
        Si faccia semplicemente un “giro” con Google Street View nel Queens o Brooklyn o qualsiasi altro quartiere che non sia Manhattan.
        Abbastanza ovvio che non si riferiscano ad un Manhattan: se non hanno lo spazio per mettere una colonnina di 50×50 cm, dove potrebbero mettere una pensilina di 20mq?
        E poi sfatiamo il mito che i pannelli all’ombra non producano nulla: certo il rendimento cala, ma continuano eccome, l’accumulo serve proprio a quello. Lo dico da possessore di due impianti FV (in due differenti case).

        • Caro Guido, hai presente l'”umarel” che ha sempre qualcosa da insegnare al ruspista?
          Anche noi abbiano i nostri “umarel”…

        • Nessuno mette in dubbio che producano anche in ombra, ma dei 4kw che può produrre a mezzogiorno, quanti ne fa? 2 ma sempre a mezzogiorno, basta che sia anche nuvoloso e dimezza, in inverno (dato che son latitudini paragonabili alle nostre) le ore di funzionamento calano ancora più drasticamente, riuscirebbe a tenere quel kwh giusto dalle 11 alle 13, cosa che può andare bene per gestire una carica di accumulo domestico, ma per gestire un auto? In una giornata invernale con qualche nuvoletta se va bene produce 4 o 5 kwh nella giornata, in estate farebbero molto molto meglio è ovvio, ma si deve gestire la mobilità partendo dal punto più critico, non si può pretendere di caricare le auto solo da tarda primavera a inizio autunno no? Così non ci carichi neanche un motorino, fantasia surreale mantenere una parte di carica per le ricariche notturne (o meglio quelle dalle 16 alle 8 di mattina in inverno).
          Non c’è da essere esperti per fare questo ragionamento, e si è vero che new York non è tutto Manhattan, ma comunque le palazzine “modeste” di cui parli han più che spesso e volentieri almeno 8 piani, new York non è nemmeno tutta villette a schiera come le situazioni in cui han installato quelle in foto, o sbaglio? Come dicevo la geografia della città a strade perpendicolari e parallele aiuta tantissimo rispetto a una città come Milano o qualunque europea penso.. È un progetto fantastico ripeto, ma cavolo una cosa del genere spingila in California o altri stati del sud con rese enormemente migliori soprattutto in inverno, li si che riesci a caricare delle auto a 2kw e intanto mettere via 2kw in batteria per la notte, new York non può far a meno delle cablature, anche come dicevo per sfruttare il v2g una volta diffuso sui mezzi, così ti tagli fuori da una futura tecnologia super utile in città energivore come Newyork, o dovrai spendere per adeguare. Poi se mi dicono che è un progetto per le aree a bassa densità non ho più niente da questionare, è un ottimo progetto pilota

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