La Ciulator di Compass Rose è una moto elettrica neo-retro con design artigianale e due varianti di potenza. Un esercizio di stile o una genialata?
L’elettrico ha liberato la fantasia e molto spesso ha consentito di reinterpretare il passato senza il rischio di sembrare fuori moda. Un’operazione nostalgia proiettata nel futuro tra il rassicurante e l’hipster tecnologico. La nuova motocicletta elettrica Compass di Rose Ciulator combina elementi estetici delle moto anni ’50 con tecnologie moderne e prestazioni “sportiveggianti”. È stata presentata al CES 2026 e ha colpito per il design d’altri tempi e la cura dei particolari.
Un design “artistico” della mobilità elettrica
Compass Rose, una piccola azienda sudcoreana che ha reinterpretato in chiave elettrica il fascino delle moto da corsa anni ’50. Il suo profilo è caratterizzato da linee fluide e avvolgenti che richiamano le carenature a campana di metà ‘900. Per coerenza stilistica il pacco batteria è sagomato in modo da ricordare un motore a combustione tradizionale.
La struttura è realizzata con tubi in acciaio Reynolds 953 e una carrozzeria in fibra di carbonio per contenere il peso complessivo intorno ai 140 kg, mentre la sella è rivestita in pelle di alta qualità proveniente dall’Argentina.

Due versioni, due filosofie di guida per la Ciulator
La Ciulator viene proposta in due varianti principali. La Track version: equipaggiata con un motore BLDC integrato nella ruota con potenza di circa 34 cavalli e una coppia massima di 350 Nm, questa versione è pensata per prestazioni elevate. La velocità massima dichiarata è di circa 150 mph (240 km/h) e l’autonomia con la batteria Samsung da 72 V/150 Ah (10,8 kWh) si aggira sui 150 km.
La Standard trim ha un motore più contenuto da 10 cavalli e la versione base offre una velocità massima di 150 km/h circa e un pacco batterie da 72 V/100 Ah per circa 130 km di autonomia.
Dove si colloca nel panorama EV e prospettive di mercato
Al momento la Ciulator è disponibile solo in Corea del Sud, e il prezzo della versione top è di circa 66 milioni di won coreani (circa 39.000 €), una cifra che la colloca nella fascia alta del mercato delle moto elettriche. Un prezzo “artigianale” per veri appassionati del genere e del corto circuito temporale tra neo-retro.

Non è chiaro se e quando sarà importata in Europa o in Italia. Nel vecchio continente dove normative, garanzie e rete di assistenza possono determinare l’effettiva diffusione di modelli così particolari. Inoltre, la misura di ciò che viene considerato sportivo in Europa e in oriente è radicalmente diversa e questo influisce inevitabilmente sulla percezione di un prodotto come questo.
Ciulator, nostalgia con poche idee
La Compass Rose Ciulator è sicuramente una bella dimostrazione della flessibilità che l’elettrico concede, ma non rispecchia ciò che i motociclisti stanno aspettando. Le soluzioni di design sono belle, ma già viste settanta anni fa. Se invece si vuole puntare sulle prestazioni: la cavalleria è bassa e come al solito l’autonomia non sufficiente. Inoltre, negli anni ’50 questo tipo di carenature vennero messe al bando perché ritenute pericolose visto che compromettevano la stabilità laterale della moto in caso di vento trasversale.

In conclusione, la Compass Rose Ciulator resta un oggetto affascinante più per il suo valore stilistico e concettuale che per un reale impatto sul mercato. È un tributo nostalgico al passato, ma per conquistare davvero i motociclisti del presente serviranno idee nuove, prestazioni concrete e soprattutto un’evoluzione autentica del linguaggio elettrico, non solo il suo travestimento retro.
Fonte: Newatlas.com


Ah Ah Ah! C’era una volta la Fiat 127 detta “Scacciafighe”…adesso c’è la Ciulator….ma siamo su scherzi a parte?
A quando la “Vibrator”?
Leggo su Transizione & Retroscena che la Ciulator è stata sviluppata con la preziosissima consulenza del mitico Noriyuki Haga
https://youtu.be/ECiv_njVs3c?si=bfUhf3u0CsYwfjty
😂 ed io che pensavo che il progetto fosse stato affidato a Namoto Kakata!
Al netto che il nome è poesia per le orecchie, qualsiasi cosa che si ispiri alla Moto Guzzi 500 V8 merita interesse.
Carina l’idea di fare il box della batteria a forma di V8, anche se potevano farla meglio e magari “legarla” al perno forcellone come si fai coi motori nelle moto “vere”.. Così, per non buttarla dentro alla culla a far da zavorra basculante.
Tenderei ad escludere, al di là degli annunci dichiarati, che con 34 cavalli di picco si possano vedere i 240 kmh.
Credo che per analizzare come si deve la posizione della batteria rispetto al forcellone servirebbe una vista piú dettagliata delle parti..
Per quanto riguarda la velocitá dichiarata, forse il dato è effettivamente un pó ottimistico peró – se non sbaglio – la Norton Manx da 35 kW degli anni 50/60 raggiungeva i 180 kmh senza carenatura.
-servirebbe una vista piú dettagliata delle parti..-
Guardi Luigi, quello che dico si vede perfettamente ingrandendo la foto pubblicata.
-la Norton Manx da 35 kW degli anni 50/60 raggiungeva i 180 kmh senza carenatura.-
240 km/h rispetto ai già non pochissimi 180 sono un’immensità in più.
La Moto Guzzi 500 V8 si dice che vedesse i 275 km/h, dato probabilmente ottimistico, ma altrettanto pèrobabilmente non del tutto irrealistico. Questo a fronte di una potenza di circa 80 cavalli, forse qualcuno di più nelle ultime evoluzioni.
La Gilera Rondine, 500 dotata però di compressore, vedeva 87 cavalli e passava anche lei i 270 orari.
Questo per parlare di moto anzinane che però vedevano velocità ancora oggi notevolissime
Più recentemente, le ultime 250 da gran premio 2 tempi (moto leggerissime, com circa un centinaio di cavalli) passavano anche loro agevomlmente i 270 orari.
Le ultime 125 da gp, con una potenza paragonabile a questa moto ma pesando probabilemente meno della metà, passavano i 220 ma quasi mai vedevano i 230.
Il norton manx da lei citato, con una carenatura (anche una semicarenatura) mi pare che vedesse ragionevolmente i 200 orari, magari 210 in condizioni favorevoli.
(tenga presente che la conosco benino quella moto, un amico di mio padre ne aveva più di uno di Norton Manx, uno in condizione da gara… )
Per farla breve: 47 cavalli non bastano, per vedere i 245 a sensazione a questa moto servono almeno una settantina anche scarsa e mal contata, vento a favore e un rettilineo lungo lungo.
Quindi se ho capito bene i progettisti Compass Rose non avrebbero distribuito bene le masse fra sospese e non sospese ?
In quanto alla potenza necessaria a raggiungere la velocitá massima, si tratta di potenza nominale o di picco ? Perché non avrebbe molto senso (se non a fini pubblicitari) dichiarare una velocitá che puó essere mantenuta per pochi secondi o al limite minuti… E questo vale per tutti gli EV.
-Quindi se ho capito bene i progettisti Compass Rose non avrebbero distribuito bene le masse fra sospese e non sospese ?-
No, è più sottile, riguarda gli ancoraggi e le fa la differenza fra l’avere un motore che si comporta sostanzialmente come la deriva delle barche a vela e uno che concorre a tenere insieme moto e telaio.
Chiaramente la prima soluzione è male, la seconda è bene.
La risparmio, dovrei farle vedere alcune foto, capirebbe al volo, ma questo non è il contesto.
Piuttosto, guardando l’ingrandimento, mi domando a cosa serva il pedale del cambio.
In effetti sembra proprio un pedale del cambio.. Forse per aumentare il feeling vintage ??
Invece nell’immagine con vista laterale e tinta beige mi sembra di vedere il tappo del serbatoio..
Mi domando se la pronuncia in coreano sia più simile a “ciulatór” oppure all’inglese “ciuletor”…
Di certo un nome, una garanzia!! 😉
Secondo questa pagina si pronuncia come “see you later” https://www.buckcitybiker.co.uk/post/compass-rose-ciulater-commute-on-a-60s-racer
Insomma, un’allusione alla facilitá con cui “seminerebbe” eventuali avversari in pista.
Bisognerebbe peró avvertire il costruttore degli inevitabili doppi sensi in Italia settentrionale per non comprometterne il successo in questo importante mercato 😉
Scusate, ma… è vera questa notizia?
Un nome come “Ciulator” sembra proprio uno scherzo di Carnevale o da 1º aprile! 🤣🤣🤣
Con quel nome sarà impossibile da assicurare per furto
andrà alla grande in lombardia, con un nome cosi…
Stavo pensando alla stessa cosa.
A meno che non si voglia vedere la questione come propiziatoria.