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Musk vuole che vinca l’elettrico, “anche se Tesla fallisce”

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Elon Musk con la giornalista della CBS durante l'intervista a "60 minutes"

Elon Musk vuole che vinca l’elettrico, “anche se Tesla fallisce“. In un’intervista al popolarissimo talk show della CBS’ “60 Minutes” ha risposto così alla domanda sull’offensiva annunciata dal colosso General Motors nelle auto a batterie.

“Se arriva chi fa auto migliori delle nostre…”

Nelle settimane scorse il gigante dell’auto americana ha annunciato una totale ristrutturazione, anche con chiusura di diverse fabbriche, proprio per puntare sull’elettrico. Ma non sembra essere la concorrenza a preoccupare il fondatore di Tesla. “Se arriva qualcuno che fa macchine migliori delle nostre, così migliori da farci andare in bancarotta, penso che sia ugualmente una buona cosa per il mondo“, ha risposto alla giornalista Leslie Stahl. Qui potete vedere una clip dell’intervista, messa in rete dalla CBS.

Elon Musk

 “Il punto centrale per Tesla è accelerare l’evento della mobilità elettrica e della sostenibilità nei trasporti. Cerchiamo di aiutare l’ambiente, pensiamo che in questo momento sia il problema più serio che l’umanità sta affrontando”. In realtà Musk sembra avere allontanato gli spettri del fallimento ancora aleggiavano fino a pochi mesi fa. Il Model 3, il meno costoso della gamma, ha una lunghissima lista d’attesa in tutto il mondo e ha rimesso ben in carreggiata i conti dell’azienda già nel terzo trimestre del 2018.

La minaccia arriva anche da Audi e Porsche

Ma è chiaro che anche la concorrenza non sta a guardare. E non solo General Motors. Il Gruppo Volkswagen, per esempio, ha deciso di investire 48 miliardi di euro nell’elettrico, anche con i marchi Audi e Porsche. Assicurando di essere in grado di produrre splendide macchine sportive a prezzi ben inferiori rispetto a quelli praticati da Tesla (addirittura la metà) , grazie a un know-how perfezionato in decenni di esperienza.

La Porsche elettrica Taycan, arriva nel 2019: un pericoloso concorrente per il Model S.

Ricordiamo che la Tesla è stata fondata appena 15 anni fa, con il denaro incassato da Musk nella vendita di PayPal a eBay. L’azienda di Fremont si è scontrata con giganteschi problemi nel portare a regime la produzione del Model 3, dovendo superare diversi “colli di bottiglia” nelle catene di montaggio. Al momento, comunque, il titolo Tesla gode di ottima salute, mentre tutti le azioni delle aziende storiche dell’automotive, tedesche comprese, escono dal 2018 con cali compresi tra il 20 e il 30%.

“Twitter? È un campo di battaglia”

Nell’intervista alla CBS ha poi smentito di essere un fumatore di marijuana. “Non so  neppure da dove si cominci” ha detto, in riferimento a un’altra intervista televisiva in cui il giornalista provocatoriamente gli offriva una canna. Infine Musk ha risposto anche a una domanda sulla sua (spesso incauta) esuberanza sui social network. Esuberanza che gli è costata anche l’addio alla presidenza di Tesla, imposta dall’organo di controllo sulla Borsa, la SEC, dopo un tweet incauto  su un possibile ritiro del titolo dal listino. “Twitter è un campo di battaglia“, ha sospirato Elon. Che ha dovuto pagare anche una salatissima multa. E ora sembra molto più cauto nei suoi commenti. L’ultimo è stato speso a difesa degli scienziati che si battono per l’elettrico, sempre nel mirino della spietata lobby del petrolio.

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