Per anni Elon Musk ha costruito la propria immagine attorno al sogno solare di Tesla, sostenendo che il futuro sarebbe stato una “solar electric economy”. Oggi però il fondatore di Tesla e SpaceX si trova al centro di una contraddizione sempre più evidente: mentre Tesla continua a vendere pannelli fotovoltaici e batterie, la sua società xAI sta alimentando gli enormi data center Colossus 1 e 2 con decine di turbine a gas metano per sostenere Grok, il chatbot integrato in X. Il caso emerge proprio nei giorni del maxi progetto di IPO di SpaceX, che punta anche sull’energia solare spaziale come nuova frontiera per l’intelligenza artificiale. Qui l’articolo-denuncia del team ambientalista Southern Environmental Law Center.
Il vecchio Musk che parlava di “economia solare”
Nel 2017 Musk spiegava pubblicamente che sarebbe bastata “una piccola porzione di deserto” per alimentare gli Stati Uniti con il fotovoltaico. Un messaggio coerente con il piano industriale originario di Tesla, nato per accelerare l’abbandono dei combustibili fossili a favore dell’elettrificazione e delle rinnovabili.
L’acquisizione di SolarCity da parte di Tesla nel 2016, fa notare il sito specializzato americano Electrek, sembrava andare proprio in quella direzione: creare un ecosistema integrato tra auto elettriche, accumulo domestico e produzione di energia solare. Anche il “Master Plan Part 3” pubblicato da Tesla nel 2023 insisteva sull’obiettivo di eliminare progressivamente i combustibili fossili.

Oggi però il contesto è molto diverso. La crescita dell’intelligenza artificiale generativa richiede quantità gigantesche di elettricità e capacità computazionale. E la soluzione scelta da xAI sembra essere stata quella più rapida (e forse non del tutto legale). Ma di certo non la più sostenibile.
Le turbine a gas dietro i data center di xAI
Secondo quanto riportato da Southern Environmental Law Center xAI starebbe utilizzando 62 turbine a gas metano per alimentare i supercomputer dedicati a Grok tra Tennessee e Mississippi.
Le centrali turbogas in entrambi gli impianti sarebbero illegali perchè prive delle necessarie autorizzazioni. La normativa ambientale del Clean Air Act sarebbe stata aggirata utilizzando generatori “mobili”. Da notare anche che Musk ha appena raggiunto un accordo con la società concorrente Anthropic per affittare capacità di calcolo in eccesso. Il canone è di 1,25 miliardi di dollari mensili.
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SpaceX guarda al solare orbitale
Nel frattempo SpaceX prepara una delle IPO più grandi della storia, con valutazioni che oscillano fino a 1.750 miliardi di dollari secondo diverse indiscrezioni finanziarie. Nella società, assieme a tutte le attività spaziali di Musk, sono confluite anche quelle dell’intelligenza artificiale generativa e i relativi data center. Tra le idee rilanciate nei documenti legati alla quotazione compare anche il concetto di energia solare spaziale: grandi array fotovoltaici in orbita capaci di alimentare infrastrutture AI senza i limiti terrestri di spazio e continuità produttiva.
Si tratta però di una prospettiva ancora molto lontana da applicazioni industriali concrete. Oggi il fotovoltaico terrestre resta nettamente più economico e disponibile, soprattutto in Europa dove i costi dei pannelli e degli accumuli continuano a diminuire.
Per questo la strategia di Musk appare ambivalente: da un lato il richiamo futuristico al solare orbitale, dall’altro l’utilizzo immediato di combustibili fossili per sostenere la corsa all’intelligenza artificiale.
L’AI cambia le priorità energetiche
Il caso Musk evidenzia un cambio di paradigma che riguarda tutta la Silicon Valley. Fino a pochi anni fa la narrazione dominante era la decarbonizzazione; oggi il focus sembra spostarsi verso la disponibilità immediata di energia per alimentare AI e cloud computing, a qualsiasi condizione.
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Non c è da stupirsi, sti data center sono una rovina per l ambiente. Vi ricordate un paio d anni fa quando il buon larry fink( black rock), durante lo shopping nostrano, prese in carico ex centrali a carbone enel, cedute dal nostro governo a prezzi irrisori con la promessa di smantellarle? Magicamente le riaccendono appena pronti i data center( non inquinano piu per i data center😀) e come li raffreddi i data center? Con l acqua marina? Noo, perchè il sale corrode e forma riporti si usa l acqua di falda in enormi quantità, si riscalda il terreno e non se ne esce. Noi dobbiamo preservare il clima, quelli come al solito se ne sbattono. Certo per il progresso🤣🤣🤣
A breve arriveranno “finalmente ! ” le versioni economiche di Model 3 e Y:
due bei modelli a GPL 😂😂😂😂
Drill baby ! drill !!
10 grandi datacenter 100% rinnovabili e accumuli,
tra cui uno in Portogallo da 1,2 GW (potenza simile a Colossus 2):
https://datacentremagazine.com/top10/top-10-data-centres-using-100-renewable-energy