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Multato mentre ricaricavo la mia Tesla

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(Immagine d'archivio)
Charxcontrol

AGGIORNAMENTO del 26/6: Saverio ha ottenuto l’annullamento della multa, grazie alla norma che… Leggi qui

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Multato mentre ricaricavo la mia Tesla Model 3 in un parcheggio a pagamento: è accaduto a Saverio, per non avere pagato il ticket della sosta. È giusto? Vaielettrico risponde. Ricordiamo che le mail vanno inviate a info@vaielettrico.it

multato mentre ricaricavoMultato mentre ricaricavo: a Numana non ho pagato il ticket del parcheggio e…

“Ero in vacanza a Numana e sono dovuto andare a ricaricare la mia Tesla Model 3
presso una colonnina BE CHARGE.  È sita in piazza dei Mercanti, a Numana- Marcelli, in un parcheggio dato in gestione dal Comune ad una cooperativa. Costo del parcheggio: euro 3. All’interno dai questo piazza, che altro non è che uno spazio non asfaltato e non delimitato da strisce blue, è situata la colonnina BE CHARGE. Non ci sono strisce gialle presenti. Morale della storia: non ho pagato il parcheggio (ripeto: spazio pubblico dato in gestione ad una Cooperativa) e mi sono ritrovato una multa di euro 12 per TICKET non pagato.

Multato mentre ricaricavoPago o  faccio ricorso? La legge non prevede la sosta gratuita in ricarica?

Nella multa che mi hanno fatto addirittura hanno fatto la foto della vettura con i cavi elettrici collegati all’auto. Ho inviato una mail, come suggerito dai vigili urbani di Numana, ma nessuno si è degnato di rispondere. Ho 7 giorni per pagare i 12 euro, altrimenti aumenta il costo della multa. I vigili mi hanno detto: se non rispondono ci richiami. Ho ritelefonato ai vigili, ma non risponde nessuno. Che cosa mi suggerite? Pagare o continuare a fare ricorso? La legge non prevede che gli spazi riservati alle colonnine devono essere delimitati da linee gialle e non bisogna pagare?“. Saverio

Risposta. Purtroppo il Codice della Strada al momento prevede solo la multa per chi occupa gli spazi antistanti le colonnine senza ricaricare. Un parcheggio è uno spazio privato e non ci risultano norme che esentino dal pagare il ticket chi lo occupa solo per rifornire la sua auto elettrica. Ciò detto, si può discutere sull’opportunità di installare colonnine in una zona a pagamento, in cui devi sostenere il doppio costo della ricarica e dell’occupazione dello spazio. Altri lettori in passato ci hanno scritto lamentando situazioni analoghe in altre parti d’Italia. Ma resta il fatto che è il gestore del parcheggio, per quel che ci risulta, a decidere il da farsi.

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28 COMMENTI

  1. Bello rispondere a chi ha dubbi però per quanto so che può essere complicato (essendo aggiornato praticamente ogni anno) basta leggerlo agli articoli incriminati per capire cosa dice il c.d.s.
    E no non prevede sanzioni per veicoli elettrici in carica (con tante casistiche ma ne caso in questione basta il comma principale).

    • Ma il fatto è che la colonnina è dentro ino spazio privato.

      Ergo il proprietario o gestore potrebbe anche stabilire che si può entrare solo in retro marcia e solo vestiti da puffo e nessuno potrebbe eccepire nulla. È casa sua .

      L’errore è di chi ha messo la colonnina in uno spazio non pubblico.

  2. si puó fare ricorso al prefetto il quale ha 220 giorni per rispondere, nelle grandi città di solito non risponde, dopo di che, nel caso non rispondesse, la sanzione è annullata,.
    É sufficiente una pec allegando verbale e descrivendo nel dettaglio il fatto e la motivazione della richiesta di annullamento, in questo caso si potrebbe contestare la mancanza di segnaletica che indicava la tipologia di parcheggio e soprattutto i giorni in cui esso è a pagamento.
    Attenzione in caso il ricorso venisse rifiutato la sanzione raddoppierebbe.

    • /// si potrebbe contestare la mancanza di segnaletica \\\ Da quello che letto mancava la segnaletica orizzontale (trattandosi di terreno non asfaltato) ma non ho capito se fosse presente quella verticale.. Se non c’è neanche quella verticale, secondo una sentenza bisogna dimostrarne la mancanza totale (sentenza Cassazione civile n. 11616 del 31 maggio 2005) https://www.brocardi.it/massimario/66647.html

  3. Io farei ricorso, perché non è ammissibile che io sia costretto a pagare un inesistente servizio di parcheggio per avere il diritto di rifornire l’auto. Tu non stavi parcheggiando, né stavi pagando a questi signori un servizio che includesse la ricarica, dato che quest’ultima la stavi pagando a BeCharge secondo le condizioni normali per la ricarica su colonnina pubblica…

  4. In un parcheggio multipiano a Pesaro, nei pressi del centro (“Il Curvone”), è situata una colonnina all’interno del parcheggio. Qui, se si sosta nel periodo in cui è presente l’addetto/custode per ricaricare l’auto elettrica, il parcheggio è gratuito, facendoglielo notare, mentre occorre pagare il ticket orario se si sosta quando gli uffici sono chiusi. Non ho idea di cosa però possa succedere se, una volta terminata la carica, si lasciasse l’auto ad occupare lo stallo, pagando solo la sosta (e il surplus dovuto allo sforamento eventuale dell’ora di “bonus after-ricarica”).

  5. Chiedo scusa, ma tecnicamente gli stalli di ricarica NON SONO parcheggi.
    Sono aree riservate per la ricarica, al cui termine È OBBLIGATORIO spostare l’auto entro 60 minuti (art. 158 CdS).
    Passato tale termine, l’auto lasciata nello stallo ricade in DIVIETO DI SOSTA, e come tale è soggetta a sanzione amministrativa e (art.159 CdS) rimozione e/o blocco del veicolo.

    Come già osservato in occasione di precedenti articoli in merito qui su Vaielettrico, occorre che venga chiarito a livello di Codice della Strada che:
    • l’accesso agli stalli di ricarica è sempre libero PER L’OPERAZIONE DI RICARICA, così che chiunque possa contestare la richiesta di una tariffa di sosta per accedere ad uno stallo;
    • una volta terminata l’operazione di ricarica e trascorsi i 60 minuti di legge, L’AUTO VA SPOSTATA in un normale parcheggio pagando la relativa tariffa.

    Quella che invece sarebbe paradossale, del tutto contraria al CdS e oltretutto lesiva per gli interessi commerciali del fornitore di ricarica sarebbe la circostanza per la quale, pagando la tariffa del parcheggio, l’auto acquisisse il diritto di rimanere nello stallo oltre il termine dei 60 minuti di legge SENZA ESSERE CONSIDERATA in divieto di sosta, potendo quindi impunemente continuare ad occupare lo stallo per il resto della giornata!

    • mo’ vedi che mi vieni appresso a quel ragionamento fatto nell’altro post, si contorto, ma pur sempre con un fondo probabilistico …. un po come per i multa velox tarati ma non omologati ….. alla fine basta che poi venga fuori un sentenza a favore di un o contro ad una pratica per far scuola e giurisprudenza

      • Però Eugè, sinceramente, anche a me non piace il fatto che si paghi sia la sosta che la ricarica con 2 processi separati (al più ti accordi con chi gestisce la sosta e in automatico aggiungi il costo della sosta a quello della ricarica, così pago una sola volta, risparmio tempo e non c’è rischio di sbagliare). Premesso che tutto è lecito e le leggi si rispettano, la verità è che tutta l’infrastruttura di ricarica è stata fatta … in autogestione, come a scuola quando si occupavano le aule. Per me non è serio – e in questo capisco lo sfogo di Krasto – che sia concesso per un ente o un privato garantire lo stallo per la ricarica alle società che si occupano di questo servizio e non garantire la sosta gratuita anche perché i petrolhead ti diranno che loro quando vanno a fare benzina, anche se il benzinaio è in pieno centro, non pagano la sosta e che il costo della sosta fa aumentare il tco di guidare elettrico. Un paese serio o un minimo competente avrebbe regolamentato a modo il processo di ricarica e ce ne sarebbero state di clausole serie da scrivere (credimi, potrei fare un tema). Ma così davvero non stiamo facendo un bel servizio al paese. Dopotutto basta pensare che solo adesso, a corsa, stanno imponendo il pos nelle colonnine …

        • In fatti il nostro non e’ un Paese serio. Da sempre non lo è. E peggiora. Avrai sicuramente notato i personaggini che abbiamo in Parlamento e al Governo. Avrai rilevato il loro livello morale e intellettuale, al di là del posizionamento. Ti pare che sia un Paese serio. Quanto accaduto è perfettamente compatibile con tutto questo. Se poi aggiungi che il soggetto in questione è BeCharge, le cui decisioni sulle ricariche sono ben note, io mi sorprenderei che non fosse cosi’ come descritto dal lettore. Cosa fare? Certamente non la maggioranza silenziosa (pavida e inconsludente, quindi complice). A mio avviso servirebbe che qualcuno come VaiElettrico o Quattroruote (aspetta e spera) si facesse portatore delle istanze dei proprietari delle elettriche e organizzasse una manifestazione a Roma davanti a qualche palazzo istituzionale, di modo che i telegiornali nel parlassero (anche se già immagino come, con la Russa che gracchia qualche inutile sentenza davanti al microfono).

          • L’auto elettrica l’ha introdotta per davvero in Italia il governo Conte con i primi incentivi e i piani per la rete di ricarica. L’errore è stato fatto lì, in quella sede, troppa superficialità e incompetenza a go-go, troppa fretta. E’ stato pensato: se funziona in Norvegia per magia funzionerà anche da noi, diamo gli incentivi e magia tutto funzionerà. Orrore, i risultati parlano chiaro. Poi quelli che son venuti anche peggio, gliene frega meno di zero di sistemare le cose, son concentrati di più a non sottoscrivere una dichiarazione comune per il diritto all’aborto e a non far sapere che precipitiamo nella classifica sulla libertà d’informazione. E la colpa ce l’ha anche la UE che ha sbagliato davvero ogni singola mossa in tema auto (infatti nei primi 5 mesi dell’anno le quote di elettriche e plugin in Europa sono entrambe col segno meno …), io non credo di aver mai vista tanta incompetenza tutta insieme e tanto servilismo nei confronti del potente di turno (ogni provvedimento è dettato una volta in base all’umore della Germania, quella successiva in base all’umore francese). Siamo allo sbando e non c’è nessun capitano in grado di tirarci fuori dalla tempesta: dobbiamo solo scegliere tra chi non sta facendo nulla (il centrodestra) o tra chi pensa di fare meglio ma fa molto peggio (l’opposizione). Chiaro che poi le persone a votare non ci vanno e gli scontenti sono il primo partito …

            Mr Frans Timmermans, la mente dietro il Green Deal, si dimise dal suo incarico nella UE per andare a raccogliere il bottino di consensi in patria lo scorso novembre: risultato? Il suo avversario di estrema destra Geert Wilders stravinse le elezioni con 37 seggi contro i 25 di Timmermans. Molto amato il signor Timmermans, complimenti a lui che ha consegnato il suo paese all’estrema destra.

            Mi spiace, non vedo nessun santo a cui affidarsi e non vedo un elettorato capace di ragionamenti e compromessi su questo tema. Se arriveranno cose buone in futuro, queste arriveranno nonostante la politica e non grazie ad essa.

  6. Non trovo la colonnina di piazza dei mercanti.
    In ogni caso lascerei segnalazione per il gestore che deve identificare la colonnina come disponibile in un parcheggio a pagamento e lascerei una recensione per gli altri utenti avvisando che la colonnina richiede il pagamento della tariffa al gestore del parcheggio

    • Eh, che parola magica lo “sbatti”…
      Chissene di qualsiasi cosa, giusta o sbagliata, basta non avere “sbatti”.
      Se questo è il modo di ragionare verso cui andiamo o, peggio, già consolidato, vedo tempi molto bui all’orizzonte… anzi, sono già qui.

      • Ha ragionissimo. Fai perdere tempo a gente….. La colpa è ovvio è del parkeggio. È una truffa. Fate ricorsi, però girano i coglioni perdere ulteriore tempo

  7. Io circa un mese fa ho visitato il lago di Tenno e ho caricato a una colonnina AC di neogy nel parcheggio che era delimitata da strisce blu quindi in teoria era da pagare anche il parcheggio poi chiedendo informazioni mi hanno detto che visto che pagavo la ricarica faceva meno di pagare il parcheggio. Secondo me se fossero passati i vigili mi multavano però me ne sa bene che non son passati. Da quello che penso io la situazione è ancora un po’ confusa Bisogna solo essere un po’ fortunati

  8. Io pagherei e poi mi appellerei al TAR in modo da creare un’interpretazione della legge a cui tutte le amministrazioni dovranno attenersi.
    Questo indipendentemente da come vada l’esito.
    Purtroppo in Italia la legislazione lascia buchi inspiegabili.

      • Enzo, non sono un avvocato ma un po’ di diritto l’ho dovuto studiare alle superiori.
        Visto che il TAR è un tribunale amministrativo, dovrebbe essere competente di tutto quello che riguarda l’ambito amministrativo e pertanto anche eventuali contestazioni sull’applicabilità di una multa in determinate situazioni, come potrebbe essere questa.
        Sicuramente un avvocato può dire più di me, ma se dovesse essere possibile ricorrere allora una sentenza che annullerebbe la multa aprirebbe un’interpretazione e ci direbbe in maniera certa se è corretto far pagare il parcheggio quando si sta usufruendo di un servizio di ricarica in un parcheggio dato in gestione da un comune e se è regolare il non aver fatto tracciare le strisce che avvisano gli utenti che in quell’area ci si può fermare solo per ricaricare.
        In particolare il TAR potrebbe non accogliere la contestazione ma potrebbe pretendere che i parcheggi come questi evidenzino a chiari lettere che oltre alla ricarica occorre pagare anche il parcheggio. Cosa che immagino il malcapitato non ha trovato evidenziato.

        • Allora: la legge prevede che le multe si contestino presso il giudice di pace o il prefetto, e poi si può ricorrere presso il tribunale civile, non quello amministrativo (il tar è amministrativo). C’è proprio una legge ad-hoc che specifica che è competente il tribunale civile. Se ti rivolgessi (tramite il tuo legale) al tribunale amministrativo perderesti la causa per incompetenza del tribunale e dovresti pure pagare bolli e spese legali alla controparte (e ci sarebbero gli estremi per chiedere il risarcimento danni al legale scarso). Io legge non l’ho studiata, ma avendo sposato una avvocatessa mastico qualcosina …

          Poi nel merito del caso non entro ma, così a naso, personalmente mi sembra una presunzione senza fondamento di diritto il fatto di pensare che la ricarica a pagamento esime l’utente dal pagamento anche della sosta su strada, soprattutto se lo stallo non è delimitato da un colore particolare che potrebbe confondere l’utente (il classico giallo, diverso dal blu). Non conosco il caso di specie (se ci si può appigliare a qualcosa) ma una cosa la ritengo improbabile nei limiti della mia conoscenza, ovvero che il tribunale competente possa emettere una sentenza in cui si precisa che, in mancanza di esplicita prescrizione, la sosta non si paga durante la ricarica, sostituendosi così al legislatore. Ovvero, ferma restando la possibilità che oltre alla ricarica sia previsto anche il pagamento della sosta (tema sul quale il tribunale non può intervenire per la separazione dei poteri, ovvero il tribunale non scrive leggi al più invita il parlamento a legiferare in materia), il tribunale potrebbe eccepire nel caso di specie un difetto nell’informazione fornita all’utente al punto da trarlo in inganno. Questa ipotetica sentenza, fermo restando che non essendo un paese anglosassone da noi non vale lo stare decisis, potrebbe poi eventualmente fare scuola creando una base giurisprudenziale a uso e consumo degli avvocati (e delle amministrazioni più diligenti).

          Nel ricorso, il ricorrente secondo me non può partire dalla presunzione che la sosta non era dovuta tout court invitando il tribunale a “legiferare” per coprire “buchi di legge”, quanto piuttosto che le indicazioni fornite dalla cartellonistica potrebbero averlo tratto in inganno, non risultando esaustive e contraddittorie tra loro. Ovviamente questo solo come ipotesi, non avendo esaminato la documentazione del caso e invitando comunque a rivolgersi a un professionista esperto e non andando dal giudice di pace da soli, soprattutto se non si è molto ferrati in materia.

  9. Spero che un giorno questo non succederà anche per le fast.
    È chiaro che man mano che le elettriche aumentano, i comuni o chi gestisce i parcheggi non rinuncerà di certo al pagamento. Quattro anni fa c’erano molte colonnine gratis, ora non ne è rimasta una. Tra un po’ tutte le elettriche pagheranno normalmente il bollo e già si inizia a sentire odore di accise.
    Al di là del vantaggio economico o meno, oggi in Italia per chi viaggia tanto o deve spesso ricaricare non a casa, sia per i costi che per tante problematiche sta’ diventando un problema possedere un’auto elettrica. E’ la legge del granchio, si va indietro!

  10. 🤔 in effetti è come se in un’ area privata o in concessione ad uso parcheggio venisse anche fornito il servizio di ricarica: essendo erogato da altro fornitore (che fa pagare solo la ricarica) la sosta va pagata a parte.

    Si potrebbe (chiedo) forse contestare per mancanza di chiarezza di informazione al consumatore… Occorre installare una segnaletica adeguata a chiarire che anche le auto in carica pagano il parcheggio.

    • “Occorre installare una segnaletica adeguata a chiarire che anche le auto in carica pagano il parcheggio.”

      Non penso proprio.
      Gli stalli per la ricarica non sono parcheggi: sono aree per eseguire l’operazione di ricarica e poi spostare l’auto, al massimo entro 60 minuti dal termine della ricarica. Dopo tale termine, l’auto è in divieto di sosta.
      Vedile come aree di sosta per il carico/scarico: non sono parcheggi, puoi solo fermarti per eseguire un’operazione ben precisa e poi devi spostare l’auto. Se non la sposti, scatta il divieto di sosta.

      • In ogni caso…mi sembra proprio che vada chiarito sia dal punto della comunicazione agli utenti che fornitori dei servizi di parcheggio… perché in tal caso non devono pretendere alcun pagamento.

  11. Una giungla. E stamattina in centro c’erano due auto di turisti parcheggiate negli stalli becharge col cavo collegato, in una piazza dove sono tutte strisce blu. Peccato che le colonnine non sono mai state attivate…i soliti furbi

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