Motore kaputt nella Mercedes EQA 250, dopo 5 anni e 213 mila km: un lettore padovano racconta che cosa gli è successo. Con la delusione nei confronti del costruttore tedesco. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Motore kaputt nella Mercedes EQA: “Per ripararlo € 5.789″

“Nel giugno 2021 ho acquistato una Mercedes-Benz EQA 250. Riponendo in essa, e nel marchio, la fiducia che si può riporre in un costruttore premium tedesco che promette il futuro elettrico con un background di solidità teutonica. 5 anni dopo, con 213.000 km (felice e contento di essere stati percorsi tutti in modalità elettrica/ecologica), il motore elettrico si è ROTTO… KAPUTT ! (soffro, faccio fatica a scrivere questa parola…rotto). Non la batteria. il motore !! Quello che, per definizione dovrebbe durare una vita. Che cocente delusione, tradimento. Costo della riparazione: € 5.789. Una bazzecola. Risposta di Mercedes alla mia richiesta di goodwill: NO. (A nostra discrezionalità, per carità, legittima…però !) la risposta è NO. Disponibilità del pezzo di ricambio in Germania? Zero. Un solo esemplare in tutta Italia, a Roma. E anche per il parabrezza (rotto sulle nostre “pulite” autostrade, il 4° in 6 anni), stessa dicitura usata per il motore sul preventivo: “NO GERMANIA, RICAMBIO CRITICO”.
L’epilogo di una serie di problemi, documentati

Un’auto di 5 anni “abbandonata” dagli amici, dai ricambi. Ma la storia vera comincia prima, molto prima. Analizzando 5 anni di fatture di officina autorizzata Mercedes, emerge un pattern documentato di anomalie ricorrenti e progressive al sistema di alta tensione (HV). Dal primo anno di vita, con errori di ricarica che comparivano sull’app ufficiale Mercedes Me, fino alla sostituzione in garanzia del caricabatteria HV e della centralina nel 2022. Passando per guasti al circuito di raffreddamento della batteria nel 2025 e aggiornamenti software dell’elettronica HV. Un sistema che non ha mai smesso di dare problemi, fino all’evento finale….L’EXITUS DEL MIO MOTORE.!! Sì, proprio lui, che mi ha portato in giro per tutta Europa (salvo avere l’accortezza di NON scendere mai, in Italia, al disotto del 40° parallelo…zona off limits nei primi anni di motilità elettrica in Italia).
Motore kaputt nella Mercedes: “Quando la garanzia scade…”

Ho documentato tutto. Ho scritto a Mercedes Italia e a Stoccarda. Ho trovato nel Certificato Batteria ufficiale Mercedes, consegnato con il veicolo, la frase che smentisce la loro stessa tesi dell’assenza di correlazione tra i guasti. Mercedes stessa definisce motore, caricabatteria ed elettronica di potenza come parti di un unico sistema integrato ad alta tensione. Penso che questa storia interessi i vostri lettori. Non per fare sensazionalismo, ma perché chi possiede o sta valutando un veicolo elettrico ha il diritto di sapere cosa può succedere quando la garanzia scade. E il costruttore risponde che l’eventuale “aiuto, ristoro” il cosiddetto “goodwill”, è una misura “eccezionale, soggetta TOTALMENTE a loro completa discrezionalità”. Alla faccia di chi vuol essere al passo coi tempi ed ecologo. Bontà loro !!”. Dr. Pietro Vigliani, Padova
Risposta. Il fatto che i costruttori si chiamino fuori quando la garanzia è scaduta non è limitata alle auto elettriche. È una prassi di tutte le marche vedi da ultimo la lamentela di un altro lettore con la Opel Corsa-e. A meno che si riesca a documentare che il problema è legato a un difetto congenito del modello, tale da richiedere un intervento generalizzato. Cosa molto complicata da dimostrare. Ciò detto, ci sembra più che comprensibile la delusione del lettore davanti a una serie di problemi come quelli documentati per un’auto comunque costosa come la EQA. Questa prima fase dell’elettrico necessita di uno sforzo particolare da parte dei costruttori. Anche e soprattutto nell’assistenza. Cosa che, a giudicare dalle mail che ci arrivano, sta mancando completamente.
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Grazie a Fred3000 e a Francesco, purtroppo fuori tempo massimo. Ho dovuto provvedere perchè non posso rimanere a piedi !! Ora ho un motorino tutto nuovo, il che mi fa piacere, ma che amarezza…… anche perché ora SI ZERO km ma purtroppo non significano nulla. Infatti quello che conta in una EV è la percentuale di “vitalità” della batteria, cosa che i paleolitici venditori d’auto endotermiche prestati anche alla vendita di EV usate, scordano di inserire in bella evidenza nei loro annunci.
Magari si è bruciato un mosfet da 30 euro ma va sostituita l’intera unità.
Questa politica di non riparare e di integrare sempre più componenti e contemporaneamente non permettere la sostituzione dei singoli, purtroppo non è una prerogativa dei veicoli elettrici.
Anche sui veicoli termici , spesso si assiste a costi di ripararazione esagerati , dovuti proprio alla progettazione integrata.
Mi vengono in mente gli EPS , il servosterzo elettrico per capirci. Per il costruttore in caso di difetto va cambiata l’intera unità, con spese che possono anche superare il migliaio di euro tranquillamente.
Ad oggi , ci sono diverse aziende che operano revisione professionale del gruppo con tanto di garanzia, ad un terzo del costo dell’unità nuova.
È un mercato che si è consolidato nel tempo. Attualmente il servosterzo elettrico è impiegato praticamente sul 100 % dei veicoli ed è presente sul mercato da ormai circa trent’anni e forse di più e questo ha permesso a diverse aziende di specializzarsi nella revisione di questi gruppi, maturando le necessarie conoscenze .
Parallelamente dovrà accadere la stessa cosa sui veicoli elettrici, ma attualmente penso che non si sia raggiunta quella “massa critica” di veicoli circolanti ( e ricordiamoci che hanno comunque percentuali di guasto davvero basse ) che permetta ad aziende che vogliano mettersi in gioco e avere la possibilità di guadagnare e contemporaneamente far risparmiare l’utente finale.
Attualmente c’è Ev Clinic , che penso non sia presente neanche in Italia e poi non ne conosco altre.
Anche perché, avere il know how per intervenire su queste unità – fosse appunto anche solo un mosfet bruciato – non è cosa da tutti.
Ce ne sono altre. Per esempio: EV Safe, finalmente una rete di assistenza ad hoc per auto elettriche
Grazie per le info, mi era sfuggito quell’articolo !!
Ci sono tutti i presupposti affinché sviluppino una rete in grado di gestire al meglio l’assistenza.
Direi che c’è sicuramente una solidità economica e le competenze necessarie per crescere.
Spesso in questi campi si lavora di reverse engineering , quasi mai i costruttori ci tengono a pubblicare le logiche di funzionamento hardware, a malapena forniscono i schemi elettrici e lo fanno perché furono obbligate da alcune direttive europee sulla riparazione dei veicoli.
Tendenzialmente i costruttori tendono a blindare l’accesso ai propri mezzi e rendere quanto più difficile l’accesso alle informazioni.
Una breve digressione sul passato della diagnosi elettronica, ci ricorda che fino ai primi anni 2000 ogni costruttore aveva la propria presa diagnostica e solo con l’introduzione della normativa EOBD sono stati costretti ad unificare i protocolli di comunicazione e la presenza di una presa diagnostica comune.
Certamente sto parlando della preistoria, ma il vizio di rendere volutamente complicato l’accesso all’elettronica proprietaria e di evitare qualsiasi tipo di standardizzazione, di certo i costruttori non l’hanno perso.
@Stefano :
// tendenzialmente i costruttori tendono a blindare l’accesso ai propri mezzi e rendere quanto più difficile l’accesso alle informazioni \\
Da giugno non è piú cosí
https://www.vaielettrico.it/meccanico-di-fiducia-anche-per-software-e-batterie/
Nei commenti ha risposto EV Safe (nella persona di Francesco).
Non so se l’autore della lettera può ricevere la notifica, nel caso mettetelo in contatto, sperando che la cosa si possa risolvere con (spero) meno di 5 cucuzze.
Come Evsafe possiamo supportarvi sia nella riparazione che nei rapporti con gli OEM.