MotoE, addio a fine stagione. Poco pubblico, pochi soldi e poco mercato!



La MotoE chiude i battenti. Ufficialmente è solo una sospensione ma il sapore è quello di un “ci abbiamo provato: è andata male”.

Dorna, la società che gestisce anche il campionato MotoGP, e FIM  hanno comunicato che la prossima stagione non vedrà scendere in pista le moto elettriche. Le ragioni si leggono nel comunicato senza troppi giri di parole: La MotoE non è riuscita a ottenere un successo sufficiente tra i nostri appassionati durante le sue sette stagioni. E il mercato delle moto elettriche ad alte prestazioni non si è sviluppato come previsto”.

Al pubblico, non piace la MotoE

Dopo sette anni, numeri alla mano, l’impietoso bilancio è che al pubblico non piace la MotoE. Non si pensava di scalzare la Motogp, ma di creare per la MotoE una nicchia di appassionate come per Moto2 e Moto3. Invece il campionato delle moto a batterie non è mai veramente decollato. Un po’ di interesse lo ha destato al debutto (con Energica a fare da apripista) e in seguito ha incuriosito, quando è scesa in pista Ducati con la V21L. Il problema è che gli appassionati, i motociclisti, ancora guardano con grande scetticismo le due ruote elettriche che vengono considerate mezzi di trasporto razionali, ma ben lontani dalla vera passione. Questo Dorna lo sa bene, tanto che la prossima stagione farà scendere in pista un nuovo campionato dedicato alle moto bagger, mezzi pesanti e rumorosi che danno spettacolo già da tempo nei campionati americani. 

Alle aziende non piace la MotoE

La MotoE però non piace nemmeno alle aziende. I grossi sponsor non sono mai arrivati e i numeri, anche in questo caso non sono stati all’altezza delle aspettative. La MotoE non muove un volume d’affari sufficiente per tenere in piedi un campionato mondiale. Gli sponsor seguono l’audience e i grandi nomi. Bisognerebbe allora aprire un capitolo a parte sui piloti: sono pochi quelli che hanno accettato la sfida e l’impressione è che sia sia trattato più di ripiego che di una scelta elettrizzante.

Questione di tempo

Quando la MotoE debuttò, sette anni fa, eravamo nel pieno della prima espansione della mobilità elettrica. Sembrava che tutto sarebbe stato rapido, con una tecnologia sempre più magica e una diffusione pressoché istantanea. Nel mondo delle due ruote le prospettive si intravedevano con Energica, Zero LiveWire e le giapponesi che parlavano di prototipi. Invece gli ultimi sette anni sono stato un alternarsi di accelerazioni e di frenate, almeno se si parla delle quattro ruote. Perché se invece discutiamo di due ruote elettriche, i numeri sono rimasti in impietosamente bassi. Per quanto riguarda gli scooter, ne abbiamo parlato, sono i prezzi ancora a frenarne la diffusione. Per le moto la situazione invece è ancora più grave oltre: oltre a essere costose non hanno ancora le caratteristiche tecniche (autonomia, leggerezza, guidabilità) per invogliare un motociclista a passare dal benzina all’elettrico. Si può dire che la MotoE sia arrivata troppo in anticipo sui tempi e che in questi anni abbia finito le energie in una rincorsa che potrebbe essere ancora lunga. Certamente arriveremo a vedere moto elettriche su tutti i passi amati dai motociclisti, ma nessuno sa tra quanto tempo.

Visualizza commenti (15)
  1. l’ira funesta di tutti voi mi sta investendo lo sento : abolirei ogni gara motoristica ne piu’ ne meno . la competizione tra esseri umani deve essere mostrare le proprie capacita’ fisiche e mentali , tue non quelle della macchina , sia essa auto , moto aereo . nel contesto non rientra la bicicletta perche’ mossa da energia muscolare . grazie per l’ascolto e ciao a tutti . ps poi una vola eliminate tutte le competizioni riprenderemo pian piano con l’elettrico e solo quello . ma da una societa’ umana che segue il calcio cosa ci aspettiamo ?

    1. Dal suo commento si capisce che non ha probabilmente mai guidato una moto, di nessun tipo. Le capacità fisiche e mentali del pilota sono fondamentali in qualsiasi sport motoristico, soprattutto nel motociclismo. Ovviamente il veicolo è una parte importante, ma anche quello è stato sviluppato e costruito grazie alle capacità mentali di ingegneri e meccanici. Sinceramente la sua affermazione la trovo alquanto insensata.

    2. Io per essere proprio sicuro sicuro di fare un bel lavoretto, ma fatto bene fino in fondo, abolirei direttamente ogni forma di divertimento.
      E che diamine, un po’ di serietà.
      E farei pagare una tassa a chi ride più di due volte nell’arco delle 24 ore.
      Ridi troppo?
      Un fiorino!

  2. Andrea Alfieri

    Strana gente noi motociclisti…
    Le moto elettriche che corrono non ci piacciono perche’ non sono abbastanza fiche, ma le bagger vanno bene…
    io boh…

    1. La sua è una domanda estremamente attinente alla realtà, molto più di quel che pensa, e di conseguenza sarà quasi certamente ignorata da una platea di “non addetti ai lavori”.
      In realtà è proprio uno dei “segnali” del fatto che con le corse “elettriche” si è sbagliato assolutamente tutto. tutto tutto tutto. 😀

      Tant’è che si pensa con convinzione che oggi come oggi il pubblico possa preferire alla moto elettrica addirittura le “corse dei trattori”.
      E vedrete quando prima o poi “scoppia” il bubbone con la Formula E…

      Ma torno a ripetere: quando non sai nemmeno PERCHE’ fai le gare, e quindi COSA devi dimostrare, il risultato è questo.
      C’è di buono che questo è un argomento che quasi certamente a voi non interessa. 😉

    2. il bello delle gare motoristiche sopratutto quando si parla di quelle amatoriali e quelle dove i mezzi sono l’apoteosi dell’ignoranza sta nel fatto che moto, macchine , trattori o qualsiasi altro mezzo semovente sono quasi sempre autoscostruiti o preparati anche da moltissimi meccanici amatoriali; questo è fico altro che avere tutti lo stesso mezzo non modificabile appiattiti alla stessa tecnologia e performance. Solo in poche gare ho visto mezzi elettrici parteciparvi e guardarli con una certa soddisfazione, la Pikes Peak International Hill Climb per le auto e per le moto ci sono state alcune partecipazione al Tourist Trophy da parte di una moto la Mugen Shinden (Mugen per chi non conosce è il brand supersportivo di Hirotoshi Honda figlio di Sōichirō Honda e solo questo dovrebbe far sussurrare la vocina del grillo parlante che recita soldi, soldi, soldi all’ennesima potenza ) moto fatta esclusivamente per il giro secco del TT contro i sei giri che vengono percorsi dalle 1000 sbk o i tre delle superstock. Considera che malgrado la Mugen sia stato un prototipo il cui costo di sviluppo si vocifera si agirasse attorno ai 4 milioni di dollari non è riuscita a eguagliare i record su pista delle mille rimanendo sotto la media dei 200 kmh contro la media staccata di quasi 220 della BMW 1000

      1. -l’apoteosi dell’ignoranza-

        Chiave di lettura ineccepibile, che sarebbe da sviscerare bene e che spiega in gran parte perchè un campionato di improponibili bagger rischia di piacere di più della algida MotoE.

        La cosa secondo me un po’ triste è che l’apoteosi dell’ignoranza si poteva ricercare anche con le moto elettriche. Negli USA, dove l’apoteosi dell’ignoranza è di casa, esiste il campionato Super Hooligan (cercatevelo).
        Indovinate chi ci corre, peraltro con risultati dignitosi?
        Da quello bisognava partire, non dalla inevitabile brutta copia della F1 o della MotoGp. 😉

  3. Scusate la mia ignoranza, ma cosa impedisce che elettriche e termiche possano correre assieme in un’ unica competizione?

    1. Lo impedisce il fatto che, a ipotetica a parità di prestazioni lato motore e soprattutto a parità di ipotetici tempi sul giro… Insomma, immaginando che la Ducati V21L e la Desmosedici vadano uguale, ad oggi con l’attuale tecnologia disponible un’elettrica dopo 3 giri al massimo ha esaurito la batteria mentre la MotoGp ne può fare una trentina.

      Ora come ora le MotoE fanno gare da sette giri mi pare.
      Di base il problema è quello in un realistico confronto diretto.
      Sulla carta non c’è un vero problema di prestazioni, è la “durata” delle medesime che ad oggi vede la moto elettrica perdente.

      Nel cross, ad esempio, il discorso è già oggi leggermente diverso.

      1. Grazie del chiarimento. Rimane quindi solo da aspettare il tempo (se mai arrivera’) in cui le elettriche (a parita’ di potenza etc) riusciranno quindi ad essere competitive al pari delle termiche, no? Magari consentendo ev loro la sosta intermedia ai box per il cambio del pacco batterie (e/o anche riducendo un po il volume dei serbatoi ammessi per le termiche?)? Ed estendendo il discorso anche alle competizioni automobilistiche direi.
        Sarebbe quindi uno stimolo per le aziende innovative ad investire in ricerca di soluzioni innovative, per competere in corse (Moto 1, F1, etc) seguite da molto pubblico e che garantiscono quindi un ben maggiore giro d’affari risp. al “ghetto” delle gare riservate alle elettriche.

    2. Le Moto E sono troppo pesanti e non hanno abbastanza autonomia per girare assieme alle moto termiche.
      Guardando i tempi sul giro, le Moto E girano più lente delle Moto 3, che sono dei 250 cc.

    3. In moto E in media si fanno 8 giri, e la gara dura meno di 15 minuti.
      Già questo rende tali gare ben poco appassionanti.

      E poi la moto è uno dei simboli della passione: per i motociclisti non è solo un mezzo di trasporto e la moto elettrica da questo punto di vista è proprio lontana.
      Poi c’è chi usa lo scooter per gli spostamenti, e quello è un altro mercato.

  4. Dovrebbero almeno dotarle di software che emette un finto rombo Ducati… meglio magari pompando un pò i bassi…fa sempre effetto…

  5. Cantiamo tutti insieme per scacciare la tristezza

    C’è, c’è chi corre soltanto a benzina
    Chi vuole il rombo, e rifiuta la spina!
    C’è chi un giorno ha creduto nel verde
    E allora ha detto “Io parto
    Si, io con l’elettrico parto
    Sempre ammesso che parto”

    Ciao!

    A chi sbaglia a mettersi in griglia
    (ciao)
    A chi carica già la vigilia
    Uno gira soltanto in silenzio
    L’altro invece ci mette più strazio
    E c’è sempre qualcuno che parte
    Ma dove arriva se parte?

    E la Moto E la Moto
    La Moto l’è bela, l’è bela
    Basta avere la pila, la pila
    che sei subito in testa
    Sembra un giorno di festa
    E la MotoE la Moto
    La Moto l’è strana, l’è strana
    Basta una stagione, stagione
    Che risulta un po’ mesta
    È finisce la festa

    C’è, c’è chi un giorno ha fatto rumore
    E non ha ancora cambiato motore
    C’è chi sogna una curva perfetta
    Chi è costretto a pagar la bolletta
    E c’è sempre lì quello che parte
    Ma dove arriva se parte?
    Ciao!

    A chi sente soltanto il silenzio
    E poi sbaglia il pulsante del lancio
    C’è chi in fondo al suo cuore ha una spina
    C’è chi invece soltanto benzina
    E c’è sempre lì quello che parte
    Ma dove arriva se parte?

    E la Moto E la Moto
    La Moto l’è bela, l’è bela
    Basta avere la pila, la pila
    che sei subito in testa
    Sembra un giorno di festa
    E la MotoE la Moto
    La Moto l’è strana, l’è strana
    Basta una stagione, stagione
    Che risulta un po’ mesta
    È finisce la festa

  6. Un risultato annunciato. In futuro si vedrà, per ora la moto elettrica resta un mezzo di trasporto ecologico ma non certo una passione

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