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Moto e scooter elettrici: il mercato è “in panne”

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Mercato

Per la prima volta da anni il mercato delle due ruote elettriche è “in panne” e chiude il mese con un pesante tonfo. E la brusca frenata di novembre porta il bilancio dei primi 11 mesi 2021 sugli stessi livelli dell’anno scroso. Si conferma così l’impressione che la penetrazione della tecnologia elettrica fra moto e scooter stenti più che nel mondo delle quattro ruote. Anche perchè le motorizzazioni termiche, qui, non “mollano” e continuano ad inanellare record di vendita.

Questi i dati. In novembre sono stati venduti 816 veicoli, con una flessione del 38,8% rispetto allo stesso mese del 2020. Secondo Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) che ha diffuso il report mensile, la flessione è «riconducibile agli effetti di commesse dello scorso anno».

Tuttavia anche un raffronto più ampio non induce all’ottimismo: il risultato negativo del mese annulla infatti i progressi registrati nel resto dell’anno, riportando il mercato degli elettrici in pari con novembre 2020: +0,1% e 10.011 mezzi immatricolati. Rispetto ai primi undici mesi del 2019 la crescita del settore resta positiva con un più 122,1%. Ma è ben poca cosa rispetto ai numeri delle auto a batterie (leggi) quasi triplicate nello stesso periodo e con una quota di mercato passata dall’ 1,7 al 4,6%.

Moto e scooter elettrici, viceversa, ribadiscono una sostanziale marginalità rispetto al mercato complessivo, che ha segnato un nuovo record con 280.248 mezzi immatricolati. La quota elettrica è stata quindi il 3,57% nei primi dieci mesi 2021, in calo rispetto al 5,56% dello stesso periodo dell’anno precedente.

mercato "in panne"
Nonstante il successo all’ultima edizione di EICMA il mercato delle due ruote elettriche è “in panne”

La divaricazione delle tendenza della mobilità sostenibile nei due comparti delle quattro e delle due ruote è un fenomeno che meriterebbe una riflessione più approfondita. Per il tipo di utilizzo, prevalentemente cittadino, le percorrenze medie, le opportunità di ricarica più flessibili con la rimozione o lo swap delle batterie, infatti, scooter e moto elettriche avrebbero tutte le carte in regola per conquistare rapidamente il mercato. E il moltiplicarsi dell’offerta toccata con mano anche negli stand di EICMA 2021 sta lì a dimostrarlo. Ma la scommessa dei costruttori trova riscontro tiepido sul mercato.

mercato "in panne"

Forse anche perchè il grosso dei modelli a batteria si concentra per ora nel settore dei ciclomotori (velocità massima 45 km/h) che è quello meno tonico in generale. Anche fra le termiche, infatti, i ciclomotori, con 17.675 veicoli venduti, segnano una flessione del 3,1% sul 2020. Gli scoote di cilindrata maggiore sono invece cresciuti del 21,6%) e le moto del +28,1%.

Per il presidente dall’associazione ANCMA Paolo Magri «malgrado le incertezze e le sfide globali imposte al settore dalla pandemia, abbiamo già raggiunto e superato i volumi di immatricolazione pre-pandemia e il trend non arresta la propria crescita, confermando il ruolo centrale di moto, scooter e ciclomotori nella mobilità post Covid».

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21 COMMENTI

  1. io ho venduto il mio suzuky 250 tu per 350 euro e ho comprato un askoll 3 per 3200 netto incentivi. posso dire che :
    col suzuky potevo fare con un pieno almeno 390 km, viaggiavo bene a 80km/h, i 90 i 100 li toccavo qualche volta,a 120 quasi impossibile andarci. facevo rumore puzzavo mi dava fastidio il calore del motore.
    con l’askol adesso in inverno faccio 80km di autonomia viaggio a 50/60km/h non faccio rumore , non puzzo e’ divertentissimo ma fare un viaggetto come col suzuky e’ impossibile.
    quindi la moto elettrica convince solo gente come me che odia il rumore l’inquinamento e va piano.
    non penso che quelli come me siano tanti.

    • stai paragonado uno scooter come l’askol ad una Suzuki 250 che è anche una moto al quanto seria, sei tu che hai un botto di problemi, il Suzuki è anche molto ma molto più divertente di quel scooterino

      • sbagliato lo scuterino e’ molto piu’ bello di quello scaldabagno a due ruote che e’ la suzuky e sopra ti ho detto anche perche’.

    • No quelli come lei non sono tanti. Nemmeno mosche bianche però. Ma soprattutto sono lieto che abbia trovato una soluzione che la soddisfa. Curiosità: la sua suzuki era il TU250X? Mitica nave scuola per una generazione di motociclisti e anche di motocicliste, ma effettivamente un po’ tanto il minimo sindacale per poter parlare di “motocicletta”. Però se tenuta bene era fondamentalmente indistruttibile.

  2. Visto che adesso le moto elettriche da 11kw in su possono andare in autostrada e tangenziale, per stimolare il mercato italiano si spera che aumenti l’offerta di veicoli di questo tipo.

      • Forse il problema è che esigendo una potenza minima di 11 kw viene tagliato fuori chi ha solo la patente B.. E non credo che abbiano voluto fare un “dispetto” alle moto elettriche perchè continua ad esserci il divieto per i 125 termici, si vede che ci tengono a far entrare in autostrada solo i motociclisti “veri” con patente A :-/

        • l’Italia è di fatto L’unico paese della Comunità Europea dove non si può circolare in autostrada con i 125. la cosa è in massima parte dovuta al fatto che le società concessionarie pongono un sostanziale veto alla cosa per evitarsi tutta una serie di problemi giuridico assicurativi. Fra le tante cose ricordiamo che i 125 si possono guidare a partire dall’età di 16 anni, di fatto vorrebbe dire correre il rischio di avere dei minorenni che guidano in autostrada quand’ anche la cosa fosse esplicitamente vietata. Ci tengo a precisare che personalmente non sono d’accordo con questa impostazione di fondo, per quanto mi riguarda io i 125 in autostrada ce li farai andare visto che nel resto d’Europa negli ultimi 20 anni non si sono registrate stragi di scooteristi riconducibili alla piccola cilindrata. Però per sommi capi, molto sommi, questa è la situazione italiana.

          • Purtroppo la recente legge sulle moto elettriche in autostrada e la relativa circolare interpretativa non hanno fatto un favore ai motociclisti.. Basti solo vedere che la potenza minima delle moto elettriche deve essere di 11kw mentre per i sidecar sempre elettrici sembrano bastare 4kw, spero che correggano presto questa assurditá.

          • In realtà parrebbe che le cose siano esattamente all’opposto.

            https://www.insella.it/news/moto-autostrada-per-elettriche-bastano-11-kw-16-anni-e-la-patente-a1-163018

            ho provato a segnalare la cosa alla redazione, ma deve essergli sfugito.

            Più che i minorenni in autostrada, la cosa potrebbe essere interessante per i titolari di patente B, che d’ufficio possono guidare motoveicoli fino a 11kw di potenza. In arivo un’ “invasione” di scooter elettrici da 11 kw “giusti giusti a libretto?”
            Perchè no… sarebbe interessante.

            Per quanto riguarda i sidecar, grazie al cielo sono oggetti serenamente archiviati dalla storia nell’uso comune. La caratteristica peculiare dei sidecar, oggi come oggi, è quella di assommare tutte le scomodità di una motocicletta (freddo, pioggia, solleone, poca protezione negli incidenti… etc) con tutte le scomdità di un’automobile (nel traffico devi stare in coda come una qualsiasi auto, idem i parcheggi). Tant’è che diciamocelo: quand’è l’ultima volta che abbiamo visto circolare un sidecar? Io francamente manco me lo ricordo con precisione.

            Per quanto riguarda l’importanza della notizia, tenderei a concentrarmi sulla possibilità di andare in autostrada in moto con la patente B

  3. Beh ma secondo me sono proprio i feticci che potrebbero fare da cavallo di troia. Non che ci voglia poi chissà cosa, basta però partre dal presupposto che quelle cose non sono da eliminare per principio. Chiaro che tutto va adattato al nuovo senza pretendere di fare un semplice copia e incolla dall’esito controproducente. Per quanto riguarda il rumore lei stesso ha sentito ad EICMA quella che anche secondo me potrebbe essere la risposta migliore. Per quanto riguarda il cambio, perchè escluderlo a priori se può far la differenza tra vendere e non vendere? Meglio essere duri e puri e tenersi le moto in vetrina? Certo, la soluzione non è mettere il 10 marce del suzuki gp 125 a 10 marce. O la retro meccanica. Poi i prezzi scenderanno, ok, e le batterie miglioreranno e con loro le autonomie… chiaro. Ma nel frattempo perchè non provarci con quello che si può fare subito?

  4. La st4 è una bella moto, complimenti, anche se preferivo la st3. Gusti. In Ducati le moto le sanno fare eccome, non si discute. Però la st4 è stata esattamente la dimostrazione che fare una moto da turismo con la testa di chi fa moto da corsa può creare dei paradossi. Ricordo perfettamente i vari ‘report” : moto della madonna, cammina pure forte, abbastanza comoda, divertente… però poi veniva fuori la solita frase: troppo sportiva per fare turismo, troppo turistica per darci col gas. E inoltre ste benedette cinghie della distribuzione se ci fai davvero i chilometri che merita le devi cambiare una volta all’anno. E infatti la serie ST per quanto piacesse pure a me non è passata alla storia come un successo in terninindi vendite come ben mi dice. Mai quanto le sport classic, che se le sono tutte picchiate sui denti però. Quindi si, non si discute. Le moto le sanno fare eccome. Ma non è automatico che le sappiano proprio tutte solo perchè si chiamano ducati. Lei all’epoca l’avrebbe comprata una Moto Guzzi MGS 01? io si, per principio avessi avuto i soldi. Il resto del mondo mi avrebbe preso per pazzo. E forse avrebbe avuto anche ragione. Ma tornando alla Ducati la domanda è: sapranno fare le moto elettriche con le contropalle? Perchè in questo territorio siamo tutti vergini.

      • Ah ma non dubito affatto che abbiamo la moto in casa già da anni. Del resto se dietro le spalle hai Volkswagen sarebbe quasi da stupirsi se non l’avessero sta moto elettrica. A questo punto però la domanda veramente interessante è: quale moto elettrica hanno già in casa da due anni? Quella con cui partecipare alla moto-e? Partecipare, posto che per quanto riguarda il loro punto di vista di vincere e di competere non se ne parla affatto, visto che si tratta di un monomarca. Qualsiasi cosa mettano in pista, basta che arrivi in fondo a tutte le gare e lo faccia 5 centesimi di secondo più veloce dell’ energica e loro hanno vinto. Oppure, come mi piacerebbe tanto, in Ducati hanno in casa da 2 anni la moto con cui convinceranno il signor Massimo a vendere la sua Ducati st4 e il signor Alessandro a vendere una delle sue Moto Guzzi per comprarsi finalmente una moto elettrica? Converrà che sono due tipologie di moto completamente diverse.

          • Perfetto! Quindi vede che il mio discorso regge? Sic stantibus rebus anche il direttore di Vaielettrico.it malgrado il suo sacrosanto e quasi “scontato” interessamento, se si parla di moto si è dovuto anche lui “arenare” quantomeno alla questione prezzo. Se le vendite delle auto elettriche crescono a doppia cifra e quelle delle moto restano al palo, forse (ma dico forse…) il problema è che l’offerta non è soddisfacente. Lei, da bravo economista, mi insegna sicuramente che quando un prodotto non vende non è colpa del cliente, ma è colpa del prodotto. Specie se il mercato tutto sommato funziona.
            Perciò la considerazione a mio avviso più più importante di tutto il discorso che ho fatto, e che incolpevolmente forse le è sfuggita, è sempre la seguente: tempo al tempo. Stante questa odierna offerta tecnica e a questi odierni prezzi, non c’è da stupirsi se le vendite non decollano. “Io, al posto vostro, per il momento l’argomento “mercato moto elettriche” lo tratterei con molto distacco”. Che fare nel frattempo? Visto che mi ha fatto capire che è persona quantomeno competente davvero non ha mai parlato seriamente in via ufficiosa chessò… Con Tazzari tanto per dirne uno, facendogli presente “da Ducatista” e non “da elettricista” che così non si va da nessuna parte e che i dati di vendita non fanno che confermare ogni anno la cosa? Perchè è vero che si rischia tanto, ma è anche vero che qui il primo che la imbrocca sul serio fa il colpo della vita.

          • Personalmente, mi sono dovuto “arenare” anche per questioni anagrafiche… Con Tazzari ho parlato a lungo e più volte. Ho anche visitato il reparto dello stabilimento imolese nel quale i suoi ingegneri stanno sviluppando la “nuova” Lacama. Le soluzioni adottate sono molto interessanti; i risultati li vedremo solo su strada, penso presto. Nessuno però può aspettarsi un colpo di genio che risolva d’incanto tutti i problemi (prestazioni, maneggevolezza, prezzo, autonomia). I miglioramenti avanzano a piccoli passi. Ma non siamo tanto lontani: a parte i feticci di noi motociclisti, come il rombo e gli smanettamenti sul cambio, Energica, Zero e LiveWire sono già moto molto più soddisfacenti di quel che si pensi.

  5. Ragazzi… ve l’ho detto, ve l’ho spiegato, se volete ve lo rispiego… ma con queste tipologie di offerte l’elettrico su due ruote non comincia nemmeno. Gli scooter potrebbero e dovrebbero sfondare. Di questo ne sono convinto. Sono certo che lo faranno. Ma oggi nel confronto diretto sono troppo cari e hanno troppa poca autonomia. Amici, purtroppo le chiacchere stanno a zero: il kymco agility 125 lo porti a casa con 2000€, il 200 cc con meno di 3000 e ci vai in autostrada o in tangenziale. Se un omologo elettrico costa minimo 5000 euro (che in uno scooter impiegherai anni e anni a recuperare in mancati bolli e tagliandi e differenziale con la benzina) e ti da un raggio di azione di 50 km ad andare e 50 a tornare, la scelta non si pone nemmeno. Punto, fine, ohimè non c’è altro da aggiungere. E ho tirato fuori solo un modello. Non prendiamoci in giro fra di noi, ma finché le cifre sono queste la verità è che non c’è partita. Capitolo moto: stesso discorso a livello di prezzi, con l’aggravante di tutto il corollario in tema di autonomia e di coinvolgimento a livello di guida. Così come sono fatte le moto elettriche possono interessare solamente a chi (lecitamente) una moto elettrica la vuole per principio. E se la può permettere aggiungo. Finchè ce la raccontiamo fra di noi (effetto facebook) troveremo sempre qualcuno che ne è entusiasta. Ma i sondaggi fatti in tutta europa parlano chiaro: piuttosto che andare in giro con le moto elettriche fatte come sono fatte oggi, almeno il 30% degli intervistati dice chiaramente che smette di andare in moto. Che si compra uno scooter per fare quello che gli serve ma che smette di andare in moto. La italvolt lacama è un oggetto di una bellezza struggente che almeno qui da noi in europa non si cagherà nessuno. Perchè è giusto buona per andare al bar. E vi ricordo che ” motociclista da bar” non è un complimento. Al di là della questione economica, così come sono fatte oggi le motociclette elettriche non batteranno chiodo mai e poi mai al di fuori del ristretto ambiente degli specifici appassionati. Quindi è totalmente inutile rattristarsene. Tempo, fatica e lacrime sprecate. Bisogna dare il tempo al tempo, aspettare che le batterie abbiano la loro evoluzione e soprattutto, a mio fallibilismo avviso, aspettare che arrivi qualcuno che ci capisce sia di motori elettrici, sia di motociclette, sia di motociclisti. Ma sono convinto che prima o poi qualcosa succederà. Certo, diciamo che se il primo che prova a fare qualcosa di interessante mi mette la retromarcia meccanica… Ma ripeto: tempo al tempo. Io, al posto vostro, per il momento l’argomento “mercato moto elettriche” lo tratterei con molto distacco.

    • Posso condividere il ragionamento, non le conclusioni. Nel 2023 scenderà in piasta la Ducati: Domenicali se ne intende abbastanza di moto?

      • Di moto da corsa di sicuro. Di piloti anche. Di motociclisti e di moto “normali” è probabile ma è sempre da vedere: la stupirò ma per esperienza di prima mano ho imparato che chi viaggia a quei livelli di prestazioni a volte fatica a conunicare con la “base”. La prima Ducati Streetfighter doveva essere una killer application, personalmebte la ricordo cone una delle moto più odiose che ho provato su strada. Seconda solo alla MV Agusta Brutale 910 “nonmiricordoseRoppureS” che era talmente scorbutica che ad andarci piano rischiavi di più che andarci forte. quando hanno rifatto il Monster mi sono trovato in mano una moto che sotto i 100 all’ora era semplicemente uno strumento di tortura. Sopra no, era piacevole. E potrei continuare perchè tra il 2004 e il 2016 per lavoro ho avuto tra le mani praticamente tutte le moto che sono uscite sul mercato. Quindi massima fiducia, ma vediamo i fatti perchè le moto da corsa e quelle da strada sono due coae un po’ differenti. Ma la domanda vera su cui ha glissato è: ci capirà anche di motori elettrici? Perchè io le tre condizioni che ho detto le lego strettamente insieme. Altrimenti i risultati sono: o peg perego dei grandi, o ufficio complicazione affari semplici, o bella di torriglia.

        • Io viaggio in ST4. Quindi di Ducati mal riuscite me ne intendo… Tuttavia non si può dire che non sappiano fare le moto.

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