Verge Motorcycles è il primo a presentare una moto elettrica equipaggiata con batteria allo stato solido. Una tecnologia sviluppata da Donut Lab, capace di offrire ricarica ultraveloce, fino a 600 km di autonomia.
La prima cosa da dire è che la nuova Verge TS Pro non è un concept, un progetto o una promessa per il futuro. Sarà già disponibile a partire dal primo trimestre del 2026. Una precisazione necessaria perché quanto annunciato potrebbe rivoluzionare la percezione che abbiamo delle moto elettriche. Verge infatti grazie alla collaborazione con Donut Lab, ha appena svelato al CES 2026 la prima batteria allo stato solido pronta per la produzione di massa.
Autonomia fino a 600 km e ricarica rapida
Cuore della nuova generazione di moto Verge è la batteria Donut allo stato solido, capace di raggiungere una densità energetica di 400 Wh/kg, garantendo maggiore autonomia, leggerezza e una flessibilità straordinaria nel design. In condizioni reali, l’autonomia dichiarata è arriva a 600 km con un’unica ricarica. Se non fosse sufficiente la ricarica è veloce e promette di aggiungere centinaia di km in soli 5 min (si parla di ricarica completa senza il limite dell’80%).
Come se no bastasse le batterie allo stato solido sono progettate per durare fino a 100.000 cicli di carica e supportano la scarica completa, in sicurezza e senza degrado. Sono inoltre studiate per minimizzare perdita di capacità e performance in condizioni estreme: da -30°C a +100°C, praticamente senza alcuna perdita significativa.

Prestazioni e sicurezza: la TS Pro cambia le regole
Ma intorno alla batteria c’è una moto. Una moto che nel precedente allestimento abbiamo già visto anche ad EICMA 2025. La Verge TS Pro è spinta da un motore Donut 2.0 integrato nel mozzo ruota, più leggero del 50% rispetto alla generazione precedente ma in grado di erogare 1.000 Nm di coppia. Le prestazioni parlano da sole: accelerazione 0-100 km/h in 3,5 secondi, con stabilità e maneggevolezza migliorate grazie al baricentro ottimizzato.
Le batterie allo stato solido offrono vantaggi di sicurezza strutturale ineguagliabili: niente elettroliti infiammabili, nessuna propagazione termica, zero rischi di incendio. Inoltre, sono prodotte con materiali abbondanti e sicuri dal punto di vista geopolitico, abbattendo costi e problematiche legate alla disponibilità di terre rare.

Donut Lab al CES: la mobilità elettrica cambia oggi, non domani
La presenza di Donut Lab al CES 2026 ha segnato un altro traguardo epocale. Dopo il debutto del motore Donut nel 2025, l’azienda finlandese ha presentato la prima batteria allo stato solido pronta per i veicoli di serie. Nessun compromesso: ricarica veloce, durata superiore, scalabilità industriale.
Il CEO Marko Lehtimäki ha commentato: “Il futuro delle batterie allo stato solido è oggi. Abbiamo preferito non annunciare nulla finché la tecnologia non fosse testata, convalidata e già in uso. Ora è reale, installata su veicoli di produzione e pronta a trasformare la mobilità elettrica.”
Oltre a Verge, altri OEM stanno già integrando la tecnologia Donut. La batteria è infatti concepita come piattaforma modulare universale, applicabile a motociclette, automobili, camion, droni e sistemi di accumulo stazionario. Anche il design beneficia della flessibilità: le batterie possono essere integrate strutturalmente nel telaio del veicolo o adattate a geometrie non convenzionali.

Un segnale forte per l’industria europea
Con l’arrivo sul mercato di una tecnologia che sembrava sempre a qualche anno di distanza, Donut Lab e Verge Motorcycles stanno scrivendo una nuova pagina nella mobilità elettrica globale e di quella a due ruote in particolare.
Ora che le prime moto Verge con batteria a stato solido sono effettivamente in circolazione, il settore è chiamato a reagire. La sfida non è più tecnologica, ma industriale: trasformare il potenziale in standard.
Se i numeri promessi troveranno riscontro nella realtà, a costi accettabili, potremmo essere di fronte a una rivoluzione per il mondo delle due ruote. Avere un’autonomia di 600 km e la possibilità di ricaricare in soli 5 minuti abbatterebbe di fatto quello che ad oggi è il maggior ostacolo alla diffusione delle moto elettriche stradali.


E’ un annuncio abbastanza incredibile, sembra un pesce d’aprile. Per vedere il piatto mancano comunque pochi mesi, giorni. Quando consegneranno le prime moto Verge. Fremo, potrebbe essere una rivoluzione. Sti finlandesi però, chi li calcolava? Già con la Verge hanno fatto scalpore.
ero scettico ma il loro CEO dice esplicitamente “sono a stato solido e non ibride solide-liquide”.. non resta che aspettare
cercando meglio il consorzio di aziende cinesi che ci sta lavorando ha in effetti annunciato prototipi di auto di serio modificati con batterie stato solido
Ummh.. non so.. mi puzza di trovata pubblicitaria. Se fosse vero perché inserirle su una moto? Io le avrei proposte a Ferrari per la sua Elettrica, o Lamborghini o qualunque altro brand di lusso così da garantire margini altissimi e dare lustro alla tecnologia
@Daniele: chi ti dice che non siano già in contatto? Il motivo della moto è che fa parte dei una integrazione verticale, dove hanno progettato tutto insieme, è più immediato. Integrarle in un altro telaio richiede tempo.
// perché inserirle su una moto? \\
Credo perché le moto, piú delle auto, hanno bisogno di qualitá come densitá energetica e velocitá di ricarica per migliorare il successo di pubblico
– perché inserirle su una moto?-
Perchè è più facile, e inoltre su una moto le si stressa di più così si vede come vanno.
Tutte le aziende di batterie a stato solido sono “patrocinate” da qualcuno, Stellantis ha puntato svariati milioni su factorial e non può di certo disdire contratti e buttare gli investimenti perché qualcuno è arrivato prima?
Secondo problema il costo, un pacco da 33kWh avrà un costo elevato ma per un’auto parliamo almeno di 80kWh quindi quasi il triplo.
Terzo problema è la quantità, non sappiamo quante batterie al giorno riescono a produrre quindi è possibile che le fabbriche non siano sufficienti per produrre in quantità.
La vigilia di Natale mi son sentito con Franco Lambertini, per farci gli auguri e dirci le ultime novità su una cosina che potrebbe avere bisogno che gli facessi. Ve la faccio breve, a un certo punto gli ho detto:
“Allora Franco, la facciamo una moto elettrica?”
“Ma certo che la facciamo!!! La più bella di tutte!!! Ma con le batterie che ci sono adesso non andiamo ancora da nessuna parte…”
Ci siamo lasciati con l’intesa di prenderci il tempo di raccontarci come la faremmo sta moto elettrica.
Magari ste batterie lo convincono.
è una bella notizia tecnica per l’inizio d’anno (visto che quelle geo-politiche purtropo confermano le guerre del 2025), solo un pensiero:
siccome la filiera produttiva non fa salti improvvisi, Donut-Lab sul loro sito sembra sparare specifiche eccessive delle celle, per creare notizia; non credo a questa parte: “stato-solido, 100.000 cicli, ricarica in 5 minuti, costo inferiore a batterie litio attuali”.. questi sembrano più gli obiettivi futuri
posso credere alla densità energetica di 400 wh/kg, alla ricarica della moto in 10 minuti al 90% (comunque spettacolare) e al mantenimento delle prestazioni al freddo e al caldo
due-tre anni fa si parlava dei pacchi batterie cinesi da 260 wh/kg, contenenti celle semi-solide da 360 wh/kg, poi adotttati da alcune EV di Nio, e infine momentaneamente abbandonati perché costavano troppo
uno-due anni fa cerano annunci di altri due costruttori cinesi che sostenevano di aver alzato la densità delle celle semi-solide a 380 wh/kg e che lavoravano per arrivare a 400, e sostenevano di aver già ridotto i costi, così a occhio potrebbero (?) essere i fornitori di Donut-lab
Da quello che ho letto sul sito la batteria è da 33kWh e la ricarica arriva a 200KW, vorrebbe dire 6C.
Batterie 5C sono già di serie su alcune auto, potrebbe davvero essere che sono arrivati 6C.
Con una curva di ricarica costante sarebbero davvero 10minuti per il pieno, secondo me sarà verosimile un 10-80 in 10 minuti che sarebbe già una bomba.
Per i 100mila cicli mi pare invece una baggianata, secondo me è una stima dato che è impossibile che l’abbiano provata in condizioni reali per tutti questi cicli in poco tempo.
Rimane la questione 400wh/kg, purtroppo non specificano se sia a livello cella o a livello pacco batteria. Se fosse livello pacco vorrebbe dire celle da 450/500, un po’ troppo, ma già così è un traguardo eccezionale.
si è densità di cella.. per essere già ora un prodotto commerciale penso che 400 wh/kg è già tanto se ci arrivano a livello di cella
perché la distanza come densità tra cella e batteria di solito è un po’ più alta di come hai ipotizzato, per batteria densa 400, penso servirebbero celle da 540, che oggi sono solo prototipi
c’è un sito che fa queste misurazioni, e se ricordo tra densità gravimetrica delle celle e della batteria, ci passa un coefficente di circa 0,72 ( 76% nei casi migliori, 67% nei peggiori)
per batteria di una moto (necessita meno rinforzi di quella piatta di un’auto) tirando a indovinare sparerei un 0,75:
400 wh/kg celle x 0,70 = 280 wh/kg batteria completa
400 wh/kg celle x 0,75 = 300 wh/kg batteria completa
per chiacchera:
– la buona nuova batteria renault R5 fa 52 kwh netti, cioè credo 55 lordi, in 297 kg, siamo a 185 wh/kg, ed e pure divisa in 4 moduli sostituibili (moduli=peso aggiuntivo), per cui bravi.. ha fatto meglio della generazione precedente Renault-VW che stava sui 168-174 wh/kg
– nuova batteria Tesla Long Range chimica 955 sta al vertice delle auto con 84,8 kwh lordi in 448 kg -> 189 wh/kg
– le moto attuali, quelle costose, come batteria mi pare stanno a 185-200 wh/kg, per cui la batteria Verge è un bel salto
– con le meno enegeticamente dense batterie LFP comunque c’è BYD e qualche altro che fanno miracoli nell’impacchettamento:
i pacchi Blade di seconda generazione di due anni fa avevano celle da 176 wh/kg e mettevano 60,5 kWh in 405 kg, cioè 149 Wh/kg, cioè un fattore di 0,84 tra celle e batteria completa
c’è il trucco comunque, BYD ci riesce perchè l’involucro in alluminio delle celle Blade allungate viene usato come elemento strutturale; quindi un po’ di “zavorra” strutturale è già inclusa nella “buccia” resa più spessa della celle; inoltre ci sono scarsi pericoli di incendio e non serve un raffreddamento e un isolante tra ogni fila di celle
Bellissimo sapere che le batterie a stato solido sono finalmente in commercio, anche se nel caso specifico parliamo di una moto di lusso per pochissimi estimatori.
Speriamo che i prezzi scendano presto e permettano l’adozione su veicoli più abbordabili. Autonomia e longevità delle batterie sono esattamente quello che manca per il definitivo pensionamento del motore termico.
È già ordinabile in Italia, 40000 euro, “solo” 3000 euro in più della batteria “normale” che garantisce 350km di autonomia.
Non mi aspettavo niente di diverso, il primo che arriva deve ripagarsi lo sviluppo.
Però sono prezzi normali per moto di alta gamma, non me ne intendo abbastanza e non conosco Verge, per cui non posso esprimermi se soddisfi tutti i requisiti di una moto da 40k.
Indubbiamente le batterie allo stato solido, possiamo dire, che esistono e sono in commercio: ciò è solo positivo e tra 10 anni anche moto e scooter più economici adotteranno questa tecnologia.
molto incuriosito sono andato sul loro sito:
– 20,2 kWh batteria standard in 100 kg
– 33,3 kWh batteria stato solido
per la stato solido, ipotizzerei un peso di 110-120Kg,
cioè densità pacco batteria 30-28 kWh ogni 100 kg
come dicevi tu, diffusione di massa tra 10 anni, significa che al 2035 una auto piccola potrebbe avere una batteria da 300 kg da 90-84 kWh e pesare 1200 kg in totale; chi vorrà ancora comprare una termica/ibrida?
Se model 3 con 60 kWh e 1800kg fa oltre 300km autostradali in estate, con una utilitaria da 1200kg, con batteria che non soffre il freddo e si ricarica in pochi minuti (ma anche 15 bastano), ci si potrebbe accontentare di 60kWh, si arriverebbe forse a 400km autostradali, pesando il 33% in meno: oltretutto 60kWh costeranno sempre (di qualsiasi batterie o chimiche si parli) meno che 90kWh: nel 2035 non si comprerà più termico.
Magari! Se corrispondesse al vero cambierei moto sicuramente, bisogna aspettare le prove su strada