Home Camion, bus e mezzi da lavoro Mosca è la Mecca dei bus elettrici, l’avreste mai detto?

Mosca è la Mecca dei bus elettrici, l’avreste mai detto?

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Mosca e-bus

Quale città in Europa può vantare la più grande flotta di bus elettrici? Non è Oslo o Amsterdam, ma è Mosca la mecca europea dei bus elettrici. L’altro giorno ha messo in strada il suo 500esimo autobus elettrico, un Kamaz 6282. La flotta elettrica di Mosca batte quelle di Londra (300 veicoli), Parigi (259), Berlino (200) e Amsterdam 164). La classifica è stata redatta da Mosgortrans, l’operatore di autobus che serve la capitale russa.

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A Mosca già 500 bus elettrici in strada

ùA Mosca i primi bus elettrici sono scesi in strada già nell’autunno 2018. Nel 2019 erano saliti a 300 e altri 200 sono entrati in servizio quest’anno. Sono tutti di produzione nazionale, parte della Kamaz e parte della Gaz.

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Il KamAZ in vetrina al Salone dell’auto di Mosca

Kamaz è un’azienda di stato specializzata nella produzione di veicoli pesanti speciali, sia civili sia militari. Ma al salone dell’auto di Mosca di alcuni anni fa aveva presentato anche un interessante prototipo di shuttle elettrico a guida autonoma, il KamAz, dalle forma molto originali.

Kamaz 6282, con ricarica a pantografo

,osca autobus elettriciMosgortrans afferma che prevede di avere 2.600 autobus elettrici operativi a Mosca entro il 2024, numero questo che che però è ancora solo un terzo dell’enorme flotta di autobus della città.

Il KAMAZ 6282 utilizza batterie al litio-titanato, ha un’autonomia di 70 km e può essere ricaricato in 6-12 minuti con stazioni di ricarica ultraveloci utilizzando un mezzo pantografo. Può anche essere ricaricato durante la notte utilizzando 380 V CA trifase. Può essere caricato a temperature che vanno da +45 a -40 ° C, un must per il funzionamento tutto l’anno nel clima proibitivo di Mosca.

Una fabbrica in città per 400 bus all’anno

In ottobre  Mosgortrans ha annunciato di avere 38 linee di autobus elettrici operative a Mosca, rispetto alle 36 di poche settimane prima.

Il Dipartimento dei trasporti sostiene poi che lancerà la produzione a Mosca di bus elettrici il prossimo anno, con una capacità prevista di circa 400 autobus elettrici all’anno.

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5 COMMENTI

  1. Non vorrei, ma questa riconversione elettrica di KAMAZ sembra presagire un’invasione europea.

    Il nome se lo sono fatti vincendo ogni rally raid in condizioni proibitive, sbaragliando il meglio del meglio dell’ingegneria europea.

    Ora arriva inaspettatamente la Kama-1, quella spartana e accattivante macchinetta pronta a combattere nella guerriglia urbana e questi bus che operano a temperature inimmaginabili per l’elettrico.

    Fossi sindaco di una città europea valuterei con seria attenzione questi bus elettrici che sono convinto sbarcheranno presto in Europa con la piccola Kama-1.

    Se vanno bene a Mosca, vanno bene ovunque.

    KAMAZ non si fermerà certo a Polonia e Cecoslovacchia, arriverà anche in Italia.

    Quando?
    Sarebbe interessante saperlo.
    La Kama-1, passata inosservata tra i lettori di VaiElettrico, la comprerei ad occhi chiusi.

    • Perché invasione, Alberto? La concorrenza stimola il mercato: noi vendiamo i nostri prodotti in Russia, loro hanno diritto di vendere da noi. E più concorrenza (san) c’è, più il consumatore ha facoltà di scegliere.

      • Ho usato il temine dirompente: invasione, per far presente ciò che non potrà avvenire.
        Purtroppo quest’embargo sembra non aver fine.
        Potessimo acquistare il prossimo anno la Kama-1 e vedere i bus elettrici della Federazione Russa.
        Sinceramente pensavo avessimo problemi con l’Egitto, non con la Federazione Russa che apprezza tutti i prodotti della manifattura italiana e i nostri agroalimentari.
        Ma qualcuno si rende conto dei danni economici causati dall’embargo russo?

        • Vero, pero penso che purtroppo il ragionamento sull’embargo vada affrontato su una prospettiva più ampia. Teoricamente la base dovrebbe essere che per questioni economiche non si possa mettere in secondo piano tutti gli altri valori. Di solito quando si arriva ad un embargo qualcosa di poco buono oltre ogni limite accettabile è stato fatto … e viene fatto. …. Non so hai mai letto di un episodio della polizia francese che ha preso in mezzo ai boschi 2 extracomunitari e cosi senza pensarci li hanno presi, hanno superato il nostro confine e li hanno lasciati da noi. Non ti da fastidio? … il discorso non è incentrato sull’extracomunitario ma sull’azione dei francesi…. e questa è una stupidagine … non so se sai cosa ha fatto la russia? … bada non sto ragionando sul fatto che poteva o no avere le sue motivazioni giuste o sbagliate …. il fatto è che ha pensato di risolvere il problema invadendo un’altro stato ….. un po come sta anche succedendo ora in grecia dove la Turchia per questione economica (trivellare) ha invaso lo spazio marittimo legittimo della grecia e sorvegliando la zona con navi da guerra … cosa fai? … li o gli fai la guerra o in qualche modo cerchi di fargli capire che non è vantaggioso per nessuno quello che fa … siccome io personalmente non considero la guerra una opzione valida l’unica leva che si puo adottare con qualcuno estremamente spregiudicato per denaro è una leva economica.

          • La maggior parte delle persone non si ricorda dell’embargo con la Federazione Russa, né i motivi per i quali l’UE ha assunto tale misure economiche restrittive nel 2014.
            Se lo ricordano gli imprenditori agricoli e manifatturieri del nord Italia che hanno perso gran parte del loro fatturato ed ora versano in crisi economica.
            È da marzo 2014 che l’UE ha imposto continue misure restrittive nei confronti della Russia, adottate in risposta all’annessione illegale della Crimea e alla deliberata destabilizzazione dell’Ucraina.
            La Federazione Russa ha reagito con decreti governativi ben più blandi, di fatto inutili visto che già l’UE aveva impedito gran parte dell’export.
            Inoltre, sono stati sospesi i negoziati per isolare la Federazione Russa aprendo alla Repubblica Popolare Cinese la Nuova via della seta e il porto di Trieste gestito da HHLA, la società tedesca che dirige lo scalo di Amburgo.
            Se questo è il principio allora va applicato in tutti i casi, inclusi i contratti con l’Egitto.
            Se Gazprom e Naftogaz, che ricordo sono compagnie energetiche nazionali, non rispettassero il protocollo d’intesa che evita il rischio di interruzioni nel transito di gas russo inviato in Europa, allora saremmo a fronteggiare un’altra emergenza: la crisi del gas, dell’elettricità e del freddo nonostante le forniture Transmed dall’Algeria che sono ormai dimezzate.

            O tutti o nessuno.

            Intanto, gli affari con la Federazione Russa che ambiva ai prodotti di manifattura ed all’agroalimentare italiani, li fanno altre nazioni.

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