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Monopattini sicuri? il decalogo di Micro

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Monopattini sicuri? Micro ha pubblicato un decalogo per gli utilizzatori di questa nuova forma di mobilità elettrica, sempre più diffusa soprattutto a Milano.

Il decreto c’è, è il momento della sperimentazione

L’azienda, tra i leader nella produzione di monopattini, ha dedicato una giornata al tema della guida sicura. All’interno di un circuito allestito nella Piazza Città di Lombardia, giornalisti, grandi e anche piccini hanno potuto provare i numerosi mezzi messi a disposizione dalla marca svizzera. La giornata ha toccato un tema d’attualità come i monopattini sicuri, visto che il Ministero dei Trasporti ha appena approvato il decreto con le linee guida per chi  vuole muoversi su strada (qui l’articolo).

Il nuovo decreto impone innanzitutto la necessità di rendere il proprio mezzo elettrico facilmente visibile di notte attraverso luci sia anteriori che posteriori. E ogni comune potrà scegliere di avviare un periodo di sperimentazione e di consentirne la circolazione. Nelle aree pedonali (a velocità non superiore di 6 Km/h), nei percorsi pedonali e ciclabili, sulle piste ciclabili o in strade con limite di velocità di 30 Km/h (a una velocità non superiore a 20Km/h).

Monopattini sicuri, ecco il decalogo

  1. Mantieni in efficienza il tuo monopattino
  2. Metti il casco
  3. Indossa sempre scarpe adatte
  4. Scendi dal monopattino quando piove
  5. Al buio usa una luce
  6. Fare attenzione ai pedoni
  7. Attenzione anche a binari e rotaie
  8. E attenzione a uscite da passi carrai e portoni
  9. Modera la velocità
  10. Attraversa le strisce a piedi
Ouboter
Wim Ouboter

Micro Mobility Systems (qui il sito) è stata fondata a Zurigo nel 1996, con il lancio del monopattino Micro. Il primo prototipo risale al 1997. Nel 1999 Micro Mobility System aveva già raggiunto i 5 milioni di monopattini venduti. L’ultima creazione del papà del Micro, Wim Ouboter, è il Microlino, una minicar elettrica che ricalca le linee della vecchia Isetta. Un’avventura che sta incontrando non pochi problemi, dopo l’accordo con il costruttore tedesco Artega (leggi qui).