Home Sharing Monopattini in sharing, la sfida di Dott si chiama sicurezza

Monopattini in sharing, la sfida di Dott si chiama sicurezza

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I piani di Dott sono chiari: sbarcare Milano entro giugno in pole position per l’avvio della sperimentazione della micromobilità elettrica all’italiana. Poi seguiranno Torino, Roma, Bologna, Firenze, Pesaro e Rimini via via che le diverse amministrazioni apriranno le loro città ai servizi di e-mopped sharing.

A a differenza dei numerosi competitor internazionali già sulla linea di partenza (Helbiz, Lime, Bird e Hive in primis), la start up con sede ad Amsterdam vuol farlo senza “strappi” e forzature, rispettando alla lettera le regole di sicurezza in procinto di essere varate dal Consiglio dei ministri. E sempre di comune accordo con le amministrazioni comunali. Diversamente dai concorrenti ritiene poi che l’impianto generale del decreto che darà disco verde alla circolazione dei monopattini elettrici, soprattutto quelli in sharing proposti da Dott e compagnia, sia nel complesso condivisibile. Anche se più restrittivo rispetto ad altre esperienze europee.

 

“Niente furbate, rispettiamo le regole”

Dott, quindi, attende in monacale pazienza  la conclusione dell’iter ministeriale che permetterà l’avvio della sperimentazione per questi veicoli innovativi.


«Per molti mesi abbiamo lavorato al fianco delle istituzioni, collaborando con le amministrazioni comunali, il Ministero e tutti gli altri attori coinvolti al fine di delineare un quadro normativo agile e al contempo atto a garantire la sicurezza per utilizzatori e non»,  afferma il general manager talia Andrea Giaretta. Spiegando poi che «l’approccio responsabile da noi adottato anche negli altri paesi europei sia l’unico modo per costruire un ecosistema sostenibile nel lungo periodo per le città».

Per approccio responsabile Dott intende: 1) costruire un veicolo duraturo e sicuro, adatto a condividere il servizio 2) gestire il servizio con operatori professionali in luoghi professionali 3) collaborare con gli stakeholder della città per adattare il servizio ai requisiti o alle specifiche della città.


Dott ha già sondato il mercato milanese durante la Design Week di aprile, rimanendo però all’interno della legalità, in contesti controllati e supervisionati da appositi referenti della sicurezza. E in maggio ha ricevuto l’apprezzamento del Sindaco Beppe Sala in occasione dell’evento Seeds&Chips. L’azienda infatti è fermamente convinta della necessità di collaborare con le istituzioni prima durante e dopo l’avvio della sperimentazione, «respingendo ogni tipo forma di fuga in avanti rispetto alla normativa vigente». In questi giorni il general manager francese Nicolas Gorse sta firmando un protocollo d’intesa con le municipalità di Parigi, mirato a definire le linee guida da seguire per gli operatori del settore.

Un veicolo ad hoc, pensato per l’Europa

Nata ad Amsterdam nel 2016 su iniziativa di due soci fondatori francesi  con precedenti esperienze in Uber e nel bike sharing Ofo, Maxim Romain ed Henri Moissinac, a fine 2018 ha raccolto 20 milioni di euro con un’operazione di venture capital. Fra i soci finanziari figurano Napster, EQT e lo U-Start Club, Club italiano di investitori privati in venture capital. Come spiega Giaretta che capeggia il piccolo team italiano «Dott ha l’ambizione di diventare un protagonista del settore, mantenendo però una fisionomia tipicamente europea. Il nostro motto è local for local». 

Dott, per esempio, è l’unica società del settore che sin dal primo istante ha voluto sviluppare internamente i propri monopattini «per essere in linea con i più elevati standard di sicurezza, garantire ai cittadini uno strumento affidabile e adeguato per muoversi nelle città e nelle strade europee». Quindi ruote più grandi e spesse, la pedana più larga, batteria più grande, doppio freno meccanico, baricentro ribassato e un robusto telaio in alluminio realizzato con tecniche avio. E’ questa una «mozione d’orgoglio» di fronte ad operazioni di concorrenti che Giaretta definisce «furbate».

Perché, spiega «se un avvio selvaggio dovesse causare inconvenienti con conseguenze gravi per utenti e cittadini a farne le spese sarebbe tutta la nostra industria e i cittadini che vedrebbero svanire un servizio che invece può avere un importante ruolo per rendere le nostre città più vivibili e i nostri spostamenti a breve raggio molto più veloci e sostenibili». Un sondaggio effettuato a Parigi fra clienti di moped  sharing ha evidenziato che il 71% ritiene i veicoli di Dott più stabili e il 73% più sicuri.

E il decreto? “Si può migliorare” 

Le regole di circolazione previste dal decreto interministeriale, pur molto rigide e complesse, non dispiacciono a Giaretta. «Anche se alcune cose andrebbero modificate, e speriamo che, con il consenso dell’Anci, vengano modificate all’atto della firma finale, riteniamo che nel complesso il provvedimento sia attento alla sicurezza, il che non ci dispiace. E’ una sperimentazione e vedremo i risultati. Alla luce di essi, tutto può essere migliorato quando si tratterà di disciplinare la micromobilità elettrica per legge, nel nuovo Codice della Strada». Infine il manager di Dott Italia è convinto che i Comuni, mettendo in pratica le disposizioni, abbiamo «sufficiente margine di manovra per permettere al nuovo servizio di sharing di giocare un ruolo incisivo nel migliorare la mobilità urbana».

Giornalista economico presso Il Sole 24 Ore, caporedattore economia Quotidiano Nazionale QN, coordinatore Corriere Imprese Emilia Romagna. degliesposti@vaielettrico.it