Fra pochi giorni entrerà in vigore l’ultimo tassello della riforma del Codice della strada. Dopo casco obbligatorio e contrassegno identificativo, arriva anche l’assicurazione RC. È il punto di arrivo di un percorso iniziato sei anni fa che ha trasformato il monopattino elettrico da semplice mezzo per la mobilità urbana a vero veicolo destinato alla circolazione su strada.
Siamo alle porte di una piccola grande rivoluzione per il mondo delle due ruote, più precisamente per i monopattini elettrici. Dal 16 luglio scatterà infatti l’obbligo dell’assicurazione per la responsabilità civile. L’RC è l’ultimo passo di un percorso normativo alcuni anni fa e he profondamente cambiato la natura di questi mezzi.
Quando arrivarono sulle strade italiane, tra il 2019 e il 2020, i monopattini erano poco più di una novità: nessuna targa, nessuna assicurazione, regole ancora in evoluzione e un utilizzo che ricordava più un giocattolo tecnologico che un vero mezzo di trasporto. Complie il fatto che in strada circolavano anche monowheel, overboard e segway. La maggiorparte di questi si è estinta, mentre i monopattini invece si sono moltiplicati.
Tanto che oggi la situazione è completamente diversa ed è stata anche normata in maniera più restrittiva. Dopo una lunga serie di interventi legislativi, culminati con il nuovo Codice della strada e i successivi decreti attuativi, il monopattino è ormai assimilato, almeno sotto molti aspetti, a un veicolo della mobilità urbana, con obblighi e responsabilità sempre più vicini a quelli di ciclomotori e motocicli.
Negli ultimi sei anni sono arrivati prima limiti di velocità più definiti, poi l’obbligo di indicatori luminosi e freni conformi ai requisiti tecnici, il divieto di trasportare passeggeri e quello di circolare fuori dagli ambiti consentiti.
Con il nuovo Codice della strada è stato poi introdotto un ulteriore cambio di passo: casco obbligatorio per tutti i conducenti, contrassegno identificativo e assicurazione RC.

Cosa è già obbligatorio
Negli ultimi mesi sono già entrati in vigore tutti gli obblighi che abbiamo citato. Manca solo l’assicurazione obbligatoria. Oggi chi circola con un monopattino deve indossare il casco, utilizzare un mezzo dotato dei dispositivi previsti dalla normativa e rispettare i limiti di circolazione stabiliti dal Codice della strada. Dal 16 luglio tutti i monopattini elettrici dovranno essere coperti da una polizza di responsabilità civile verso terzi. In pratica, come già avviene per auto e motocicli, i danni provocati a persone o cose durante la circolazione dovranno essere coperti da un’assicurazione.
Quanto costa mettersi in regola
Per il contrassegno identificativo il costo è contenuto, ma può variare a seconda che si svolga la procedura autonomamente o ci si rivolga a un’agenzia di pratiche automobilistiche. Complessivamente la spesa oscilla indicativamente tra circa 35 e 80 euro.
Per l’assicurazione il mercato è ancora in fase di assestamento. Le prime offerte disponibili parlano di premi annui che possono andare da poche decine di euro fino a oltre cento, in funzione delle garanzie offerte e delle compagnie assicurative. È probabile che, nei prossimi mesi, aumenti il numero delle polizze dedicate ai monopattini e che i prezzi tendano a stabilizzarsi.
Chi circola senza contrassegno identificativo o, dal 16 luglio, senza assicurazione obbligatoria, rischia sanzioni particolarmente elevate, da 100 a 400 euro, oltre al sequestro amministrativo del monopattino.
La trasformazione è ormai completa
La scadenza del 16 luglio rappresenta molto più dell’entrata in vigore di un nuovo obbligo. Segna la conclusione di una trasformazione iniziata sei anni fa. Da simbolo della micromobilità “libera”, caratterizzata da poche regole e grande semplicità d’uso, il monopattino è diventato un veicolo inserito a pieno titolo nel sistema della circolazione stradale.
Un’evoluzione che comporta inevitabilmente maggiori costi e più responsabilità per gli utenti, ma che punta anche a rendere più sicura la convivenza tra monopattini, biciclette, automobili e pedoni.
Questa la teoria. Questa è la politica. Cosa ben diversa è la pratica. Una legge ha l’impatto positivo per cui è stata scritta solo nel momento in cui questa viene rispettata. E per far rispettare la una legge – lo insegna l’esperienza – sono necessari controlli, tantissimi controlli. Da oltre un’anno e mezzo è obbligatorio indossare il casco, ma basta guardarsi intorno per vedere come siano ancora rarissimi quelli che rispettano la normativa.


