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Monopattini elettrici, i futuri padroni delle città?

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Ormai non passano più inosservati. I monopattini elettrici sono diventati una realtà nelle nostre città. I dati non mentono. Con percentuali di diffusione sempre più alte, specie tra i giovani, i monopattini cominciano ad essere una “presenza” importante sulle strade italiane.

Vuoi per l’attenzione maggiore che i ragazzi rivolgono oggi alla micro-mobilità (semplice, rapida e utile nel contesto urbano), vuoi per l’aumento dei servizi sharing  che ne hanno aumentato la notorietà, questi mezzi a due ruote sono la grande novità elettrica del momento. Un fenomeno in costante crescita.

Quello a cui assistiamo negli ultimi tempi è un vero e proprio boom di vendite che non accenna a diminuire. Anzi, complice il particolare momento storico, con i prezzi del carburante alle stelle, è molto probabile che i numeri cresceranno ancora.

Il re della micro-mobilità urbana

L’Italia ha abbracciato il trend del momento. Tra i fattori del sempre maggiore apprezzamento di questi mezzi c’è sicuramente l’aspetto economico (i monopattini in media hanno costi contenuti e invoglianti) e la facilità di reperimento (molti acquisti avvengono velocemente online). Oltre ovviamente ai vantaggi evidenti in termini di mobilità.
I monopattini, infatti, sono adatti a tutti. Leggeri, silenziosi, a impatto zero, necessitano di poca energia per funzionare e di poca manutenzione. Sono pratici nei piccoli spostamenti e molto maneggevoli, oltre ad essere facilmente trasportabili a mano o sui mezzi pubblici (la maggior parte sono infatti pieghevoli).

Poi, c’è l’effetto “moda” che ha sempre un certo appeal, soprattutto quando i primi diretti interessati sono le giovani generazioni. Una città da sempre “trainante” come Milano, ad esempio, è piena di monopattini. E questo aiuta.

Non è tutto rosa e fiori, ovviamente. Ci sono anche aspetti negativi in questo tipo di mobilità, tra cui in primis un’evidente – e acclamata – questione sicurezza. Ma, visti i numeri in ascesa, queste criticità sembrano avere un’incidenza molto limitata in fase di acquisto.

Una difficile convivenza in strada

La sicurezza, in realtà, è un tema caldo. Caldissimo. I monopattini elettrici sono entrati spesso nell’occhio del ciclone perché considerati mezzi “pericolosi”, la cui convivenza in strada con auto e altri veicoli si è fatta via via più complicata con il loro proliferare.

Il boom così rapido del settore ha costretto i nostri legislatori a creare in fretta e furia un impianto normativo per la circolazione di questi mezzi. Un passo necessario per un settore di fatto mai regolamentato prima.
Dopo i primi incidenti, anche mortali, nel 2019 si è deciso di inquadrare una volta per tutte i monopattini (ma anche i “cugini” segway, hoverboard e monowheel) come mezzi di spostamento vero e proprio, di fatto equiparandoli per legge alle biciclette. Ereditando da queste ultime buona parte delle regole e dei diritti all’interno del Codice della Strada.

Il grande successo di questi mezzi ha però messo da subito alla prova i regolamenti stilati. Tant’è che sono stati necessari ulteriori interventi legislativi per meglio regolamentare una circolazione da molte amministrazioni cittadine definita “da Far West”. Da qui gli ultimi “paletti” fissati, come la velocità massima limitata a 20 km/h in contesto urbano, il divieto di circolazione per i minori di 14 anni e l’obbligo del casco per i minorenni.

Le regole ci sono, ma sono rispettate ?

Oggi le regole d’utilizzo di questi veicoli moderni, e le relative sanzioni, ci sono. Ma in molti chiedono di irrigidirle ulteriormente, dal momento che non sempre vengono rispettate. Forse, va detto, anche a causa di una percezione del rischio troppo bassa da parte delle persone, che si fanno ingannare dall’aspetto relativamente “giocoso” del mezzo.

Si spinge quindi per introdurre l’obbligo del casco per tutti, assicurazione RCA, targa e patentino ad hoc. Misure che potrebbero entrare in vigore se il “fenomeno monopattino” dovesse ulteriormente espandersi nel mancato rispetto delle norme vigenti, ma anche di un carente controllo effettivo e sanzionatorio delle infrazioni.

Una “giungla” di monopattini…

Al di là di stringere un po’ il laccio in fatto di regole, i monopattini piacciono e fanno il loro dovere. E quando una cosa funziona, in molti ci si buttano a capofitto. Vale per chi acquista il prodotto ma anche per chi lo vende. Oggi assistiamo infatti al proliferare di piccoli/medi produttori di monopattini elettrici, soprattutto asiatici, che irrorano il mercato con continuità. Che non necessariamente fa rima con qualità. La scelta è vastissima, per ogni gusto e necessità, la facilità di acquisto anche.
Ma il contraltare è un’estrema difficoltà da parte dell’acquirente nel approcciarsi al mezzo giusto. Nel trovare solide certezze in una vera e propria giungla di prodotti, che in alcuni casi sono fatti con materiali scadenti e quindi poco sicuri. Privi, specie per quelli acquistati online, di una garanzia di verifica preventiva dei requisiti e di un controllo sul prodotto.

Orientarsi tra centinaia di mezzi, di ogni marca e provenienza, non è quindi facile. E questo al di là delle strette esigenze di ciascun acquirente. Che, scegliendo un monopattino elettrico per gli spostamenti urbani, si riducono in fondo a quattro caratteristiche fondamentali: robustezza dei materiali, autonomia più lunga possibile, confort alla guida e sicurezza.

Acquisto, uso, manutenzione: guida di Vaielettrico

Visto che l’ambito è relativamente nuovo e le informazioni sono spesso frammentarie e in continuo aggiornamento, Vaielettrico ha pensato di aiutarvi nell’inquadrare più a fondo il mondo dei monopattini elettrici.

A breve pubblicheremo una sorta di piccola “guida”, che riassume le informazioni più importanti relative al settore e fa chiarezza sulle caratteristiche evolutive del mezzo, sui marchi più influenti, sui prezzi di mercato. Un modo per orientarsi meglio e, perchè no, valutare con calma un possibile acquisto.

Perciò, stay tuned

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8 COMMENTI

  1. I francesi sono andati oltre legalizzando le “ciclomobili leggere” (non so bene come tradurre “cyclomobiles légeres”…), le biciclettine elettriche da 25kmh senza pedali, tuttora non ammesse in Italia e molti altri paesi. Previsto l’obbligo di assicurazione e di usarle solo su strade urbane con limite fino a 50 kmh.

    • Il sadico legislatore italiano invece vuole che pedaliamo.

      Oppure che restiamo in piedi sui monopattini.

      Rendendo gli scooter targati l’unica soluzione per chi ama stare legittimamente col didietro seduto.

      I pedali sulle bici elettriche sono una “bischerata” (come si dice dalle mie parti).

  2. In relazione al presente articolo, come presidente dell’associazione no profit Muoviti Elettrico sono a disposizione per quanto concerne chiarimenti sull’argomento Monoruota (o Monowheel come descritto nel DM Toninelli) qualora necessitino approfondimenti.

  3. L’ecologia c’entra si ma più marginalmente di quanto voi crediate secondo me.

    Le persone desiderano muoversi rapidamente nei contesti urbani e non.

    Il monopattino (elettrico) ha dei vantaggi rispetto alle biciclette elettriche.

    Per gli adulti: sta comodamente nel portabagagli dell’auto.

    Per i giovani: ti muovi velocemente in città senza spendere un euro di carburante (tanto la bolletta elettrica la pagano mamma e papà).

    Da sempre le persone cercano di ottimizzare il proprio tempo, consapevolmente o meno.

    Andare da A a B nel minor tempo possibile al minor costo possibile, il che permette di “risparmiare” tempo per altre attività nello stesso giorno.

    Farlo in modo ecologico per molti è un risvolto positivo ma non il motivo scatenante.

    Bisogna saper leggere la società, la sensibilità ecologica degli italiani, pur presente in misura sufficiente, è sopravvalutata, non siamo la Germania.

  4. Nella città più vicina che frequento da un paio d’anni si sono diffusi i servizi di sharing , sia monopattini che bici.. ebbene oltre alla giungla che si è venuta a creare sui marciapiedi e sulle pista ciclabili nonché sulle strade già ridotte per dare spazio alle famose piste ciclabili, da qualche MiSE si assiste all’abbandono dei suddetti monopattini in ogni dove… sugli incroci, sugli argini , sui marciapiedi in mezzo alle piste…

    • bravo!! io ho visto che alla sera/notte gira un furgone per le vie a raccattarli..
      essendo che nella mia città sono messi a disposizione dal comune (a spese della cittadinanza), vederli buttati ovunque rompe un po’ the balls

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