Home Auto Mole Urbana: la nostra prova a Venezia – VIDEO

Mole Urbana: la nostra prova a Venezia – VIDEO

8
CONDIVIDI
quadriciclo

Mole Urbana: la rivoluzione viaggia da 50 a 65 km/h. Perché oggi l’obiettivo non  è pigiare il piede sull’acceleratore. Essere smart è trovare soluzioni ecologiche e funzionali ai nuovi bisogni di mobilità e logistica nelle città post-Covid (si spera).

Alla presentazione della pre-serie di Mole Urbana a Venezia, negli spazi mitici dell’Arsenale, abbiamo messo da parte i temi finora dominanti: velocità e aerodinamica. La filosofia qui è diversa e la spiega bene il designer torinese, siciliano d’origine, Umberto Palermo: “Se ci dobbiamo spostare a 50 km/h, che senso ha fare prodotti che vanno molto più veloci? Solo per alcune tipologie particolari di Mole Urbana, alziamo la velocità a 65 km/h“. Chiaro. Nella città sostenibile, si punta soprattutto alle emissioni zero e alla massima sicurezza.

Mole Urbana all’Arsenale: da progetto a prodotto

C’è da aspettare al 2022 per acquistare questo quadriciclo (pesante) elettrico, ma le promesse dei primi rendering e prototipi sono state mantenute. Il prodotto c’è e lo hanno ammirato in tanti. E  in tanti, anche noi di Vaielettrico.it , lo hanno provato all’Arsenale nel contesto del Salone Nautico. L’andare lento tra la folla a piedi. Immagine che vuole rimandare ai contesti urbani del futuro prossimo.

Umberto Palermo
Il designer di Mole Urbana ,Umberto Palermo, mentre mostra le sue creature

Mole Urbana sviluppa la dimensione verticale, una citazione agli albori dell’industria automobilistica. E risparmia sulla lunghezza. Un tributo inaspettato alla Panda che, ricorda Palermo dal palco della presentazione, ha avuto un grande successo. Un’attenzione all’usabilità, fondamentale in una società sempre più tesa a migliorare la qualità della vita. Per questo si punta su un mezzo compatto (fa risparmiare spazio) ed elettrico (a zero emissioni locali) e probabilmente da utilizzare in sharing. Altra economia di scala con ricadute in benefici sociali. E l’estetica? Può dividere, ma senza dubbio si nota.

Non lo stampo, ma l’estrusione

Mole Urbana
I quattro modelli di Moel Urbana esposti a Venezia

Perché tanta attenzione mediatica verso un quadriciclo, categoria di veicoli finora abbastanza snobbata nel mondo dei motori? Mole Urbana si distingue perché vuole rivoluzionare la mobilità, ma pure le tecniche di produzione. L’idea forte è superare la pratica dello stampo, puntando su tecniche di estrusione ispirate al mondo dell’architettura, che richiedono minore quantità di energia. il claim scelto e condiviso è “Energy saver: cambia davvero”. Con obiettivo la riciclabilità dei componenti e una attenta semplificazione produttiva. Risparmio anche nella replicabilità, con la produzione in diversi contesti e non in unico sito industriale. Un minimalismo filosofico e produttivo che si coglie anche nei particolari: la tradizionale plancia di plastica viene sostituita da una struttura lamellare di legno, che si presenta come un vassoio contenitivo/desk di lavoro.

Mole Urbana
La plancia in legno e non in plastica di Mole Urbana

Umberto Palermo va fiero di questo: “Si spende molto meno e ci affidiamo ai tanti artigiani che possono realizzare questa componente“. Quando l’artigianale batte l’industriale nei costi e nella qualità finale del prodotto. E il risultato è più ecologico. Si è lavorato tanto anche sul fronte sicurezza con “barre antintrusione per le porte laterali, la cabina a roll-bar, i sedili ampi con cinture di sicurezza imbarcate e ruote da 18 pollici per garantire migliore aderenza“.

Quanto costa? Dai 14mila ai 18mila euro

Mole Urbana
La versione pick up di Mole Urbana

Un oggetto mobile di design, fabbricato artigianalmente. seppure industrializzato nei processi, a un prezzo contenuto. E non viene dai Paesi a più basso costo di manodopera. Le cifre? Sarà in vendita tra i 14.000 e i 18.000 euro e sono allo studio forme proprietarie innovative. Per la distribuzione Umberto Palermo è stato chiaro: non si consumerà suolo per nuovi spazi di vendita. La logica è quella del riuso, ovvero individuare in ambienti già esistenti, con brand attenti all’ecosostenibilità per una Temporary Experience. La manutenzione post-vendita sarà affidata a Norauto Italia, che fa parte di Mobivia, gruppo leader nel settore con oltre 2.000 punti di contatto in tutta Europa. L’obiettivo è di garantire, in Italia, servizi personalizzati, punti di ritiro, consegna, assistenza e manutenzione dedicata ed altamente specializzata.

Autonomia tra 100 e  200 km, si studia anche il solare

A Venezia abbiamo fatto una prova breve, visto il contesto, con tanti pedoni in circolazione. Il controllo del veicolo è ottimo in questo caso, affidabile e sicuro. A Mole Urbana hanno studiato con cura i report sulle percorrenze medie, anche del delivery, quindi preferiscono non puntare troppo in alto. Per la versione di serie, che approderà sul mercato, si indica una forbice compresa tra 100 e 200 km. Non mancano novità interessanti per l’alimentazione: “Un sistema innovativo di ricarica solare ausiliario che si integra con il “powertrain elettrico” del veicolo, è in fase di sviluppo da parte della E-LECTRA di Cassino (FR) – società del Gruppo FAIST. Sarà in grado di agire da “extender range”, aumentandone l’autonomia e permettendo di mantenere il veicolo sempre carico anche in assenza di punti di ricarica“.

Le quattro versioni di Mole Urbana

Mole Urbana
Il modello La Corriera di Mole Urbana

Il nome di ognuna delle quattro versioni annunciate è preceduto da un articolo. Come “La Small” a due posti e “La Corriera” a 4. Poi c’è “Il Pick-up” e, visto il forte sviluppo del delivery, le versioni “Il Lavoro” doppia cabina, “Il Lavoro Small“, “Il Lavoro Maxi” e “Il Lavoro Negozio” per la vendita ambulante. I mezzi dedicati al delivery possono contenere un volume da 1,8 a 4,4 metri cubi e trasportare pesi superiori ai 350 kg. Le configurazioni/taglie saranno due, a seconda del modello scelto: lunghezza 2,6 metri per le versioni più compatte e 3,7 metri per quelle più capienti. Il resto delle misure è comune ad entrambe le configurazioni: 1,5 metri di larghezza e 1,9 metri di altezza.

Colonnine artistiche per Mole Urbana

A Mole Urbana si vuole essere innovativi fino in fondo. Anche nella concezione delle stazioni di ricarica, con una gamma di colonnine elettriche, una per regione italiana, ad alto contenuto artistico. Anche qui la tecnologia è sviluppata dalla E-LECTRA.

quadriciclo elettrico
Forte attenzione estetica e artistica nella produzione di Mole Urbana

Si tratta di colonnine studiate per i centri storici, “rispettando stile e materiali della città“. Forte attenzione all’estetica e alla sicurezza. Si è pensato, infatti, di rinforzare la capacità di assorbire gli urti, “evitando gli antiestetici dissuasori d’urto attorno alle colonnine“. Umberto Palermo punta anche al sistema smart-power per la limitazione della potenza di ricarica del veicolo, in funzione della reale potenza disponibile nell’impianto. E sullo smart-network, per la gestione della potenza nel caso di installazione di più punti di ricarica sulla stessa linea elettrica. Un tassello importante nell’ottica del risparmio energetico e dell’economia circolare è la predisposizione per il V2G – Vehicle to Grid. Ovvero la possibilità di ricarica e quindi di scambio di energia tra il veicolo e la rete elettrica locale in modo bi-direzionale. Nel sito Internet (link) tutte le schede tecniche dei quattro modelli.

————————————————————————————————-

mole urbana— Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it —

Apri commenti

8 COMMENTI

  1. Siccome sulla filosofia ecosostenibile del prodotto e del sistema che ci ruota attorno non ho nulla da obiettare (mi pare tutto curato nei dettagli, bello anche il fatto di non costruire nuovi spazi espositivi) spendo una parolina sul design. Io sono uno che ama gli azzardi..per dire, adoro la Aptera, la Microlino e il Cybertruck, quindi mi ritengo di bocca buona…ma questa per la prima volta mi mette in difficoltà. Anche sacrificando il discorso CX, questo sviluppo verticale non mi pare produca nuovo spazio utile verso l’alto, mi pare invece una cabina telefonica o una sezione di tram su 4 ruote. Ho capito l’intento ma non mi sembra una spigolosità elegante.

    • Cosa dire Marco, la critica estetica dipende anche dai gusti personali. Io personalmente nutrivo scetticismo dai rendering, ma dal vivo e grazie anche ai materiali utilizzati ho apprezzato anche il design. In particolare se lo paragono a quadricicli un po’ troppo plastificati e con spazi troppo ristretti e che ritengo angusti rispetto a Mole Urbana. Detto questo si tratta di gusti personali, a ognuno i suoi.

      • Il fatto che Lei abbia avuto un’impressione migliore vedendo il veicolo dal vivo mi da qualche speranza, magari finirà per piacermi e lo spero perchè il progetto merita rispetto e stima.

  2. Sinceramente a prima vista questo prodotto mi ha portato alla mente una frase di ammirazione che ha suscitato il plauso di tutti i presenti. Si trattava della definizione data da “Fantozzi” dopo aver assistito al film ” La corazzata …..”.

  3. non commento sull’estetica: tanto, come giustamente s’è ndetto, se la velocità è modesta, anche un Cx di 0,75 (tale appare così a occhio e croce: giusto? qualcuno l’ha calcolato o misurato?) ci può stare

    attenzione però a non squalificare le idee magari buone e le affermazioni vere e giuste, con fesserie

    da ingegnere ho il dente avvelenato verso gli architetti, ma almeno in questo caso debbo difenderli, per non aver commesso il fatto, o se non altro per insufficienza di prove: donde provengono le “tecniche di estrusione ispirate al mondo dell’architettura”? gli architetti semmai brillano per “astrusione”

    • Non sono architetto né ingegnere, ma devo dire che apprezzo l’ironia. E sono certo che anche Umberto Palermo, che è uomo di spirito, apprezzerà.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome