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Modello Bologna: il 10% dei taxi è BEV, e 7 su 10 elettrificati

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taxi elettrici
Quattro taxi elettrici per non turbare la marcia silenziosa da Piazza Maggiore alla Stazione di Bologna durante la commemorazione

A Bologna 7 taxi su 10 sono elettrificati: il 60% ibridi e il 10% elettrici. Una conversione agevolata dalle aste comunali per le nuove licenze,  destinate solo ai veicoli elettrici, che hanno prodotto risorse poi spese per gli incentivi ai taxi green. Sono 700mila euro divisi in due tranche da 350mila euro. L’ultima è andata esaurita nei giorni scorsi.

Un parcheggio di taxi nel centro di Bologna

Il bando ha distribuito contributi generosi: 8mila euro per la scelta elettrica, 5mila per i tassisti che hanno acquistato la propulsione ibrida. In totale sono stati finanziate le domande di 130 beneficiari come spiega a Vailettrico.it Riccardo Carboni presidente della cooperativa Cotabo che ha gestito per il Comune il bando.

Su 530 taxi Cotabo sono 50 i full electric

taxi elettrici
Riccardo Carboni, presidente di Cotabo

A Bologna sono in servizio oltre 722 auto e 530 aderiscono a Cotabo. “Abbiamo preso in carico le domande e gestito le pratiche – spiega il presidente Carboni -. I fondi 2021/2022 sono andati subito esauriti e in questo modo il centro storico della città si percorre sempre più con modalità elettrica“. Insomma nella zona a più alta frequentazione umana e dove la riduzione delle emissioni ha un impatto positivo anche sul fronte sanitario.

Questo sistema di incentivo ha permesso di ridurre il differenziale di prezzo all’acquisto e puntare su questo sistema di propulsione. Si è iniziato nel 2018 con i nuovi 18 titoli obbligatoriamente elettrici. Noi su 530  veicoli abbiamo circa il 10% della flotta in elettrico e il 60% in ibrido“.

Una decina di Tesla e poi la Kona

L’autonomia è fondamentale per auto che stanno sempre in movimento. “I tassisti scelgono auto con autonomia superiore ai 400 km anche se ne bastano meno è meglio garantire la sicurezza. Tra i modelli scelti c’è la Tesla con una decina di modelli, poi diverse Kona“.

VEDI ANCHE: Video intervista a Gennaro Borrelli tassista modenese

Il sistema di ricarica? “Oltre le colonnine della città, noi abbiamo anticipato i tempi. All’interno della nostra struttura da tre anni sono in funzione le prime colonnine e ora stiamo lavorando alla loro sostituzione, valutando dispositivi più performanti anche perché la flotta aumenta. Assicuriamo la ricarica di quattro veicoli contemporaneamente“.

Si va verso l’elettrico: “Oggi le batterie sono più avanzate, come le auto. Questo sistema di finanziamento poi è lodevole perché permette di riusare le risorse recuperate per migliorare il servizio in un circuito virtuoso“.

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9 COMMENTI

  1. Ho parlato con un tassista milanese che mi diceva di aver abbandonato il taxi elettrico dopo hna pessima esperienza legata soprattutto alle colonnine, sempre occupate e che funzionavano male. Penso anche io che concentrare gli inventivi su taxi e mezzi urbani realizzando anche colonnine dedicate nei parcheggi avrebbe un impatto molto maggiore dei contributi a pioggia, e varrebbe anche come “marketing”
    delle BEV

    • Chiaro che per un uso intenso come quello del taxi servono strutture dedicate. Non è un caso che a Bologna dopo aver raggiunto le 50 unità alla cooperativa stiano progettando colonnine fast che permettono di risolvere il problema dell’autonomia. Un passo necessario.

  2. Taxi e auto elettrica dovrebbero essere sinonimi. La propulsione elettrica si sposa troppo bene con il servizio taxi per non pensare addirittura qualche forma di obbligatorietà nei tempi più stretti possibili. Ma mi spingo a dire: addirittura a livello comunitario e su scala europea. Chiaro che la cosa dovrebbe essere almeno in un primo momento ampiamente agevolata a livello fiscale, creditizio e normativo. Ma è talmente ovvio ed evidente che elettrificando i taxi tutti quanti avrebbero da guadagnarci (a partire proprio dai taxisti) che mi sfugge il motivo per cui la cosa non sia tra le prime della lista. Inoltre l’elettrificazione di tutti i taxi sarebbe un ottimo stress test sia per la gestione delle batterie, che gioco forza verrebbero ricaricate alle Fast in percentuale sicuramente maggiore rispetto a coloro i quali caricano la notte e usano la macchina di giorno, sia per il monitoraggio e la calibrazione della rete di ricarica che in virtù di un uso relativamente intensivo potrebbe già fornire dei dati statistici molto interessanti.
    Insomma: a mio avviso sarebbe un’operazione talmente win-win che veramente mi chiedo perché non ci stia pensando nessuno. O forse sono io che sbaglio… ma forse no, visto che per quanto mi risulta all’estero i taxi elettrici ormai sono una cosa abbastanza normale

      • Se il 10% del circolante italiano fosse elettrico, avremmo in strada 3,8 milioni di BEV. Oggi sono poco più di 250 mila.

        • Ha ragione, ma il taxi e’ praticamente il mezzo ideale per l’elettrico: tanti chilometri, ma viaggi tendenzialmente brevi, e mi aspetterei che i taxi abbiano rimesse dove si possano installare punti di ricarica. O magari, in un futoro non troppo lontano, colonnine fast dedicate nelle aree di sosta dei taxi.

          Quindi anch’io mi aspettavo un tasso di conversione molto più alto.

          • Come tutte le tecnologie più si usano, più si mostra la validità e poi con dei picchi esponenziali si diffondono

  3. Interessante, ma mi viene spontanea una domanda:

    Come funziona nelle altre città?

    Credo che sia abbastanza evidente che incentivare il passaggio di taxi (e furgoni da consegna, e autobus) a propulsione elettrica, avrebbe una ricaduta sull’ambiente molto maggiore di quella degli incentivi per l’auto privata.

    Quanti chilometri fa al giorno un taxi in una grande città? Se, diciamo facesse 10 volte i chilometri medi di un’auto privata, avremmo benefici 10 volte maggiori a parità di spesa.

    Certamente, il parco auto è relativamente piccolo, e verrà rinnovato con frequenza più alta di un’auto privata… Dovremmo arrivare al 100% in fretta!

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