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Ministro Cingolani, che delusione sull’auto elettrica…

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Il ministro alla Transizione Ecologica Roberto Cingolani, 60 anni.
Ministro Cingolani, che delusione. Il responsabile della Transizione Ecologica del Governo Draghi continua a esternare scetticismo nei confronti dell’auto elettrica.

Ministro Cingolani, le EV sono più virtuose comunque

Cingolani ha rilasciato un’intervista a Repubblica per spiegare che cosa faremo dei miliardi del Recovery Plan in chiave di riconversione ecologica. E, alla domanda su come ci muoveremo con le auto in città, ha risposto testualmente: “Quando il 72% dell’elettricità sarà prodotta con zero emissioni, allora avrà senso rendere di uso comune la mobilità elettrica. Che senso ha guidare un’auto a batteria se per ricaricarla si brucia petrolio o carbone?“. Si tratta di parola molto deludenti. Per di più dette da uno studioso di fama,ministro cingolani che dovrebbe sapere che centinaia di ricerche hanno certificato che l’impronta ecologica di un’auto elettrica è comunque più virtuosa. Questo considerando tutto il ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento, e anche se l’energia viene prodotta bruciando petrolio. Citiamo tra i tanti studi un approfondito report pubblicato già due anni fa dall’Agenzia Europea per l’Ambiente. E ricordiamo al ministro che l’Italia non è la Polonia: più di un terzo dell’energia prodotta da noi arriva da rinnovabili. E per il resto non si brucia carbone, se non in percentuali risibili, ma gas naturale.

Rinnovabili, Germania e Spagna esempio da seguire

Il problema vero è come aumentare la produzione da rinnovabili, seguendo l’esempio di Paesi come la Germania e la Spagna che stanno facendo molto meglio di noi. Lo stesso ministro Cingolani nell’intervista spiega che “già oggi programmiamo di installare 6  Gigawatt l’anno. A causa del lungo iter organizzativo alla fine one installiamo solo 0,8. Di questo passo per arrivare ai 70 necessari a ridurre le emissioni del 55% ci metteremo 100 anni, altro che 2030“. Di questo dovrebbe occuparsi un governo serio come l’esecutivo ministro cingolaniguidato da Mario Draghi. Delle anomalie che ancora azzoppano il sistema Italia, non di ridicolizzare un’innovazione comunque migliorativa come la mobilità elettrica. Anche perché la fotografia scattata dallo stesso ministro è disarmante: “Se in Spagna si presentano centinaia di aziende nelle gare per le rinnovabili, e da noi pochissime, scoraggiate dalla burocrazia, significa che loro possono scegliere i migliori. E noi accontentarci di chi c’è“.

P.S. Il Gruppo Stellantis (PSA+FCA) sta preparando il piano industriale per l’elettrico, anche con nuove fabbriche per la produzione di batterie. Parole come quelle di Cingolani possono essere un bell’alibi per concentrare gli investimenti in Francia e Germania: se  non ci credete voi…


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98 COMMENTI

  1. Una grande delusione queste parole del ministro Cingolani che, per inciso, nulla ha neppur detto per la riconversione dei motori delle imbarcazione che, per la maggior parte, sono tra i motori più inquinanti.

  2. Purtroppo sempre più spesso i social network, le radio e, in questo caso, anche i quotidiani permettono a chiunque di esternare pensieri come verità assolute: in un contraddittorio o con un articolista un pochetto preparato non passerebbero senza contro ribattuta. Può essere che quanto espresso da Cingolani abbia una parte di verità?; purtroppo finché non ci saranno strumenti e studi di settore oggettivi chiunque può sparare a caso. A quando un software LCA Free?

    • Caro Gianmarco, di studi seri ce ne sono tantissimi. Quelli più importanti sono firmati dai medici e confermano chiaramente che le emissioni dei motori termici, anche euro 6, sono nocive. Il gas di scarico uccide. La politica dovrebbe avere come priorità – in un sondaggio dei giorni scorsi gli italiani hanno indicato la tutela della salute come tema più rilevante – la difesa della salute. In questo caso attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

    • Le migliori bugie sono quelle che contengono una parte di verità. Secondo te è meglio aspettare 10 anni l’idrogeno, o puntare e elettrificare il più possibile i trasporre e le nostre case e industrie?
      Decine di studi dicono la seconda, con l’idrogeno riservato alle applicazioni in cui lelettrificazione diretta non è possibile.

  3. Questa episodio climatico è ben poca cosa rispetto ai danni dai cambiamenti climatici che stiamo subendo a casa dell’emissione di gas clima alteranti, e con il passare degli anni questo risulterà sempre più evidente, adesso siamo solo all’inizio del problema.
    Si calcola che possiamo emettere in atmosfera ancora 600Gton di CO2 prima di provocare un innalzamento della temperatura di 2°C considerato il livello limite, con gli attuali livelli di emissione esauriremo i 600Gton nel 2035
    Tenga presente che per arrestare la crescita della CO2 nell’atmosfera non basta ridurre l’emissione, ma va azzerata, la riduzione dell’emissione permette solo di spostare in avanti di un massimo di 20 anni l’esaurimento della disponibilità di accoglimento dell’atmosfera.
    I processi naturali della Terra hanno una debolissima capacità di smaltimento di CO2 che porta effetti solo in scale temporali geologiche.

  4. Le affermazioni di Cingolani non sono all’altezza di un ministro della transizione ecologica. Sono scandalosamente miope e orientate a interessi di lobbi che nulla hanno di ecologico.

  5. Esimio direttore, Cingolani è un uomo preparato, onesto ed intelligente ed è stato scelto da Draghi per le sue competenze e capacità. Date le sue qualità OVVIAMENTE scarta la propaganda a favore delle EVs in quanto trattasi di patetica aria calda senza sostanza sostenuta da potentati di dubbia origine…
    Noi italiani siamo tutti contenti che Cingolani segua esattamente la nostra volontà e non quella della “eco-mafia”… Se ne faccia una ragione. Prossimo passo nella agenda politica/economica dei cittadini italiani che producono e pagano le tasse è ELIMINARE tutti gli incentivi… La regola è solo una:
    Non è ecologico se non è economico.
    Le EVs vendono solo con devastanti incentivi e sotto l’obbligo di leggi antilibertarie. Scegliendo Cingolani noi italiani impediamo che ciò accada. Distinti saluti e le consigliamo di cambiare ideologia…

    • Lei Bartolazzi è incorreggibile. Benchè non sentissimo affatto la sua mancanza su queste pagine, pubblichiamo ugualmente le sue opinioni debitamente depurate delle sue ossessioni. Per fortuna lei non parla a nome degli italiani. Lei parla a nome del suo intestino

      • ED io che credevo che si fosse “estinto” con le sue scemenze, come succederà molto presto alle sue amate auto endotermiche…
        E’ proprio vero, l’erba cattiva non muore mai!

    • La sovranità di un popolo , si misura sulla sua sovranità energetica. Soprattutto le energie rinnovabili portano lavoro in Italia. Le eco mafie sarebbero la Siemens Gamesa tedesco spagnola, la Vestas danese, sma solar tedesca o la verbund austriaca?

      • Bravissimo, hai colto il segno: febbraio, Germania in ginocchio chiede pietosamente a Polonia energia elettrica prodotta col carbone e alla Francia energia elettrica di produzione nucleare. Intanto il gas russo affluiva a riscaldare i tedeschi ghiacciati dall’eolico fermo e dal solare seppellito nella neve. Che risate… Abbiamo imparato perché l’energia intermittente di chiama così, concordi?

        • Le energie rinnovabili vanno di pari passo efficientamento del sistema è per questo che idrogeno verde serve ad accumulare i picchi di produzione , che non si riescono ad accumulare. Poi una domanda uk che per conformazione geografica è simile all’italiana, quando ha fatto la brexit nonnha riempito di pale eoliche offshore le sue coste? Se tu mi dici ha più vento e fondali più bassi , ti rispondo che si può usare il galleggiante insieme al solare. Poi se vuoi continuare ad essere schiavo dei russi e dei nord africani fai tu

        • Intanto con le energie rinnovabili intermittenti come le chiami tu, potrebbero dare come si dice man forte alle centrali inquinanti, e se in misura adeguata fare diventare le centrali a gas intermittenti no?

        • Lei in nome del mercato vuole sacrificare il futuro di altri, questo é il problema! una idea di assoluto liberismo anche se questo vorrebbe dire compromettere la vita dei suoi figli e dei suoi nipoti. Come se gli Stati non avessero mai usato strumenti (comprese oltre alle leggi anche le armi e la corruzione) diversi dal libero mercato per favorire le proprie economie o per indirizzare i consumi.
          L’amianto é stato vietato eppure era economicamente vantaggioso. L’uscita dal nucleare é una realtà in molti Paesi. I CFC sono stati vietati in tempo utile. Nessuno a causa di queste scelte ha accusato gli Stati di dirigismo, invece ora per il contrasto alle emissioni di CO2 e gas clima alteranti arrivano discorsi e accuse bipartizan di manipolazione dei mercati. Boh!
          Il mondo può essere migliore di così e nessuno dovrebbe arrogarsi il diritto di consumare la libertà futura di altri. Stiamo parlando dell’aria che respiriamo, la temperatura che percepiamo, le riserve di acqua potabile, il regime pluviometrico, i bilanci idrologici, la possibilità di continuare a vivere la propria terra, la sopravvivenza delle popolatissime coste di tutto il mondo. Non é banalmente il giardino di casa o qualsiasi altra forma di ricchezza privata che é in discussione. Trovo un po’ una perdita di tempo discussioni che non partano da questi presupposti. La mobilità e i trasporti devono fare la loro parte, non possono risolvere tutto, ma hanno il grande pregio di coinvolgerci tutti in un processo di vera transizione ed educazione ecologica e razionale uso dell’energia che mi sembrano molto distanti dalle parole del Ministro dell’idrogeno (tra l’altro neanche verde).

    • I suoi italiani, da cui vuole dividerci bollandoci come eco mafia, sarebbero gli unici veri ecologisti nel mondo dell’economia che conta? Gli unici puri, onesti, liberi e illuminati nei giudizi che avrebbero capito che continuare ad andare a benzina e gasolio (incentivati senza la sua condanna morale) aspettando l’idrogeno sia meglio che promuovere l’elettrico? O gli unici che sanno tutta la verità sul climate change e se la tengono per se. Comunque vedrà, tra qualche anno lei stesso o comunque qualcuno della sua famiglia guiderà un’auto elettrica. E succederà perché molti mercati hanno scelto di porre uno stop alle termiche e molti costruttori hanno giá programmato di elettrificare tutta la gamma. Succederà perché se continua questo trend, che é più probabile che cresca e non che si fermi (basta guardare gli annunci di nuovi modelli e di investimenti) anche quelli che oggi dicono no perché costa troppo o perché non credono ai vantaggi, la vorranno come hanno voluto lo smartphone e poi il tablet dopo averli disprezzati. Per una volta, tea l’altro in occasione del più grande investimento pubblico dal dopoguerra, mi sarebbe piaciuto avere uno Stato che prende una direzione e decide dove posizionarsi e dove investire e creare le condizioni per lavoro, utili e benessere rispettando l’ambiente e promuovendo la sensibilità ecologica. Invece staremo alla finestra anche questa volta.
      Sappia che VW dice che l’idrogeno per questioni di efficienza rischia di essere meno ecologico del gasolio e, in ogni caso, molto più costoso anche delle elettriche. Altro che incentivi ci vorranno!
      La Corte Costituzionale tedesca (il posto dove si fanno mercedes, bmw, vw, porsche e il carbone é quasi gratis) ha stabilito che non si può lasciare il fardello di decisioni drastiche a quelli che verranno dopo e consumare oggi allegramente la disponibilità residua di immissione di gas clima alteranti in atmosfera (ammesso che ce ne sia).
      Comunque il Ministro non é il colpevole di tutto questo ritardo, anche culturale italiano, sarebbe impossibile. Ma ha scelto di fare la sua parte del gioco in un modo che a me non piace e che pagheremo molto più degli incentivi che la preoccupano tanto. Sicuramente ha già scoraggiato potenziali investitori a portare da noi siti produttivi di batterie e auto elettriche. Per fortuna, come tutti i Ministri, durerà poco. Lui anche meno essendo un tecnico con una sola missione precisa. Per me era molto meglio il precedente che ha fatto comprare biciclette a mezza Italia e oggi la gente che la usa al posto di auto e motorino a occhio é almeno raddoppiata.
      Riservi il termine ecomafia ad altri contesti, che sicuramente hanno molto più a che fare con il fossile e gli interessi costituiti che con l’auto elettrica.

  6. Il Ministro della transizione mi aveva già deluso, ora penso che mi ha anche stufato. Favorire ogni tecnologia che sostituisce bruciatori di fossile con utilizzatori di energia elettrica é vantaggioso per l’ambiente e spesso anche per le tasche del consumatore. Tra l’altro lui lo sa bene, ma i messaggi che lascia passare sono in tutt’altra direzione.
    Ad esempio io uso i climatizzatori a pompa di calore per scaldare la casa e il solare termico per l’acqua calda sanitaria. Quindi, senza conteggiare il contributo del solare termico, anziché scaldare la casa al 100% da fossile, lo faccio giá oggi con il 40% di rinnovabili. E quasi ogni anno questa quota di rinnovabili é aumentata e deve continuare ad aumentare (era già deciso prima che Cingolani diventasse ministro). Non ho dovuto fare altro che passare a un sistema che usa direttamente l’energia elettrica con rendimenti alti e sfrutta il calore che é già nell’aria(e sono stato anche incentivato, purtroppo come quelli che hanno solo cambiato la caldaia). Lo ho fatto circa 10 anni fa perché lo trovavo conveniente ed ecologico. L’esperienza è stata positiva.
    Oggi, lo stesso ministro sa che dobbiamo arrivare al 70% di rinnovabili in 10 anni. L’auto elettrica è un modo intelligente di non aggiungere produzione di CO2 evitabilissima a quella necessaria dovuta alla quota residuale per la produzione di energia elettrica. La domanda di utilizzo diretto di energia elettrica (si legga anche auto elettrica) deve essere agevolata insieme all’infrastruttura. La ricerca, l’offerta e i servizi vanno sostenuti e spinti con intelligenza per portare lavoro e investimenti da noi, ora non tra 20 anni! Invece idrogeno e fusione! Lavoro e ritorno di investimenti incerti e comunque non prima di 10 -20 anni. É questa la transizione?
    Oggi gli investimenti per mobilitá elettrica e rinnovabili in Italia sono 10 volte meno che in Germania. RIDICOLO! Non siamo 10 volte più poveri dei nord europei! Anzi la ricchezza privata pende dalla nostra parte. Sopratutto se la si guarda rispetto ai redditi dove loro praticamente ci doppiano. Forse allora sará che siamo 10 volte meno pronti a stare al passo con i tempi e 10 volte più piagnoni, evasori, saltafila dei vaccini e furbetti da strapazzo pure. Per fortuna anche 10 volte più belli però, nel senso della ricchezza e della bellezza paesaggistica, artistica e storica. Quindi dall’estero continueranno a venire a spendere da noi per turismo, e proprio quando lo faranno dovranno inquinare alla vecchia maniera perché non gli faremo trovare le colonnine e l’assistenza adeguata alla mobilità privata che hanno scelto. Noi allora gli diremo che sono dei trogloditi perché vanno a batteria e invece dovrebbero andare a idrogeno… ops a gasolio nell’attesa dell’idrogeno e della fusione.
    Spero, e un po’ ci credo anche, che il mercato superi brutalmente i messaggi e l’inerzia che il sistema Italia continua a dimostrare.

    • Spero che tutta la zona del Garda, la pianura padana, ma anche Toscana e Lazio, con tutto il turismo straniero che hanno, si organizzino presto con un bel po di colonnine. Non credo però che sarà l’intervento statale, che non mi pare molto presente. Immagino che le varie aziende continueranno con i loro piani (penso a Enel) semplicemente perché è un buon business.
      Siamo solo un po indietro ma quando anche da noi saremo al 10% di EV, sarà un mercato notevole

      • Si chiama bootstrap. Le EVs, come le auto GPL e a metano, entreranno nel mainstream seguendo le scelte del mercato. Ad un certo punto vi sarà il break-even e per via spontanea i supercharger diventeranno comuni e diffusi. Lo stato ha il dovere di impedire alla distribuzione dei carburanti di operare una posizione dominante che impedisca la concorrenza sana delle EVs.
        Sono a favore delle EVs, non sono a favore della imposizione delle EVs come scelta ideologica calata dall’alto.

  7. Sono favorevolissimo all’auto elettrica, probabilmente la mia prossima sarà un EV, ma nelle parole estrapolate non ci vedo nulla di male. Probabilmente ci sono settori ben piu sensati in cui destinare i fondi del recovery plan. Il parco macchine si rinnova relativamente in fretta. Il riscaldamento di casa, impianti di produzione di energia, sistemi per l’abbattimento di inquinanti richiedono più tempo. Usare i fondo del NextGen EU per le auto di oggi e risparmiare cosi qualche tonnellata CO2 non ha senso. In cosa le next gen beneficerebbero in tutto ciò? Il vostro mi sembra il discorso da boomer che attende con impazienza l’arrivo della pensione e che dei prossimi chissene..

    • Già solo quando scrivi che il parco auto si rinnova “relativamente in fretta” possiamo chiudere qua, anche perchè tramite un semplice calcolo solo per le vetture siamo a 39 milioni d’auto per cambiarle ed avere un parco 100% elettrico se ricambi 1 milione all’anno che è molto almeno ci vorranno diversi anni per arrivarci ci vorrebbero almeno 30 anni. Non so se scrivete tanto per contestare e far rumore o pensate con un ragionamento logico boh…

      • La verità è a metà strada. La vita media di un veicolo in Italia è di 11.5 anni, dopodiché viene rottamato (o, in piccola percentuale, venduto all’estero). Questo NON significa che dopo 11.5 assistiamo al rinnovo del 100% del parco auto: è solo una media, ovvero ci saranno dei veicoli che vengono rottamati prima, altri che sopravvivono e magari arrivano a durare anche 20 o 30 anni.
        Non è dunque sbagliato dire che – mediamente parlando – dopo 11.5 anni un veicolo viene rottamato e sostituito con altro più recente (nuovo o usato). Non so se questo corrisponda a “relativamente in fretta” però non credo neanche che occorrano 30 anni per avere un parco circolante costituito da vetture elettriche. A premere in questa direzione prestissimo saranno anche i produttori che saranno disposti anche a perdere una quota residuale di vendite pur di non dover tenere in piedi diverse linee di produzione: benzina, diesel, ibride ed elettriche. Fanno tutto con l’elettrico e semplificano costi, logistica, listino, marketing, etc.: c’hanno solo da guadagnarci e infatti alcuni hanno già annunciato che diventeranno brand 100% elettrici.

        • Quindi se si venderanno ancora per anni almeno al 2025 auto termiche possiamo aspettarci di avere almeno 20 anni per un ricambio completo ma sicuramente saranno molti di più se non verranno prese delle regolamentazioni molto stringenti cioè al 2035 potranno circolare solo elettriche etc. Il punto è che bisogna indirizzare in modo importante e deciso in quella direzione non “lasciar fare al mercato”.

        • Hai qualche problema con la matematica Enzo. L’età media delle auto italiane è di 11.5 anni, corretto. Ma l’età media si calcola sommando l’età di TUTTE le auto in circolazione (anche quelle nuove) diviso il numero di auto. Per cui dire che un’auto italiana viene rottamata mediamente dopo 11.5 anni è una baggianata. Sarebbe come dire che in italia si muore mediamente a 45 anni (età media della popolazione).

    • Moris, non so dove tu abiti, ma credo che alla gente che abita in pianura padana o in altre grandi città italiane interessi molto la salute dei propri figli e nipoti. A prescindere dal bilancio CO2, le next gen beneficerebbero di un’aria più pulita e salutare con minori costi per la sanità. Che ne pensi?…

      • Penso che se l’età media in pianura padana è già fra le più alte del pianeta si evince che il mix tra benessere industriale e qualità dell’ambiente è già fra i migliori possibili. Quello che chiedi tu, a fronte di un improbabile miglioramento dell’aria causato da totale eliminazione delle ICE, avrebbe il costo dii un impoverimento materiale causato da una certa desertificazione industriale come è successo nella Rust Belt Americana.
        Se vuoi migliorare l’ambiente prova semplicemente a sostituire gli autobus e i camion della spazzatura con veicoli a metano o ibridi metano elettrici, incrementa il trasporto merci via treni cargo e poi migliora l’efficienza degli edifici come già avviene con il 110% eco bonus. Questo incide molto molto di più che le EVs obbligatorie.

        • Esimio,
          Se aumenta la mobilità elettrica in città migliora la qualità dell’aria. E’ una banalità. Che la qualità dell’aria a Milano sia pessima e che il traffico veicolare non solo pubblico ma ancor di più privato contribuiscano per una quota importante, è altrettanto ovvio. Infine, i costi di tutto ciò sul sistema sanitario nazionale sono acclarati. Si vada a documentare, troverà tutte le informazioni in internet.

  8. Avrei una proposta da fare al ministro Cingolani se la potete veicolare. Perché non introdurre un bonus aggiuntivo sull’acquisto di una macchina elettrica vincolato all’installazione di un impianto fotovoltaico? Semplice no? taglio minimo di 4 kW per 20.000 km/anno oppure taglio vincolato alla percorrenza media di una autovettura; emissioni in atmosfera nel periodo di utilizzo quasi nulle (diverse da 0 solo per le ricariche fuori casa). E se invece del bonus aggiuntivo si regalasse l’impianto secondo la semplice equazione macchina elettrica=impianto gratis l’efficacia del marketing potrebbe essere ancor più dirompente.

    • Sulla carta non è una cattiva idea ma le persone sono anche un po’ stanche della politica per target. Una politica dovrebbe essere per tutti, non solo per alcuni.

      Pensa di essere un metalmeccanico con una casa in affitto e una vecchia auto che parcheggia per strada e che arriva a fine mese con difficoltà tanto che invidia chi prende il reddito di cittadinanza e non lavora. Vede che lo stato dà, al ricco signore in fondo alla strada con la sua villa circondata dal giardino, il cappottino termico, il fotovoltaico, l’auto elettrica e magari manda pure 2 schiavi a lavargliela tutti i weekend. Gli gireranno un pochino, o no? Lui che non ha una lira, che non può fare i lavori all’immobile perché è in affitto, che a malapena arriva a fine mese incrocia il proprietario della sua nuova auto elettrica, che lo saluta e che con un sorrisone beffardo lo rimprovera: “ancora ad inquinare il pianeta con la tua vecchia Panda?”. E il tipo pensa alle sue tasse che sono andate a scontare di 10000 euro l’auto del riccone.

      Non sarebbe meglio, per il povero metalmeccanico, sentire dalla tv locale che lo stato ha deciso di chiudere la fabbrica a carbone della sua provincia per sostituirla con pannelli fotovoltaici? Almeno quello è un intervento a favore di tutti e non solo per certi signori …

  9. Si questo è un altro problema, visti i tempi lunghi per cambiare il parco auto, bisogna muoversi per tempo, non è che se un domani ci svegliamo e diciamo che dobbiamo passare tutti alla mobilità “Rinnovabile”, magicamente il giorno dopo siamo tutti in elettrico, ci vogliono 15 anni.
    Poi l’effetto serra nei prossimi anni potrebbe assumere i toni dell’emergenza, solo che a quel punto sarebbe troppo tardi per cambiare visti i tempi lunghi, ma non solo per l’elettrico anche per gli impianti di produzione eolico e fotovoltaico, ci vogliono molti anni per programmare gli investimenti e sarebbe bene arrivare all’appuntamento almeno un poco più preparati di quello che siamo adesso, sempre che basti, perché la pandemia da Covid ha dimostrato che grandi sistemi politici ed economici sono incapaci di programmare gestire le attività per affrontare catastrofi naturali di portate planetaria, tanto alla fine chi ci rimette è sempre il popolino, i ricconi se la cavano sempre, anzi meglio perché trovano altre occasioni di guadagno sfruttano il panico, insomma dobbiamo essere noi consumatori che ci dobbiamo muovere per primi.

  10. Che comincino a snellire seriamente la burocrazia. Per ristrutturare casa con l’ecobonus è una tragedia. Giuro che se avessi i soldi farei tutto di tasca mia pur di evitarmi questo calvario ma purtroppo non posso permettermelo e ho una casa vecchia che ne ha estremo bisogno. Ma conosco molti che piuttosto non ristrutturano e continueranno a bruciare gasolio o gpl per scaldarsi. E anche questa volta l’occasione buona sarà la prossima

  11. Qualcuno spieghi al ministro che eliminare le lungaggini burocratiche che spaventano le aziende e le scoraggiano ad investire in Italia dovrebbe essere il motivo per cui viene lautamente pagato

  12. Si però se vogliamo abbattere le emissioni di CO2 giocoforza dobbiamo agire anche sulle emissioni dovute alla mobilità, è una condizione necessaria, sono i numeri delle emissioni per settori che ce lo dicono, quindi bene fotovoltaico,ma da solo non basta, ci vuole anche la mobilità elettrica e in più riscaldamento residenziale con pompe di calore, questi mi sembrano attualmente le tecnologie più fattibili.
    Ci vuole una rivoluzione industriale che ci porti fuori dal fossile e ci faccia arrivare alle rinnovabili e anche in un arco di tempo piuttosto breve, una sfida, altrimenti potrebbe paventarsi, alla pari della pandemia da Covid, un altra catastrofe naturale.

  13. Molto, molto deludente Cingolani. Ma il particolato fine ed in generale i danni alla salute provocati dalle emissioni dei motori endotermici dove li mettiamo? A prescindere dalla CO2, la transizione verso l’elettrico nelle città è prima di tutto un imperativo per la salute ed il benessere delle persone che ci vivono.

  14. Scusatemi-capisco i vostri commenti critici,per carità-ma da quando nel nostro paese contano le parole di un ministro?
    Poiché statisticamente nell’Italia repubblicana un governo dura un anno o poco più (ma anche spesso meno),quello che un ministro dice o fa conta meno di nulla.
    Gli obiettivi a lungo termine richiedono anni per la loro programmazione e ancora di più per realizzarli.
    Niente di ciò che Cigolani possa fare nel brevissimo tempo in cui farà il ministro,può fermare un processo irreversibile che si è innescato in Europa(qui noi viviamo)per il cambiamento totale del mondo energetico.di cui il trasporto privato rappresenta solo una piccolissima parte(statisticamente anche poco rilevante).
    Cigolani passerà,la trasformazione energetica che rivoluzionerà l’Europa resterà e cambierà la vita di ognuno di noi.

  15. E a dir poco vergognoso in un paese civile una persona del genere dovrebbe essere messo fuori dal governo in meno di 3 minuti assurdo sentire parole del genere immagino anche lui abbia interessinpersonali altrimenti non direbbe ciò

    • È da un po’ che trovavo sospetto tutto questo rinnovato interesse per l’idrogeno… si preparava il campo per la distribuzione dei soldini del Recovery Plan. E così, da verde, l’idrogeno è diventato blu. A pensar male…

  16. Di nuovo riaffiorano commenti approssimativi e di quelli che dicono termico, ah no diesel tutta la vita… boh qua sembra di vivere il mondo al contrario… la norvegia che esporta petrolio elettrifica tutto il parco auto e noi accettiamo come buon senso le affermazioni di cingolani??? Lo ripeto ancora una volta non ci lamentiamo se poi siamo molte volte ultimi se non peggio del 3° mondo. Invece di essere innovativi e spingere quanto più le cose con fondamento che aiutano la nostra comunità. Continuate a dire che gli incentivi li pagano tutti, ma poi vi divertite a far respirare ai bambini i gas di scarico che molto bene non gli fanno dato che l’ossigeno è fondamentale per il suo corpo e sviluppo. Io proprio non riesco a credere a quanto scrivete forse perchè vorrei un mondo migliore anche per voi che continuate solo a lamentarvi dei soldi a girarvi dall’altra parte o mettere la testa sotto la sabbia.

  17. Così facciamo come al solito in Italia, andiamo a rimorchio di qualcun altro, lasciamo a loro gli investimenti in ricerca, aspettiamo che diventi economico il risultato di quelle ricerche e poi ci accodiamo. Bei tempi quando avevamo teste che anticipavano i tempi e realizzavano opere e/o prodotti poi copiati dal resto del mondo. Ora abbiamo l’ENI, per cui lo stato segue le sue politiche, altro che riconversione ecologica, futuro per i figli, ecct.ecct. , fumo negli occhi ai soliti fessi panatloni cui toccherà sempre pagare il conto della miopia dei propri decisori; il resto del mondo punta al PV, eolico, energia dalle maree? Noi, furbi, il paese del sole, del mare, dei monti, puntiamo al gas e al petrolio che importamo dal resto del mondo (pagando magari qualche tangente miliardaria).

    • Purtroppo è spesso così. La nostra burocrazia è soffocante. Siamo ancora fortunatamente un paese ricco, benché non corriamo veloci come altri.
      Abbiamo alcune eccellenze, non è tutto perduto. Serve un cambio di mentalità

  18. Multinazionali come Siemens Gamesa ha portato investimenti in Egitto per l’idrogeno, altro che Recovery Plan. Spero che tenere in piedi il museo Italia alla fine paghi

  19. Cingolani applica buonsenso e logica. È tutto da dimostrare se l’elettrico possa essere competitivo: come si potrà ricaricare nei posteggiare strisce gialle x residenti? Per avere a disposizione almeno 500 km di autonomia devo andare in giro con piu di 2 ton di auto!! Assurdo. E se non ci fossero gli incentivi? Problemi smaltimento batterie? Problema centrali di produzione energia? Problemi delle materie prime delle batterie? Ora che risolveranno questi problemi avranno scoperto un nuovo sistema di trasporto…
    Per il momento l’unica auto “sensata ” è la 500 ev insieme un box privato.

    • Provo a rispondere :
      Parità di prezzo al 2023 – 2024, come indicato anche nell’articolo.
      Smaltimento batterie: la filiera esiste già e le batterie hanno un valore intrinseco alto. Non finiranno in discarica.
      Produzione energia: eolico e solare (tecnologie attuali) hanno Lcoe già più bassi di gas e carbone. Costi dell’accumulo stazionario in evidente calo.
      Problemi materie prime: con le LFP nessun problema, poiché ferro e fosforo sono molto abbondanti. Il litio è in rampa e certamente non è il collo di bottiglia.
      Al momento l’unico problema è dato dalla presenza di sufficienti colonnine per sostenere il forte aumento di EV. Ricordo che la traiettoria all’estero è di circa un raddoppio ogni anno.

    • Concordo con te. Le EVs sono prodotti interessanti ma acerbi. Serve di più e serve meglio. Oggi gli incentivi alle EVs promuovono prodotti mediocri e costosi oltretutto di quasi totale produzione estera

  20. Ha fatto la transizione ecologica, i carabinieri forestali sono sotto di lui. Transizione degli statali. Lui è per il verde, ma senza piombo. Indipendenza energetica Italia con i suoi politicanti non la farà mai

  21. I calcoli che riporta sono corretti migliorabili su queste due voci
    1) Io con la mia e-Golf e calcolando il mix energetico nazionale 300gCO2/1kWh emetto indirettamente 50gCO2/km
    2) Io per esempio non ho usufruito del bonus completo di 10000€, ma quello da 4+1 perché non avevo un auto da rottamare.
    Comunque con queste correzioni dovrei percorrere almeno 78000km/anno per stare dietro al risparmio della CO2 del corrispondente impianto fotovoltaico.

    Quindi si ha ragione se lo stato ci deve mettere dei soldi per la CO2 , sarebbe più efficiente metterli sul fotovoltaico, io proporrei sconto in fattura del 75% + scambio sul posto e sotto con tetti di capannoni industriali e tetti case.

    Ma c’è un ma, anche se per assurdo riuscissimo a rendere rinnovabile il 100% dell’energia elettrica prodotta, resterebbe ancora troppa CO2 emessa in atmosfera dai trasporti, dal riscaldamento , acciaierie ecc. Il problema dell’emissione della CO2 è enorme, non ce la caviamo con una riduzione di pochi punti percentuali, bisogna che aggrediamo tutte le fonti di emissione, quindi le auto EV più che essere utili a ridurre in se l’emissione di CO2, servono più che altro per trasformare il consumo di Gasolio in energia elettrica, in modo che se quest’ultima è rinnovabile, anche l’autotrasporto diventa rinnovabile.

    Bisognerà aggredire anche il trasporto merci, Elon Musk sta già pensando ad un autocarro a batterie.

    Per riscaldamento residenziale bene le pompe di calore

    Per le navi aerei e acciaierie mi sa che ci toccherà usare l’idrogeno, anche se poco efficiente per via delle dissipazioni per produrlo, ma poteremmo utilizzare in momenti in cui le rinnovabili producono quando c’è poca domanda e l’energia elettrica verrebbe comunque buttata.

    Ci aspetta un compito enorme e non son neanche tanto sicuro che pur mettendo in campo tutto le tecnologie possibili immaginabili, il fenomeno del riscaldamento globale possa essere comunque irreversibile, forse tra le varie tecnologie ci toccherà perfino mettere in campo il sequestro della CO2 in depositi sotterranei.

    Speriamo bene.

    • Corretto, tutto va aggredito ma partendo dalle fonti più inquinanti e più facilmente aggredibili. Sostituire una centrale elettrica con un terreno adibito a pannelli fotovoltaici è semplice, veloce e immediato. Ridurre la CO2 prodotta dalle mucche è molto più complicato. Ridurre la CO2 prodotta dalle auto ancora di più, perché devi tappezzare il territorio di colonnine. Chiaramente va fatto tutto ma distribuendo le risorse in modo proporzionale al ritorno: il grosso della fetta va a chi mi restituisce un ritorno 100, la seconda fetta più grossa va a chi mi restituisce come ritorno 90 e via via discorrendo fino a distribuire anche le briciole. Raggiunto l’obiettivo del contenimento delle emissioni in 1.5 gradi anziché 2, occorre continuare e quindi aggredire anche quei settori “trascurati” perché minori ma che continuano a produrre inquinamento.

  22. Non capisco tutta questa delusione…è di buon senso aspettare che la maggior parte dell’ energia elettrica sia prodotta da fonti rinnovabili. Ci sono innumerevoli strumenti, civili e industriali che sono esclusivamente elettrici e che quindi non hanno alternative…. se si vuole una mobilità sostenibile ci sono altri passaggi da fare prima di arrivare ad incentivare le auto a batteria.

    • Ma già adesso le auto a batteria sono enormemente più ecologiche, tutta la filiera produttiva della benzina, disel, gpl, sono inquinantisime, anche il loro trasporto, noi ora lottiamo per la sopravvivenza del nostro ecosistema, dobbiamo adesso passare alla forma di trasporto che già adesso è la più sostenibile e ogni anno lo diventa sempre di più, e questa (come accertato da innumerevoli studi) è l’eletrico

    • Certo, aspettiamo che l’energia sia rinnovabile al 72%, e aspettiamo che l’Italia si riempia di impianti di ricarica (ovviamente inutilizzati). Intanto continuiamo a vendere auto termiche. Quando tutto sarà pronto per le auto elettrihe, avremo sulla strada solo auto termiche che continueranno a circolare per 15 anni. Ma vi pare logico? Ricordo sommessamente che il PNIEC prevede 6 milioni di ICE e PHEV nel 2030. Come ci arriviamo?

  23. Che delusuone nelle motivazioni esposte. Siccome Spagna e Germania si accaparrano i migliori, noi faremo molto meno?… Sapere e capire le problematiche italiane dovrebbe essere uno sprone per migliorare, non perdere occasioni importanti come queste su sviluppo e sostenibilità. Butteremo soldi con pochissimi risultati per poi acquistare da altri conoscenza e metodo. Ultimi sempre su cose da pianificare e attuare…. Siamo il paese delle emergenze continue e perennemente in ritardo per incapaicità e falsa volontà nel fare normalmente qualsiasi miglioramento. Povera Italia.

  24. La posizione di Cingolani mi sembra invece di puro buonsenso. Se l’elettrico saprà essere competitivo si affermerà: accadrà, prima o poi. Ma non capisco perché il contribuente debba pagare ora costosi incentivi (perché di questo si tratta alla fine) per consentire a migliaia di persone di acquistare ora pesantissimi SUV elettrici con un’autonomia tutto sommato ancora limitata. Con l’illusione poi di far del bene all’ambiente.

  25. Non è mica una offesa Anch’io ho studiato il mein kampf.
    Non sono laureato, ma capisco bene, che prima che friz haber sviluppò il zyklon B, i campi nazisti andavano a monossido di carbonio.

  26. Se solo pensate che Cingolazzi dirigeva l’IIT di Genova, dove si studia robotica (ed è la massima espressione della tecnologia applicata a medicina nanomateriali intelligenza artificiale robotica) e dove le batterie (nei robot) giocano un ruolo fondamentale: ha manifestato la sua sapienza dicendo che le “batterie sono sorpassate”. Avete capito che lungimiranza può avere questo ministro? Si perchè per fare il ministro ci vuole anche qualcosa in più della conoscenza pura e semplice di una determinata tecnologia, bisogna anche saper esprimersi.

  27. Ho appreso che nelle isole Shetland hanno installato delle turbine che producono elettricità dalle onde del mare in Italia con tutto il mare che abbiamo hanno in mente di fare la Salerno-reggio ALTA VELOCITÀ. 😭

  28. “Studioso di fama”…si, sul main kampf ovvero come asfissiare il popolaccio con monossido di carbonio e gas nervini prodotti dal motore a scoppio

    • Non scherziamo: il curriculum di Cingolani è di prim’ordine. Eccolo: “Ha conseguito la laurea in Fisica presso l’Università di Bari e nel 1989 il Diploma di Perfezionamento (PhD) in Fisica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. E’ stato ricercatore al Max Planck Institut di Stoccarda (Germania), Visiting Professor all’Institute of Industrial Sciences della Tokyo University (Giappone) e alla Virginia Commonwealth University (USA). Nel 2000 è nominato Professore Ordinario di Fisica Sperimentale all’Università di Lecce. Nel 2001 fonda e dirige il National Nanotechnology Laboratory (NNL) dell’INFM a Lecce. Nel 2005 ha fondato l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova di cui è stato Direttore Scientifico. Nel 2019 viene nominato Chief Technology & Innovation Officer di Leonardo. Insignito dei titoli di Alfiere del Lavoro nel 1981 e di Commendatore della Repubblica Italiana nel 2006. È autore o co-autore di oltre 1.100 pubblicazioni su riviste internazionali e ha al suo attivo oltre 100 brevetti”.

  29. Però se facciamo un “censimento” un'”indagine” come si vuol dire e scopriamo che chi possiede un’auto elettrica ha già il fornitore di energia magari con un mix al 100% da rinnovabile …….a questo punto cosa dirà il ministro?

  30. Aiutatemi in questo calcolo: [ https://www.ebay.it/itm/254886460142 ]. Questo è un kit da 9200 Euro da 10 kWp, addirittura con ben 8 Kw di batteria di accumulo. Secondo questa fonte [ https://www.ecoenergy04.it/faq/item/40-un-impianto-fotovoltaico-quanta-co2-riduce.html ] “ipotizzando una produzione media annuale, alle latitudini dell’Italia centrale, pari a 1460 kWh, con un impianto di potenza nominale da 1 kWp, si può dire che la quantità di anidride carbonica non emessa in un anno sia pari a 780 Kg per ogni chilowatt di picco installato.”. Quindi dovrei dedurre che un impianto come questo, da 10 kWp, in un anno faccia risparmiare 7800 Kg di CO2.

    Adesso passiamo all’auto elettrica. Immaginiamo, per assurdo, che l’energia che la alimenti arrivi solo da fonti green e che nel ciclo di vita non venga emessa alcuna co2 per la produzione. Per calcolare il risparmio di co2 dobbiamo vedere quanto inquina l’auto a benzina. Applichiamo il nuovo ciclo WLTP e ipotizziamo emissioni per 135 g di co2/km. Ipotizziamo una media annuale in 12000 Km, per eccesso. Questo equivale a 1620 Kg di CO2 emessa. Risparmio assolutamente non realistico perché abbiamo immaginato che l’auto elettrica non abbia alcuna emissione di co2 in tutto il ciclo di vita.

    Ora mettiamoci nei panni dello scienziato chiamato a realizzare gli obiettivi di diminuzione della co2: dovendo investire 10000 euro, voi li investireste in un ecoincentivo per l’auto elettrica o in un pannello fotovoltaico? Il pannello fotovoltaico rende almeno 5 volte di più (in realtà molto ma molto di più perché l’auto elettrica non è a costo 0 di co2) e rende almeno 10 volte di più se consideriamo che altri 10000 euro lo stato li perde sotto forma di mancato incasso tra bolli e accise.

    Se applicassimo il reale costo della co2 delle attuali auto elettriche (che resta un mistero glorioso perché nessun produttore si sforza di comunicarlo e quando l’ha fatto i dati erano pessimi) di quanto aumenterebbe il vantaggio della co2 risparmiata dal fotovoltaico rispetto all’auto elettrica? Io farei fare i conti per benino al Prof. Massimo Ceraolo Pacinotti, se ha voglia di farli …

    • Interessante come ragionamento ed è anche condivisibile se i dati sono esatti, ma una volta prodotta tanta energia rinnovabile incominceremo il processo di sostituzione del parco auto nazionale? perchè se dovesse accadere che arrivassimo al 100% di fabbisogno soddisfatto da rinnovabili a quel punto avemmo le auto elettriche che produrrebbero co2 nemmeno per la loro produzione o per risibili quantitativi dovuti ai trasporti ancora con motori a combustione interna. Stando però alla tua tesi avremmo ancora il parco auto che consuma petrolio e una produzione elettrica di solo rinnovabili. Ritengo che anche se oggi valga la pena investire sulla produzione, dobbiamo stare al passo tecnologico e le case automobilistiche lo stanno facendo proponendo nuovi modelli e ogni euro speso per le elettriche sarà per impedire che si continui a produrre energia da idrocarburi.
      Nulla di ideologico, ma è evidente come in Italia le sfide tecnologiche le perdiamo sempre in grande quantità, quando altre nazioni continuano a surclassarci. Basti accogliere l’osservazione per la quale non ci siamo mossi per tempo ed un paese come la Germania che ha ore di sole inferiori alle nostre ci superi e di molto nel fotovoltaico, forse si sono mossi quando ancora il fotovoltaico non era conveniente? forse si.

      • Roberto non è che la Honda produrrà auto elettriche o termiche in base alla domanda di veicoli italiani. C’è un trend mondiale, ci sono dati affidabili che presto l’elettrica costerà meno dell’auto a benzina, quale produttore non investirà in questo settore? Chi lo farà con soldi e investimenti propri, chi, come Suzuki, appoggiandosi a terzi (vedi Toyota). Quando l’auto elettrica costerà meno di quella termica, offrirà prestazioni (molto) superiori, maggiore confort di guida, minore manutenzione, in quanti continueranno a comprare la termica? In pochissimi, solo chi ha esigenze di lunghe percorrenze o vive in posti molto particolari, ma questi soggetti dovranno prepararsi a pagare di più l’auto rispetto ai proprietari delle elettriche. Si conteranno su una mano.

        L’importante è che l’Italia si doti delle “colonnine” e infatti Cingolani l’ha detto, le colonnine vanno fatte. Ma perché investire così tanti soldi oggi nell’ecobonus anziché in altri settori più promettenti io non lo capisco. L’elettrico arriverà da solo, quando dipende solo dalla competizione tra i produttori: la Tesla sta per uscire con la Model 2 a 25000 dollari, a quel prezzo non servono incentivi, è già un’auto “di massa”. E gli altri produttori sapranno rispondere o vorranno cullarsi sugli allori?

    • Infatti l’incentivo per il fotovoltaico c’è già e si chiama bonus 110% o bonus 50%…
      Incentivare le auto elettriche serve anche per stimolare chi, come me, ha sempre rimandato l’acquisto del fotovoltaico.

      • Giusto, Alessandro, questo è quel che noi andiamo dicendo da tempo: l’auto elettrica è uno straordinario incentivo ad aumentare la produzione da rinnovabili, anche a casa se possibile. E a prendere coscienza dei nostri consumi di energia, ragionando sul come contenerli senza rinunce inutili, ma con scelte razionali.

      • Il bonus 110% al fotovoltaico è applicabile solo a seguito del cappotto termico (è un intervento trainato), non sempre è applicabile, infatti il superbonus non è proprio andato a ruba. Diversamente come mai non vedo il 110% di case col pannello sul tetto?

        • Attenzione il 110% deve ancora partire perché le norme sono complicate e lunghe e il 2021 è servito come orientamento. Nel 2022 e 2023 ci sarà una esplosione limitata probabilmente dalla disponibilità di manodopera.

    • Si ma scusa Enzo, tu hai fatto il confronto senza considerare cosa stai sostituendo. Immettendo BEV su strada elimini mezzi molto più inquinanti rispetto a quelli che producono energia elettrica. Tra l’altro un BEV diventerà sempre meno inquinante man mano che il mix energetico vira verso le rinnovabili, senza necessità di essere sostituito.

  31. Sono 30 anni che i politici deludono.
    Forse il motivo è da ricercare nella “incapacità” italiana di prendere ” il toro per le corna “.
    Ho letto ( ma non ho approfondito le motivazioni ) che il Ministro Cingolani ha dato l’OK a continuare le trivellazioni in Italia.
    Ripeto gli Italiani, ( in generale ) comunque brava gente, a parole sono tra i migliori poi però non sanno prendere decisioni radicali.

  32. mha affermazioni senza parole, peggio del peggiore ignorante in materia….peraltro in pratica sta dichiarando la propria inettitudine a consentire di raggiungere gli obiettivi al 2030…è stato fatto ministro per questo ed è pagato con soldi pubblici, se ritiene di non farcela, meglio farsi da parte no? soprattutto quando si pubblica un pnrr con 4 spiccioli alle rinnovabili…. bha

  33. Ma l’acquisto di una EV non è un peso per la comunità, ma un vantaggio per via delle minori emissioni di CO2.
    Poi va sfatato in parte il mito che l’elettricità la si paga solo al costo industriale a differenza dei carburanti tradizionali gravati da alte accise; Sul prezzo finale al consumatore, il costo per la produzione di energia elettrica incide per 1/4, trasporto 1/4, Oneri di sistema 1/4, Tasse 1/ 4.La voce Oneri di sistema va quasi tutta per la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici.
    Sui trasporto del vettore energetico si potrebbe anche aggiungere che nel caso degli idrocarburi si corrono anche dei rischi vedi la strage di Viareggio per deragliamento carri cisterna di GPL e petroliere che affondano con danni enormi all’ecosistema marino e dei territori rivieraschi.
    Fughe di Metano durante l’estrazione per incidenti tecnici ai pozzi, il metano ha un effetto serra molto maggiore della CO2.
    Per le popolazioni locali del terzo mondo dove scoprono il petrolio è una disgrazia, perché tanto a loro non gli viene niente, le royalties se la pappano i dittatori pagati dalle multinazionali che poi spendono per comprare armi e alimentare guerre, anzi l’estrazione inquina mari, fiumi e terre rendendo impraticabile l’agricoltura.
    Per il Gasolio dovremmo essere 40% produzione e trasporto e 60% tasse, quindi tutto sommato non siamo così distanti, le minore tasse che gravano sull’elettricità sono in parte sostituiti da oneri impropri per realizzazione di fonti rinnovabile, voce che sui carburanti tradizionali non c’è.
    Per la manutenzione delle autostrade le EV pagano il pedaggio come le termiche.
    Sorvoliamo anche sui danni alla salute per l’inquinamento da polveri sottili che le EV non emettono per due aspetti:
    1) Non c’è il tubo di scarico
    2) Si usa molto la frenata rigenerativa e poco le pastiglie dei freni che anch’esse emettono polveri sottili

  34. Un commento a dir poco superficiale quello di Cingolani detto poi da un Ministro per la transizione ecologica… vabbè è il governo italiano, stupido!!!

  35. Purtroppo non sono rimasto deluso da Cingolanii, ero già rimasto deluso quando aveva fatto il suo primo discorso. Ora semmai dimostra solo di non usare, o di non avere, le conoscenze tecniche che gli vengono attribuite.

  36. Che delusione questi politici italiani, uno investe nell’acquisto di un’auto elettrica con l’idea anche di dare un contributo a migliorare l’aria che respiriamo nelle nostre inquinate città, e poi si sente dire che non è vero niente.

  37. Ha ragione Cingolati, non è ancora tempo per l’auto elettrica,prima per una questione che la ricarica viene fatta usando combustibili fossili,se non qui da noi ma in altri paesi più grandi nel mondo. Secondo perchè dove credete che venga estratto il litio per le batterie ( creando cave e perpetrano danni inimmaginabili su altri ecosistemi ancora intatti,vedi il Portogallo). Terzo non hanno un’autonomia ancora sufficiente per pensare che un’azienda che deve produrre,possa dire al suo dipendente..ma sí fermati un due orette per ricaricare e ripartire. Quarto,il loro costo,a me andrebbe bene un’elettrica per i km che faccio, ma chi se la può permettere,un operaio certo no…e che poi non si capisce perchè costino cosí tanto,avendo una tecnologia inferiore rispetto a una termica. E via discorrendo,senza lasciarci sfuggire il piacere di cambiare marcia e sentire il motore e il suo rumore. Grazie.

    • Guardi le fonti dalla sua bolletta della corrente il carbone è al 12% il petrolio allo 0,54% il nucleare 4,11% ed il resto sono più della metà rinnovabili ed il rimanente metano (che ha un impatto ambientale infinitesimale rispetto a petrolio e carbone).

      In sintesi oltre l’80% delle fonti per l’energia elettrica sono a nullo e bassissimo impatto ambientale.

  38. Ma dove e’ finita la carbon tax che un tempo veniva osteggiata?.
    Se vogliamo veramente fare la transizione energetica dobbiamo responsabilizzare I consumatori visto che oggi comprare un mezzo a zero emissioni non costa molto di piu’ di un mezzo tradizionale.
    Proviamo a calcolare quanto costa come danno pompare un kg di anidride carbonica in atmosfera e facciamolo pagare ai nostalgici del petrolio.

  39. Chi è il ministro Cingolani? … semplicemente un ignorante .. e se non lo è protegge interessi che gli fanno comodo … ma d’altronde siamo l’ItaGlia … e tutti quelli che ci governano sono il riflesso della maggioranza che popola questo paese … ignoranti che quando vanno a votare pensano di andare allo stadio a tifare … e poi sanno solo lamentarsi

  40. La citazione estesa è: “Perché quando il 72% dell’elettricità sarà prodotta con zero emissioni allora avrà senso rendere di uso comune la mobilità elettrica. Che senso ha guidare un’auto elettrica se per ricaricarla si bruciano petrolio o carbone? Nel frattempo si dovrà lavorare per non farsi trovare impreparati, per esempio installando migliaia di colonnine di ricarica.”
    Credo che il sottotesto di questa frase sia: “più l’elettrica è prodotta da fonti rinnovabili, più ha senso investire sull’auto elettrica, prima i vantaggi sono deboli o scarsi per cui a questo, nell’economia generale e nella corsa ad abbattere la co2, meglio investire prima sulla produzione di energia da fonti rinnovabili”.

    Vista così non mi pare un’eresia, anche perché sottolinea come questa “timidezza” verso l’elettrico non preclude la creazione della rete di ricarica, anzi precisa che quella va fatta subito. Nella visione globale di dove andare ad investire, meglio partire da ciò che è più urgente e che a parità di risorse può fornire un vantaggio sicuramente maggiore, un po’ come l’approccio del pronto soccorso: priorità a chi sta messo peggio, poi chi sta meglio. L’auto elettrica aiuta a combattere le emissioni di CO2 ma ci sono investimenti più urgenti: e infatti la sua intervista verte proprio sulla costruzione di centrali elettriche da energie rinnovabili.

    Nella traduzione concreta, questo potrebbe tradursi in una diminuzione dei fondi destinati all’ecobonus (abbiamo tutti visto gli abusi di alcuni – non tutti – produttori, come la Dacia Duster venduta ad una cifra maggiore in Italia rispetto alla Francia), mantenendo alto l’impegno per la rete di ricariche. Anche perché, ricordiamolo, per ogni auto elettrica acquistata l’Italia ci perde 2 volte: non solo 10000 euro di ecobonus ma poi anche soldi in bolli e accise per servizi (manutenzione strade, etc.) che comunque garantisce anche a chi guida elettrico. Non sarebbe un’eresia dire che, dopo 11 anni e mezzo (vita media di un veicolo italiano), quell’auto, ipotizzando un consumo di 15 km/l, sia arrivata a costare allo stato oltre 20000 euro di perdita, senza considerare gli interessi. Scientificamente parlando, un investimento così alto per favorire un’auto elettrica rispetto ad una Euro6D-Full non so se ha gli stessi ritorni rispetto a sostituire una centrale a gas o a carbone con una eolica. Se il ragionamento fosse questo, non lo troverei antiscientifico.

  41. Per raggiungere un obiettivo realistico, basterebbe incentivare con grosse cifre tipo la detrazione d’imposta del 110% il fotovoltaico plug and play,da installare su balconi esposti al sole, se ogni abitazione avesse 800watt/h sarebbe un risparmio di kg di CO2, in più sarebbe il cittadino riceverebbe gratis la corrente

    • Direi più fotovoltaico classico da almeno 3 Kwp con il 110% o farlo pagare molto meno di adesso, semplificare al massimo la burocrazia e le eccedenze pagarle un po’ sotto il costo di mercato dell’energia non andando a pagare le tasse… Proprio in questi giorni sono andato a fare una passeggiata vicino casa e dall’alto vedevo che la stragrande maggioranza dei tetti è vuota, lì senza far nulla inutilizzati spazi. Già in questo modo ci sarebbe un impatto molto importante del fotovoltaico in italia…

    • Aspettiamo le novità promesse nella semplificazione dell’ecobonus. Anche io auspico che si vada in una direzione simile, ad esempio un incentivo dell’80% per l’installazione del fotovoltaico a casa senza sbattimenti burocratici (applicando un tetto di x euro a kw), semplicemente facendo il pagamento del restante 20% con un normale “bonifico parlante”.

  42. Mi risulta per il mix energetico italiano, considerando l’alta efficienza delle centrali termoelettriche a metano a ciclo combinato e fonti rinnovabili, per produrre 1 kWh vengono emessi 300g di CO2.
    La mia e-Golf da quando l’ho acquistata l’anno scorso ha avuto un consumo medio di 13,3 kWh/100km, considerando un efficienza di ricarica del 80%, significa che ho avuto un emissione di 50g/km, valore inavvicinabile da qualsia termica anche se ibrida, tra l’altro le ibride la considero un raggiro delle case costruttrici, perché non permette una reale diminuzione di CO2 e non andrebbero incentivate per questo.
    Per quanto riguarda la maggior emissione di CO2 per la costruzione della batteria io punto a compensarla con una maggior durata dell’auto dovuta alla minor usura delle varie parti del motore di una termica. In pratica se una EV dura un 50% in più potrebbe per questo compensare una maggior emissione del 50% per produrla;Questo aspetto, già verificato come vero in laboratorio, va ancora dimostrato all’atto pratico, solo gli anni lo dimostreranno, io incrocio le ditta e cerco di trattare le batterie meglio che posso come politica di ricarica e scarica.

  43. Il problema non è solo Cingolani, ma anche tutta quella parte di governo che lo ha voluto.
    Poi lui è uomo di fiducia dell’Eni.

    Le sue affermazioni creano (a mio avviso volutamente) confusione nella testa della maggioranza delle persone che non vuole o non ha il tempo di approfondire l’argomento, e nel dubbio rimane sul termico facendo di fatto gli interessi dei petrolieri, tra i quali guarda caso c’è Eni.

    Uno squallore.

    Vorrei dare le dimissioni da italiano.

    CIngolani mi ricorda quelle persone che sostengono che il Petroleum Coke bruciato nelle raffinerie e in alcuni cementifici non sia cancerogeno, quelli che sostengono che i campi elettromagnetici dei tralicci (bassa frequenza) e delle antenne (alta frequenza) non fanno male…………

    • Nicola legga l’intervista intera e noterà che a parlare non è l’Eni ma lo scienziato. Non si faccia un’idea da una sola frase estratta da un ragionamento molto più complesso: provi a guardare il quadro più ampio.

      • Carissimo Enzo, guardi la bolletta e vedrà che tra rinnovabili e metano siamo ben oltre l’80%

        (ed il metano ha un impatto ambientale bassissimo, infinitesimale rispetto a raffinerie, autobotti, gasolio e benzina.)

        carbone sotto il 12%
        petrolio 0,54%

  44. Sappiamo bene che la nostra politica da 30 anni a questa parte se non sempre è stata a dir poco imbarazzante, sembra che non fanno gli interessi degli italiani ma di altre nazioni…. le autostrade che costano un occhio della testa una burocrazia paurosa e scelte contrarie a quello che sarebbe la normale logica, lo vediamo anche oggi con l’auto elettrica che sia uno degli ultimi paesi come penetrazione di mercato e le case ci classificano come mercato di serie b se non c….

    • La politica da decenni asservita ad interessi corporativi e colluse con le mafie. Il nostro debito pubblico di 2300 miliardi ante pandemia esisto di politica corrotta sino al midollo.

      • Il debito pubblico è un altro falso mito della comunicazione falsata e distorta che non fa capire realmente come funziona l’economia… Il giappone ha il debito molto superiore al nostro ma vive molto meglio e sappiamo quanto sono ben organizzati ed economicamente avanzati, l’unica annotazione è che la gran parte è detenuto dagli stessi giapponesi quando invece quello italiano è stato acquistato molto da enti esterni all’italia. Scusate l’off topic ma credo sia doveroso dire le cose come stanno per capire chi abbiamo al governo come lo stesso draghi ha privatizzato tanti settori strategici ai tempi di quando era dirigente nel pubblico… le autostrade ne sono un esempio un bene dove non esiste concorrrenza viene dato al privato (benetton) che ha fatto miliardi e miliardi d’utile che potevano essere benissimo reinvestiti nelle reti o avere tariffe “normali”. Ma ci sarebbe da parlare per giorni per chi ha la voglia d’aprire la mente…

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