In Europa e in Italia i quadricicli leggeri, le minicar, stanno vivendo una crescita senza precedenti. L’elettrico è ormai dominante grazie alle caratteristiche stesse del veicolo. Aixam resta il punto di riferimento del settore nonostante Fiat e Citroen.
Per capire perché la transizione elettrica stia funzionando così bene nel mondo delle minicar bisogna partire dalla natura stessa di questi veicoli. I quadricicli leggeri di categoria L6e nascono infatti con caratteristiche che sembrano progettate appositamente per favorire la mobilità a batteria.
Le limitazioni normative impongono masse contenute e prestazioni ridotte. La velocità massima è 45 km/h e l’utilizzo tipico è quasi esclusivamente urbano. In questo contesto l’autonomia, che rappresenta uno dei principali ostacoli per le automobili elettriche tradizionali, perde gran parte della propria importanza. Chi utilizza una minicar difficilmente ci va in vacanza.

Dal 2021 il mercato ha iniziato a cambiare rapidamente. Le vendite delle minicar diesel hanno progressivamente ceduto quote a quelle elettriche fino a raggiungere il punto di equilibrio a metà del 2024. Da quel momento il sorpasso è diventato evidente e oggi i modelli elettrici rappresentano circa il 65% delle immatricolazioni complessive.
A ben guardare, i numeri raccontano una trasformazione ancora più interessante. Negli ultimi sei anni le immatricolazioni dei modelli diesel sono rimaste sostanzialmente stabili attorno alle 7 mila unità annue. A cambiare è stato invece il mercato elettrico, passato da volumi quasi irrilevanti nel 2020 a circa 14 mila unità nel 2024. In altre parole, l’elettrico non ha semplicemente sostituito il diesel: ha contribuito a espandere l’intero mercato.

Una crescita impressionante
La crescita complessiva è infatti impressionante. In Italia si è passati dalle 5.875 immatricolazioni del 2019 alle 20.424 del 2024. Il 2025 ha registrato un rallentamento fisiologico, attribuibile soprattutto alla fase di transizione tecnologica legata alle normative Euro 5+, ma il trend di lungo periodo rimane nettamente positivo.
Un ruolo importante in questa evoluzione lo hanno giocato anche i grandi marchi automobilistici. L’arrivo di modelli come Fiat Topolino e Citroën Ami ha cambiato profondamente la percezione delle minicar. La novità è che questa crescita non è avvenuta a discapito dei marchi storici. Fiat e Citroën sembrano aver portato clienti nuovi, persone che forse non avrebbero mai preso in considerazione una minicar tradizionale.

Si è così creata una sorta di effetto espansivo. Le minicar hanno smesso di essere percepite come una scelta di ripiego e sono diventate una soluzione razionale e moderna per la mobilità urbana. Una scelta che intercetta sia la crescente attenzione ambientale sia una semplice constatazione pratica: per spostarsi in città non sempre serve un’automobile lunga oltre quattro metri e pesante più di una tonnellata.
Chi compra le minicar?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mercato non è composto esclusivamente da adolescenti, anche se sono la fetta di gran lunga più grossa. A livello europeo i teenager rappresentano il 55% degli acquirenti, gli adulti il 38% e le imprese il restante 7%.
In Italia il peso dei giovani è ancora maggiore. Gli adolescenti rappresentano il 63% del mercato, mentre gli adulti si fermano al 31% e le aziende al 6%.
Le motivazioni d’acquisto sono molto diverse tra loro. Da una parte ci sono i tradizionali utenti senza patente B che cercano un mezzo più protettivo e confortevole rispetto a scooter e motocicli. Dall’altra ci sono gli adolescenti, spesso sostenuti da genitori che preferiscono vedere i propri figli a bordo di un veicolo a quattro ruote piuttosto che su un mezzo a due ruote.

Esiste però una terza categoria in crescita: gli adulti che possiedono già la patente automobilistica ma scelgono deliberatamente una minicar per gli spostamenti urbani. Per loro contano soprattutto le dimensioni compatte, la facilità di parcheggio, i bassi costi di gestione e, in molti casi, i vantaggi di accesso alle zone a traffico limitato.
Anche il fattore economico gioca un ruolo determinante. Oltre al prezzo d’acquisto generalmente inferiore rispetto a quello di un’automobile tradizionale, le minicar consentono di ridurre i costi di utilizzo, assicurazione e manutenzione. L’elettrico amplifica ulteriormente questo vantaggio grazie ai minori costi energetici e alla semplicità meccanica.
Sul fronte professionale il fenomeno resta più contenuto. Le immatricolazioni aziendali oscillano da anni tra le 250 e le 300 unità annue, una quota minima rispetto alle oltre 20 mila immatricolazioni complessive registrate nel 2024. Tuttavia, la crescente diffusione di veicoli commerciali derivati dai quadricicli lascia intravedere margini di sviluppo interessanti anche in questo segmento.
Aixam resta il riferimento del settore
In questo scenario in rapida evoluzione, Aixam continua a rappresentare il punto di riferimento del mercato europeo delle minicar.
Fondata nel 1983 e presente sul mercato dal 1984, l’azienda francese è stata tra le prime a credere nella mobilità elettrica, lanciando il proprio primo modello a batteria già nel 2013. Una scelta che all’epoca appariva quasi pionieristica e che ha iniziato a dare risultati concreti solo diversi anni più tardi, quando il mercato ha raggiunto una maturità sufficiente.

Oggi Aixam mantiene la leadership del mercato italiano e resta il marchio più solido del settore. Secondo i dati comunicati dall’azienda, negli ultimi dodici mesi ha venduto oltre 4.400 veicoli nel nostro Paese, raggiungendo una quota del 27%. Un risultato particolarmente significativo considerando la presenza di colossi automobilistici come Fiat e Citroën, che oggi detengono rispettivamente circa il 24% e il 21% del mercato.
L’Italia rappresenta inoltre il secondo mercato più importante per Aixam dopo quello francese. Una posizione conquistata grazie a una strategia che ha privilegiato qualità del prodotto, servizio post-vendita e presenza sul territorio piuttosto che una competizione esclusivamente basata sul prezzo.
Non a caso l’azienda continua a investire. Alla fine del 2024 ha inaugurato un nuovo stabilimento produttivo in Francia, realizzato con un investimento di circa 30 milioni di euro. L’espansione ha aggiunto 18 mila metri quadrati di superficie e incrementato del 50% la capacità produttiva, portandola fino a 30 mila veicoli all’anno.

Nuova gamma Aixam 2026
Sul fronte prodotto, la novità più importante è rappresentata dall’arrivo della nuova Easy, modello d’ingresso alla gamma Aixam. Parallelamente la gamma Premium, composta dai modelli City, Coupé e Cross, si rinnova profondamente negli interni con nuovi cruscotti, maggiore attenzione al comfort e uno schermo panoramico da 23 pollici, soluzione praticamente unica nel segmento.
Il messaggio che arriva dal mercato è chiaro. Le minicar stanno diventando una componente stabile della mobilità urbana europea e l’elettrico ne rappresenta ormai il motore principale. In un settore che continua ad attirare nuovi clienti e nuovi costruttori, Aixam sembra intenzionata a difendere la propria leadership facendo leva proprio su quegli elementi che l’hanno resa un punto di riferimento: esperienza, rete commerciale e capacità di interpretare in anticipo le trasformazioni del mercato.


