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Mini elettrica, è l’autonomia il problema?

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Mini elettrica, è l’autonomia il problema? Le vendite non decollano e ci si interroga sulle ragioni di una partenza così lenta. Troppo pochi 210 km di range?

Mini elettrica, solo 250 auto vendute in 6 mesi

Cominciamo dai numeri. Arrivata sul mercato l’anno scorso, la Mini Cooper S Electric era attesa al varco nel 2020, per saggiarne le potenzialità. In Italia in sei mesi se ne sono vendute appena 250 ed è al decimo posto tra le elettriche più gettonate. In Europa, sempre considerando la prima metà dell’anno, non figura nemmeno nella top ten. mini elettricaQuestione di prezzo? Ma no, sul sito ufficiale Mini si pubblicizza un listino da 23.900 euro, inclusi incentivi, sconti e rottamazione. Non è molto, considerando il valore del marchio e il fatto che stiamo parlando di un’auto elettrica. Problema di prestazioni? Anche qui la risposta è negativa: Chiunque l’abbia guidata riferisce di un’auto piacevolissima, con un motore da 184 cavalli e un’accelerazione da 0 a 100 in 7,3 secondi, più che sufficiente. E allora non resta che tornare al primo indiziato: l’autonomia di percorrenza.

Electrek prima l’ha bocciata poi…

Sono troppo pochi i 210 km dichiarati, che su strada possono diventare anche 170-180? Un anno fa Seth Weintraub, fondatore del sito più seguito al mondo, Electrek, fece un tweet durissimo: “La BMW Mini Cooper CE è una monumentale delusione su più livelli. Considerato che più di dieci anni la Mini E aveva un motore migliore e un pacco-batterie simile a questo, dovrebbero cacciare il CEO“. Adesso è tornato sui suoi passi.mini elettrica

Dopo avere provato la macchina, ha scritto un lungo articolo per dire che in fondo questa è una seconda macchina. E che nessuno ha mai comprato una Mini per fare viaggi lunghi. Del resto questa è stata la strada seguita finora dal Gruppo BMW, di cui la Mini fa parte. Ovvero: pensare che in questa prima fase le auto elettriche siano auto soprattutto veicoli da città. Inutile quindi appesantirle (anche nei prezzi) con batterie più pesanti e capaci, scelta comune alla Mini e alla BMW i3. Scelta giusta? A guardare i numeri…

SECONDO NOI. È vero che la Mini è un’auto soprattutto da città, ma l’ansia da ricarica resta una dei condizionamenti maggiori nelle scelte d’acquisto. di qualsiasi modello. Ci sono auto elettriche che costano come la Mini, ma hanno autonome ben maggiori. La stessa Fiat 500, che certo non nasce per i lunghi spostamenti in autostrada, dichiara 320 km, oltre il 50% in più. La Volkswagen ID.3, che costerà meno della Mini, dichiara 330 km nella versione meno capace. Per non parlare della Zoe…Insomma, manca qualche cella e qualche kWh per fare della Mini un successo anche in elettrico. 

 

23 COMMENTI

  1. Credo che la “scarsa” autonomia di Mini possa essere un freno al suo successo commerciale oggi, in un momento in cui chi acquista l’auto elettrica sta probabilmente acquistando la sua prima auto elettrica e sovrastima quindi le proprie necessità rispetto all’autonomia.
    Credo che l’autonomia di Mini sia più che adeguata per la stragrande maggioranza degli utenti, già oggi, ma che solo chi già ha avuto un’esperienza di utilizzo di un’auto elettrica sia in grado di comprenderlo.
    Insomma, più che un problema reale, ci troviamo a mio avviso di fronte a un problema psicologico.
    Da utente di auto elettrica (e-golf, quindi con autonomia paragonabile a quella di mini) da quasi due anni e 85.000 km percorsi, credo che accetterei di riacquistare nuovamente un’auto di pari autonomia, se questo mi consentisse un risparmio in termini di prezzo di acquisto e/o di consumi.
    Chi per la prima volta si affaccia al mercato delle auto elettriche, lo fa molto spesso con gli stessi parametri che da sempre ha utilizzato per l’auto endotermica. E quindi, senza realmente soppesare vantaggi e svantaggi, cerca la tranquillità psicologica di un’autonomia della quale nella realtà dei fatti difficilmente si avvantaggerà, e che al contrario potrebbe trasformarsi in un punto negativo. A parità di tecnologia, una batteria con capacità doppia, ha un peso doppio. E oggi si ragione nell’ordine dei quintali, non dei kg come avviene per un serbatoio da 50 piuttosto che da 70 kg.
    Io, che sono un sognatore, sogno utilitarie con pacchi batteria da 10 kWh, o anche meno, con prezzi di acquisto, pesi e consumi sempre più bassi. Sono piuttosto convinto che la corsa all’aumento dell’autonomia che il mercato sta richiedendo ai produttori e che i produttori stanno assecondando per riuscire a vendere sia una corsa drogata da un retaggio culturale e non da reali necessità. Ma questa è solo la mia visione.

  2. In casa BMW le prestazioni delle elettriche non sono al top… basta guardare la iX3 appena annunciata con velocità max (limitata) a 180 KM/h…
    Stanno scontando anni di indecisione sulla direzione da prendere?

  3. Paolo, non credo. La scelta di limitare la velocità a 180 Km/h è appunto una scelta, che nasce a mio avviso dalla volontà di aumentare la sicurezza (Volvo ha ad esempio deciso che d’ora in poi ogni modello di nuova omologazione sarà limitato a 180 Km/h, indipendentemente dal tipo di trazione) e di ottimizzare le autonomie (tanto agognate da chi non guida ancora elettrico) e i tempi di percorrenza (dati dal totale del tempo di transito e di fermo per ricarica). Spesso viaggiare a velocità più bassa significa arrivare prima, nelle lunghe tratte che prevedano delle soste per la ricarica fast. Tendo a escludere che BMW non sia tecnicamente in grado di produrre un’auto elettrica che superi i 180 km/h.

  4. Mini electric è seconda macchina da città. Punto. Ognuno di noi “cittadini” faccia seria analisi e consideri quante volte capita a noi o alle nostre compagne/i di fare più di 180-200 per tratta! Nel mio caso per esempio MAI. Dopo queste considerazioni oggettive infatti ho preso mini electric. L’acquirente italiano poi deve uscire dall’idea dell’auto di possesso e per sempre! Ci sono infinite possibilità di fare un acquisto o noleggio con orizzonte di 36-48 mesi e nel caso di acquisto anche con valore garantito alto. Fra 48 mesi restituisco la vettura e mi prendo la versione successiva, con più autonomia, che nel frattempo sarà certamente uscita. E nel frattempo ci godiamo una vettura bella e piacevolissima da guidare.

    • Siamo d’accordo, Pierpaolo, è più un problema psicologico che reale: pensiamo di fare chissà quanti km e invece finiamo sempre per fare il solito piccolo cabotaggio. Proprio ieri la BMW ha messo in rete un comunicato (https://www.press.bmwgroup.com/united-kingdom/article/detail/T0312336EN_GB/mini-electric-hits-production-milestone) per far sapere di essere soddisfatta dei risultati della Mini Electric. Parlando di 11.000 pezzi prodotti a Oxford dal lancio e di più d 3.000 ordini ricevuti nella sola Gran Bretagna. La BMW si aspetta che nel 2021 un terzo delle Mini a 3 porte ridotte siano elettriche. Ok, ma in restiamo convinti che almeno qualche decina di km in più sarebbe fondamentale per assicurare alla Mini elettrica un successo pieno. Le faccio un piccolo, banalissimo esempio personale: vivo a Modena e mi capita di andare al mare a Riccione. Sono 165 km. Ecco, una distanza così la vorrei coprire senza dover fare soste per ricaricare. Con la Mini attuale, in autostrada, non ce la farei.

    • Io ho scelto un orizzonte temporale ancora più breve, grazie alla formula Why Buy che è stata spinta questo mese… Con rottamazione e tutti i vari costi accessori (IPT, antifurto satellitare, approntamento, etc) il veicolo in allestimento M è venuto 27.000 Euro tondi, una cifra ancora troppo alta, forse, per quello che può offrire la concorrenza… In compenso per i primi 12 mesi, senza anticipo, pagherò solo 166 Euro al mese e al termine dell’anno potrò prolungare il leasing, cambiarla o restituirla.. Così avrò tutto il tempo di capire se la batteria piccola rappresenta un problema così grande per le mie esigenze di casa-lavoro e seconda auto… Nel frattempo mi sto intestando un vecchio rottame regalatomi, in modo che l’anno prossimo avrò ancora modo di approfittare dell’ecobonus del MISE, qualora il fondo sia ancora capiente…

  5. Allora, io ho già commentato su questo sito e, essendo quasto per lo più seguito da possessori o fans delle auto elettriche, mi sono trovato in lunghe discussioni. Oggi ne voglio aprire un altra: perché ogni santissima volta che un auto elettrica non vende, bisogna trovare una scusa? Perché etron non vende? Per il prezzo. Perché eqc non vende? Pessimo rapporto qualità /prezzo. Perché la smart non vende? Per il prezzo. Perché la mini È non vende? Per l’autonomia.
    È così difficile dire ed ammettere che magari non piacciono perché sono elettriche? Perché la smart for two vendeva (relativamente) bene e ora quella elettrica no? Perché la golf classica vende più di quella elettrica? Perché il q5 vende più della e-tron? Perché la gle vende più della eqc? Probabilmente se i modelli elencati fossero termici, allora venderebbero.
    Nel caso specifico della mini poi non c’è discussione, la mini sin dalla nascita è sempre stata la bestiolina divertente da guidare, non una semplice city car come può esserlo la Zoe o la leaf (che infatti vendono benissimo, non andando a sostituire nessun modello termico). Tutti gli appassionati dell’auto elettrica si focalizzano sull’accelerazione, tolta quella, tolto ogni altro segno di sportività e piacere di guida. Una mini E, escludendo la forma, è identica ad una renault Zoe, ad una leaf, mentre una Mini termica non ha niente da spartire con una twingo classica, vuoi per il cambio più sportiveggante, vuoi per il sound, sono auto estremamente distinte.
    Nel mondo elettrico questo non accade, cosa differenzia una e-golf, una tesla model x o una Porsche Taycan, se non la forma e l’accelerazione? Fanno tutte lo stesso rumore, e cambiano tutte allo stesso modo (o meglio, non cambiano, visto che di marce non ne esistono). Per vederne le differenze bisogna andare in pista, mentre su una sportiva termica basta accenderla da ferma, per capire che non è la stessa cosa di una classica segmento c!

    • Questo è uno spunto di discussione intelligente…
      E in parte anche condivisibile…
      Ma ho l’impressione che la Mini sia proprio l’ultima EV da inserire in questo discorso…
      E’ una macchina che ha fatto la precisa scelta di sacrificare la capacità della batteria in favore di handling e piacere di guida…
      Ti linko una prova girata sul kartodromo di Rednal Karting (non proprio un micro-pistino) dove, tra le mani del vincitore della JCW Challenge, la Cooper SE ha dato quasi due secondi di paga alla Cooper S (un 2.0 turbo con 10 cavalli in più e 150 kg in meno)… https://youtu.be/F2aBgELdbt8
      Questa macchina sembra avere tanti difetti, ma di sicuro ha il pregio di poter essere guidata come una Mini… Anche se non ha il cambio

      • Apprezzo sempre quando si riesce ad avere una discussione interessante, anche rimanendo fermi sui propri punti, ma comuqnue scambiandosi cordialmente i propri pensieri, purtroppo accade sempre troppo raramente!
        Involontariamente la sua risposta appoggia la mia tesi, ovvero che le auto elettriche di un certo tipo danno il meglio di sè solo (o quasi) in pista, rimanendo abbastanza anonime nella quotidianità. Gli estimatori delle auto elettriche si focalizzano molto sulle mere Performance dell’auto, dimenticandosi però che determinate vetture devono la loro bellezza al loro complessivo. Siccome la giornata in pista è l’eccezione, le performance perdono di importanza. Prendiamo un giro su un passo, sarà più gradevole avere un ottima accelerazione, oppure giocare con il cambio ed essere cullati dal borbottio del motore e lo scoppiettío dello scarico? Dovendo forzatamente rispettare i limiti sarà più gradevole la seconda opzione, considerando che comuqnue una mini JCW non pecca di coppia, anche se meno istantanea della sorella elettrica.
        Ovviamente adesso parliamo della mini, che a dispetto di quanto dice, reputo essere invece un buon esempio della grande diversità tra le due motorizzazioni. Se parlassimo di fare lo stesso passo con una Nissan micra od una Nissan leaf, a questo punto sceglierei anch’io la leaf, che pur non avendo nessun accenno di sportività, almeno ti fa sorridere accelerando!

        • G.R., sono d’accordo con te su quanto sia utile un confronto critico ed educato tra punti di vista diversi, cosa che spesso manca tra le spacconate dei fanboy dell’una o dell’altra sponda. Quindi non posso fare a meno di ringraziarti per offrire uno spunto di riflessione che fa solo crescere, anche quando si rimanga ognuno convinto, ma spero non arroccato, sulle proprie idee…
          Su quello che dici, ad esempio, sono d’accordo… Sarebbe disonesto dire che non mi mancherà il suono della scalata di marcia nell’approssimarsi ad un tornante, o il piacere di dare un colpetto di gas al semaforo, o anche solo il borbottio del motore al minimo, quei due minuti prima di mettermi in marcia.
          Poi, però, valuto anche l’impatto sulla mia quotidianità, sugli infiniti “stop and go” nel traffico estivo mentre vado a lavoro, quando farei volentieri a meno di cambio e frizione… Penso alla manutenzione, al FAP del diesel che si intasa, al frullino tre cilindri che vibra e consuma… Penso alle ZTL in cui non mi fanno entrare, ai parcheggi a pagamento che qui costano quasi 2 euro l’ora, ai bolli e superbolli, e soprattutto all’odore di gas di scarico nel box… perchè l’elettrico nasce principalmente da questo, dall’esigenza o meglio dalla volontà di limitare le emissioni inquinanti, almeno a carattere locale… Ecco, valutati i pro e i contro, credo che in questo particolare momento storico, quella degli EV sia la scelta più razionale… Anche e soprattutto in virtù delle varie forme di incentivazione di cui godono, intendiamoci… Se poi, oltre al risparmio in termini di costo d’uso, di stress alla guida, di manutenzione e di parcheggio, riesco anche a godermi qualche passo di montagna nel silenzio e senza l’assillo di dover tirare la staccata alla morte, allora ben venga…

          • Come dicevo nei commenti precedenti, ci sono frangenti in cui le auto elettriche rappresentano una delle migliori soluzioni, si pensi per l’appunto negli spostamenti quotidiani casa lavoro. La ricarica rimane un grande svantaggio, perché se non vi è la possibilità di caricarla in box o al lavoro, diviene una scelta poco pratica. Se si deve lasciare l’auto tutte le notti alla colonnina più vicina a casa, che magari dista qualche km, allora opterei per un ibrido, non plug-in.
            Se entriamo nell’ambito delle auto più sportive, secondo me, il motore termico dovrebbe essere mantenuto anche in futuro, aggiungendoci un modulo elettrico con batteria non troppo grande, così da non gravare sul peso complessivo. Il vantaggio di avere un full-hybrid con batteria ridotta è notevole su una sportiva, si ha la coppia istantanea dell’elettrico, aggiunta all’allungo e all’emozionalità del termico, nel caso in cui si guidi in città, si ha accesso alle ztl, si ricevono gli incentivi e non si inquina per quei 15/20 km di tragitto. Su un passo invece basta tirare un paio di belle staccate per avere la batteria nuovamente carica e sopratutto… Si può continuare ad avere il cambio!

  6. Ciao.
    Inizio anno incontro una signora con una Mini ad una colonnina Enel Fast. Mi dice beato te che carichi in DC, io con AC ci metto un secolo.
    Non sò se fosse una Plug-in e se oggi le costruiscono con accesso al DC ma è un grosso limite se non ricarichi a casa. Vedo tante Smart che hanno pacchi batteria di capacità limitata che restano attaccati per tempi troppo lunghi.
    Anche se poi il vero problema di sostituire un auto termica con una elettrica è la rete italiana di distribuzione.

  7. G.R., io adorerei, al contrario, che questo sito fosse seguito non solo da fan dell’auto elettrica ma anche da contestatori. Perché è solo in questo modo che si sviluppano i confronti costruttivi. Credo però anche un veicolo elettrico sia talmente tanto rivoluzionario da non poter essere semplicemente escluso a priori, come fa ahimè la maggior parte della gente. Questo è il motivo per il quale i veicoli elettrici oggi hanno scarso successo commerciale. Non perché non siano validi. Ma, nella maggior parte dei casi, per la pigrizia mentale delle persone. La gente non scarta l’idea di acquistare un’auto elettrica con cognizione di causa, a fronte di un’analisi razionale e oggettiva, ma semplicemente non le prende nemmeno in considerazione. Per questo esistono portali di informazione come vaielettrico.it, perché si parli sempre di più e a un pubblico sempre più vasto di elettrico, perché la gente conosca e decida sulla base di esperienze vere e concrete, e non ordini un’auto a benzina semplicemente perché ha sempre fatto così.

    • Il problema, ahimè, è che spesso non esistono confronti costruttivi, perché i due fronti si scagliano uno contro l’altro senza in realtà produrre nessun contenuto intelligente…
      Io non sono contro l’auto elettrica a priori, ciò che Detesto è che venga imposta e sovvenzionata. Per me ogni casa dovrebbe produrre le proprie auto, a benzina, diesel, ibride ed elettriche, così da da dare la maggior larghezza di gamma possibile. Lo stato invece dovrebbe limitarsi ad abbassare le tasse sulle auto, permettendo ai suoi cittadini di comprarne di nuove e sempre più efficienti. Obblighi e sovvenzioni sono il male del libero mercato, se un prodotto è valido, la gente lo acquista. Ci sono e ci saranno sempre persone, che, per convinzione personale o per necessità, opteranno sempre per la benzina, chi per il diesel, o chi invece deciderà di optare per l’elettrico capendo che è adeguato alle sue necessità. Il passa parola tra la gente è la migliore propaganda, quando vedi che in città gira una manciata di auto elettriche, poi 50, poi 200, poi 700 e poi 1500 magari inizi a chiederti se può fare al caso tuo, e ti informi al riguardo. L’innovazione non sempre è meglio della tradizione, ci sono, in ambito automobilistico, auto che non saranno mai in grado di replicare le sensazioni di un motore termico, anche se questo ha una resa minore o prestazioni peggiori, ma gli appassionati saranno obbligati a veder morire la loro passione, ed è una delle cose più brutte in assoluto. Oltretutto viene spesso tirato in ballo l’ambiente, quando non solo le auto di oggi sono estremamente pulite, ma quelle da appassionati sono così poche da non fare alcune differenza! Di certo non saranno le 2500 ferrari annue ad influenzare l’effetto serra, così come non lo saranno le poche mustang d’epoca circolanti, ma tutte quelle auto, che, come sopra, potrebbero essere acquistate elettriche, adattandosi alle esigenze del consumatore, senza che a questo vengano imposte

      • Sono d’accordo con te. I bonus drogano il mercato perché incrementano le vendite mentre sono in vigore e le ammazzano quando si esauriscono.
        L’Italia avrebbe bisogno di investimenti in infrastrutture (di tutti tipi) e di riduzione di tasse ma i nostri politici di ogni provenienza hanno sempre visioni di cortissimo raggio, bonus a pioggia che poi recuperano con le tasse solo per prendere qualche voto in più. Ed è quello che ci rimprovera l’Europa alla fine.
        Sono un appassionato di auto e ritengo il Diesel gate, vero che le case imbrogliavano, legato più ad una guerra commerciale tra USA-Asia dove si va a benzina e Europa dove la tecnologia diesel si è affermata e non vi è dubbio sia la migliore tra i termici. Tanto da non necessitare di elettrificazione.
        Che è l’unica strada trovata dai costruttori per ridurre consumi ed emissioni. Infatti sono nate le ibride, le full hybrid e adesso le secondo me assurde plug-in. E non c’è dubbio che le elettriche consentono quanto meno di spostare l’inquinamento dalle città alle centrali elettriche, dove le emissioni sono sicuramente più facili da controllare rispetto a quanto si può fare su milioni di auto.
        Sono appassionato di motori da sempre ma ti posso assicurare che guidare un auto elettrica non toglie nessun piacere alla guida. Uso pochissimo i sistemi di guida automatica proprio per divertirmi a sfruttare la precisione di guida e la reattività della macchina.

        • Una tale risposta non può che farmi piacere! Finalmente un utente di auto elettrica onesto, forse lo si deve anche alla tua passione per l’auto!
          Come scritto qua e là nei commenti, trovo che le elettriche in determinati ambiti della vita quotidiana siano la soluzione ideale, seppur a patto che vi sia la possibilità (garantita) di non dover faticare per dover trovare dove caricarle. Se non si dovesse avere un box a disposizione o la colonnina al posto di lavoro, ritengo le full-hybrid la migliore soluzione in commercio. Le ibride plug-in, come ben dici, sono l’invenzione peggiore in assoluto, sono riusciti incredibilmente a condensare il peggio delle due tecnologie in una!
          Per il piacere di guida… Posso darti ragione ma solo in parte, perché comuqnue alle elettriche mancano quelle sensazioni che si provano su un termico, se parliamo di vetture un po’ prestazionali, ovviamente. Come risposto ad un utente sopra, secondo me le sportive dovrebbero montare una tecnologia full-hybrid, se il solo motore termico non fosse possibile mantenerlo per ragioni di emissioni. (anche se, ad essere un legislatore, lascerei una tot. Percentuale sul totale delle auto prodotte che possa superare il limite di inquinamento, cosicchè possano essere mantenuti almeno i modelli più spinti).

          • Diciamo comunque che gli incentivi oggi li danno anche alle mild hybrid. Insomma basta un motorino elettrici da 10 CV ed hai l’incentivo. Io volevo dire che l’incentivo risolve solo un problema contingente, ma che si dovrebbe avere una visione a più lungo termine sulla mobilità individuale.
            Per quanto riguarda il piacere di guida, oggi le macchine a pistoni hanno tutte motori che privilegiano la coppia rispetto all’allungo. La mia Turbodiesel con convertitore a 7M (ormai si vendono solo auto automatiche) non era oggettivamente guidabile con le palette. Ma anche le benzina hanno motori a corsa lunga, che oltre i 5000 giri muoiono o hanno il limitatore. Questo per avere coppia ed abbassare i consumi. Per non parlare di sterzi e sospensioni, tutte volte al confort. Ovviamente non sto parlando di supercar che però sono esagerate per le strade di oggi.
            Per divertirsi ci vuole un vettura leggera, con un motore a benzina puro (lascia perdere le Full Hybrid come le Toyota ed il loro effetto scooter in accelerazione) neanche troppo potente ma che allunga ed un cambio manuale. Oltre ad uno sterzo preciso ed un minimo di sospensioni adeguate. Una MX5 per esempio.
            Altrimenti un elettrica con le batterie al pianale che consentono un baricentro basso, lo sterzo diretto non compromesso dalla trazione anteriore, ed il motore che spinge subito ed in rilascio ricarica generando un freno motore, sibilando come una turbina, le soddisfazioni non mancano.

  8. Francesco, immagino si trattasse di una plug-in. Tuttavia la domanda è: perché mai la signora si è recata a ricaricare la sua plug-in a una colonnina pubblica appositamente? Quel tipo di auto non nasce per essere utilizzata così. La signora ha fatto quello che era abituata a fare con un’auto a benzina o diesel. E’ andata a “fare il pieno”. E questo, secondo me, non ha senso. Perché da a quella signora e a chi la vede l’impressione che l’ibrido sia scomodo, che richieda di perdere un sacco di tempo presso le colonnine, quando in realtà quell’auto è stata progettata per essere ricaricata nei momenti in cui comunque sarebbe parcheggiata e non di essere portata presso la colonnina appositamente per ricaricare.

    • Normalmente evito di scrivere nei blog perché spesso frequentati da tifosi, cosa che non mi sembra il caso qui. Per fortuna.
      Sono d’accordo con te, le plug-in andrebbero caricate a casa. Anche se a me sembrano vetture che non sono né carne né pesce, io ho scelto un elettrica ma in alternativa avrei preso una Full Hybrid.
      Però trovo ci siano molti equivoci, anche ingenerati dalle case su autonomia e tempi di ricarica.
      Le autonomie reali dipendono da tanti fattori come sappiamo ma anche dal fatto che non si va mai da 100% a 0%. Al massimo usi un 80-85% di batteria. Oltre l’85% di carica, i tempi di rifornimento si dilatano ed è rischioso scendere sotto al 10-15%, se la colonnina è guasta rischi di restare a piedi.
      Un autonomia contenuta va benissimo ma deve essere presente un infrastruttura di ricarica capillare. Speriamo che in Italia facciano come in Germania dove obbligano le stazioni di servizio a munirsi di impianti di ricarica.

  9. Sono davvero contento di “incontrare” persone come voi, con le quali il dialogo è così costruttivo. Grazie davvero! Francesco, sono d’accordo su tutta la linea. Nemmeno io riesco a sposare l’idea dell’ibrido e anch’io credo che i dati relativi all’autonomia andrebbero comunicati diversamente. Devo solo capire ancora come un non “addetto ai lavori” li metabolizzerebbe correttamente.

    • L’ibrido ha senso per i motori a benzina. Non per i diesel che hanno già coppia a sufficienza. Non capisco invece il plug-in. Costa uno sproposito rispetto all’ibrido per fare 50 km in full electric.
      Ho un elettrica da 8 mesi, mi ero letto tutto il leggibile prima di acquistarla. Mi rendo conto ogni giorno che solo con l’esperienza si impara ad usarla correttamente.
      Per esempio ricarico troppe volte perché penso che caricando spesso, si fanno soste brevi e si ha sempre la batteria con una carica alta. Ma la velocità di ricarica non è costante come qualcuno ci racconta, ma diminuisce a mano a mano che la batteria si riempie.

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