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Milano prende 20 bus elettrici e saluta i diesel

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Verrebbe da dire: Roma chiacchiera, Milano fa. Mentre nella capitale la sindaca Virginia Raggi parla di bandire il centro ai diesel dal 2024 (ma lei non ci sarà più…), il capoluogo lombardo fa arrivare 20 bus elettrici per rinnovare la flotta.

Sono prodotti dai polacchi di Solaris

I Solaris Urbino in arrivo a Milano (foto AUTOBUSweb.com)

Si tratta di Solaris Urbino, fotografati da un sito specializzato, autobusweb.com , già con la livrea con cui circoleranno per le strade di Milano. E’ la seconda flotta di autobus pubblici elettrici in Italia, dopo l’acquisizione di 23 mezzi della cinese BYD da parte della Regione Piemonte per la GTT (guarda l’articolo) . La BYD è già presente a Milano con due bus elettrici, ma a sorpresa non ha partecipato a questa seconda e ben più importante gara. Che così è stata vinta da Solaris, il costruttore polacco che produce gli Urbino. E che ha sconfitto l’unico concorrente, la spagnola Irizar. Non è la prima volta per i polacchi, che in Italia vincono una gara dopo l’altra: a Bergamo hanno già fornito dodici autobus elettrici, mentre altri quattro (di cui due autoarticolati) sono in arrivo a Bolzano . E che costituiscono i primi 18 metri in Italia. Genova, invece, sta sperimentando gli autobus elettrici prodotti da un’azienda umbra, la Rampini .

Il bus cinese della BYD in uso a Torino.

Proposta: un tavolo per scambiarsi esperienze

La strategia di Atm, l’azienda milanese dei trasporti, è fortemente influenzata dalla preferenza per l’elettrico più volte espressa dal sindaco Beppe Sala. E’ già stato deciso che dal 2020 in poi si acquisteranno solamente autobus spinti da motori a batterie. Addio al diesel, dunque, con l’ambizione di diventare una best practice a livello nazionale e di riconvertire tutti i depositi, anche con la produzione di energia rinnovabile. Un piano che, ovviamente, vedrà il coinvolgimento della grande utility locale, A2A. Entro il 2030 tutto il parco dovrà essere in elettrico e in città verrà investito un miliardo, che ATM sosterrà per la metà con risorse proprie, mentre il resto arriverà da fondi governativi ed europei. Certo, sarebbe utile a questo punto che le varie città che stanno introducendo i bus elettrici aprissero un tavolo per scambiarsi le loro esperienze, nel bene e nel male. In modo da potere meglio orientare i tanti bandi di gara che si annunciano per il prossimo futuro.

 

 

 

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