Il Comune di Milano ha deciso di prorogare al 1° ottobre 2027 l’entrata in vigore del divieto di accesso e circolazione nelle zone a traffico limitato (Area B e Area C) per motoveicoli e ciclomotori più inquinanti.
Si fanno passi avanti, ma a volte ci si ferma. È il caso di Milano dove il Comune ha deciso di aspettare ancora un anno prima di dare un giro di vite alla circolazione dei veicoli a due ruote più inquinanti. Tutto rimandato all’autunno 2027.
Paura o saggezza?
Molto difficile capire se siamo di fronte a una scelta saggia o eccessivamente prudente. Secondo Palazzo Marino il rinvio nasce da un’analisi sul parco motociclistico della città, che risulterebbe più recente e quindi meno impattante sulle emissioni di quanto previsto. Questo avrebbe indotto l’amministrazione a concedere più tempo prima dell’introduzione delle restrizioni più severe per le due ruote. Riassumendo, stringere le maglie avrebbe un impatto piuttosto contenuto sull’inquinamento, ma rischierebbe però di pesare sul traffico con un incremento dei milanesi che sceglierebbero l’auto.
Tuttavia, c’è chi osserva che spostare l’applicazione di un provvedimento atteso da tempo rischia di generare incertezza per chi deve programmare gli acquisti di moto o scooter. Oltre al fatto che chi si muove in scooter per raggiungere il centro difficilmente potrebbe farlo con un’auto (pagamento ticket di Area B e difficoltà di parcheggio).

L’elettrico in tutto questo cosa c’entra?
La transizione verso mezzi elettrici o a emissioni ancora più basse (ebike o bici muscolari) richiede segnali chiari e prevedibili, lo abbiamo visto con le auto. Quindi potrebbe risultare penalizzata se le scadenze vengono continuamente rinviate.
Fino al nuovo termine del 2027, chi possiede moto o scooter con standard tecnici meno moderni potrà ancora accedere alle ZTL, ma resta aperta la questione di come incentivare realmente il passaggio a mezzi sostenibili. Milano sta lavorando per rendere più sicura la circolazione in bici con la costruzione di piste ciclabili e l’istituzione di limiti a 30 km/h.
Ma rinviare di un anno l’entrata in vigore delle limitazioni per il mercato degli scooter elettrici può avere effetti contrastanti. Da un lato garantisce respiro a utenti che non hanno ancora sostituito i mezzi più vecchi; dall’altro crea un vuoto di aspettative su chi invece intende investire in mobilità green. Chi sta pensando di passare a uno scooter elettrico o a emissioni molto basse si trova ora davanti a un orizzonte di normative che continua a spostarsi.
Un’opportunità
Per evitare che decisioni di questo tipo si trasformino nell’ennesimo rinvio tecnico destinato a rimandare il problema al prossimo calendario, sarebbe opportuno affiancare alle nuove scadenze incentivi mirati e strumenti davvero operativi per la sostituzione dei mezzi più inquinanti. Altrimenti il rischio è che la proroga resti solo un modo per guadagnare tempo, senza incidere sulle scelte concrete di chi ogni giorno si muove in città. Se invece il differimento diventasse l’occasione per costruire un percorso chiaro – tra bonus, agevolazioni e infrastrutture adeguate – allora sì che il rinvio potrebbe trasformarsi in una vera opportunità di transizione, e non semplicemente nell’ennesimo “ci aggiorniamo al prossimo anno”.


