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Microcar elettriche: i 5 modelli da non perdere

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Due microcar di cui si parla molto: la Citroen Ami e la XEV YoYo, progettata a Torino, prodotta in Cina.

 

Microcar elettriche, ecco i 5 modelli da non perdere. Si guidano già a 16 anni e, viste le dimensioni (e i prezzi) possono essere la soluzione ideale per la città. Accedono a tutte le ZTL e godono di un incentivo pari al 30% del prezzo di listino, fino a un massimo di 3.000 euro. Il bonus sale al 40% (con tetto 4.000 euro) se si rottama un altro veicolo (anche essere una moto o uno scooter). 

Microcar / Citroen Ami, 75 km di autonomia in città

Che bisogno c’è di un macchinone per girare per le vie del centro? La Ami è lunga solo 241 cm, (33 in meno della Smart), con una struttura tubolare in acciaio che comunque garantisce una buona protezione ai passeggeri. Con pneumatici da 14”, tetto panoramico, interni con il sedile passeggero fisso e leggermente arretrato rispetto al conducente. I prezzi partono da 7.600 euro, ma con l’ecobonus si scende a circa 5.700 euro.

minicar elettricheI A bordo è tutto facile: i comandi sono intuitivi, con un selettore della modalità di guida limitato a tre pulsanti. La velocità massima di è di 45 km/h, l’autonomia dichiarata arriva a 75 km, con un motore elettrico da 6 kW di potenza. La batteria da 5,5 kWh è ricaricabile in tre ore mediante una normale presa da 220v. Notevole il diametro di sterzata (7 metri), per districarsi in ogni situazione, con un peso complessivo è al di sotto dei 480 kg.

Microcar / Tazzari Zero, la mini della Motor Valley

Eric Tazzari, imolese, può essere considerato un pioniere nelle microcar elettriche (e non solo). La sua Zero è stata presentata al Motor Show di Bologna nel dicembre 2009 e oggi è declinata in un’intera gamma che va dai quadricicli leggeri (la Junior, che si guida da 14 anni) a quelli pesanti (da 16 anni).

La Junior ha prezzi che partono da 14.750 euro più IVA ed è una due posti due posti con autonomia dichiarata di oltre 140 km, con batterie al litio. La velocità massima è di 45 km/h. Tra le tante versioni della Zero guidabili da 16 anni segnaliamo la City, con autonomia dichiarata fino a 150 km (con batterie da 14,2 kWh)  e 90 km/h di velocità massima. Prezzo: da 16.300 più IVA. Ovviamente anche a questi listini vanno dedotti gli incentivi statali.

XEV YoYo, un po’ torinese, un po’ cinese

Le prenotazioni si sono aperte on-line dal 1° maggio e l’Italia è il mercato di lancio, con consegne da luglio. Prezzi a partire da 10.900 euro, meno incentivi. Anche la YoYo è  omologata come quadriciclo pesante e si guida quindi con la patente da 16 anni. L’autonomia dichiarata è di 150 km, con una batteria da 9,5 kWh. Velocità massima di 70 km/h, con un motore da 7,5 kW di potenza. 

minicar elettricheL’ambizione è di venderne già quest’anno 2 mila in Italia. La Casa produttrice di Yoyo è la XEV, azienda  nata ne 2017 a Torino e oggi è controllata da azionisti italiani, cinesi e americani. Nel 2018 è stato costruito il primo prototipo della YoYo. L’anno seguente è stato costituito in Cina un centro di Ricerca&sviluppo per progettare l’industrializzazione. Ed è in Cina che avviene la produzione. Una delle caratteristiche salienti della YoYo è di essere predisposta per il battery-swap: in tre minuti le celle potranno essere sostituite da batterie cariche in qualsiasi luogo la macchinetta si trovi.

Renault Twizy, dieci anni portati molto bene

Ormai è un classico delle microcar elettriche, essendo stata lanciata dalla Renault già 10 anni fa. Oggi viene costruita in Corea ed è disponibile in due versioni:

  • la 45, con prezzi da 12 mila euro (meno incentivo), può essere guidata a 14 anni
  • la 80, con prezzi da 12.800 euro (meno incentivo), richiede invece 16 anni.

microcarC’è la possibilità di tagliare questi prezzi ricorrendo al noleggio delle batterie, con un canone mensile. In questo caso il prezzo iniziale cala di circa 4.500 euro. L’architettura della Twizy è molto particolare e divertente: i due passeggeri stanno seduti uno dietro l’altro, per contenere la larghezza della microcar. E renderla ancora più sgusciante nel traffico e più facile da parcheggiare. In entrambi le versioni l’autonomia dichiarata è di 100 km. Cambiano invece le prestazioni, dato che la 45 è omologata come quadriciclo leggero, mentre la 80 è un quadriciclo pesante. La prima arriva al massimo a 45 km/h, la seconda agli 80.

E in arrivo c’è il Microlino, erede della mitica Isetta

E chiudiamo con la novità più attesa, in arrivo a fine anno. Stiamo parlando del Microlino, una macchinetta elettrica che si ispira alla mitica BMW Isetta del secolo scorso. Il progetto è di un noto designer svizzero, Wim Ouboter, “padre” dei monopattini Micro, ma la costruzione avverrà da settembre in Italia, a Torino, presso la Cecomp. Le prenotazioni sono comunque già aperte, i prezzi partono da 12 mila euro meno incentivi.

microcar Il Microlino sarà disponibile con due opzioni di batteria per 125 o 200 km di autonomia, motori da 11 o 15 kW con 100 Nm di coppia. La lunghezza è di 2,4 metri, il peso è di 450 kg con 300 litri di capacità del bagagliaio. Con un’accelerazione da 0 a 50 km/h in 5 secondi e una velocità massima di 90 km/h. Ma è chiaro che, ancora più che sulle prestazioni, si punterà sul look inconfondibile, che ne fa un oggetto di design ideale tra l’altro per i car sharing nelle località turistiche.

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19 COMMENTI

  1. Non capisco perché non si parla in questo articolo del modello ZD modello D2s con prestazioni nettamente superiori a tutti questi modelli elencati in questo articolo

  2. Sono un pensionato e fin ad oggi o guidato solo grossi furgoni, suv e fuoristrada tipo nissan patrol adesso penso ai mini microcar, ho notato che nessuno parla di assicurazione e spese di mantenimento cosa importantissima per me oltre alla velocita e automia.

  3. Avete dimenticato la ZD che ha autonomia e prestazioni superiori a tutti i modelli del vostro servizio, io ho acquistato il nuovo modello Owl con 280 km di autonomia e sono molto soddisfatto.

  4. Ma la ZD è ancora commercializzata ?
    Se non ricordo male, la D1 si trova solo usata ex car sharing, e la D2 aveva prezzi decisamente fuori mercato per un motociclo che andavano dai 18 mila ai 26mila .

    • Certo Sandro, le Zd sono ancora in commercio con doppia omologazione per i modelli D2s che possono essere omologate sia come quadricicli che come veicoli veri e propri. Per quanto riguarda il prezzo la qualità si paga!

  5. Buonasera, ottimi i mezzi presentati in questo articolo, pero’ senza togliere alcun merito hai veicoli presentati, mi viene spontaneo sottolineare che manca nell’elenco un veicolo Molto interessante, sto parlando di ZD che con i nuovi modelli della D2 penso che sia uno dei veicoli piu performanti esistenti sul mercato.
    Cordiali Saluti

  6. Possessore di Twizy 80 dal 1° aprile, 1800 km fatti sino ad ora e 250€ risparmiati tra gasolio e parcheggio in zona blu (nella mia città sono gratuiti per i veicoli elettrici). Per la ricarica uso un abbonamento da 300 kWh/mese con Duferco e me la cavo con 12,20€.
    Il parcheggio e il viaggio in città non sono più un problema, in qualsiasi “buco” la si può lasciare senza troppi problemi e per via dell’apertura delle porte verso l’alto non ci sono problemi nemmeno di larghezza (unico limite sono i circa 120 cm della vetturetta).
    La “motomacchina” è divertentissima e non mi sento affatto insicuro a bordo. E’ abbastanza scattante e l’ho usata per fare fino a 150 km in giornata divertendomi un mondo!
    La ricomprerei? Sicuramente sì.

    Unica imprecisione dell’articolo: non è più previsto il noleggio delle batterie.

    • Scusa ma con il tuo abbonamento paghi la corrente poco più di 4 centesimi a kw!
      C’è forse qualche limitazione sul tipo di colonnina/potenza utilizzabile?

      • Ciao Nico, in effetti l’abboamento “Flat” (così lo chiamano) di Duferco è molto conveniente per chi possiede un quadriciclo o una moto elettrica.
        300 kWh/mese a 10€ + IVA (12,20/mese) per il primo anno, poi passa a 15€/mese + IVA (18,30€/mese) sono molto convenienti, tanto che io a casa ricarico in media una o due volte al mese (quando mi prende la pigrizia)…
        Lato positivo: interconnessione su reti Duferco, e-Via di Deval (rete regionale che abbiamo in Valle d’Aosta) e EnelX.
        Lato “negativo”: limitazione su sole prese di tipo 3A, che in alcune delle località della mia regione scarseggiano (ma con un minimo di organizzazione si sopperisce alla carenza).

  7. Interessanti soluzioni per la mobilità elettrica urbana ed extraurbana a corto raggio. Alcune considerazioni peró vengono spontanee:
    1) Citroen Ami, carina e molto funzionale, peccato non sia prevista una versione da 80/90 km/h, magari con piú autonomia,
    2) in alcuni casi il prezzo é fuori mercato, ok, ci sono gli incentivi, ma….ci saranno per sempre? O prima o poi l’auto elettrica dovrà farcela sa sola? Ed in tal caso, a prezzi come saremo messi?
    3) Marco Pi, la penso come te, in effetti la porta frontale, caratterizzante anche nella cacchia Isetta, non so quanto possa essere sicura,
    4) anticipo subito coloro che scriveranno:” stupidaggini, troppo piccole e pericolose, in caso di incidente….ci vuole almeno almeno un suv da 5 metri e 3 tonnellate per essere sicuri”….liberissimi di pensarlo, ma un autobus (magari a 2 piani) sarebbe ancora piú sicuro di un suv in caso di impatto, quindi, sarebbe il caso di girare tutti con un autobus…. che lo vogliate o no, il futuro delle auto é nel downsizing, anche riguardo alle dimensioni. 2 tonnellate per muovere 80 kg é insensato. Per quello che sono chiamate a fare, (cioé spostamenti urbani) queste microcar elettriche sono il futuro.
    Se poi vogliamo vederle sotto l’aspetto della sicurezza, a mio figlio piuttosto che lo scooter do in mano sicuramente una di queste.

    • Hai perfettamente ragione. Se al posto dei SUV avessero venduto carri armati, adesso tutti direbbero che non si fiderebbero a guidare uno Shermann, troppo piccolo e col cannone da 75…mio figlio su quel trabiccolo ? mai !

  8. A me piace molto la Microlino ma l’unica portiera frontale mi lascia un dubbio: in caso di impatto frontale (non fatale per il conducente ovviamente) se la porta si blocca da dove si esce ? inoltre sulla 2.0 non c’è il mangione esterno ma pare si apra da fuori col telecomando…rischioso. Voi cosa ne pensate ?

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