Microcar, eBike coperte, scooter. Così ci muoveremo in città!

Microcar monoposto o eBike coperte, ma anche scooter elettrici purché con il tetto. Propulsione elettrica, riparo dalle intemperie e tanto spazio risparmiato. 

Una tendenza ancora minoritaria, tuttavia chiara, attraversa il mondo della mobilità e il mercato si adegua. Si tratta di mezzi che puntano molto sulla comodità alla guida, unita a un ingombro minimo. Infatti spesso aggiungono una ruota, anteriore o posteriore, per essere più stabili in ogni condizione. 

Microcar e eBike purché coperte

E infatti vanno a sostituire in prima istanza moto, ma soprattutto i maxi scooter, che hanno avuto un enorme sviluppo tra anni 90 e primi duemila. Segno di una clientela che non cambia necessità di spostamento, ma che inizia a soffrire le condizioni atmosferiche. Non è comunque da ignorare la capacità di conquista nel mercato dei pendolari in auto. In fondo da anni è facile notare come siano sempre più persone da sole che si muovono in strada e quindi a cosa servono mezzi di trasporto da quattro o cinque posti se poi restano vuoti.

microcar ebike coperte
In principio fu il BMW C1, poi anche elettrico

Proprio per questo, soprattutto nelle grandi città, le due ruote a pedali o a motore, combustione o elettrico, hanno un ottimo successo. Ma si potrebbe fare meglio con una copertura che ripari dal vento e dalla pioggia. Ecco allora che tornano in voga le microcar con un solo sedile o le due ruote con gli sportelli (alcune hanno solo il tetto). Nella versione a zero emissioni in questo caso. Diciamo tornano perché ormai una ventina d’anni fa Bmw tentò questa via con il suo scooterone C1 e riuscì a venderlo bene. Tanto che recentemente si è parlato di un ritorno del BMW C1 in versione elettrica, appunto.

Hopper elettrica: eBike o micro-car?

Si chiama Hopper e viene dalla Germania: microcar elettrica ma pure eBike, perché dotata di pedali, con una copertura che protegge il guidatore e un passeggero o il bagagliaio a scelta. Può essere davvero lei il paradigma della micro mobilità futura? Hopper è stata annunciata per la prima volta come concept nel 2020 e oggi il veicolo è prodotto dalla startup Hopper Mobility con sede ad Amburgo. 

microcar ebike
Hopper va dove vuoi

Si tratta di un veicolo a tre ruote con una carrozzeria aperta sui lati che fornisce protezione dalle intemperie e allo stesso tempo mette il pilota in una comoda posizione di guida simile a quella di un’auto. Poiché è legalmente considerata una eBike, la Hopper può evitare il traffico viaggiando su piste ciclabili e anche marciapiedi laddove consentito. 

La potenza di pedalata del ciclista è aumentata da un motore nel mozzo posteriore da 250 watt, portando la Hopper fino a una velocità massima di 25 km/h. Il motore è alimentato da una batteria rimovibile al litio-ferro-fosfato da 30 Ah/48 V/1.440 Wh, che promette un’autonomia di circa 65 km per carica. Un pannello solare sul tetto acquistabile come optional dovrebbe contribuire ad aumentare tale range. 

Hopper pedal-by-wire

Per ridurre al minimo la manutenzione e la complessità meccanica, Hopper utilizza un sistema elettronico pedal-by-wire invece di una tradizionale trasmissione a catena. Tali sistemi funzionano facendo sì che il ciclista aziona un generatore mentre pedala. In questo modo la loro energia meccanica viene convertita in energia elettrica, che viene immessa nel motore. Quel motore converte l’energia elettrica in energia meccanica, che viene utilizzata per girare la ruota. 

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Hopper esce in due versioni. La Passenger che posiziona un secondo posto dietro il sedile del pilota. Oppure il modello Cargo che sostituisce il sedile posteriore con un vano di carico da 300 litri. Entrambe le versioni consentono un carico massimo totale di 160 kg. Altre caratteristiche del veicolo includono un sistema di illuminazione completo (con due fari da 550 lumen); un centro di controllo touchscreen integrato nel volante; uno sbrinatore per parabrezza; un freno di stazionamento e un sistema di sicurezza per l’immobilizzazione delle ruote; più due porte USB per caricare dispositivi mobili. A oggi esiste una First Edition di Hopper messa in pre-order sul sito a 13.500 euro, mentre si lavora anche agli sportelli laterali per la seconda.

Veemo: eBike che si sente auto

Simile a Hopper, ma sensibilmente più spartana, è Veemo. Nata a Vancouver in Canada nel 2019 dopo una lunga gestazione partita sei anni prima, Veemo è ancora sul mercato sostanzialmente simile all’originale. Su Vaielettrico ne avevamo parlato nei giorni del lancio. La tribike combina forza muscolare, energia della batteria (capacità 2,2 kWh) che alimenta il motore (inserito nella ruota posteriore) e quella proveniente dal pannello fotovoltaico da 80 Watt. Quest’ultimo, insieme alla frenata rigenerativa, può allungare il raggio d’azione del velomobile fino a 20 km in più al giorno, rispetto all’autonomia complessiva di 100 km.

La Veemo ha molto della Ape car 50 della Piaggio per chi ne ha ricordi. Anche se in quel caso oltre al motore a miscela benzina-olio motore le due ruote sono sul posteriore per dare possibilità di carico nel cassone. E chissà che proprio quel tipo mezzo che ormai si vede solo nelle campagne, dopo un certo ritorno di fiamma dovuto a Valentino Rossi, non possa ispirare qualche azienda. In ogni caso la policy del costruttore di Veemo, VeloMetro Mobility, è “essere il meglio dei due mondi. Unendo la comodità di un’auto con la praticità e la libertà d’utilizzo di un velocipede”. 

Podbike Frikar: eBike contro il gelo

Frikar è una eBike con quattro ruote, completamente coperta che fornisce protezione dagli agenti atmosferici. La trazione è come quella delle bici elettriche, basata sulla forza umana assistita da un motore elettrico che entra in azione solo quando si pedala, consentendo di raggiungere la velocità di 25 km/h. Questa e-Bike a quattro ruote è realizzata con materiali riciclabili. Sono presenti luci davanti e dietro, oltre agli indicatori di direzione su ciascun lato. La sicurezza interna è garantita da zone di deformazione controllata che assorbono l’energia d’urto, da protezioni contro il ribaltamento e dalla cintura di sicurezza (opzionale). 

L’eBike Frikar è progettata per il clima nordico quindi offre una protezione dalle intemperie completa ed inoltre sono disponibili tra gli optional il filtro per l’aria in ingresso e riscaldamento della cabina. Il parcheggio non presenta difficoltà, a maggior ragione perché l’ingombro può essere ridotto al minimo posando il veicolo sulla parte posteriore. In piedi sulla sua coda, otto bici elettriche Frikar possono stare in un unico posto auto. Frikar ha pensato davvero a tutto perché per agevolare l’ingresso e l’uscita dal veicolo la posizione del sedile può essere sollevata automaticamente. 

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L’abitacolo può ospitare comodamente un adulto (da 1,5 a 2 mt di altezza), più un bambino che può essere posizionato su un seggiolino (opzionale). Una batteria garantisce un autonomia di 60-90 km, ma all’interno c’è spazio per diverse batterie. Per i giorni caldi è possibile rimuovere il cupolino, dietro il sedile è disponibile uno spazio di 160 litri.

Zigy Microcar un po’ italiana

La domanda è complicata: “Perché non sviluppare un piccolo veicolo a emissioni zero fatto su misura per gli spostamenti urbani?”. La risposta è semplicemente Zigy. Stiamo parlando di un concept di microcar monoposto elettrica nato dalla collaborazione tra il designer italiano della mobilità Andrea Mocellin e la società di consulenza ingegneristica Dexet Technologies. Il progetto è ancora nella fase di fattibilità dello sviluppo, con Mocellin e il team ora alla ricerca di partner industriali per portare il concetto nella prototipazione e oltre.

Zigy è ancora in fase di sviluppo industriale

Le specifiche tecniche a questo punto sono molto soggette a modifiche, ma attualmente si prevede che il quadriciclo elettrico monoposto sarà lungo 1,95 m con un passo di 1,59 m, largo 1,1 m per 1,6 m di altezza. Sappiamo che i progettisti hanno intrapreso simulazioni aerodinamiche digitali e dichiarano un coefficiente di resistenza aerodinamica di circa 0,35, che “contribuisce a un’autonomia migliorata del 25% rispetto ai concorrenti”. Zigy è progettato per essere costruito attorno a un telaio composito termoplastico modulare voluto da Dexet, con fibra di carbonio riciclata e fibre naturali non specificate utilizzate all’interno e all’esterno. 

Di sicuro risparmia spazio

Avrà un peso a vuoto di 353 kg. Il raggio di sterzata è 7 m  per una buona manovrabilità in città, e le sue dimensioni compatte dovrebbero facilitare il parcheggio, inoltre ci sono 30 litri di spazio nel bagagliaio per trasportare la spesa a casa. Il motore da 12 kW del veicolo compatto raggiunge un picco di 21 kilowatt e produce una coppia massima di 135 Nm. Si dice che la velocità massima sia di 77 km/h più che sufficiente in città, mentre l’autonomia della batteria è di circa 160 km per carica. Non male sulla carta.

Visualizza commenti (11)
  1. Nello Roscini

    Io penso che una hopper , se fosse allineata con i prezzi a una ami /topolino
    significa 5000 eur visto che è una ebike e non ha le prestazioni delle ami/topolino
    venderebbe milioni di pezzi

      1. Nello Roscini

        la proposta di entrambe ..
        è per decongestionare le città
        le Topolino/ami raggiungono velocità di 50 km/h e hanno bisogno di patentino per ciclomotori

        la hopper e simili , rientrano nelle biciclette
        si guida senza patente e dovrebbe avere una velocità max di 25km/h senza pedalare

        è l’unica possibilità di mobilità indipendente
        per chi è senza patente o non può averla per motivi vari

        qualche mese fa è stata alla ribalta della cronaca una nonnina di 90a anni
        a cui hanno sequestrato l’auto che usava per andare a giocare a carte con le amiche nel paese vicino

        ecco un triciclo del genere con velocità max 25km/h e un autonomia di un centinaio di km sarebbe perfetto per anziani o come seconda ,terza “auto” in una famiglia che vive in zone urbane

        al prezzo giusto però

  2. Se proprio bisogna pensare ad una micromobilità, penso che in italia autovetture elettriche come la smart riescono a sfondare,
    Quadricicli non leggeri difficilmente saranno apprezzati visto che se uno compra un mezzo da 10.000 € in su ci vuole circolare nelle tangenziali, strade a scorrimento veloce e anche nelle autostrade.
    In tutti gli altri casi bicicletta o ciclomotore bastano, visto che costano anche meno.

    1. Nello Roscini

      dimentichi che c’è un sacco di gente che perde la patente o non può averla
      per anzianità
      questi tricicli e-bike sono l’unica possibilità per loro

  3. Ogni soluzione in grado di migliorare la congestione in cittá è la benvenuta ma ho dei dubbi su veicoli ingombranti quasi come quadricicli ma con meno versatilitá.. Si rischia l’esercizio di stile fine a sé stesso o quasi

    Inoltre temo che non si saprebbe dove far circolare le e-bike “extralarge” se dovessero diffondersi, in caso di sovrannumero sarebbero di troppo sia sulle piste ciclabili (https://www.cleanrider.com/actus/et-si-on-limitait-lacces-aux-pistes-cyclables-exclusivement-aux-velos/) che a maggior ragione sulle strade “normali”

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