Guardando a quello che sta facendo in Cina e a quello che promette di fare in Italia, l’ultima arrivata di casa MG, la nuova MG4 Urban, sembra avere le carte in regola per diventare il “game changer” dell’auto elettrica in Italia. La prima davvero per tutti, come prezzo, dimensioni, prestazioni. E potrebbe innescare una benefica “guerra dei prezzi” tra i costruttori di utilitarie alla spina.

In Cina, dove fu lanciata 8 mesi fa, MG4 Urban viaggia infatti a oltre 10.000 immatricolazioni al mese, per un totale di 100.000 unità, appena festeggiate. E’ un successo che fa da contraltare al mezzo fiasco della MG4 vecchia versione, best seller in Europa ma quasi ignorata in patria. E da qualche giorno si presenta con l’opzione della batteria a stato semisolido (leggi), più sicura, più capace, più duratura e poco sensibile alle temperature estreme.
Nuova MG4 2026: tecnologia, batteria semi-solida e guida “intelligente”
Sotto la soglia di 20.000 euro (ed è un’auto da famiglia)
A dispetto del nome “Urban”, infatti, l’auto sbarcata questa settimana sul nostro mercato è una perfetta auto da famiglia (un segmento C a pieno titolo). Ma il prezzo d’attacco sotto i 20.000 euro è quello di un segmento A/B.

E le prestazioni di questa MG4 Urban sono compatibili con viaggi extraurbani a medio-lungo raggio: (325 km di autonomia, ricarica a 83 kW, quasi 8 km per kWh).

E a fine anno arriverà in Italia la batteria semi-solida
Con la nuova batteria semi-solid state che in Italia arriverà a fine 2026 la capacità salirà da 43 a 53,9 kWh e l’autonomia a 530 km nel ciclo cinese CLTC (circa 415 km nel ciclo WLTP). E potrebbe essere la definitiva quadratura del cerchio.
In Cina la Urban, chiamata semplicemente “nuova MG4”, va sul mercato all‘equivalente di 10 mila euro. Rimpiazza la precedente MG4 a trazione posteriore che costava l’equivalente di 20 mila euro. In Italia e in Europa, invece, MG4 resta, seppure aggiornata negli interni e nella tecnologia e posizionata leggermente più in alto sia come prezzi, sia come batterie (64 e 77 kWh nelle due versioni).
Ma è la MG4 Urban che arriva in Italia con l’ambiziosa missione di spaccare il mercato. E i responsabili italiani del brand, a partire dal country manager Andrea Bartolomeo, non ne fanno mistero.
MG al contrattacco: entro un anno l’intera gamma tutta nuova
Una segmento C “full optional” al prezzo di una citycar
Prezzo, prestazioni, allestimenti: tutto è messo a confronto con la diretta concorrenza per dimostrare che l’ultima arrivata della famiglia MG4 interpreta il nuovo paradigma di una segmento C praticamente full optional, venduta al prezzo di una citycar.
Nella slide qui sotto possiamo vedere il ricco allestimento della versione base, la Comfort da 43 kWh, messa sul mercato a 19.490 euro, cioè con sconto di 6.000 euro per chi l’acquista con i finanziamenti MG Finance, la joint venture di SAIC Motor e Banco Santander

Nelle tre slides successive i prezzi delle tre versioni delle MG4 Urban sono a confronto con quelli di:
- due delle citycar elettriche più diffuse, BYD Dolphin Surf e Renault Twingo;
- con altri competitor del segmento B come FIAT Grande Panda, Renault 5 e KIA EV2;
- infine con modelli concorrenti del segmento C : BYD Atto 2, VW ID.3, Peugeot e-308, Renault Megane.


MG, in conclusione, mette da parte gli accenti emozionali o iper tecnologici della comunicazione tradizionale, per andare direttamente al sodo: MG4 Urban è la soluzione della maggior parte dei problemi di mobilità, al minor prezzo sul mercato. Suona come una dichiarazione di guerra (dei prezzi). Vedremo chi raccoglierà la sfida.
LEGGI anche: “MG4 e MG4 Urban 2026: stesso nome, due elettriche profondamente diverse” e guarda il Video-Test di Marco Berti Quattrini



“… però i compromessi da accettare nei lunghi viaggi ci sono…”
Bravo Damiano, è quello che vado dicendo in base all’esperienza con la nostra Zoe dei miei figli dotati di una Polo termica ciascuno: ci si “litigava” (in senso buono, ovviamente) la Zoe per tutti gli utilizzi TRANNE le gite domenicali se oltre 250-300 km di autostrada a/r (tipo le frequentissime Modena-Riviera romagnola) perché occorreva pianificare una ricarica e non avevano voglia di “sbattersi 😤 ” (che io chiamavo “un minimo di pianificazione 😇”….).
Converrà che con autonomie superiori ai 300 km i compromessi da accettare si riducono drasticamente.
Anche la Zoe 52 kWh aveva 396 km di autonomia WLTP… che però in autostrada si riducevano a si e no 250 km.
Quindi, se per autonomia di 300 km si intendesse quella autostradale a velocità autostradali, converrei senz’altro.
Altrimenti, l’obiezione dei miei figli rimane un esempio molto pratico di come tante persone si approcciano all’auto elettrica.
Mi sembra eccessivo fare un dramma per 50 km in più o in meno, soprattutto oggi con caricatori ultrafast in tutte le stazionisdi servizio.
Massimo, non è questione di farne un dramma o meno.
La questione è analizzare come due giovani hanno ragionato di fronte alla possibilità di utilizzare un’auto elettrica di segmento B come la Zoe — che per l’epoca (era il 2022 quando la prendemmo) aveva già, direi caso unico, una batteria da ben 52 kWh e 396 km WLTP! — per “viaggetti” come Modena – Rimini e ritorno di 350 km da fare in giornata in alternativa all’utilizzo delle loro due Polo (sempre segmento B) termiche.
E il loro ragionamento, semplice, terra-terra, banale, è stato: con la nostra Polo termica (ma lo stesso vale per la Opel Corsa del compagno di mia figlia) facciamo tranquillamente Modena – Rimini e ritorno in giornata in autostrada a velocità autostradale senza doverci fermare né rifornire e senza dover “pianificare” alcunché se non di partire con il pieno, mentre con la Zoe dovremmo “pianificare” di ricaricare una volta arrivati a Rimini, cercare una colonnina AC (*) libera nella zona dove andremo, ricordarci di spostare l’auto una volta ricaricata… e che due p@lle, anche no, grazie, andiamo con l’auto termica.
Quindi, penso io, fino a quando la definizione di “auto cittadina” (quindi segmento A e B) significherà in un’auto elettrica avere un’autonomia inferiore a quella di un’equivalente “auto cittadina” termica, e questo fatto non sarà attenuato da batterie un po’ più capienti (almeno 50 kWh, a mio parere) e consumi inferiori a quelli della nostra Zoe, e poi compensato da ricariche davvero veloci a 3-4-5C — in modo che diventi accettabile il fatto di doversi fermarsi per una ricarica — molte persone che possono permettersi solo “auto cittadine” come unica auto storceranno il naso di fronte alle “auto cittadine” elettriche continueranno a preferire la “auto cittadine” termiche.
Per paradosso, proviamo a guardare le cosa dalla prospettiva opposta: anche una qualsiasi “auto cittadina” termica verrebbe vista malissimo se, applicando lo stesso concetto di “cittadina” che oggi si vuole forzare nelle auto elettriche, avesse un serbatoio da soli 10 litri perché cosa volete, è una “auto cittadina”, dove dovrete mai andare…
Spero di aver chiarito l’origine delle mie considerazioni, e, per chiudere, informo che io e mia moglie con la Zoe, e la famosa “pianificazione”, abbiamo fatto senza problemi fior di viaggi e addirittura nel 2023, con una Zoe a noleggio (era l’unica a costo abbordabile…), addirittura un tour di quasi 1.000 km della Scozia.
Cari saluti!
(*) Ricordo che, oltretutto, con la Zoe la ricarica in DC ha una potenza massima di 50 kW, quindi circa 1C, ma in realtà la curva di ricarica arriva a 0,5-0,6C di media, quindi per un 20-80% in DC occorrono almeno 45-50 minuti… quando va bene.
Non è necessario che ci ripeta tutto il manuale dello “zero sbatti” domenicale: lo conosciamo alla perfezione. In versione invernale, con la gita a sciare a -20° e 2.000 metri di dislivello da superare, è ancora più sfidante. In altre parole: non mancheranno mai due o tre buone scuse per rifiutare ogni cambiamento. Ma dai giovani mi aspetterei un po’ di coraggio e di lungimiranza in più.
una volta avere un qualsiasi mezzo di trasporto era un obiettivo fondamentale, anche se una utilitiaria di 3a o 4a mano… purché ci consentisse spostamenti ed un senso di libertà ed avventura, di cui spesso facevano parte anche alcune incertezze sugli itinerari (in assenza di navigatori e smartphone) o addirittura di rifornimenti garantiti (per minor disponibilità di distributori o difficoltà di funzionamento con i primi “automatici” senza servizio, ove ci dovevamo aiutare tra noi utenti).
Non solo i giovani ma anche i “diversamente giovani” coi capelli grigi (o anche no 👴🏼) adesso vogliono le cose “facili”; non c’è più tanta gente disposta a “faticare” (leggere il manuale di istruzioni dell’auto? ma scherziamo !!??), adattarsi alle esigenze del veicolo (una volta si doveva pure far raffreddare il radiatore in certe trasferte..) è troppo lontano persino nei ricordi dei più anziani…
Ho passato decenni a spiegare e ri-spiegare (anche 3 o 4 volte) le funzioni anche basilari di vetture pure molto semplici (come la Panda, una Renegade o altre “basic”) mentre la clientela delle vetture più sofisticate (Range Rover, Audi A6 e simili) il più delle volte o avevan già studiato la vettura prima della consegna o scappavano verso i loro impegni tanto avrebbero capito rapidamente da soli …
L’autonomia di un veicolo ormai non è contrattabile: dev’essere elevata, si deve andare poche o pochissime volte al mese a “perder tempo” a rifornire (salvo che molti vedo passan 20 min in coda ai distributori vicino a me.. per 2 o 3 euro di risparmio), mentre basterebbe “copiare” situazioni più corrette di rifornimento, facendo trovare un po’ ovunque semplici prese AC ed “attaccare” l’automobilina ogni volta ove si deve passare un po’ di tempo; magari trovare una ricarica DC di alto livello pure sulle seg.A/B per fare 20 minuti di sosta ogni 2 ore sarebbe accettabile.. per molti no ma per alcuni magari si; con una fermata in più rispetto ai segmenti superiori su un viaggio lungo (che magari si fa 2 o 3 volte l’anno al max ! ) come in fondo tocca fare pure con ICE.
Mia moglie da 4 anni preferisce gli spostamenti in BEV ovunque si vada ma se dipendesse da lei, star attenta all’autonomia residua e dove ricaricare… piuttosto va a piedi (come molte sginore è poco propensa a pensare alla tecnologia… le ricarico io pure il suo cellurare 😂.. per non parlare degli aggiornamenti .. idem per mia sorella ingegnere, che magari ha realizzato reti TLC in mezz’Italia ma poi vuol “staccare la -sua- spina” da tutto ).
Le case produttrici devono capire bene le esigenze dei nuovi consumatori; così come le vetture europee non sono più vendibili ai clienti asiatici (se non le “auto dei nonni” come ormai chiamano le nostre prestigiose auto tedesche o italiane) anche le auto per il nostro mercato si devono adattare: son tornati i comandi manuali su tante funzioni, meno schermi touch e, prima o poi, arriverà pure un sistema di ricarica veramente “semplice” (io confido in quelli wireless, magari abbinato a tragitti autostradali con alimentazione dalla corsia di marcia normale per almeno i tratti in salita) così che pure le BEV non debban fare una “via crucis” di ricariche autostradali…
Premetto che difficilmente la benefica “guerra dei prezzi” tra i costruttori europei e cinesi vedrebbe i primi sopravvivere più di due o tre anni senza interventi pesanti dei legislatori. L’abbassamento dei prezzi dei veicoli (ICE, BEV o NEV) sicuramente è a vantaggio degli acquirenti rendendo più accessibili vetture nuove anziché doversi rassegnare ad usati non troppo vecchi e logori.
In quasi tutti i mercati i costruttori automotive hanno una capacità produttiva molto superiore al potenziale di vendita, a maggior ragione perché son decenni che si abbatte costantemente il “costo del lavoro” (pur essendo solo il 5% medio di incidenza sui fattori produttivi) e quindi i redditi SPENDIBILI dei lavoratori (figuriamoci di quelli che il lavoro non lo trovano o son soggetti a contratti-capestro o comunque situazioni di alta instabilità e ricattabilità).
Questa vettura (come molte altre BEV seg.B) per spazi a bordo possono accontentare le esigenze anche di famiglie (che prima si rivolgevano al seg.C) almeno se si ha la possibilità di ricaricare economicamente a casa o al lavoro, però i compromessi da accettare nei lunghi viaggi ci sono; se son rari penso che valga la pena, chi invece si sposta spesso su lunghe tratte autostradali (o ha il piede pesante causa fretta o velleità “corsaiole” per carattere) non potrà che continuare a rivolgersi alle alternative economiche come le Dacia o le future GigaPanda (o come vorranno poi chiamarle) e simili….
Andrà verificato sul campo (come per altre BEV economiche: https://www.vaielettrico.it/quanto-consuma-in-autostrada-una-piccola-come-la-twingo/ ) quanto si allungano i tempi di ricarica coi climi molto freddi o la batteria arroventata da lunghi viaggi..