MG va al contrattacco. La nuova MG4 che a giorni arriverà in Italia; dieci nuovi modelli – l’intera gamma MG – attesi per il 2027; l’imminente sbarco produttivo in Europa per evitare i pesanti dazi del 38%; la strategia flessibile multi-tecnologia. Il primo brand cinese arrivato in Europa, inizialmente come full electric e oggi leader nel full hybrid, ha vinto la sua scommessa, ma non si accontenta.
Con un oltre 1 milione di macchine vendute (150.000 in Italia) lo storico marchio britannico MG resuscitato dal colosso cinese SAIC «oggi è una certezza: un brand serio, affidabile, rassicurante, entrato ormai in uno stato di maturità nella percezione del mercato» dice a Fuoco Amico il Country Manager Italia Andrea Bartolomeo.
A giorni anche in Italia la nuova MG4 2026
Nel Bel Paese dal 2021, il brand decollò 3 anni fa lanciando il best seller elettrico MG4. Primo hatchback del segmento C, rappresentò allora lo stato dell’arte della tecnologia elettrica cinese. La nuova versione 2026 si presenta ora in Italia con un restiling completo degli interni e della tecnologia. A questa si aggiunge la neonata MG4 Urban, modello completamente ripensato in funzione del mercato europeo. Nelle foto qui sotto la MG4 2026 ai lati e al centro la versione Urban
Sarà presto prodotta in Europa, conferma Bartolomeo, ma smentisce le indiscrezioni che collocano in Spagna il nuovo plant produttivo: «Nulla è deciso. SAIC sta ancora valutando la location. L’annuncerà solo quando sarà certa di poter avviare la produzione nel giro di un anno».
Nella short list, aggiunge, è entrata anche l’Italia, che «vanta grande tradizione e grandi competenze nell’automotive, ma è penalizzata da costi elevati, poca flessibilità amministrativa e lentezza realizzativa». Senza contare le specificità di un mercato «complesso» che stenta ancora ad accettare la rivoluzione elettrica.
Infatti, mentre nei Paesi del Nord Europa MG vende solo modelli elettrici, in Italia si è affermata con un mix di motorizzazioni. E oggi il cavallo di battaglia è il full hybrid, dove è il secondo player italiano con i modelli ZS, HS e MG3 che coprono il 60% delle vendite (50 mila auto nel 2025 e già 20 mila nei primi mesi di quest’anno.
Tuttavia, dice Bartolomeo «SAIC crede nell’elettrico. Ha una tecnologia d’avanguardia, tanto da essere il primo brand al mondo ad introdurre massivamente le batterie a stato semi-solido. E se il mercato lo chiedesse, sarebbe addirittura in grado di convertire all’elettrico l’intera produzione entro due anni».

“L’Italia è un mercato complesso: non bastava l’elettrico per fare i volumi. E gli incentivi…”
Ma l’altro mantra del gruppo cinese è restare «un brand di volumi». E non in tutti i Paesi europei i volumi si possono raggiungere con il solo elettrico. In Italia, per esempio, persistono limiti oggettivi come «la distribuzione dei punti di ricarica fuori dai grandi centri urbani e l‘eccessivo costo delle ricariche».
In aggiunta, limiti politico culturali ben rappresentati dalla strategia (se c’e) degli incentivi. Quelli dell’anno scorso, in particolare «hanno messo in mano auto elettriche ai clienti sbagliati – commenta Bartolomeo -: non a chi aspirava ad utilizzarla per convinzione, ma a chi semplicemente poteva spendere meno. Così si vizia il mercato e si alimentano narrazioni sbagliate, tipo l’equazione auto elettrica-city car, mentre lo sviluppo del prodotto tende ad offrire veicoli per ogni range di utilizzo».
“La Cina è avanti 10 anni, ma l’Europa recupererà”
A proposito di sviluppo del prodotto elettrico, Bartolomeo conferma che «l’industria dell’auto cinese è 10 anni avanti rispetto a quella europea. Non solo come sviluppo della tecnologia di base, ma soprattutto come curva di apprendimento sui processi produttivi». Ciò significa velocità nell’innovazione, flessibilità, efficienza. Vantaggi competitivi che si sommano a costi della manodopera più bassi (ma non più tanto), miglior accesso alle materie prime, basso costo dell’energia.

E’ dunque spacciata la blasonata industria automotive europea? Bartolomeo pensa di no. «Dovrà investire molto di più in ricerca e sviluppo per recuperare il gap tecnologico sull’elettrico, ma ha i mezzi per farlo. E credo che alleanze e joint venture giocheranno un ruolo positivo. In passato hanno permesso ai brand cinesi di acquisire know how sui motori termici dagli europei, infuturo potranno funzionare all’inverso per accorciare le distanze tra i due mondi. Dopo di che la competizione tornerà ei termini fisiologici del branding, delle nicchi, del posizionamento di mercato». Ma di certo, conclude il manager, il futuro sarà elettrico. Se non entro il fatidico 2035, qualche anno dopo.
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Quindi a giorni le nuove MG4, MG6 e MG4 Urban saranno commercializzate anche in Italia. Direi bene. Spero solo che la nuova MG4 Urban si possa portare a casa tra i 19k e 25k, così come riportato nei listini austriaci, dove le auto sono già in vendita. Se così, la versione intermedia con batteria da 53kWh è 416 km di WLTP a circa 23k sarebbe veramente un modello interessante.
Oppure mi sbaglio e i prezzi mostrati sul configurato austriaco sono comprensivi di incentivi statali.
Per la affidabilità del marchio avrei qualcosa da dire. Io aspetto un pezzo di ricambio da circa un mese con il veicolo fermo. Dalla concessionaria dicono che la MG manco risponde a loro. E, contrariamente a quanto pubblicizzato, non danno veicolo sostitutivo. Valutate voi.
Mi sorprende. Io ho avuto un problema con il condizionatore della MG4 e portata in concessionaria mi hanno detto che ci sarebbe voluto qualche giorno per avere i ricambi … Dopo 4 giorni era riparata. Probabilmente ci sono parti più o meno disponibili e più o meno soggette a guasto. Poi può essere sia stato fortunato io …
forse @Franz è stato più fortunato sulla disponibilità del pezzo di ricambio.. ma tenete presente che la “strozzatura” dei canali commerciali attualmente in corso non riguarda soltanto i prodotti petroliferi ma anche le navi porta-container (ce ne sono migliaia bloccate .. che magari hanno a bordo anche componentistica auto… o sono impossibilitate a tornare indietro a caricarla).
Io ho lavorato molti anni anche come responsabile processi di garanzia in concessionaria.. e mi son sempre capitati lunghi periodi di indisponibilità ricambi, a maggior ragione se alcune referenze son soggette a cambi di fornitore causa chiusura contratti o anche semplice riprogettazione per difetti riscontrati.
apperò.. a questo siamo?.. dici che rilevano gli stabilimenti ex di marchi europei?.. e non che mi dispiaccia, anzi buona cosa, è sempre lavoro e indotto che conserviamo, e tecnologie che ci arrivano..
solo fa impressione il giorno in cui ti accorgi che i cambiamenti, che si muovono un po’ alla volta, a un certo punto sono proprio “arrivati” 🙂
Nonostante il marchio MG sia inglese l’orientamento politico palesato anche nell’ultima tornata elettorale (proseguimento della Brexit) dovrebbero allontanare la possibilità di sfruttare fabbriche nelle isole britanniche se verranno peggiorati accordi per import/export nel nostro continente; potrebbe essere un miglior biglietto da visita anche per stabilimenti italiani in esubero Stellantis (anche se ci sono maggiori possibilità con Leapmotor e Hongqi al momento). Forse MG aumenterà la capacità produttiva europea rilevando impianti in Germania (ex Ford, VW etc).