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Mercedes a tutto elettrico, converte tutte le fabbriche

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La produzione di batterie nello stabilimento di Unternürkheim- Hedelfingen, vicino. Stoccarda

Mercedes a tutto elettrico: annunciata per l’inizio del 2024 la produzione di batterie e motori per EV negli stabilimenti in Germania, Romania e Cina. Con l’obiettivo di elettrificare l’intera gamma entro il 2030: indietro non si torna.

mercedes a tutto elettrico
Prima tappa dell’offensiva Mercedes: il lancio a fine 2023 della versione di serie del prototipo EQXX, con oltre mille km di autonomia.

Mercedes a tutto elettrico: motori EV e batterie là dove si fanno propulsori termici

Mentre il governo italiano continua a cavalcare la “neutralità tecnologica”, investendo miliardi di euro nell’idrogeno, i grandi costruttori tirano dritto sull’elettrico. Il gruppo di Stoccarda prevede di investire circa 5 miliardi di euro nei suoi siti di produzione di motori europei per riconvertirli all’EV. Secondo il piano annunciato , le fabbriche tedesche di Kamenz in Sassonia, Bruhl nel Baden-Wurttemberg e Pechino produrranno i sistemi di batterie per i futuri modelli elettrici entry-level e di medie dimensioni. Un altro sito di assemblaggio di batterie è previsto a Kolleda in Turingia, dove Mercedes produce tra l’altro motori a combustione. La decisione, come sempre avviene in questi casi, dipenderà dall’importo del sussidio che verrà ricevuto dalla Regione.

mercedes a tutto elettrico
Batterie per le Mercedes si produrranno anche nell’ex Fiat di Termoli.

Anche a Termoli si faranno batterie per la Casa tedesca

Le unità motrici per questi stessi modelli saranno costruite a Unterturkheim, Baden-Wurttemberg, Sebes, Romania e Pechino a partire dal 2024. Le sedi di Amburgo e Metingen (Baden-Wurttemberg) continueranno l’assemblaggio già esistente di assali e componenti elettrici. A Berlino verranno rilasciati potenti motori elettrici per la futura piattaforma dedicata alle auto sportive AMG. L’obiettivo di Mercedes è quello di diventare completamente elettrica entro il 2030, “dove le condizioni di mercato lo consentiranno“. La riconversione degli stabilimenti produttivi porterà per la prima volta un importante investimento anche in Italia. Già a marzo, infatti, è stato annunciato che la Casa della Stella sarà socio con Stellantis e Total Energies nella riconversione della fabbrica ex Fiat di Termoli. Nell’impianto molisano, da cui sono usciti a lungo i famosi motori Fire, si produrranno batterie di nuova generazione per auto elettriche.

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49 COMMENTI

  1. @Massimo Degli Esposti , certo che ho letto bene ed il meccanismo che ho descritto, pure con riferimento alla scuola di Chicago, è lo stesso che descrive lei. Certo che non è ad personam e che ne potrebbe fruire qualunque altra impresa. Ciò non togle che questi credits sono quelli che tengono in attivo il bilancio di Tesla, almeno negli ultimi anni.

    Non sono tecnicamente dei finanziamenti nello stesso senso in cui non lo sono, per dire, i superbonus 110% e compagnia bella, ma alla fine sono utilità/denaro che arrivare al beneficiario tramite un meccanismo statale.

    A chi mi chiede di dire quanto pigliano di sovvenzione i petrolieri dico “boh”. Perché non credo sia mio onere.

    • I 18 miliardi di incentivi vari che lo Stato Italiano versa ogni anno ai petrolieri escono dalle sue e dalle mie tasche, cioè dalla fiscalità generale. Quelli che ha intascato Tesla da FCA e che miglaia di aziende virtuose incassano con i certificati verdi escono invece dalle casse delle aziende meno virtuose. Qualche differenza c’è, mi pare

  2. Al Momento i produttori stanno investendo e hanno investito valanghe di miliardi senza un vero ritorno, forse Tesla dei miliardi investiti ( meta governativi) ha avuto un rientro economico dopo 15 anni.. il rischio è avere ancora generazioni di vetture non pronte, a prezzi elevati con buchi di bilancio enormi. È un momento delicato per i produttori europei, mentre favoloso per i cinesi che non devono convertire le produzioni e hanno anche le materie prime. Spero Mercedes sappia quello che fa..

    • quando Tesla ha investito cifre assurede sull’EV grazie a Musk e ai soldi della vendita di PayPal
      i governi ,nememmeno sapevano cos’era l’auto elettrica
      o meglio la gente e i politici pensavano che erano adatte solo per le minicar del golf

      mi spiace per voi che non lo capite , ma 10 anni nell’idustria moderna sono un’era geologica
      e in un’era geologica , se non ci si adatta c’è l’estinzione di molte specie

      -_-

      • Si, deve essere una casualità che dopo anni un laboratorio americano scopra il dieselgate. Si, deve essere una casualità che tesla nasca nelo stesso posto, e senza produrre un dollaro di utili venga finanziata dal mercato per 12 anni con 13 miliardi di dollari. Si, deve essere una casualità che l’Europa decida di bandire le auto ICE.

          • no peggio ..
            Gomblotto Americano , organizzato da Canadese/Sud Africano naturalizzato statunitense ..
            che alle riunioni della Casa Bianca sul tema mobilità elettrica ..
            nemmeno viene invitato
            nonostante sia il player mondiale che ne vende di più
            con o senza incentivi (come in Italia)

            dho!

        • Uh, non capisco i suoi dubbi: VolksWagen ha scientemente alterato i risultati dei test anti-inquinamento, per anni. Che venisse fuori e’ solo una questione di tempo; se anche fosse venuto fuori per fantomatici “interessi”, non cambia la realta’ che l’omologazione non sia valida.

          Non c’e’ nessuna casualita’ che l’UE bandisca le auto a combustione, perche’ era nelle carte dai tempi degli accordi di Parigi: se si devono azzerare (semplifico) le emissioni, bisogna smettere di usare carbone e idrocarburi come fonte di energia.

          Inoltre, di fatto, l’annuncio e’ arrivato quando ormai e’ ben chiaro che la conversione all’elettrico è fattibile.

          Ci sara’ un elemento di protezionismo nelle misure emesse dai vari blocchi? Certamente. Tant’e’ che l’Europa si lamenta delle leggi “IRA” degli Stati Uniti. Sono sicuro che nei dettagli ci siano misure analoghe nelle direttive Europee.

      • Faccio notare che Tesla è stata sovvenzionata con MILIARDI di fondi statali, quindi forse i governi non conoscevano le auto elettriche, ma chi le produceva si è fatto conoscere molto bene presso l’erario per richiedere le sovvenzioni, infatti Telsa è nota per essere rimasta in perdita circa 1 decennio, prima di avere il primo trimestre in positivo il tutto producendo di fatto 2 modelli di auto ( e ci si lamenta della nostra FIAT).. Quindi con finanziamenti mastodontici tutto diventa possibile, mentre per chi con la sua fabbrica deve anche guadagnare per stare in piedi, bè le cose vanno un po’ diversamente.. Come detto chi vedrà, ma le industrie europee sono a grande rischio perchè sono state imposte delle normative che stanno distruggendo il settore delle auto termiche, non perchè esso vada male ma per scelte politiche ( menomale la politica non conta).. Il tutto serve sul piatto d’argento il futuro automotive non a Tesla, ma ai cinesi..

        • Mi faccia sapere dove ha letto la bufala dei “miliardi di fondi statali” a Tesla. Il resto del suo intervento ha più o meno la stessa credibilità.

          • Beh, senza intento polemico, da anni Tesla in Usa sta sfruttando enormi incentivi per i c.d. regulatory credits. In sostanza, chi investe nell’elettrico ed è virtuoso, può cedere i propri crediti alle case automobilistiche tradizionali. E’ il “giochetto” ideato da Posner della scuola di Chicago decenni fa che onestamente non ha mai avuto un gran successo, ma tant’è. Piace alla gente che piace.

            Nell’ultimo anno sono stimati dalle varie fonti tra 500 milioni ed un miliardo di dollari. Senza di essi, Tesla sarebbe ancora in perdita, pare.

            Sono finanziamenti statali? Più o meno sì, direi. Quanto meno di fatto, anche se i soldi non vengono dall’amministrazione bensì da altre imprese.

            Una delle fonti https://news.bloombergtax.com/financial-accounting/sec-pushes-tesla-to-reveal-how-regulatory-credits-boost-profits

            Dopo di che non c’è nulla di male a dire che 11 stati degli Usa han deciso di finanziare l’elettrico ed il lobbysmo in America lo fanno tutti ed in modo assai più trasparente di quanto accada a casa nostra. In fondo, fa legittimamente parte del mercato, basta che non sia occulto.

          • Legga bene il testo che cita: “Tesla guadagna crediti governativi negoziabili relativi alla produzione di veicoli a emissioni zero e carburante pulito. Tesla, a sua volta, vende quei crediti ad altre case automobilistiche, tipicamente all’estero. La vendita di crediti regolamentari di Tesla è balzata da $ 986 milioni nel 2019 a $ 1,58 miliardi nel 2020. Nel 2021, ha venduto $ 1,46 miliardi”. Ogni costruttore che investe in sostenibilità ha la medesima opportunità, il che compensa i mancati utili accumulati imvece da chi preferisce non investire e incassare. Ricorderà il miliardo di dollari abbondante che a Tesla versò FCA lo scorso anno, quando il gruppo italiano non riuscì a rispettare il limite massimo di emissioni sul proprio parco auto. E’ un meccanismo in vigore da anni, anche in Europa e in tutti i settori energivori: si chiama “certificati verdi”. Non ha nulla a che fare con i finanziamenti di Stato

        • poi: potresti anche commentarci i finanziamenti che l’industria del petrolio riceve in Italia ogni anno?
          mi pare fossero 18 mld, ma non ci posso giurare e non posso cercare la fonte in questo momento

      • esatto nello, come gm e toyota che si svegliano solo ora (piu o meno) , considerando ruote che cadono e batterie a sacchetto montate su un pack preistorico , sperando nelle batterie a stato solido ne hanno da recuperare.

  3. Ormai VaiElettrico ha deciso il nome del nuovo nemico: è l’idrogeno. Poco importa che a essersene innamorata più dell’Italia è l’Europa che è assolutamente convinta della bontà di questa soluzione. Intanto ogni giorno che passa l’idrogeno fa passi da gigante mentre le auto elettriche continuano la loro impennata dei prezzi. Mercedes in particolare ha chiarito ai media la sua strategia: per lei l’auto elettrica non è premium. Sapete che il sottoscritto va ripetendo dal primo giorno che l’auto elettrica è oggi un’auto premium per precisa scelta dei costruttori che l’Europa certo non ha ostacolato. Ma Mercedes non ci sta. Se tutti i produttori sono premium, lei come fa a distinguersi? L’ha detto. Ha chiamato i media e ha comunicato al mondo che per lei l’auto elettrica non sarà mai più premium bensì 100% luxury. Sempre più attenzione al lusso, già dalle versioni “base”. Ok boomer.

    Nel frattempo, dicevo, l’idrogeno galoppa. L’ultima novità arriva da Electriq Global [ https://www.electriq.com/ ] ma se accedendo al loro sito non riuscite a capire l’animazione, qui trovate la spiegazione [ https://www.worldmagazine.it/799984/ ]. La sperimentazione è già in corso ad Amsterdam e si può riassumere in “idrogeno in cialde”. Potrebbe essere una rivoluzione nel settore dell’idrogeno pari a quella della fusione nel settore del nucleare. Solo che questa è già operativa. Buona lettura.

    • L’obiezione principale all’idrogeno, che resta in piedi finche’ non ci sara’un eccesso di energia, e’ che a parita’ di energia usata, un’auto elettrica fa il doppio o il triplo di chilometri. Quando l’energia elettrica sara’ prodotta tutta da rinnovabili, la produzione di idrogeno potrebbe essere considerata una forma di accumulo, e si potrebbe considerare anche per l’autotrazione.

      Pero’, per allora, l’infrastruttura per le auto elettriche sara’ diffusa, e non credo che le auto a fuel cell supereranno una piccola frazione del totale.

      Per quanto riguarda i link: ammettiamo che la tecnologia citata esista e riesca ad esser commercializzata (che e’ da vedere: 10-15 anni fa sembrava che avremmo alimentato tutto, dai telefoni alle auto, con fuel cell a metanolo. Io non ne ho mai viste…).

      Questa tecnologia immagazzina l’idrogeno in una sostanza solida. Se e’ cosi’, preparare una rete di distribuzione di idrogeno gassoso ad alta pressione e’ del tutto inutile: l’utente finale potra’ farsi spedire a casa le cartucce di ricarica (chissa’ magari da Amazon) o magari comprarle al supermercato come la carbonella per il barbeque.

      Quindi investire in una rete di distribuzione che non sia “sperimentale” oggi, e’ quantomeno prematuro.

      • Guarda che non c’è solo l’elettrolisi per produrre idrogeno. Esistono metodi che sfruttano batteri, fotocatalizzatori che lo recuperano dai liquami e altri metodi che stanno vendendo perfezionati, ma qui ormai è il vostro nemico n1 e pontificate di argomenti che nemmeno conoscete. Pensate che con l’avvento dell’elettrico non serva più il petrolio senza sapere che il litio viene trasportato sotto paraffina altrimenti quello puro reagisce con l ossigeno e prende fuoco…

        • rendimenti?
          produttività massima teorica?

          sennò sono chiacchiere da rivista pseudo-scientifica con tante foto e periodico articolo sugli alieni (il nome dea rivosta mettetelo voi)

        • Uh… non mi risulta che si usi litio puro nelle batterie per auto. Mi pare che si usi un carbonato… Quindi la sua “preoccupazione” e’ ingiustificata.

          Per la produzione dell’idrogeno: ben vengano le tecniche alternative, se avranno successo.

          Ma non sono il presente: il presente e’ idrogeno ottenuto con metodi che emettono carbonio in atmosfera.

          Inoltre, sia la produzione di auto elettriche che l’infrastruttura (sebbene ancora insufficiente) sono anni avanti a quella dell’equivalente per l’idrogeno.

          In ultimo una curiosita’: come mai tanta gente schifa l’auto elettrica a batteria, e si spertica nelle lodi dell’auto elettrica a cella a combustibile? Alla fine non e’ che ci sia tutta questa differenza… sempre auto elettriche sono.

    • Io poi mi concentrerei sulla frase magica ““dove le condizioni di mercato lo consentiranno“.
      Ovvio che “le condizioni” sono loro a stabilirle. 😉
      Praticamente si sono già fatti la scappatoia per dire un domani “eh… le condizioni non lo consentivano… Noi volevamo tanto eh? Ma è il mondo che è brutto e cattivo… mannaggia… “

      • è tutto un Gomlotto vero ?
        Elon Musk , ha investito un pozzo di quattrini e rischiato di fallire due volte ,
        per comprarsi TUTTE le amministrazioni mondiali
        e imporre l’auto elettrica vero ?

        oppure , il litio usato nelle auto in maniera intelligente ..
        ha cambiato la mobilità per il prossimo secolo ?

        io sono per l’ultima ipotesi
        ma si sa io sono “pagato dai poteri forty”

        -_-

          • no a Enzo ; credo ..

            con l’idrogeno al sapone , per renderlo sicuro al trasporto

            produzione
            elettrolisi , spreco di energia
            primo stoccaggio
            compressione 1, secondo spreco energia
            trasporto
            stoccaggio in “saponette” solide ,terzo spreco energia
            secondo stoccaggio presso stazioni di rifornimento
            trasformazione “saponette solide” in gas idrogeno
            compressione 2, quarto spreco di energia ALTO, probabilmente ad almeno 1500 bar , per entrare a 700 bar nelle auto

            a invece di fare tutto sto “casino” , non sarebbe meglio trasformare l’idrogeno subito in METANO e usarlo come abbiamo sempre fatto ?
            CO2 + 4H2 → CH4 + 2H2O
            chimica da terza media

            già anche voi ora sapete che il motore termico fa schifo ed è altamente inefficente

            volete una dritta ?
            sviluppate le celle a combustibile a METANO-LO invece di perdere tempo con l’idrogeno e i suoi problemi logistici , imho ,insostenibili per un uso diffuso

            volete un’atra dritta ?
            il BIO-METANO è disponibile da fonti non fossili
            come
            il trattamento dei rifiuti umidi urbani
            il trattamento di depurazione delle fogne urbane
            il trattamento degli scarti dell’industria alimentare
            il trattamento dei liquami degli allevamenti
            ecc..
            ecc..

            purtroppo il metano ha una densità energetica inferiore all’idrogeno
            Wh/kg

            ma con le auto termiche a metano 400 km ci si facevano
            un po come una bev qualsiasi di OGGI 😀 😀
            chissà con una cella a combustibile a METANO-LO quanto si potrebbe fare ?

            resta il problema della produzione di biometano e biometanolo
            o QUATTRO IDROGGENO più UNO CARBONIO
            che forse , continuerà ad essere più conveniente
            sfruttarla in coogeneratori nei luoghi di produzione di cui sopra
            o immessa , finchè si userà ancora il gas in italia, nelle condutture di SNAM

            i miei soliti due conti del cassiere
            che aspettano di essere smentiti

            voi in tanto sbattetevi su ogni studio mirabolante che passa su internet su soluzioni facili,immediate, economicamente sostenibili
            che escono quotidianamnete sull’idroggeno

            no possiamo fare altrettanto sulle future chimiche delle batterie
            con una differenza
            che per le bev ;una batteria facile da costruire e relativamente sostenibile ..
            c’è già ed è in vendita , ed ogni anno che passa migliora come il vino buono

            😀 😛

      • Ma in realtà Ale gli conviene eccome. Soprattutto a questi brand fricchettoni, Range Rover, Rolls Royce, Mercedes, Maybach … sono brand che le persone comprano per l’esclusività, per dire in giro “io guida una Mercedes” (tant’è che se poi gli chiedi che modello è vanno in palese difficoltà, tipo le domande di storia ai politici, e ti rispondono cose tipo “è blu” oppure “è un suv”). Basta vedere come vanno le vendite di Ferrari e Porsche, c’è una forbice, ci sono tanti nuovi ricchi (ma molti più nuovi poveri), quindi per tot nuove persone che possono acquistare una auto di lusso ce ne sono molte di più che prenderanno il tram.

        NON è colpa dell’elettrico, è colpa dei produttori che guadagnano di più pur vendendo meno modelli.

        • – in realtà Ale gli conviene eccome-

          Sul breve periodo di sicuro.

          Sul lungo periodo è tutto da dimostrare. Il movimento di soldi “veri” li fa la classe media.

    • Estimatori dell’idrogeno da strapazzo, mi fate ridere, c’è un modo per rendersi indipendenti dal costo di qualcosa deciso da altri che potrebbe permettervi di muovervi a costo ZERO e voi vi fate le pippe mentali sul Premium Luxury e Supercazzola Prematurata? Machissenefrega! Con un impianto fotovoltaico è come avere la pompa del carburante in giardino e io devo acquistare il carburante da Amazon? Ma non fatemi ridere. E quale sarebbe il vantaggio? Fare il pieno in 3 minuti? Mi scappa da ridere anche più di prima…..con le BEV il pieno lo fai quando non la usi oppure mentre dormi. Meglio di così. Poi ce ne faremo una ragione, tanto da A a B ci vai comodo anche con una BEV senza che sia Premium Luxury o Supercazzola!

      • Bravo, condivido! Con un impianto fotovoltaico, se dimensionato bene, si riesce ad essere quasi del tutto autonomi ed indipendenti altro che legarsi mani e piedi a carburanti, idrogeno ecc.

        • Bravo, condivido. E nel mio bosco privato con la piscina con le pale eoliche e il recupero dell’energia dalle maree, mentre nuoto circondato dalle modelle, ricarichiamo gratis la Mercedes luxury.

          Siete voi che mi fate ridere. Tutti a pensare al giardino col fotovoltaico. Poi se qualcuno vi chiede quanto costa un litro di latte non lo sapete. Oggi su Repubblica c’era un servizio sui senzatetto in California e sul fatto che per gli studenti universitari senzatetto di un’università pubblica era stato allestito un parcheggio per consentire loro di dormire in auto nel parcheggio dell’università anziché per strada.

          Ma il vostro giardino col vostro pannellino e la vostra piscinetta privata è tutto il vostro mondo … (ora mi aspetto la superca@@ola del fotovoltaico da balcone: conto fino a 3 e poi arriva)

          • @enzo
            ok, hai finito gli argomenti benaltristi vedo…

            che col fotovoltaico ben dimensionato si possa viaggiare gratis, o quasi, o per larga parte dell’anno
            è un dato di fatto.
            che i pannelli fotovoltaici siano producibili anche in Italia, è altrettanto vero, generando lavoro.

            resta su questo fatti, magari, lascia perdere i poveri, non mi sembri granchè titolato per parlarne se non come ennesimo borghese benestante che blatera di povera gente per vantaggio personale.
            (“i ricchi che parlano dei poveri dicono solo bugie”, Camillo Calliari, missionario della Consolata, Tanzania)

          • condivido il discorso di mario , signor enzo , il suo è benaltrismo , i senzatetto buttati dentro senza motivo poi… come minimo lei parla e intanto guida il ferrari , sarebbe il colmo .

        • personalmente ho un fotovoltaico e una 208e rispettivamente da 6 mesi e un anno e mezzo e devo dire che sto molto bene , quando va male pago metà di prima , quando va bene guadagno pure dallo scambio sul posto. aspetto quest’ estate per sapere se le spese saranno zero al netto di tutto. per ora promette bene.

    • chissà se i ricercatori, scienziati e affini che studiano, sperimentano e provano con l’idrogeno sanno che le loro fatiche sono del tutto inutili, come si desume dal “regio decreto mondiale armaroli 1” promulgato in questo sito.
      sarà il caso di stampare qualche migliaio di dispense da elargire a costoro, affinché smettano di perder tempo e sprecare soldi..

  4. Io vorrei osservare che nell’articolo si parla di macchine elettriche e a idrogeno. Ma possibile che si faccia questa distinzkione? Entrambe le vetture sono ELETTRICHE e la differenza è solo che le prime sono allimengtate da elettricità immagazzinata in batterie, mentre le seconde utilizzano elettricità à generata da celle a combustibile funzionanti ad idrogeno. Analogamente tutte le macchine a motore termico lo sono sia se alimentate a benzina, a gasolio o anche a gas. Al massimo si può parlare di auto a batteria e auto ad idrogeno, ma tutte sono elettriche, e questo è il vero oambiamento rispetto al passato.
    Quello che conte è il tipo di motore non la sua alimentazione. Anche tutte le nostre apprecchiature di casa sono elettriche indipendentemente da come l’elettricità è stata prodotta (eolica, solare, a carbone, a gas, nucleare, ecc.) A me piacerebbe che si smettesse di incorrere in quest’errore.

    • Non è corretto che entrambe siano elettriche. L idrogeno lo puoi usare anche bruciandolo nei termici. Toyota ci sta lavorando e lo scorso anno ha messo in pista pure un prototipo per correre una Endurance, ora non ricordo se la 8 ore di Suzuka o altro.

    • Se hai letto “1984”, dovresti ricordare la “neolingua” (“Newspeak”) e il bispensiero.

      Le auto a idrogeno NON sono elettriche.

      La rottamazione delle cartelle esattoriali non è un condono.

  5. Ma l’Italia non ha più una industria automobilistica per vetture di volume. Coloro che fanno componentistica sarà meglio che comincino a parlare con i loro clienti ed accordarsi per il futuro.
    Temo che molti di loro se saranno imprenditori di spessore, faranno bene a convertirsi al turismo unica e possibile riforma per il Paese che abbonda di monumenti, opere di scultura e pittura oltre che un clima migliore di buona parte dell’Europa.
    Quanto a paesaggi siamo in ottima posizine.
    Oltre tutto questo materiale non si esaurisce ma più verrà usato e più impareremo a rispettarlo, tutelarlo ed a cercarne altro.
    Arte, Turismo, Territorio e Cultura possono e devono essere il nostro futuro.

    • per la verità Toyota
      ha imboccato strade bagliate diverse volte nell’ultimo decennio

      durante studio delle celle a combustibile aveva fatto una scoperta applicabile alle batterie allo stato solido

      tanto da farli annunciare che le avrebbe presentate alle olimpiadi del 2020 poi spostate al 2021
      ma delle batterie allo stato solido toyota ..
      nessuna traccia

      intanto Tesla e gli altri hanno presentato auto dignitose e usabili da molti,moltissimi utenti
      semplicemente affinando chimica e controlli sulle litio “normali”

      e adesso che all’orizzonte ci sono batterie economiche litio-ferro-fosfato
      o adddirittura i recenti annunci di quelli sodio-zolfo

      secondo me , per il prossimo mezzo secolo , ci sono poche alternative agli accumulatori a ioni
      per rapporto prezzo/prestazioni

      my 2 cent

  6. Famosi propulsori FIRE o…batterie di ultima generazione?? Bel di.lemma,, pur se a sindacati e buona parte della politica nazionale interessano livelli occupazionali e poco d’altro

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