L’anno inizia bene per il mercato delle due ruote elettriche che in gennaio segna un bel 18,5% in più di immatricolazioni rispetto al 2025. Ma a guardare i dati, non poi così bene.
Gennaio 2026 apre il mercato delle due ruote elettriche con un segno positivo. Sono in crescita le immatricolazioni di scooter e moto mentre ancora in calo quelle dei ciclomotori. Secondo i dati forniti da ANCMA, in totale i veicoli targati sono stati 334 contro i 282 dello stesso periodo nel 2025. Una crescita importante (+18,5%) che arriva dopo un 2025 difficile, chiuso con un -16%.

In particolare continua il trend che vede le moto elettriche sempre più protagoniste e soprattutto sempre più numerose. A gennaio 2026 ne sono state immatricolate 63, quasi cinque volte tanto il targato dell’anno scorso nello stesso periodo. Un incremento del 385%. D’altra parte durante tutto il 2025 abbiamo visto come le moto siano in crescita e come ormai stiano inanellando risultati che non possiamo più derubricare come marginali. Basta confrontare le vendite con quelle dei ciclomotori. Categoria in grande calo (anche a gennaio -21,5%) che ormai sta per essere raggiunta dalle moto. In particolare i ciclomotori soffrono la mancanza di commesse da parte dei servizi di sharing e di delivery. Tengono gli scooter che con 187 immatricolazioni guadagnano un 15,5% rispetto alle 162 del gennaio 2025.

Ma il mercato due ruote di gennaio 2026 è andato davvero bene?
Abbiamo detto che ha guadagnato quasi un 18,5% rispetto al gennaio 2025 quindi non c’è dubbio che sia andato bene. Ma il problema sta nel confronto con gennaio 2025, un mese (come tanti altri nel 2025) che ha registrato un grande calo (-22%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Riassumendo potremmo dire gennaio 2026 è più ricco di un poverissimo gennaio 2025. Possiamo essere quindi speranzosi, ma non contenti. I
l mercato delle due ruote elettriche in Italia fa sempre più fatica, i numeri son piccoli e quindi di scarso interesse per i grandi produttori internazionali. Questo porta di fatto a un oligopolio in cui un paio di brand dominano sul mercato. Il rischio è che un’offerta limitata (per quanto buona) riduca ulteriormente interesse e numeri di vendita.
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