Meno burocrazia per installare le colonnine HPC. Lo chiede il Parlamento Ue

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Il Parlamento europeo chiede meno burocrazia per l’installazione delle colonnine di ricarica HPC lungo la rete stradale. Una proposta prevede infatti di eliminare, in alcuni casi, l’obbligo di autorizzazione per installare infrastrutture di ricarica fino a 1 MW su strutture già esistenti.

L’obiettivo della UE è ridurre tempi e burocrazia per sostenere la diffusione della mobilità elettrica. Il testo dovrà essere negoziato con Commissione e Stati membri.

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Rete di ricarica: la UE chiede meno autorizzazioni

La proposta rientra nel cosiddetto “EU Grid Package”, il pacchetto legislativo con cui Bruxelles vuole modernizzare le reti elettriche europee e velocizzare la realizzazione delle infrastrutture energetiche.

Tra le novità più rilevanti per il settore della mobilità elettrica c’è l‘innalzamento della soglia oltre la quale diventa necessaria un’autorizzazione preventiva. Il limite passerebbe da 100 a 200 kW per piccoli impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e stazioni di ricarica.

La misura più significativa riguarda però le stazioni di ricarica fino a 1 MW installate su strutture artificiali, che potrebbero essere esentate dalle autorizzazioni. La definizione non è ancora stata chiarita nel testo, ma secondo i promotori della proposta potrebbe comprendere anche le aree di servizio autostradali, uno dei luoghi chiave per l’espansione della ricarica ad alta potenza.

Tempi più snelli per collegare le colonnine alla rete

Il Parlamento propone anche procedure molto più rapide per l’allacciamento alla rete elettrica.

Per le infrastrutture di ricarica fino a 1 MW, il tempo massimo per ottenere il via libera sarebbe di tre mesi, mentre gli impianti di maggiore potenza avrebbero un limite di sei mesi. Si tratta di tempistiche decisamente più brevi rispetto a quelle inizialmente ipotizzate dalla Commissione europea.

Gli eurodeputati chiedono inoltre che, qualora l’amministrazione non rispetti i termini previsti, l’autorizzazione venga concessa automaticamente. Una proposta che incontra però la contrarietà del Consiglio dell’Unione Europea, che rappresenta i governi nazionali.

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Una stazione di ricarica Powy HPC in autostrada

Uno sportello digitale unico per tutte le pratiche

Tra le altre misure contenute nella posizione del Parlamento figura la creazione di un portale digitale nazionale unico, attraverso il quale gestire tutte le fasi delle autorizzazioni.
L’obiettivo è rendere più trasparente e uniforme l’iter burocratico, riducendo i tempi per operatori e investitori e favorendo lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla transizione energetica.

Il Parlamento propone inoltre un quadro europeo armonizzato per le autorizzazioni delle infrastrutture di rete, così da limitare le differenze tra i diversi Stati membri.

Il negoziato europeo è appena iniziato

Nei prossimi mesi inizieranno i negoziati con il Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione, che dovranno trovare un compromesso sul testo definitivo. È quindi probabile che alcune delle richieste più ambiziose avanzate dagli eurodeputati vengano ridimensionate.

Se le semplificazioni entreranno davvero in vigore, anche gli operatori attivi in Italia potrebbero quindi beneficiare di procedure più rapide per ampliare la rete di ricarica. A condizione che le nuove regole vengano recepite e applicate a livello nazionale.

  • LEGGI anche: “Prima le auto elettriche o le colonnine? Dipende: nelle città del Nord, per esempio…”  e guarda il VIDEO

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